Il media norvegese VG e il giornale svedese «Aftonbladet» scrivono che nel 2023 il deputato del Partito Conservatore norvegese Peter Frølich ha facilitato la spedizione illegale in Ucraina di droni dotati di telecamere termiche, dopo che la dogana ne aveva bloccato l’esportazione. Successivamente, le autorità norvegesi hanno modificato le norme, autorizzando l’invio di droni civili in Ucraina. All’epoca, la dogana norvegese aveva bloccato il carico poiché la sua esportazione era vietata da una legge risalente agli anni ’50. Successivamente, il deputato si è rivolto direttamente al governo norvegese, avvertendo che qualsiasi ritardo avrebbe potuto costare la vita ai militari ucraini. Nonostante le restrizioni in vigore, l’organizzazione è riuscita a consegnare i droni in Ucraina. Il comunicato non specifica in che modo il carico abbia attraversato il confine. Frølich ha dichiarato di non pentirsi di aver violato la legge.
Ecco, vorrei che si parlasse di più (e si parlasse positivamente!) delle persone come Peter Frølichю Allora potremo sperare che, col tempo, il numero di queste persone aumenti almeno leggermente: quando una persona fa o progetta di fare una cosa positiva, deve sentire che non lo sta facendo «inutilmente» e noi abbiamo la possibilità di potenziare quella sensazione.
L’archivio del 2026 год
Ieri Elon Musk ha pubblicato una delle sue iksate:
The endless slaughter of Ukrainian and Russians must stop.
We should some sympathy for the poor Russian conscripts too. Those kids have no choice but to fight and die in drone strikes.
Avrei potuto presumere che Musk, semplicemente, non è tanto aggiornato: i coscritti russi venivano mandati, indipendentemente dalla loro volontà, in guerra in Cecenia perché quest’ultima veniva considerata un territorio dello Stato russo (venivano mandati anche in Afghanistan negli anni ’80, ma era un’altra epoca con le sue logiche diverse). La guerra in Ucraina, invece, viene considerata una guerra sul territorio estero pure dai dirigenti dello Stato russo (curioso, vero?), dunque loro non si sentono in grado di violare almeno questa propria legge: quella che vieta di mandare i coscritti a combattere all’estero.
Ma mi sembra strano che sia così poco aggiornato. Mi sembra più probabile che scriva le cose che in questo momento storico sono utili a Trump.
Quello che Musk difficilmente non può non sapere è il fatto che tutti quei russi che a partire dal 2022 vanno a combattere in Ucraina firmano, non essendo dei militari di professione, un contratto con il Ministero della «Difesa» russo. In base a quel contratto prendono 200 mila rubli di stipendio mensile, una grossa somma per il solo fatto della firma del contratto (questa varia in base alla regione della loro provenienza e può arrivare anche a 5 milioni di rubli) e garantiscono, quando vengono fisicamente eliminati dall’esercito ucraino, un altro paio di milioni di rubli alla propria famiglia. Attualmente un euro vale 90 rubli. Provate a valutare voi quanto sono «poveri» i tanto cari a Musk «coscritti» russi.
La trama in sé non è tanto originale, ma questa sua versione mi sembra ben riuscita:
Certo, avrebbero potuto uno sforzo in più e scrivere un altro paio di prompt per impedire all’AI di stravolgere tutte le scritte inquadrate. Ma in generale, come idea per un video satirico, va bene.
A volte mi capitano degli strani momenti nei quali sento il bisogno di ascoltare un po’ di musica barocca. Sono dei momenti che durano poco, ma capitano. Mentre io, per fare in modo che quei momenti abbiano anche una piccola utilità pratica, li condivido con voi nella mia rubrica musicale del sabato!
Così, per oggi mi è venuta in mente la suite barocca per clavicembalo «Plainte faite à Londres pour passer la mélancholie» scritta dal compositore tedesco Johann Jakob Froberger nel 1652 dopo essere stato assalito e interamente saccheggiato dai pirati durante il suo viaggio verso Londra.
In qualità della seconda composizione di Froberger aggiungo la non meno nota suite N20 in Re minor, chiamata dal compositore stesso «Méditation sur ma mort future»:
Che post musicale allegro che è venuto fuori…
Questa volta pubblico nella rubrica del sabato un articolo che si presenta come una cronologia della nuova ondata di «pacifismo alla Putin» da parte di Donald Trump: un’ondata in cui egli ha ripreso con rinnovato vigore a costringere l’Ucraina alla capitolazione di fronte alla Russia di Putin.
Trump, ovviamente, non intraprende personalmente tutte le azioni volte a esercitare pressioni, ma è evidente che le ordina ai suoi rappresentanti e ai suoi complici politici.
Fortunatamente, la sua libertà politica e burocratica non durerà a lungo. Almeno ufficialmente.
