La musica del sabato

Per la puntata odierna della mia rubrica musicale volevo scegliere qualche composizione che stimoli gli ascoltatori alle nuove grandi imprese lavorative (e non solo quelle). Dopo alcuni ragionamenti ho capito che per questa finalità potrebbero andare bene quelle composizioni che inizialmente furono create per celebrare il progresso tecnologico. Ed ecco cosa ho scelto…
La prima composizione scelta per oggi è il «Eisenbahn-Lust-Walzer» (Valzer del piacere del treno) del compositore Johann Strauss padre. Questo valzer è stato composto nel 1836 per l’inaugurazione della prima linea ferroviaria in Austria.

La seconda composizione di oggi è del compositore austriaco Eduard Strauss: il figlio dell’appena menzionato Johann e nato un anno prima della composizione del valzer proposto. Nel 1869 Eduard compose la polka «Bahn frei!» dedicata sempre alla ferrovia.

Ora andate avanti come un treno!


La lettura del sabato

Ho scoperto che l’articolo-intervista di «Important stories» sullo sviluppatore del sistema di sorveglianza per la FSB, il quale è scappato dalla Russia portando con sé un archivio di documenti interni, è interessante non solo per le informazioni sulle capacità tecniche della FSB negli ultimi anni, ma anche come storia di un «normale» cittadino russo che si è trasferito all’estero dopo l’inizio della guerra.
Insomma, è interessante da leggere sotto tutti i punti di vista, quindi salvo il link nella mia raccolta degli «articoli del sabato».


La nuova mappa

Il venerdì 4 settembre l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato una nuova mappa del mondo, la cosiddetta proiezione «Equal Earth». A favore hanno votato 164 Paesi, tra cui il Giappone, mentre solo gli Stati Uniti si sono opposti. Ma l’Ucraina ha già espresso protesta contro l’indicazione della Crimea su questa mappa come territorio russo. Mentre ieri il Giappone si è rivolto agli autori della mappa chiedendo di correggere la rappresentazione delle Isole Curili: sulla mappa sono colorate dello stesso colore del territorio russo.
L’unica cosa che mi sorprende in tutta questa storia è la posizione del Giappone.
I vertici ucraini non vogliono rovinare i rapporti con le organizzazioni internazionali: per questo l’Ucraina ha votato a favore e poi ha espresso la tradizionale (purtroppo tradizionale) protesta.
L’ONU degli ultimi anni è una organizzazione molto strana: inutile nelle questioni importanti e con una direzione che assume costantemente la posizione peggiore tra quelle possibili.
Ma perché il Giappone abbia votato a favore del colore delle Isole Curili che non gli piace (logicamente), non lo capisco proprio.


La stazione di servizio del Cremlino

Una notizia divertente: l Servizio Federale di Sicurezza (FSO, quello responsabile della sicurezza del putin della Federazione Russa e di altre alte cariche dello Stato) ha istituito una zona di sicurezza attorno alla cosiddetta stazione di servizio del Cremlino in via Volkhonka, nel centro di Mosca. L’area della zona è di 6.446 m². All’interno della zona sono vietati i voli di droni di qualsiasi peso massimo al decollo, l’uso di veicoli a terra senza pilota, lo svolgimento di eventi di massa di carattere socio-politico, sportivo, culturale e di intrattenimento, nonché l’attività commerciale. Inoltre, è vietato costruire condomini, alberghi, centri commerciali e di intrattenimento, eliporti, parcheggi sotterranei e rifugi antiaerei, strutture di comunicazione, installare strutture pubblicitarie e organizzare attività turistiche. Le reti di servizio, comprese le condutture idriche, i gasdotti, la rete fognaria, le condutture termiche e i cavi elettrici, devono essere posizionate a una distanza non inferiore a 30 metri dai confini del terreno del posto protetto.
Beh, i droni da combattimento ucraini, se e quando dovessero arrivare fino al centro di Mosca, di certo non rispetteranno i divieti russi: penso che i vertici del FSO se ne rendano conto. Da chi intendono quindi proteggere efficacemente la stazione di servizio governativa? Dai partecipanti alle imminenti «rivolte per la benzina» dovute al crescente deficit di benzina in Russia? Ma riempire il serbatoio alla macchina, anche solo di qualche litro di benzina, non è come scappare da un negozio con un telefono nuovo: bisogna organizzare un’intera operazione speciale da rapina.
Quindi, per ora mi vengono in mente solo due possibilità: o il FSO sta cercando in tutti i modi possibili di darsi un’importanza maggiore (come se ora ne avesse poca), oppure ha realmente paura di qualsiasi stronzata che possa nascere nella mente malata di qualcuno.


I motivi della generosità

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha comunicato che i Paesi dell’UE hanno concordato lo stanziamento di 3,2 miliardi di euro (dalla somma di 90 miliardi precedentemente concordata dall’UE) a favore dell’Ucraina per l’acquisto di missili intercettori destinati ai sistemi di difesa aerea americani Patriot. Vladimir Zelensky aveva precedentemente dichiarato che l’Ucraina avrebbe avuto bisogno di almeno 300 missili di questo tipo entro l’inizio dell’inverno.
Né Ursula von der Leyen né i media hanno specificato da quali fonti verranno acquistati esattamente i missili: forse dalla Spagna e dalla Grecia, che dispongono di alcuni dei più grandi arsenali di missili intercettori Patriot. Ma in realtà questo non ha importanza.
Ciò che conta è che nell’UE abbiano osservato i «negoziati» di Witkoff e Kushner con Putin e Zelensky, e abbiano capito ancora una volta: una parte non ha alcuna intenzione di raggiungere un accordo, l’altra sì, ma con un obiettivo ben preciso e respinto dalla prima parte, mentre il Presidente che li ha inviati è del tutto incapace di negoziare con chiunque. E, avendo compreso tutto ciò, i funzionari dell’UE si sono ricordati ancora una volta che l’aiuto concreto all’Ucraina (e a loro stessi) dipende solo da loro.


