Era facile prevederlo: ieri la Duma di Stato russa ha approvato in seconda e terza lettura (sì: nello stesso giorno, come capita abbastanza spesso negli ultimi anni) il disegno di legge sull’impiego «extraterritoriale» delle forze armate russe per la protezione dei cittadini russi all’estero.
Ora, per logica, sono necessarie altre due leggi da approvare in pochi minuti:
1) una legge che crea dal nulla quelle forze che potranno essere utilizzate in modo extraterritoriale (tutte quelle attuali sono impiegate in Ucraina);
2) una legge che attribuisce alle forze armate russe la capacità di condurre le operazioni del genere (sullo stesso fronte ucraino vediamo, per fortuna, solo delle serie difficoltà; a meno che per successi militari non si intendano le varie barbarie come uccisioni dei civili o rapine).
L’archivio della rubrica «Russia»
Il sabato 9 maggio una delle principali testate propagandistiche russe ha pubblicato un articolo dal titolo “Le parole di Putin alla parata di Mosca hanno scatenato il panico in Occidente: cosa ha spaventato così tanto gli stranieri”.
“Putin ha lanciato un avvertimento al mondo”, si legge nell’articolo. È così che gli autori della testata hanno commentato la frase di Putin secondo cui “la vittoria è sempre stata e sarà della Russia”. Queste parole di Putin sono state definite sensazionali.
Io, a questo punto, avrei tre domande, ma in base alle risposte raccolte avrei potuto ridurre la loro quantità…
In Occidente qualcuno si è accorto dell’avvertimento di Putin?
In Occidente qualcuno si è spaventato per l’avvertimento di Putin?
In Occidente qualcuno pensa – soprattutto negli ultimi quattro anni – che la vittoria sia sempre della Russia?
Boh…
Sicuramente lo avete già letto: pure quest’anno il 9 maggio in piazza Rossa a Mosca si svolta la parata militare dedicata alla Giornata della Vittoria nella Seconda guerra mondiale…
È vero che è un po’ ridicolo che una festa del genere esista in Russia attuale, che è negli ultimi venti sei anni è si è trasformata in una festa militare e che quest’anno la parata poteva anche non avere luogo (il Cremlino aveva dovuto supplicare Trump di garantire almeno qualche ora di pace poiché la parata non venisse colpita dai droni ucraini e, alla fine, è stato Zelensky a emettere un decreto con il quale ha autorizzato (sì, ha autorizzato!) la parata a Mosca). Do per scontato che lo sappiano tutti. O sbaglio?
Quello che volevo scrivere è quanto segue.
Alla Parata della Vittoria del 2005 erano presenti i seguenti ospiti d’onore:
– il presidente degli Stati Uniti George Bush
– il cancelliere della Germania Gerhard Schröder
– il presidente della Francia Jacques Chirac
– il primo ministro del Giappone Junichiro Koizumi
– il presidente della Repubblica Popolare Cinese Hu Jintao
– il presidente della Corea del Sud Roh Moo-hyun
– il Primo Ministro dell’India Manmohan Singh
– il Primo Ministro d’Italia Silvio Berlusconi
– il Presidente della Serbia e Montenegro Svetozar Marović
– il Vice Primo Ministro del Regno Unito John Prescott
– la Presidente della Lettonia Vike-Freiberga
– i leader dei paesi della CSI, tra cui i presidenti di Azerbaigian, Armenia, Uzbekistan, Kazakistan, Ucraina, Tagikistan…
– l’ex re di Romania Mihai I
– il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan
– il Direttore Generale dell’UNESCO Koichiro Matsuura…
Dopo 21 anni di brillante governo di Putin non ci saranno festeggiamenti, ma solo una micro-parata della vittoria: senza mezzi tecnici e praticamente senza ospiti, della durata di 40 minuti.
Gli ospiti d’onore di questo misero evento:
– il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko
– il presidente del Laos Thongloun Sisoulith
– il sovrano supremo della Malesia (con funzioni rappresentative) sultano Ibrahim
– il presidente dell’Ossezia del Sud Alan Gagloev
– il presidente dell’Abkhazia Badra Gunba
– il presidente della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina Sinisa Karan
– l’ex presidente della stessa repubblica Milorad Dodik.
Anche il primo ministro della Slovacchia Robert Fico aveva promesso di recarsi a Mosca, ma ha avvertito in anticipo che non avrebbe assistito alla parata. Allo stesso tempo, nelle prime file siederanno gli «eroi della operazione militare speciale»: saccheggiatori, stupratori e assassini.
Ebbene, congratuliamoci con il vecchio tattico anche per questi brillanti risultati!