Probabilmente negli ultimi giorni avete già letto o sentito parlare di una notizia tecnica che vi è sembrata del tutto irrilevante personalmente per voi: nel linguaggio di programmazione PHP (con cui sono stati realizzati milioni di siti web) sono state individuate due vulnerabilità critiche. Se non vi occupate di sviluppo web, non perdete tempo a leggere la descrizione tecnica di tali vulnerabilità; se invece vi occupate di sviluppo web, sapete già tutto sugli aspetti tecnici di tali vulnerabilità anche senza il mio intervento.
Allo stesso tempo, è importante che praticamente tutti gli utenti dell’internet siano a conoscenza delle conseguenze dell’individuazione di tali vulnerabilità. Il fatto è che gli sviluppatori seri di siti web scritti in PHP si sono affrettati ieri e oggi ad aggiornare le versioni di PHP utilizzate sui propri server: in quattro di queste versioni le vulnerabilità sono già state risolte dagli stessi sviluppatori del PHP. E l’aggiornamento della versione in uso può comportare modifiche nel funzionamento del codice del sito, poiché in qualsiasi linguaggio di programmazione l’elaborazione di alcuni comandi cambia da una versione all’altra (anche in questo caso, non vi carico di dettagli che non vi servono). Affinché il codice del sito, memorizzato nei file sul server, sia pienamente compatibile con la nuova versione del linguaggio di programmazione, è necessario verificare il funzionamento dell’intero sito e aggiornare i frammenti del codice ormai obsoleti. Quindi, se uno dei siti che utilizzate in questi giorni dovesse improvvisamente funzionare in modo strano o addirittura male, sappiate che il suo sviluppatore è passato a una versione sicura del PHP, ma non ha ancora individuato e corretto tutte le incongruenze nel codice.
Cosa potete fare voi, in qualità di semplici utenti? La risposta è ovvia: segnalare allo sviluppatore o all’amministratore del sito un malfunzionamento tecnico riscontrato sul sito. Lui, da solo, potrebbe non individuarlo così rapidamente come è capitato a voi (per esempio, perché ha iniziato la ricerca «da un’altra parte»).
In che modo quanto detto sopra si applica proprio a questo mio sito? Anche a questa domanda c’è una risposta semplice: ieri sono passato alla versione più recente del PHP disponibile sul mio server, anche se nel mio caso specifico non era tanto necessario (l’amministratore del server aveva già «messo in sicurezza» la versione del linguaggio che stavo utilizzando). Ma la sicurezza non è mai troppa, e prima o poi avrei comunque dovuto aggiornare. Quindi l’ho fatto pure per il CMS… E voi, visitatori, ora segnalatemi tutte le stranezze tecniche e gli errori che notate sul sito: magari salta fuori qualcosa da qualche parte che io non ho ancora notato.
Ieri, poco dopo l’incontro tra Putin e il rappresentante speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Witcoff a San Pietroburgo, un corrispondente del canale televisivo «Vesti» ha chiesto all’assistente del presidente russo Yuri Ushakov quanto fosse vicina la fine della guerra russo-ucraina. Questi ha risposto:
Non so quanto ci stiamo avvicinando, ma la situazione sta andando in quella direzione.
Questa risposta significa forse che l’aggressore si sta davvero preparando alla fine della guerra? Triplo ahahahaha…
Questa risposta significa solo due cose. In primo luogo, Ushakov ha il compito di dare a Trump l’impressione di essere (Trump) un grande pacificatore e che solo lui (e i suoi rappresentanti) possano costringere l’Ucraina alla capitolazione (cioè alla fine della guerra).
In secondo luogo, il capo di Ushakov spera tanto che Trump, nel risolvere i propri problemi politici, eserciti una forte pressione su Zelensky: affinché accetti le richieste di Putin e «metta fine alla guerra». Se non dovesse riuscirci, almeno creerebbe enormi problemi militari (negando l’accesso a Starlink, alle informazioni di intelligence, alle munizioni e alle armi).
Come è già successo molte volte, Putin e i suoi rappresentanti (compresi Ushakov e Trump) hanno dimenticato la riluttanza dell’Ucraina ad arrendersi. Lo stesso Putin, poi, non ha chiaramente alcuna intenzione di fermare le truppe sulle posizioni attuali o addirittura di ritirarle, almeno da una parte del territorio ucraino: non vede alcun vantaggio per sé in questo. E Trump non ha intenzione di fargli notare questo vantaggio.
Il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ha confermato che Mosca e Washington «stanno conducendo un dialogo» sul rilascio dei detenuti dalle colonie penitenziarie russe. Secondo Ryabkov, le discussioni si svolgono «attraverso i canali dei servizi segreti» e nel dialogo sono coinvolti «gli organismi competenti». Non ha fornito ulteriori dettagli, compresi i nomi dei possibili candidati da inserire nelle liste di scambio. In precedenza, a settembre, la rivista The Atlantic aveva riferito che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva sostenuto l’idea di allentare parte delle sanzioni contro la Russia in cambio del rilascio dei prigionieri politici.
