Per puro caso su Facebook mi è comparsa una immagine che illustra il vero grande problema dell’Europa del sud e dell’est:

Inoltre, ho avuto una ennesima conferma del fatto che in una delle vite passate ero norvegese o svedese (esistono anche altri indizi, me ne parlerò in post separati).
L’archivio della rubrica «Saggezza»
Tante persone sono convinte che un oggetto di qualità non può costare poco. Ancora più persone pensano nell’ordine inverso: che un oggetto a basso costo non può essere di qualità buona. Mentre la realtà è un po’ più complessa, come accade con tutte le altre «saggezze popolari».
Nella vita reale la semplice esperienza dimostra: per trovare un oggetto di qualità tra quelli poco costosi, bisogna provare una quantità imprevedibile di questi ultimi. Proprio questo fatto rende l’acquisto casuale degli oggetti poco costosi un processo poco conveniente (è meglio la qualità prevedibile a cento euro o tre tentativi da esito imprevedibile a quaranta euro ognuno?). diventa conveniente solo quando l’acquirente segue i consigli delle persone esperte o fortunate: cosa si può comprare e cosa è meglio evitare.
Io, per esempio, oggi posso dare un nuovo consiglio del genere, sperando che aiuti qualcuno a non spendere troppo per le cose inutili.
Immaginiamo un semplice fumatore responsabile, quello che non abbandona il vizio sempre meno di moda, ma non vuole nemmeno buttare i mozziconi dove capita (nelle aree naturali durante le gite, sulle scale degli edifici con uffici, sui balconi degli amici e parenti non fumatori etc.). Per condurre una vita tranquilla e felice un fumatore del genere ha bisogno di un posacenere portatile: non troppo grande, ben chiudibile, facilmente trasportabile e difficilmente perdibile. E, ovviamente, poco costoso: perché non è l’unica spesa della nostra vita.
Io, per esempio, già più di due anni fa ho trovato su Aliexpress – con le parole «posacenere portatile» – questo interessante modello:

Costava un po’ meno di tre euro con la consegna gratuita. E io ho pensato di avere testato per abbastanza tempo questo oggetto super economico, abbastanza da poter scrivere una recensione positiva.
Al momento dell’ordine avevo scelto il colore nero (uno dei miei preferiti). L’oggetto arrivato corrispondeva completamente alla foto della inserzione (bene!), a eccezione del moschettone che anche esso è arrivato quasi completamente nero (a me così piace ancora di più). Il posacenere pesa 38 grammi, è alto 6,5 cm e ha il diametro di 3 cm. La leva del moschettone si apre facilmente (ma non troppo) con un dito, permette di fissare l’oggetto alla cintura o allo zaino con una mano in una mossa.

Tutto il corpo del posacenere è metallico (ma non è magnetico). Il tappo (è quello sopra) si avvita nella filettatura profonda 0,5 cm. Tra il corpo del posacenere e il tappo all’esterno è presente anche una guarnizione di gomma, quindi il posacenere si chiude ermeticamente. È possibile mettere dentro un mozzicone non spento e avvitare il tappo: si spegne tutto da solo e non esce nemmeno del fumo / odore.

I primi due minuti circa dopo la chiusura del tappo il corpo del posacenere rimane leggermente tiepido, ma non in un modo fastidioso.
Di conseguenza, posso dire di avere trovato, per una somma bassissima, un oggetto di qualità che corrisponde perfettamente alla propria destinazione. Certo, un giorno potrebbe degradarsi la gomma (ma bisogna vedere se questo sarà un evento critico per la funzionalità), rovinarsi la filettatura (per ora non vedo alcun indizio) o rompersi la leva del moschettone (il quale può essere facilmente sostituito con uno nuovo qualsiasi), ma anche l’acquisto di un posacenere nuovo da 3 euro ogni x anni non è assolutamente una spesa sensibile.
Ora i fumatori responsabili sanno di cosa hanno bisogno!
Ieri, il 1° giugno, era una delle versioni della Giornata internazionale dei bambini (quella proclamata nel 1925 a Ginevra). A Mosca, quest’anno, quella Giornata è stata festeggiata particolarmente bene… No, non si è deciso di non bombardare più le zone di uno Stato vicino dove vivono pure i bambini. Ma, per esempio, nel parco Vorontsovsky della città la polizia russa ha esposto al pubblico l’attrezzatura utilizzata per disperdere i manifestanti: i camion per il trasporto delle persone fermate e le altre cose simili. I bambini hanno così potuto familiarizzare con ciò che li aspetta tra qualche anno.
L’istruzione viene prima di tutto!
Sulle confezioni di molti prodotti consumabili (non solo quelli mangiabili o bevibili) accanto alla indicazione del peso o del volume del contenuto si trova il simbolo «℮».