P.S.: con tutta la serietà possibile posso ribadire che si è trattato della Giornata della grande vittoria morale di Zelensky: per il suo gesto verso il nemico.
I servizi segreti di uno dei paesi dell’UE hanno redatto e diffuso tra i giornalisti un rapporto sulla «reale situazione» al Cremlino e sulle condizioni di Vladimir Putin. Avrete sicuramente già letto o sentito un breve elenco dei punti-chiave di quel rapporto: Putin teme attentati e colpi di Stato con la partecipazione delle «élite» russe, trascorre diverse settimane in bunker modernizzati (mentre i media statali russi continuano a utilizzare filmati preparati in anticipo per i resoconti sulle sue presunte attività), ha ridotto in modo significativo l’elenco dei luoghi visitati, nel 2026 non ha visitato nemmeno una volta strutture militari, etc.. Tutte queste tesi provengono dalla parte del rapporto che mi sembra più vicina alla realtà: le paure di Putin (come quelle di qualsiasi altro governante autoritario nella storia dell’umanità) si moltiplicano col tempo.
L’unica parte del rapporto che non mi convince molto è quella in cui si parla della «cospirazione di Shoigu». In primo luogo, se i servizi segreti stranieri conoscono il fatto della cospirazione e lo raccontano al mondo intero, allora non si tratta più di una cospirazione. In secondo luogo, se fosse vero, Sergei Shoigu (l’ex ministro della difesa russo) non esisterebbe più al mondo. In terzo luogo, non riesco a immaginare che Shoigu sia tecnicamente in grado di organizzare qualcosa del genere: il massimo delle sue capacità organizzative è organizzare una battuta di pesca per Putin.
Probabilmente avete già sentito tutto questo. Però inserisco comunque il link al testo completo di quel rapporto, affinché possiate leggere voi stessi in dettaglio come la paranoia di questa creatura, che sta rovinando il mondo intero, non conosca limiti. Dopo averlo letto, si può iniziare a sperare che un giorno lui stesso si rinchiuda per sempre in un frigorifero blindato, oppure si può rimanere realisti e ricordare che le persone che mostrano al mondo le proprie paure spesso attirano su di sé proprio ciò di cui hanno più paura.
E direi che fanno bene:
Non fanno bene coloro che a) hanno iniziato la «operazione speciale» alla quale logicamente rispondono anche in questo modo e b) ora non stanno facendo alcunché per informare e/o evacuare la popolazione locale (pure per i media di livello federale a Tuapse non sarebbe successo nulla).
Secondo un rapporto dell’Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace, lo scorso anno la Federazione Russa ha aumentato la spesa militare del 5,9% – raggiungendo i 190 miliardi di dollari – rispetto al 2024. Secondo i dati riportati, l’onere sul bilancio nazionale è del circa il 7,5% del PIL e il 20% della spesa pubblica totale. Nella classifica mondiale della spesa militare la Russia si è classificata al terzo posto dopo Stati Uniti e Cina.
Ecco: se anche a voi fosse già capitato di leggere di questo aumento, non dovete (purtroppo) pensare che lo Stato russo spenda troppo per la guerra e finisca dunque presto i soldi. Nonostante l’intelligence svedese sostenga che la Russia spenda più dichiarato, dobbiamo ricordare anche che l’URSS, senza avere una economia di mercato, negli ultimi anni spendeva tra i 15 e i 17% del PIL secondo i dati ufficiali e molto di più secondo le stime degli economisti: però era rimasta in piedi per più tempo della Russia putiniana dei tempi della guerra in Ucraina. Dal punto di vista economico l’URSS era finita molto male, non sappiamo ancora se la Russia putiniana finirà meglio o peggio, ma, purtroppo, non finirà stasera.
Questo sabato pubblico il link a un altro articolo su come la FSB cattura i «terroristi» ucraini durante la guerra. Si tratta di un articolo sui «nove di Kherson», i cui «membri» sono stati arrestati nell’estate del 2022, quando la città di Kherson era ancora occupata dalla Russia. Sono stati accusati di aver pianificato attentati contro funzionari di Kherson che collaboravano con l’occupante. Nel gennaio 2026, un tribunale russo li ha condannati a pene detentive comprese tra i 14 e i 20 anni.
Nel complesso, l’articolo non aggiunge nulla di radicalmente nuovo alle nostre conoscenze sui metodi di lavoro della FSB, della giustizia russa contemporanea e dello Stato russo in generale. Ma conviene comunque leggerlo per almeno due motivi: come parte della cronaca del degrado che sta succedendo e come descrizione dei limiti delle reali capacità della FSB.