In realtà, questa notizia dal contenuto molto vago ha un’applicazione pratica ben precisa. Se tra i vostri parenti, amici, conoscenti e colleghi privi di cittadinanza russa ci sono delle menti alternative che si trovano in Russia (o che hanno intenzione di andarci), spiegate loro che l’attuale Federazione Russa è il posto più pericoloso al mondo per loro. In qualsiasi scambio del tipo «detenuti in cambio della revoca delle sanzioni» o «detenuti in cambio di detenuti», i detenuti stranieri hanno il valore più alto di quelli russi: saranno loro che gli Stati Uniti cercheranno di liberare per primi, anche con il presidente Trump. Ciò significa che, per lo Stato russo, i detenuti stranieri diventano una merce particolarmente preziosa: più ne arresti, maggiore sarà la revoca delle sanzioni che potrai poi negoziare.
Per quanto possa sembrare strano, moltissime persone non comprendono questa semplicissima verità. Provate a spiegarlo almeno ai principali amanti del rischio tra le menti alternative.
Inoltre, potete ricordare che Trump non nasconde più di essere pronto ad aiutare Putin in tutto e per tutto.
Cominciamo, come sempre, dal testo della notizia.
Presso il Centro per lo sviluppo sanitario della Scuola di gestione «Skolkovo» di Mosca è stato istituito un laboratorio sulla longevità: lì si studierà l’impatto dell’aumento dell’aspettativa di vita sulla sanità, sui mercati, sul mondo del lavoro e sulle politiche pubbliche. Sulla base dei dati raccolti, i ricercatori proporranno soluzioni gestionali volte a migliorare la qualità della vita degli anziani. E la direttrice dell’Istituto medico-scientifico e formativo dell’Università Statale di Mosca, Maria Vorontsova, figlia di Putin, intervenendo al forum di «Skolkovo», ha affermato che finora la scienza ha compiuto pochi progressi nel risolvere la questione del prolungamento della vita umana oltre il «potenziale naturale fissato a 85–90 anni». Secondo lei, uno degli ostacoli che si frappongono ai ricercatori è il fatto che l’invecchiamento non sia considerato una malattia, e senza una diagnosi è impossibile condurre sperimentazioni cliniche sui farmaci. Tuttavia, secondo le previsioni di Vorontsova, tra 10–20 anni «la paura universale della morte» spingerà gli organizzatori del sistema sanitario ad affrontare questo problema.
Cosa possiamo dedurre da quanto letto? Prima di tutto, possiamo e dobbiamo capire che il 74enne Putin – il quale, come sappiamo dalle sue conversazioni intercettate, ha molta paura della morte – intende vivere ancora almeno dieci anni e mantenersi, alla fine di questo periodo, in condizioni adeguate per risolvere il proprio problema dell’invecchiamento. Da un punto di vista puramente biologico, i suoi piani potrebbero anche essere fondati: molti dei suoi antenati diretti hanno vissuto molto a lungo, mentre lui stesso sembra prendersi cura della propria salute e ricevere prognosi dai propri medici.
Nel suo caso, però, io non mi affiderei solo al fattore biologico. Anche se nessuno tentasse di «influenzare negativamente» la sua biologia (ma come si può esserne così sicuri?), il suo ambiente di vita potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni, riducendo la sua vita a una semplice esistenza biologica. Non sono sicuro che lui sia così diverso dalla maggior parte di noi da intendere proprio questo per «vita lunga».
La sera e nella notte del 17 ottobre, a causa della minaccia di attacchi da parte di droni ucraini, gli aeroporti di Mosca hanno nuovamente imposto restrizioni sui voli in arrivo e in partenza. In totale, secondo i dati del tabellone online, sono stati ritardati o cancellati oltre 350 voli. Anche il giorno prima, negli aeroporti di Mosca, a causa della minaccia dei droni, erano stati ritardati almeno 200 voli.
Tutto questo perché già all’inizio di settembre Vladimir Zelensky aveva avvertito:
Oggi vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni assicuratore, tutti coloro che ancora utilizzano i principali aeroporti russi: il cielo russo sta diventando completamente pericoloso. L’Ucraina non rappresenta una minaccia per l’aviazione civile in quanto tale – per nessun aereo civile. Semplicemente, nei cieli russi saranno presenti droni, ed è necessario esserne consapevoli. […] Noi in Ucraina non vogliamo che si perdano vite innocenti. Pertanto, avvertiamo i nostri partner: nei cieli russi non ci sono più momenti sicuri. È importante che lo sentano gli ambasciatori dei paesi che operano qui, in Ucraina, e gli ambasciatori che operano a Mosca. […] È importante che lo sentano le compagnie aeree interessate, che attualmente volano verso gli aeroporti, in primo luogo di Mosca, San Pietroburgo e altre destinazioni chiave della Russia. L’aviazione civile non ha posto tra i droni.
C’è un Vladimir che ha iniziato la guerra per «aumentare la sicurezza della Russia». C’è un Vladimir che è un grado di decidere se e quando si vola in sicurezza da per la Russia (più o meno tutti i voli internazionali importanti passano per Mosca). Sono due Vladimir diversi.



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