Il confine rafforzato

YLE News comunica che la Finlandia ha completato la costruzione di una barriera lunga 200 chilometri al confine con la Russia. La barriera di confine è costituita da una recinzione metallica, una strada che la costeggia e una fascia priva di vegetazione. Sulla recinzione stessa sono installate telecamere di sorveglianza, luci e altoparlanti. La lunghezza totale del confine russo-finlandese è di circa 1300 chilometri. I tratti di recinzione costruiti sono situati in diversi punti lungo il confine.
La costruzione è costata alla Finlandia 356 milioni di euro. Si prevede che la manutenzione della barriera costerà 1,5 milioni di euro all’anno. Lo scopo della costruzione della recinzione è quello di impedire l’ingresso illegale in Finlandia e la cosiddetta migrazione mirata. Le prime proposte relative alla costruzione hanno iniziato a essere discusse nel Paese nell’autunno del 2022, quando, in seguito alla mobilitazione annunciata da Putin, in un solo fine settimana sono entrati nel territorio dell’UE quasi 17.000 russi. I lavori di costruzione sono iniziati nella primavera del 2023.
Dopo oltre quattro anni e mezzo di guerra direi che per «ingresso illegale e migrazione mirata» si intendono due fenomeni ben precisi. Infatti, la maggioranza dei russi che avevano paura di finire nell’esercito è già scappata nella fase iniziale della guerra, mentre ora scappano solo coloro che raggiungono la maggiore età e/o finalmente trovano le risorse per farlo. Questi «fuggitivi» singoli si rivolgono alle organizzazioni specializzate ed escono dalla Russia in un modo un po’ più complesso rispetto al semplice attraversamento del confine.
Per «ingressi illegali» si intendono, molto probabilmente, gli autori degli eventuali atti terroristici in Europa. Per «migrazione mirata», invece, si intende una nuova crisi di rifugiati artificiale, anche se non viene più tentata da qualche anno.
In ogni caso, la costruzione della barriera al confine con il vicino pazzo mi sembra del tutto sensata.


Una conferma fotografica

Per comprendere il vero significato della visita di Steve Witkoff e di Jared Kushner a Mosca del 5 settembre 2026 basta guardare questa foto:

La foto illustra uno dei concetti che tento di spiegare da anni ai miei contatti europei: Putin vuole essere riconosciuto un membro alla pari del «club ristretto dei grandi del pianeta» per parlare con loro delle aree di influenza. Ancora oggi ritiene che in quel «club» debbano essere presenti solo lui, il presidente statunitense (quello corrente, non importa come si chiama) e, eventualmente, una o due altre persone (ma loro già non sono fondamentali). Di conseguenza, è felicissimo ogni qualvolta viene preso in considerazione dagli USA, anche se pubblicamente non lo dirà mai: in un certo senso si tratta anche di un complesso di inferiorità che lo accompagna dai tempi scolastici.
Purtroppo, non ho ancora visto un Presidente americano che abbia compreso il suddetto concetto (uno ci è andato vicino, ma non può più essere eletto). Ma comprendendolo bene, si potrebbe anche provare a utilizzarlo a proprio favore.


Il 17 settembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la sicurezza dei pazienti (la World Patient Safety Day) promossa dall’OMS. Spero che a pochi lettori sia capitato (e capiterà in futuro) di trovarsi nel ruolo di pazienti, ma la sola mia speranza non è sufficiente: tra le altre cose, serve anche la prevenzione. E, ovviamente, il mantenimento di un comportamento ragionevole. Quindi nel mese della suddetta Giornata vi chiedo:

Se le istruzioni di una medicina dicono che quest’ultima non è compatibile con l’assunzione degli alcolici, voi cosa fate?

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In realtà, c’è più di una risposta che vi permetterebbe di non diventare pazienti, ma non sempre si tratta di una strada che vi conviene…
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.


Un “grande esperto”

Grazie ai giornalisti russi normali ora abbiamo una bella raccolta delle sue previsioni sorprendentemente accurate di John J. Mearsheimer, il politologo preferito di Tucker Carlson e della propaganda russa.

Pure in Italia c’è qualche mente debole che lo ascolta.


La musica del sabato

A volte capita che anche una canzone leggera possa essere definita bella: come, per esempio, la «Dancing in the Moonlight». In origine, questa canzone è stata scritta dal tastierista statunitense Sherman Kelly e registrata nel 1970 dal suo gruppo Boffalongo, poi inclusa nel loro album «Beyond Your Head».

Dal punto di vista commerciale questa canzone ha però avuto più successo nella interpretazione da parte del gruppo rock franco-americano King Harvest (il quale l’ha registrata nel 1972 e poi inclusa nel proprio album «Dancing in the Moonlight» del 1973).

La popolarità della canzone non si è poi limitata all’inizio degli anni ’70: per esempio, nel 2000 è stata registrata dal giovame (all’epoca) gruppo inglese Toploader e inclusa nel loro album «Onka’s Big Moka»:

Mentre nel 2018 il gruppo elettropop svedese Jubël ha registrato la propria interpretazione della «Dancing in the Moonlight»:

Sareste capaci di reggere altre versioni della stessa canzone nel corso della stessa giornata? Secondo me è poco probabile.