L’archivio del Agosto 2026

Mai nella NATO

L’ambasciatore dell’Ucraina nel Regno Unito, l’ex comandante in capo delle Forze armate ucraine Valeriy Zaluzhny, ha espresso dubbi sul fatto che l’Ucraina possa mai entrare a far parte della NATO. Ha espresso la sua opinione in merito durante una discussione sull’integrazione euro-atlantica in occasione di una riunione degli ambasciatori a Kiev, come riporta «Evropeiskaia Pravda»:

Conosco molto bene la NATO. Per circa 12 anni mi sono occupato personalmente di far sì che adottassimo gli standard della NATO e ogni anno ho ascoltato le favole secondo cui da un momento all’altro saremmo entrati nella NATO. Purtroppo, non vi entreremo mai!

A suo avviso, il problema è che gli standard della NATO non sono al passo con i tempi:

È impossibile, con il livello di sviluppo attuale delle Forze Armate dell’Ucraina, aderire a un’organizzazione che si basa sulle dottrine della Seconda guerra mondiale. […] Molto probabilmente, la NATO rimarrà così com’è ora, e ci vorranno 12 anni, come per l’Ucraina, per passare agli standard necessari per raggiungere almeno la metà del livello della Federazione Russa.

Capisco perché Zaluzhny dice queste cose…
Ma, allo stesso tempo, capisco le sue parole potrebbero essere fonte di una piccola soddisfazione per Putin. Oppure era questo l’obiettivo? Era una sottile mossa diplomatica? No, è troppo presto per ipotizzarlo.


L’esplosione a Mosca

Il sabato 1 agosto a Mosca c’è stata una esplosione in un grattacielo dell’epoca staliniana in via Barrikadnaya. In quel momento, nel ristorante «Balzi Rossi», situato al piano terra dell’edificio, era in corso un evento privato. Secondo i dati del Comitato nazionale antiterrorismo, l’attentato ha causato la morte di tre persone e il ferimento di oltre venti. L’ordigno esplosivo è stato consegnato al ristorante da una corriere (la quale è risultata tra gli uccisi), così come la guardia di sicurezza che le ha impedito l’accesso all’interno dell’edificio. A quanto pare, nel ristorante si stava festeggiando il compleanno del capo delle Forze spaziali militari della Federazione Russa, il colonnello generale Aleksandr Chaiko: il 27 luglio ha compiuto 55 anni, e la scritta «Aleksandr 55» è visibile sul palco del ristorante (è stata ripresa in un video pubblicato da un’ospite dell’evento).
Alexander Chaiko (se l’obiettivo dell’attacco era davvero lui) è diventato uno dei generali di più alto rango contro cui sono stati compiuti attentati dall’inizio della guerra grande tra la Russia e l’Ucraina. Chaiko è stato nominato capo di tutte le Forze Aerospaziali solo nel maggio 2026, ma già prima non solo ricopriva il grado di generale, ma occupava anche incarichi dirigenziali nei settori più importanti e politicamente significativi per la Federazione Russa: ha guidato l’operazione militare in Siria e l’avanzata delle truppe russe nella regione di Kiev nel 2022. È accusato di numerosi crimini di guerra in Ucraina ed è stato inserito nelle liste delle sanzioni del Regno Unito e dell’Unione Europea.
Sento tante persone di orientamenti politici opposti che definiscono l’accaduto come un atto terroristico. Per me, invece, è uno dei tanti eventi della guerra che, purtroppo, posso definire con la parola «normale». Mi dispiace per e non mi piace il fatto che la tentata (ma non riuscita) eliminazione di uno dei più grandi criminali della fase iniziale della guerra sia stata accompagnata dalla morte dei civili, ma non posso certo criticare gli autori della eliminazione dopo la morte di tutti quei civili in Ucraina: purtroppo, li capisco.
Posso solo sperare che le future eliminazioni dei criminali (giuste e inevitabili) siano più mirate.


Non so se vi ricorda qualcosa

Vyacheslav Volodin, il presidente della Duma di Stato (la Camera bassa del «parlamento» russo), ha chiuso la VIII Legislatura (il 27 luglio 2026, l’ultima seduta prima delle vacanze e delle «elezioni» di settembre). Lo ha fatto, tra l’altro, tentando di far scandire ai deputni «Russia, Putin, vittoria». Lo ha tentato per cinque volte, ma niente: non lo hanno sostenuto nemmeno quelle creature…

Sarà perché «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer!» va esclamato con più convinzione?..


La musica del sabato

Dopo alcuni dubbi, ho pensato di inserire nella edizione odierna della mia rubrica musicale il poema sinfonico «Una fiaba estiva» del compositore ceco Josef Suk (composta tra il 1907 e il 1909).

Il motivo della scelta è banalissimo: il caldo schifoso deve essere bilanciato con qualcosa di sempre estivo, ma bello.
Semplice, vero?


L’articolo segnalato questo sabato racconta del fatto che la Russia sta imparando a produrre in serie motori per droni: nel Paese sono iniziate le forniture di linee di produzione del valore di milioni di dollari. Ciò significa che già nei prossimi mesi verrà avviata la produzione di milioni di droni FPV. Fino a poco tempo fa la Russia acquistava i motori dalla Cina ed era completamente dipendente da queste importazioni. I media The Insider e Nordsint hanno effettuato (in sostanza simulato) un «acquisto di prova» a nome di una società fittizia con sede ad «Alabuga» e dal nome «militare», al fine di ricostruire la catena di approvvigionamento. Il produttore cinese Nide ha confermato la disponibilità a esportare una linea completa per la produzione di motori e ha comunicato di aver già fornito un gran numero di linee simili ad altri acquirenti russi. Come in molte altre transazioni relative a merci soggette a sanzioni, nella catena è emersa una filiale cinese della banca russa VTB.
Non so quali sviluppi avrà questa storia, ma potrebbe portare alla fine della fase di dominio dei droni ucraini nella guerra. Gli esperti che leggo e sento dicono che in questa guerra le ondate di dominio di ogni singola tecnologia durano comunque circa sei mesi e che, di conseguenza, bisogna solo sperare che l’esercito ucraino stia già inventando qualcosa di nuovo… Io ci spero.