Mi sembra evidente: è proprio questa la «risposta dell’anno».
Vorrei tanto che non ci fossero più motivi per domande e risposte del genere (così come per tutto il resto che ha portato alla situazione attuale), ma la realtà è quella che è.
L’archivio del tag «trump»
Tutto questo lo sapete già…
Nella notte del 14 ottobre, SpaceX ha introdotto delle limitazioni alla velocità alla quale il servizio StarShield può funzionare sui terminali Starlink installati sui droni ucraini. Ora i terminali funzionano solo a velocità non superiori a 100 miglia all’ora (160 km/h).
Allo stesso tempo, Vladimir Zelensky ha confermato (in un’intervista alla NPR) che l’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Trump ha minacciato Kiev di interrompere lo scambio di informazioni di intelligence, qualora le Forze armate ucraine non avessero cessato gli attacchi contro le raffinerie di petrolio sul territorio russo. Già la sera del 13 ottobre Zelensky aveva riferito che, per il secondo giorno consecutivo, i partner non avevano avvertito l’Ucraina del lancio di missili balistici dal territorio della Federazione Russa.
Ma oltre ai fatti elencati ci sono anche dei dettagli.
Posso capire perché tutto questo serva a Trump. Non mi piace proprio, ma da un punto di vista puramente logico riesco a capirlo: sta aiutando quella parte in guerra che gli sembra più forte e, di conseguenza, la più probabile vincitrice dello scontro. Accelerando la vittoria in guerra, Trump potrà attribuire a sé stesso un ruolo chiave nella conclusione della guerra, e questo è politicamente vantaggioso per lui.
Ma non riesco a capire a cosa serva tutto questo a Musk. Non ho una spiegazione logica. Musk è molto ricco. Era molto ricco già prima che Trump diventasse Presidente e sarebbe rimasto molto ricco anche senza avere alcun legame con lui. Inoltre, rimarrà molto ricco (a meno che non porti le sue stravaganze a livelli cosmici) anche dopo la scomparsa di Trump. E ha tutte le possibilità di sopravvivere a Trump e a Putin — e di continuare ad arricchirsi, vendendo i propri prodotti in tutto il pianeta: compreso il territorio dell’attuale Russia. Ma qualcosa del tutto irrazionale lo spinge a rendersi complice delle azioni disumane di ben due presidenti criminali. Persone del genere andrebbero catturate e studiate in istituti specializzati.
Ieri Trump ha annunciato, con un messaggio privo di alcun dettaglio concreto, che la Russia e l’Ucraina avrebbero concordato una tregua nel settore energetico:
Effective immediately, there is an ENERGY CEASEFIRE in the War between Russia and Ukraine. Both parties have agreed. Do not break it! Thank you for your attention to this matter. President DONALD J. TRUMP
Zelensky, invece, ha dichiarato in una breve intervista alla Axios che la tregua annunciata da Trump «è stata una novità» per lui:
Se il presidente Trump ha concordato questo con Putin, vi preghiamo di comunicarci quando avrà inizio la tregua. Siamo pronti e d’accordo ad accettarla.
L’autore del presente post afferma:
La tregua tra la Russia e l’Ucraina nei bombardamenti del settore energetico è, per Trum, un po’ come la vittoria nella guerra con l’Iraq: «succede» con una buona periodicità.
Ma, seriamente parlando, è evidente che si tratta di una grande notizia anche per Putin. Infatti, come ogni anno a partire dal 2022, Putin non vuole concludere un accordo energetico prima dell’inverno, poiché ritiene che gli attacchi alle infrastrutture energetiche durante la stagione fredda possano costringere l’Ucraina a fare delle concessioni (nel migliore dei casi anche arrendersi).
E così ho commentato l’ennesima trumpata.
Sembra molto convinto:
Probabilmente perché si basa sui dati statistici:

Da Presidente serio, si sarà informato, vero?
Ho letto che Trump ha firmato ieri un decreto per la creazione di una piattaforma digitale unica (America.gov) che consenta di accedere ai servizi delle agenzie federali degli Stati Uniti.
America.gov è un sito web dotato di un chatbot basato sull’intelligenza artificiale, destinato a diventare per gli americani uno «sportello unico» e ad aiutarli a interagire con le agenzie federali — ad esempio, per richiedere sussidi sociali, far inoltrare la posta o cambiare nome. Tutte le agenzie federali, a loro volta, sono tenute a integrare con il nuovo sito i propri sistemi destinati all’interazione con i cittadini.
Ovviamente, sono andato a vedere se il sito funziona già in qualche modo… Stranamente (per questi tempi), non ha alcun riferimento al «Più GRANDE PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI DONALD J. TRUMP»: non c’è il suo nome in lettere dorate, la sua foto o le sue citazioni…

Ho pure provato a fare una domanda di controllo:

