Bene, per la seconda giornata di fila scrivo di Alexander Lukashenko.
Questa è la sua foto del 9 maggio 2023 scattata durante la parata sulla Piazza Rossa a Mosca:
Mentre questa sarebbe la sua foto scattata ieri, il 15 maggio 2023, a Minsk (dopo le voci riguardanti la sua prolungata assenza):
Lasciando da parte le reazioni e le emozioni che provoca la seconda foto, riconosco di essere vicino al chiedermi se si tratti di a) della stessa persona, b) di due persone. Sì, punto.
L’archivio del tag «bielorussia»
Ieri pomeriggio alcuni giornalisti si sono accorti che il presidente bielorusso autoproclamato Alexander Lukashenko – che non appare in pubblico dal 9 maggio – non si è presentato nemmeno al festeggiamento ufficiale della Giornata della bandiera, dello stemma e dell’inno, che si celebra in Bielorussia il 14 maggio. Il 9 maggio Lukashenko aveva partecipato alla parata per il Giorno della Vittoria a Mosca, ma ha saltato una colazione informale con il Presidente russo Vladimir Putin e, a quanto pare, sarebbe partito in anticipo per Minsk a causa di problemi di salute. In molti ipotizzano ora che Lukashenko sia gravemente malato o addirittura morto. I portavoce di Lukashenko non diffondono alcun comunicato e non rispondono alle domande dirette de giornalisti.
Ah, sì: alcuni sostengono che il 9 maggio Lukashenko era a Mosca con un catetere mascherato in questo modo:
Ovviamente io non intendo commentare (o partecipare alla creazione) le varie voci, ma non posso non menzionarne una veramente strana (in qualche modo poteva arrivare anche a voi). C’è chi sostiene che Lukashenko sia in fase di eliminazione da parte dello Stato russo. Il motivo sarebbe l’utilizzo del territorio, dell’esercito e delle risorse bielorussi per la guerra in Ucraina: quell’utilizzo al quale Lukashenko è sempre riuscito a opporsi.
Ebbene, a me sembra una ipotesi un po’ stupida. Certo, Putin e i suoi collaboratori hanno già combinato diverse cose molto stupide – a cominciare dal fatto stesso di attaccare l’Ucraina –, ma contare sul fatto che poche decine di militari preparati e attrezzati non meglio di quelli russi possano cambiare qualcosa nell’andamento della guerra sarebbe una manifestazione di disperazione totale. Se Putin non lo capisce, le sue condizioni mentali sono infinitamente peggio di quanto pensassi.
E sembrava impossibile…
La notizia dei missili russi in Bielorussia non mi sembra tanto preoccupante dal punto di vista della sicurezza del nostro pianeta (è più preoccupante la disponibilità di quei missili nelle mani sbagliate di sapete chi). Quindi volevo solo constatare: il discorso idiota sull’uranio era di fatto solo una introduzione, un pretesto. Nella mia testa avevo ipotizzato una cosa del genere, ma la logica mi era sembrata troppo primitiva pure per il ricercato Putin.
Ovviamente, spera che tutti si spaventino fino lasciargli l’Ucraina…
A volte nella vita capitano delle situazioni strane in cui il male agisce a favore del bene. Non lo fa apposta (come non fa delle cattiverie tanto per farle), ma solo perché in quelle determinate circostanze è convinto di tutelare i propri interessi. Si tratta di una coincidenza casuale.
Per esempio: pensiamo al presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. Con il Covid-19 e la guerra in Ucraina molte persone potevano essersi un po’ dimenticate dell’«ultimo dittatore europeo», del suo modo di condurre la politica interna in generale e della sua reazione alle proteste post-elettorali del 2020 in particolare. Ma Lukashenko esiste, è sempre al suo posto, e sempre dalla parte del male…
Ebbene, da oltre nove mesi sta resistendo alle pressioni di Putin e sta evitando di sostenerlo, nella guerra con l’Ucraina, con le forze militari bielorusse. Ovviamente non lo fa per l’amore verso gli ucraini o verso i propri militari. Lo fa perché ha paura – a ragione – di perdere il potere a causa dell’andamento della guerra. Proprio grazie a questo vengono salvate decine di migliaia di vite umane e l’Ucraina non è costretta a combattere su un fronte ancora più lungo. Il male sta agendo a favore del bene.
A questo punto posso aggiungere solo una constatazione: decine di miliardi di dollari regalati da Putin a Lukashenko sono stati sprecati. Lo «Stato unitario» tra la Russia e la Bielorussia sembra sempre più un fantasma.
A partire da oggi in Bielorussia è stato introdotto il cosiddetto «regime di operazioni antiterrorismo»: secondo il Ministero degli Esteri bielorusso tale misura è necessaria a causa delle «provocazioni» pianificate da «alcuni Stati vicini». Le presunte provocazioni, secondo il ministro (il quale, ovviamente, sta solo trasmettendo le idee del proprio capo), «comporterebbero l’occupazione di alcune parti del territorio bielorusso».
Dopo avere letto la notizia, ho provato a ricordarmi chi ci sia – di così terrificante e aggressivo – lungo i confini bielorussi. Per quanto mi sforzassi, non sono proprio riuscito a ricordarmi alcun candidato realistico… E voi avreste qualche idea in merito?
Io, per esempio, mi sono ricordato solo delle esercitazioni militari congiunte russo-bielorusse «Union resolve – 2022» che si erano tenute dal 10 al 20 febbraio di quest’anno. Tali esercitazioni si erano svolte sul territorio bielorusso. Uno dei dettagli più interessanti di quelle esercitazioni consiste nel fatto che le truppe russe non sono mai rientrate alla base. Non sono tornate non perché i bielorussi le abbiano usate come «materiale di studio pratico». Semplicemente, una parte di esse è andata in territorio ucraino, mentre l’altra parte è rimasta in territorio bielorusso per qualche motivo sconosciuto. È così che quelli che sono rimasti in qualche modo sembrano, più di tutti gli altri candidati, dei potenziali terroristi-provocatori.
