Sono diversi giorni che non riesco a riprendermi da uno shock culturale subito… La ripresa viene fortemente ostacolata da un grande dubbio: chissà se uno shock del genere è capitato solo a me (si tratterebbe di una sfortuna notevole) o esistono anche altre persone colpite che non hanno ancora trovato il coraggio di parlarne pubblicamente?
Ebbene (bene?!), mi è capitato di avere una conversazione con un giovane — apparentemente istruito e con un livello intellettuale non inferiore alla media — che non ha mai sentito nominare il film «Kill Bill». Non solo non lo ha visto, ma addirittura non lo ha mai sentito nominare! Anche se il film è uscito più o meno nel periodo in cui è nato il suddetto giovane.
Ora sto cercando di capire: sono io che devo definirmi un cine-necrofilo, oppure è quel giovane che deve essere definito un cine-ignorante?
Ma non so se riuscirò mai a capirlo.
L’archivio del 2026 год
Sul canale Telegram della società statale russa «Rostec» si legge che in Russia è stata avviata la produzione in serie di sottostazioni elettriche mobili. Gli impianti, sviluppati in collaborazione con la società «RT-Proektnye Tekhnologii», saranno installati su piattaforme su ruote, tra cui rimorchi con elevata capacità fuoristrada. Il motivo dell’avvio della produzione è semplice: gli attacchi dei droni ucraini causano regolarmente danni alle reti elettriche nelle regioni di confine della Russia e in Crimea.
No, le Forze Armate ucraine non colpiranno di certo i luoghi di produzione e i parcheggi di massa di queste sottostazioni elettriche mobili: tali sottostazioni possono chiaramente servire solo a fornire energia alle infrastrutture civili (mentre l’esercito ucraino è interessato a colpire i grandi obiettivi militari e gli impianti del loro approvvigionamento energetico).
Di conseguenza, mi interessa un altro aspetto: con cosa funzioneranno queste sottostazioni elettriche mobili? Con quegli stessi prodotti petroliferi che in Russia già scarseggiano e la cui produzione viene distrutta proprio dalle Forze Armate ucraine? Mi sembra che «Rostec» sia stata molto fortunata: non deve preoccuparsi della qualità dei nuovi prodotti e, in caso di guasti frequenti, può attribuire la colpa al carburante di scarsa qualità o addirittura mancante.
The Sunday Times riferisce che, negli ultimi sei mesi, le forze armate ucraine hanno utilizzato per la prima volta droni di fabbricazione britannica per colpire obiettivi nell’entroterra russo. L’Ucraina ha ricevuto droni prodotti da due aziende britanniche. Uno di questi, secondo quanto riporta il quotidiano, è il drone a reazione Nyan prodotto dalla Callen-Lenz (una controllata della BAE Systems, la più grande azienda del settore della difesa). Il nome della seconda azienda non è stato rivelato da The Sunday Times «per motivi di sicurezza».
E così, mentre qualcuno solo a parole sostiene di rendere il proprio Paese grande ancora e rivendica la proprietà delle terre acque altrui, qualcun altro fanno qualcosa di reale, pratico e utile non solo per sostenere la giusta causa, ma anche, senza averlo come obiettivo, prendere il suo posto. In un contesto meno triste avrei detto che si tratta di una evoluzione storica curiosa e quasi divertente.
Il video di questa settimana è pacifico e proviene da Tarragona:
Sembra bello solo fino al momento della visione del suo grande concorrente:
Almeno d’estate ci vogliono delle piccole cose positive.
Il compositore ungherese Zoltán Kodály (1882–1967) in una certa misura può essere considerato un grande fenomeno della musica classica: non è certamente l’unico caso del genere nella storia della musica mondiale, ma è riuscito a diventare un compositore assolutamente valido senza aver ricevuto una istruzione musicale seria da bambino (una fase della vita fondamentale per formare un po’ tutte le capacità / abilità di una persona) e avendo iniziato gli studi sistematici solo ai tempi universitari. Meno male che almeno il padre – un musicista dilettante – gli aveva insegnato qualche base di violino. Ma proprio considerando il punto di partenza svantaggiato, dobbiamo apprezzare correttamente i risultati raggiunti.
Una volta mi era già capitato di postare la musica di Kodály, oggi vorrei continuare con una composizione diversa: per esempio, il Concerto per orchestra composto nel 1939:
Se almeno un decimo dei quasi-dilettanti o studenti tardivi arrivasse almeno a questo livello, il nostro mondo sarebbe molto più bello.
Due giorni fa ho letto di Igor Volobuev – nato in Ucraina, che ha vissuto per oltre 30 anni in Russia ed è stato un alto dirigente di «Gazprom» e Gazprombank – il quale, subito dopo l’inizio della guerra su vasta scala, è tornato in patria e ora combatte nelle file delle Forze Armate dell’Ucraina. Da maggio 2026 Volobuev è diventato anche il «volto» del movimento clandestino «Scintilla Nera», che presumibilmente opera in Russia e trasmette all’Ucraina informazioni utili per sferrare attacchi contro gli impianti petroliferi.
Da tutto ciò che ho letto mi sono venute in mente non solo troppe domande, ma anche la sensazione che sentiremo ancora parlare di questo personaggio.
Bambini, ricordatevi: è meglio non andare a vedere un’eclissi solare con il solo smartphone.

