L’archivio del 5 Settembre 2026

La musica del sabato

A volte capita che anche una canzone leggera possa essere definita bella: come, per esempio, la «Dancing in the Moonlight». In origine, questa canzone è stata scritta dal tastierista statunitense Sherman Kelly e registrata nel 1970 dal suo gruppo Boffalongo, poi inclusa nel loro album «Beyond Your Head».

Dal punto di vista commerciale questa canzone ha però avuto più successo nella interpretazione da parte del gruppo rock franco-americano King Harvest (il quale l’ha registrata nel 1972 e poi inclusa nel proprio album «Dancing in the Moonlight» del 1973).

La popolarità della canzone non si è poi limitata all’inizio degli anni ’70: per esempio, nel 2000 è stata registrata dal giovame (all’epoca) gruppo inglese Toploader e inclusa nel loro album «Onka’s Big Moka»:

Mentre nel 2018 il gruppo elettropop svedese Jubël ha registrato la propria interpretazione della «Dancing in the Moonlight»:

Sareste capaci di reggere altre versioni della stessa canzone nel corso della stessa giornata? Secondo me è poco probabile.


Ultimamente mi è capitato più volte di sentire dire che, per la prima volta dopo molti decenni, gli USA si trovano ad affrontare una certa carenza di armi e munizioni: questo rende ancora più difficile, tra le altre cose, l’aiuto già di per sé non particolarmente attivo all’Ucraina in guerra. Ma questo non semplifica le cose non solo alle Forze Armate ucraine, ma anche, fortunatamente, all’esercito russo.
I problemi dell’esercito russo in materia di armi e munizioni sono noti già da diversi anni. Ma una recente inchiesta di The Insider dimostra in modo più argomentato che, nonostante la Russia abbia triplicato la produzione di esplosivi nel corso degli anni di guerra, continua comunque a dipendere dalle munizioni provenienti dalla Corea del Nord.
La definirei una notizia positiva.