Attendo quindi, con un interesse enorme, l’inizio della fase attiva della operazione antiterroristica bielorussa, ahahahaha
Come molti di voi sanno (forse) la Russia e la Bielorussia fanno parte (in teoria) di uno Stato unitario. Di conseguenza, dobbiamo ricordare che pure le innovazioni tecnologiche seguono – in Russia e in Bielorussia – una strada unica. Ieri ho scritto di uno robot cinese che è stato spacciato per uno robot «militare» «innovativo» «russo». Oggi, invece, vi racconto brevemente di una innovazione analoga bielorussa.
Lunedì si è svolta la presentazione di un nuovo modello della moto «Minsk» (del produttore bielorusso esistente dal 1951). In tale occasione, il direttore della azienda Nikolai Ladutko ha raccontato al presidente Aleksandr Lukashenko che il nuovo modello sarebbe realizzato con le componenti di produzione cinese, ma su progetto tecnico ideato e sviluppato all’interno della azienda.
Lukashenko ha rimproverato Ladutko per il fatto che le singole componenti della moto non vengano prodotte in Bielorussia ma, ovviamente, non si è accorto che si tratta della moto francese Mash X-Ride 650 Classic (la quale viene assemblata in Cina) con l’adesivo «Minsk» applicato sul serbatoio (non so dove sia stato stampato l’adesivo)..
Insomma, entrambi i presidenti possono essere facilmente ingannati allo stesso identico modo.
Uno degli aspetti piccoli – quasi invisibili – ma non da considerare poco importanti di questa guerra in Ucraina è il destino di molti immigrati politici bielorussi. Infatti, dopo le elezioni presidenziali super falsate del 2020 e le proteste popolari che ne sono seguite, molti oppositori al regime di Aleksandr Lukashenko erano fuggiti dalle repressioni verso i vari Paesi confinanti con la Bielorussia. Moltissimi sono andati in UE (per esempio, 178 mila bielorussi erano andati in Polonia), ma una quantità non irrilevante dei profughi aveva preferito di andare in Ucraina: uno Stato libero, con delle buone tendenze a una vera democratizzazione e, allo stesso tempo, con la lingua e l’ambiente favorevoli a un facile adattamento. In base ai dati che mi è capitato di leggere, circa 3,5 mila bielorussi avevano trovato un rifugio in Ucraina.
Ecco, ora quelle 3,5 mila persone sono costrette a valutare nuovamente l’opportunità di scappare. Scappare da qualche altra parte. Certo, alcuni di loro hanno già deciso di rimanere sul territorio ucraino e partecipare, in qualche modo, alla difesa della loro nuova casa dalla aggressione russa. Ma molti altri si stanno spostando verso l’Europa.
Io spero che l’Europa riesca a pensare a più tipi di profughi alla volta. O, meglio ancora, non farne troppa distinzione.
Ci sono molti aspetti della questione dei migranti sul confine tra la Belorussia e la Polonia che i miei lettori potrebbero (volendo, ovviamente) scoprire anche da soli. Ma l’ultima opera del caricaturista russo Sergej Ëlkin dove la scoprite? Solo da me!
Tutti i personaggi – animati e non – dovrebbero essere facilmente riconoscibili.
Ho sempre pensato che l’evoluzione politica di un dittatore rende quest’ultimo molto prevedibile e comprensibile in ogni dettaglio del suo comportamento. Ma ora devo riconoscere che oltre 27 anni al potere hanno trasformato Aleksandr Lukashenko in una creatura stranissima.
Per esempio: a cosa serve importare con gli aerei dei rifugiati di qualsiasi tipo per farli poi camminare verso il confine dell’UE?
Per provocare uno scontro e dimostrare di essere «meno peggio» di certi politici europei? Non sarebbe un risultato tanto credibile.
Per provocare una crisi umanitaria interna e rinviare la realizzazione della propria promessa di lasciare il potere (dopo il referendum costituzionale dell’inizio del 2022)? Non si capisce secondo quale logica si possa fare.
Per ricattare l’EU e recuperare un po’ di quei finanziamenti che negli ultimi anni sono stati negati dalla Russia? Ehm, non so bene come si possa riuscire in questa missione, ma la conoscenza dei modi di fare di Lukashenko mi suggerisce che al giorno d’oggi sia la versione più logica. Perché al potere vorrà rimanere, ma dovrà riempire di soldi le forze dell’ordine di repressione e l’esercito per farsi proteggere per dei lunghi anni.
In ogni caso, sarà interessante osservare gli sviluppi di questa operazione originale…
Se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, Aleksandr Lukashenko è un tipo che non si arrende mai.
L’altro ieri avevo brevemente scritto degli imminenti problemi finanziari del suo Stato, mentre ieri lui ha già firmato una ordinanza in base alla quale i cittadini tutto il mondo possono recarsi in Bielorussia per una vaccinazione anti-Covid a pagamento. Non penso che sia un provvedimento destinato ai cittadini europei (che ora riescono ad accedere con una relativa facilità ai vaccini affidabili). In Russia e in Ucraina, invece, le dosi dei vaccini scarseggiano. Mentre in Bielorussia viene prodotto lo Sputnik V!
Geniale…
Semplicemente geniale: in qualche modo riesce sempre a ottenere dei soldi dalla Russia ahahaha