Infatti, la FSB non è in grado di fornire informazioni attendibili sulle prospettive della guerra pianificata, non è in grado di impedire l’ingresso di truppe straniere sul territorio russo, non è in grado di catturare veri terroristi. L’unica cosa che è in grado di fare è descritta nell’articolo sopra citato.
Penso che a questo punto sia utile, dopo tutto quello che è stato pronunciato da vari personaggi, precisare che Vladimir Soloviev può essere definito «giornalista» + «popolare» russo solo per scherzo (scherzo molto strano, tra l’altro). In pratica, da oltre due decenni è uno dei più attivi e noti propagandisti a servizio del regime putiniano. È noto non solo per la sua capacità di giustificare qualsiasi cosa, ma anche per il tono rude, aggressivo e offensivo delle affermazioni nei confronti di persone, Stati e Istituzioni considerate nemiche per il regime che lo ripaga generosamente: con tanti soldi e con tanto spazio su uno dei principali canali televisivi federali russi.
Ma, ovviamente, non appena Soloviev spara qualche stronzata che scatena uno scandalo internazionale, per i funzionari russi si trasforma immediatamente in un «privato cittadino con le sue opinioni personali».
In questo contesto è interessante precisare anche che nel 2024 la quota di audience del canale YouTube «Soloviev live» era pari a circa lo 0,1% nel Mediascope TV Index (audience 4+ in tutta la Russia), il che lo colloca alla pari con canali a basso rating. Secondo dati più recenti (2024–2026), il canale si colloca spesso al 30°–31° posto su 32 canali monitorati, con un rating dello 0,0% e una quota dello 0,3%. Gli ascolti continuano a calare pure tra il pubblico «patriottico»: all’inizio del 2026 i programmi di Soloviev sono scesi al di sotto della 46ma posizione.
In un’intervista al Financial Times, il capo dei servizi segreti militari svedesi Thomas Nilsson ha affermato, sulla base di dati di intelligence, che il Cremlino manipola sistematicamente le statistiche economiche per indurre gli alleati occidentali dell’Ucraina a credere che l’economia russa abbia resistito alla pressione delle sanzioni e delle spese militari.
Secondo Nilsson, la Russia sottostima il deficit di bilancio di 30 miliardi di dollari, mentre la Banca Centrale russa sottovaluta l’inflazione. Questo dato, secondo l’intelligence svedese, è più vicino al tasso di interesse di riferimento del 15% che al 5,86% ufficiale.
Inoltre, la Svezia ha rilevato indicatori finanziari che potrebbero segnalare una futura crisi bancaria, ha affermato Nilsson. Non ha specificato di quali parametri si tratti. Su questo punto, il servizio di intelligence estero tedesco (BND) concorda con i servizi segreti svedesi, scrive il FT.
L’economia russa è lontana dalla ripresa, nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio dovuto alla guerra in Medio Oriente, osserva Nilsson. Secondo le sue stime, per coprire il deficit di bilancio della Russia è necessario che i prezzi del petrolio Urals rimangano superiori ai 100 dollari al barile per tutto l’anno. E per appianare altri problemi economici, è necessario che il petrolio venga scambiato a questo livello ancora più a lungo.
Non abbiamo accesso ai dati dei servizi segreti svedesi. Abbiamo però una comprensione di alcuni principi. Se l’economia russa è veramente in condizioni peggiori di quanto riportino le statistiche ufficiali, ciò non significa che Putin ridurrà le proprie intenzioni belliche: significa che i russi mangeranno meno. Quindi non ha molto senso continuare a spacciare il proprio desiderato per la realtà: in Russia le risorse per la guerra verranno spremute da ogni cosa. E le masse di orientamento «patriottico» si adatteranno silenziosamente alle nuove condizioni di vita.
Oggi provo ad aggiornarvi su un altro effetto – questa volta commerciale – della guerra sulla vita quotidiana russa. Lo faccio non per far provocare qualche emozione, ma solo per informare.
In breve: in Russia si sta diffondendo una nuova pratica digitale legata al lutto: le vedove e le parenti degli uomini uccisi in guerra commissionano la «rivitalizzazione» delle loro fotografie tramite l’intelligenza artificiale. Partendo da vecchie foto, immagini del matrimonio o selfie, le reti neurali realizzano brevi video in cui l’ucciso si muove, sorride, abbraccia la famiglia e, a volte, pronuncia frasi scritte in anticipo.
Le persone in grado di creare video basati sull’intelligenza artificiale – i «neurocreatori» – hanno iniziato a fare di questo un business.



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