Boh, secondo me gli sviluppatori hanno ancora tanto da fare!
Sabato Trump ha invitato Zelensky ad avviare negoziati con la Russia per porre fine alla guerra. Mentre le fonti di Bloomberg (probabilmente inventate, ma non ne sono certo) già venerdì avevano riferito che Trump, durante l’incontro con Zelensky a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU, gli aveva proposto di recarsi a Mosca per incontrare Putin. Zelenskyy, secondo gli «interlocutori» dell’agenzia, avrebbe rifiutato la proposta di Trump. Ufficialmente, l’ufficio del Presidente ucraino ha dichiarato che Trump non ha proposto a Zelensky di recarsi a Mosca per i negoziati.
Supponiamo che tutto quanto sopra sia vero. In tal caso, si possono sottolineare due cose. In primo luogo, è assolutamente normale che l’ufficio di Zelensky non voglia mettere ulteriormente in evidenza il livello di idiozia di Trump.
In secondo luogo, Zelensky avrebbe potuto coniugare la sua professione precedente con quella attuale: proporre a Trump di dare l’esempio recandosi a Teheran per i negoziati (una battuta attualmente molto diffusa su Internet), ma farlo in modo molto diplomatico. Ma se una proposta del genere fosse stata avanzata, non ne avremmo saputo da «fonti» di Bloomberg: sarebbe stato lo stesso Trump a iniziare in qualche modo a parlare pubblicamente dell’argomento.
Associated Press riferisce che ieri Donald Trump ha esortato il presidente ucraino Vladimir Zelensky a cessare gli attacchi contro gli impianti russi legati alla produzione del diesel, affermando che tali attacchi ne causano una carenza.
Mr. Zelenskyy has to do one thing. He has to stop knocking out diesel fuel in Russia.
Mi ricordo che mesi fa qualcuno (non mi ricordo precisamente chi) aveva affermato che Trump sia realmente contrario alla guerra in Ucraina a causa delle presunte convinzioni personali o religiose. Anche se dovesse essere vero, ieri mattina si era svegliato senza quelle convinzioni e, di conseguenza, non ha detto che gli attacchi russi causano la carenza degli ucraini. Però ogni giorno si sveglia con le convinzioni diverse, non bisogna perdere la speranza…
Anche se, purtroppo, la comprensione del fatto che le azioni della Ucraina sono la risposta alle azioni della Russia sarà sempre un concetto troppo difficile per Trump, indipendentemente da come si sveglia.
La Reuters riferisce che l’amministrazione di Trump intende stanziare 4 milioni di dollari a sostegno dei media di destra in Europa. I fondi stanziati dovrebbero servire a «rafforzare i legami transatlantici e tutelare la libertà di espressione».
Se la notizia di cui sopra fosse vera, non saprei definire con certezza quale sia la mia posizione al riguardo.
A livello puramente teorico, è negativa. Non mi piace l’influenza di qualsiasi Stato sui media privati, e a maggior ragione se proviene dall’amministrazione Trump.
D’altra parte, sappiamo bene che lo Stato russo, ancora prima della guerra, per qualche motivo aveva deciso di diffondere la propria propaganda in Europa proprio attraverso i media di destra (nonostante il fatto che tradizionalmente siano i media di sinistra ad essere più inclini a diffondere la sua propaganda). L’amministrazione Trump vuole e può vincere la concorrenza di mercato e «rubare» i media di destra europei a Putin? Per i collaboratori (per non dire «fratelli di spirito») di Trump, mi sembra che si tratti di uno schema troppo complesso da pianificare e realizzare. E se, invece, volesse e potesse farlo? Allora quattro milioni sarebbero un po’ troppo pochi…
In ogni caso, sperare non fa tanto male. Bisogna osservare il processo e continuare a protestare contro qualsiasi propaganda disumana.
Il 25 luglio hanno rifatto la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca (se vi ricordate, quella del 25 aprile era stata interrotta da una sparatoria). Per me, l’esempio più interessante dello «humor» di Trump in realtà è stato questo:
E non l’ennesima battuta sulle «tre vittorie» alle elezioni.
Trump ha incontrato Zelensky l’8 luglio durante il vertice NATO ad Ankara, dove ha promesso di concedere all’Ucraina la licenza per la produzione di missili Patriot e ha accolto con favore gli attacchi a lungo raggio delle Forze armate ucraine sul territorio russo, definendoli «un’escalation che potrebbe portare alla fine della guerra». L’ufficio del presidente ucraino ha dichiarato che l’incontro tra Trump e Zelenskyy è stato «uno dei migliori, se non addirittura il migliore» di sempre.
Prima dell’incontro, Trump aveva dichiarato pubblicamente che, al termine dello stesso, avrebbe chiamato Putin. Ma, come ha riferito il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, la telefonata non è avvenuta: «Il signor Trump, a quanto pare, era molto impegnato dopo tutti i contatti avuti ad Ankara, quindi ieri nessuno ha chiamato».
Nonostante tutto, mi diverte ancora tanto la convinzione degli «abitanti» del Cremlino che si possa avere un rapporto stabile e costantemente positivo con Donald Trump (secondo me sono gli unici sulla Terra a non essersi ancora accorti che quello cambia idea su tutto più volte al giorno). E, allo stesso tempo, noto quasi una servile ammirazione per l’America proprio tra gli abitanti del Cremlino: sembrano che cerchino di far vedere a tutti di essere pari ai grandi (in tutti i sensi) amministratori statunitensi. Anzi, di essere dei partner prescelti degli ammirevoli amministratori statunitensi: per esempio, nel messaggio di auguri per i 250 anni della Indipendenza destinato a Trump, Putin gli aveva dato del tu. Era talmente desideroso di apparire un grande amico del «mitico» Trump, che si era dimenticato che il «tu» è percepibile solo nel testo russo del messaggio…



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