Putin, durante la seduta plenaria del Forum economico orientale (VEF), ha affermato che il finanziamento del bilancio russo da parte delle imprese private è un’iniziativa degli imprenditori russi. Secondo lui, il mondo degli affari ha deciso di sostenere il Paese nelle circostanze attuali, e i fondi raccolti saranno destinati dal Governo al settore sociale, in particolare all’istruzione e alla sanità.
Se nel periodo di gennaio-marzo sono affluiti al bilancio russo 15,6 miliardi di rubli da organizzazioni non statali, alla fine di aprile l’importo è salito a 159,7 miliardi.
Noi, ovviamente, crediamo alla dichiarazione della Putin. Gli imprenditori non hanno chiesto a Putin dove siano finite quelle tasse (pagate anche da loro) che avrebbero dovuto finanziare l’istruzione e la sanità: tutti sanno già che sono state utilizzate per uccidere gli ucraini e per distruggere l’Ucraina. Non hanno nemmeno chiesto cosa sarebbe successo se non avessero manifestato la suddetta «iniziativa»: sanno già che sarebbero stati incarcerati con qualsiasi pretesto e che le loro attività commerciali sarebbero state confiscate (prima nazionalizzate, poi regalate a qualche amico di Putin).
E noi sappiamo perché, dopo l’inizio della guerra, non hanno venduto le loro attività e non sono fuggiti in Paesi dove non è necessario fare simili «iniziative». Alcuni non hanno fatto in tempo. Qualcuno ha capito che, anche scappando, sarebbe comunque finito sotto le sanzioni occidentali. E poi c’è chi sostiene realmente la guerra e magari ha pure comprato le attività di chi non era d’accordo con la guerra.
C’è solo una cosa che nessuno sa con certezza: lo stesso Putin crede davvero alla favola dell’"iniziativa degli imprenditori"?
L’archivio del 4 Settembre 2026
04/09/2026 alle 13:25



RSS del blog