Non tutti sanno cosa significa e a cosa serve. Ancora meno persone si ricordano di informarsi sull’argomento. Ebbene, il Capitan Ovvio si affretta a fornire una risposta alle domande non fatte. Continuare la lettura di questo post »
Se un professionista / esperto / specialista va a consultare un manuale, non dimostra di essere incompetente. Dimostra l’esatto contrario.
Un medico, un architetto o un giurista che apre un manuale o un codice fa benissimo. Fa invece malissimo chi finge di ricordare sempre tutto. I primi sanno dove e come cercare, imparare e pure applicare ancora meglio di prima. I secondi rischiano il benessere altrui solo per cercare di apparire più fighi possibile.
I piloti degli aerei, per esempio, hanno l’obbligo di consultare il manuale in ogni situazione atipica. Qualcuno vuole sostenere che il rispetto di tale obbligo sminuisca la loro grandezza?
In una certa misura l’obbligo dovrebbe valere per tutti.
In italiano esiste una parola specifica – anche se gergale – per indicare i nascondigli della droga? Per fortuna o purtroppo, non lo so proprio.
Però so che uno dei posti ideali per tali nascondigli sono le auto dei vari sistemi di car sharing. Lasci la merce in una macchina, in qualche modo la indichi al cliente/destinatario, apri la macchina a distanza quando la persona arriva, poi chiudi la macchina al «ritiro» avvenuto e vai via a sbrigare gli altri impegni.
Il sistema ha qualche punto debole? Probabilmente quello di dover aprire troppe auto senza poi viaggiare.
Non era un suggerimento per i pusher!
Non tutti sanno (oppure non si ricordano?) che è molto facile scegliere lo spazzolino da denti ideale. Esso ha il raschietto per la lingua sul lato «posteriore». Ecco un esempio:

Fateci caso a questo aspetto la prossima volta che andate a comprare uno spazzolino nuovo.
P.S.: chi ve lo avrebbe mai raccontato se non io?
Da piccole le capre gulabi sembrano particolarmente belle:

Ma poi crescono, diventando adulte e mature: Continuare la lettura di questo post »
Una delle idiozie più grandi nella vita è l’acquisto di una [seconda] casa per le vacanze. Ho almeno due motivi per affermarlo.
Il primo motivo è di carattere economico. Perché spendere tutti quei soldi in acquisto, imposte sugli immobili (da pagare ogni anno) e manutenzione se poi la casa è utilizzata al massimo per un mese all’anno? Anche se avete la fortuna di poter dedicare il 100% delle ferie alle vacanze e di potere fare utilizzare quella casa a qualche amico e/o parente, resta comunque vuota per la maggior parte dell’anno. A quel punto conviene prenderne una in affitto quando ce n’è il reale bisogno. Oppure andare in un bel albergo.
Il secondo motivo per il quale la casa delle vacanze non va comprata è di carattere psicologico. Ma pure educativo. Avete notato che i proprietari delle seconde case si sentono obbligati ad andarci per tutte le vacanze? Lo fanno perché logicamente cercano di giustificare quel grande acquisto. Ma il risultato è tristissimo: quelle persone non vedono il mondo. Passano tutta la loro vita tra la casa, il lavoro e la casa delle vacanze (in questo periodo particolare, poi, solo tra le due case). In sostanza, si sono incatenate con le proprie mani. Che tristezza…
P.S.: in generale, secondo me è inutile l’acquisto di tutti gli oggetti costosi di uso non quotidiano (barche, aerei, spesso anche auto), ma questo è l’argomento di un altro post.

P.P.S.: ricordo a tutti che a partire dal 3 giugno sono consentiti gli spostamenti in tutta Italia. A partire dal 1 luglio, se non dovesse succedere qualcosa di catastrofico, si potrà viaggiare anche all’interno dell’UE. Di questi tempi non è poco. In più, si tratta già di una porzione del mondo interessantissima.
Il post odierno ha ben due obiettivi: svelare un grande segreto e comunicare una cosa banalissima ai miei cari lettori.
Il grande segreto che nessuno vi avrebbe mai raccontato consiste nel fatto che a un normale essere umano che cammina con una mascherina chirurgica regolarmente indossata si appannano gli occhiali. Di conseguenza, se incontrate per strada una persona con gli occhiali che tiene la mascherina solo sulla bocca, non pensate che si tratti di un idiota. Probabilmente, quella persona vuole solo vedere dove sta andando.
Un avviso importante: non invito nessuno a indossare male la mascherina. Negli ambienti chiusi e nelle aree pubbliche affollate – qualora siano non evitabili – conviene calcolare bene il percorso prima di coprirsi con la mascherina e/o togliere gli occhiali. Questi ultimi, comunque, costituiscono un ulteriore strumento di protezione individuale.
La cosa banale promessa, invece, è quasi una confessione. Fino a qualche settimana fa non mi ero mai posto una semplicissima domanda: qual è il lato superiore di una mascherina chirurgica? Intendo: la parte azzurra (o verde) è rivolta verso l’esterno, ma qual è il lato lungo che deve trovarsi sotto gli occhi?
Ebbene, finalmente avevo scoperto che il lato superiore è quello con una striscia rigida. Quella striscia andrebbe schiacciata con una mano per prendere la forma del volto a cui deve aderire bene. Può essere fatta in uno dei due modi. Il primo è questo:

E il secondo è questo:

In ogni caso, penso che avrebbe senso stampare una freccia (o un altro tipo chiaro di indicatore) sulle mascherine. Tale misura utile non comporterebbe un aumento catastrofico dei costi di produzione.



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