Portatevi anche una buona macchina fotografica con un teleobiettivo.

Per una buona macchina fotografica con un teleobiettivo intendo quell’oggetto grande, a causa del quale continuate a chiedermi se sono un giornalista, ahahaha
P.S.: della eclissi solare del 12 agosto sapete già tutto da voi.
Per puro caso su Facebook mi è comparsa una immagine che illustra il vero grande problema dell’Europa del sud e dell’est:

Inoltre, ho avuto una ennesima conferma del fatto che in una delle vite passate ero norvegese o svedese (esistono anche altri indizi, me ne parlerò in post separati).
Un giorno avrò una finestra con vista sulle cime innevate delle montagne. Quelle cime saranno allo stesso livello della finestra. E le finestre saranno addirittura più di una.

Certo, oltre alle finestre spero che ci siano anche tutte le altre parti della casa. E la vista non sarà semplicemente un rettangolo incorniciato.

Passerò gran parte dell’anno a quelle quote, ridendo beffardamente delle piccole figure umane che si arrostiscono nella pianura. E comunicherò le coordinate della casa solo a pochi eletti e a chi non è troppo pigro per salire.

Nella vita ci deve pur essere anche qualche obiettivo bello, materiale e personale…
Incredibile ma vero: nella mia collezione di monete, che raccolgo in un modo consapevole e sistematico ormai da quasi vent’anni, solo questa estate è apparsa la prima moneta d’argento. È una moneta da 20 copechi del 1923. Anzi è la mia prima moneta in generale realizzata interamente in metallo prezioso.

Ma non è per la sua composizione che mi piace (sarebbe strano rallegrarsi così tanto e pubblicamente per 3,6 grammi d’argento a 500 millesimi) e nemmeno per il fatto che sia diventata una delle monete russe più antiche della mia collezione…

Mi diverte semplicemente il fatto stesso di essere passato, quasi per caso, a una nuova e più seria categoria di collezionismo. E non l’ho fatto acquistando le monete che mi interessavano, ma con un approccio puramente «da cacciatore». Questo metodo, come dimostra la pratica, richiede più tempo e, di conseguenza, pazienza, ma, allo stesso tempo, anche maggiore fantasia nel trovare le fonti degli oggetti da collezione. Proprio per questo è più interessante.
Inoltre, è del tutto fattibile dal punto di vista pratico. Proprio per confermare questa grande verità ho deciso di scrivere il presente post un po’ vanaglorioso.
P.S.: ora sapete anche verso chi buttare le monete che non vi servono più, ahahahahah



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