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Chissà che offese erano

La notizia è reale, non è una mia invenzione: lo zoo della città russa di Lipeck ha inviato – nell’ambito della campagna «Chi altro se non noi» – due pavoni alla compagnia del 252° reggimento di fucilieri motorizzati delle forze armate russe impegnato nella guerra in Ucraina. L’obbiettivo dichiarato di tale dono era quello di alzare la morale dei soldati: secondo lo zoo, «contemplando i due uccelli belli i soldati potranno cogliere un po’ di pace spirituale»…
I soldati hanno ringraziato con un video, pubblicato subito sui social dello zoo:

Tuttavia, dopo un po’ di tempo lo zoo ha dovuto cancellare il post sulla donazione dei pavoni perché nei commenti i visitatori comuni hanno iniziato a deridere il regalo in particolare e lo zoo in generale, e, allo stesso tempo, hanno si sono messi a esprimersi in un modo «poco gentile» nei confronti di Putin (secondo me anche in un modo adeguato al contesto, ma non ho fatto in tempo a vedere quei commenti). L’amministrazione dello zoo, naturalmente, non poteva permettere una cosa del genere…
A questo punto ci tengo a precisare: no, non sono in ritardo di un mese esatto con la pubblicazione di questo post!


Poteva impegnarsi in altro

Elon Musk sta facendo tutto il possibile per convincermi di essere scemo. Ieri, per esempio, ha pubblicato questo tweet (oppure ora si chiamano iksate?):

(pubblico lo screenshot perché le pubblicazioni online spesso spariscono, soprattutto  da Twitter  da X)
Secondo me potrebbe smettere di sprecare le forze. Mi sono convinto. O quasi…


Il cambio del nome

A volte mi «diverto» a prevedere gli eventi che non sono ancora accaduti. Per esempio: prevedo che tra qualche giorno (o, al massimo, tra qualche settimana) in Russia una intera famiglia verrà dichiarata gradita allo Stato, privata della cittadinanza e cacciata nello Spazio…
Ebbene, l’altro ieri Ekaterina Belous, la responsabile dell’ufficio anagrafe del distretto di Aleksandrovsky, nella regione di Vladimir, ha raccontato in una intervista della famiglia Dzhuraev che ha deciso di rinominare il proprio figlio. Nel 2016 quella famiglia aveva chiamato il proprio figlio Putin.
La famiglia Dzhuraev è originaria del Tagikistan e si è trasferita in Russia durante la guerra civile, ottenendo anche la cittadinanza russa. Nello stesso periodo, i Dzhuraev avevano deciso di dare al figlio di sei mesi Rasul il nome Putin su richiesta del nonno, un grande fan del presidente russo. Nel gennaio 2017, Putin Djuraev aveva pure avuto un cugino che è stato chiamato Shoigu (il cognome del Ministro della «Difesa» russo): non si sa ancora se anch’egli verrà rinominato.
Nel frattempo, sono un po’ preoccupato per l’intera famiglia. Ma per l’orgoglio di Vladimir proprio no.


Non è stato assolutamente uno scherzo, ma io ho riso come un pazzo per circa mezz’ora.
La notizia di ieri è: Vladimir Putin ha regalato a ognuno degli otto leader partecipanti al vertice informale della CSI un anello con i simboli della Comunità. E si è tenuto un altro anello per sé.

Se la vostra reazione è stata almeno parzialmente simile alla mia, prendetevi del tempo per calmarvi e poi leggete pure i dettagli.
Ogni anello, realizzato in un metallo simile all’oro bianco e giallo, reca i simboli della CSI e la scritta «Buon Anno Nuovo 2023». Inoltre, ogni anello porta il nome dello Stato in cui si è tenuto il vertice: la Russia.
I suddetti regali sono stati consegnati a Alexander Lukashenko (il presidente della Bielorussia), Ilham Aliyev (il Presidente dell’Azerbaigian), Kassym-Zhomart Tokayev (il Presidente del Kazakistan), Sadyr Zhaparov (il Presidente del Kirghizistan), Emomali Rakhmon (il Presidente del Tagikistan), Serdar Berdymukhamedov (il Presidente del Turkmenistan), Shavkat Mirziyoyev (il Presidente dell’Uzbekistan) e Nikol Pashinyan (il Primo Ministro della Armenia).
Lukashenko è stato l’unico a infilare immediatamente l’anello sul dito.
Ora sapete anche voi che i dirigenti della Russia sono pure degli ignoranti in materia di quella cultura mondiale dalla quale vorrebbero «difendere i valori russi». Mentre le persone normali, anche in Russia, spesso non riescono a non ridere.


La convinzione

Non sono sicurissimo del fatto che tanti media occidentali abbiano scritto del fatto che i militari della Guardia Nazionale della Federazione (uno dei corpi militari russi) alla fine di febbraio entravano in Ucraina con l’uniforme da parata nei bagagli. Infatti, si programmava di fare una parata da vincitori a Kiev dopo pochissimi giorni…
Sono un po’ più sicuro del fatto che quasi nessuno abbia scritto che davanti alla Cattedrale principale delle Forze Armate della Federazione Russa a Kubinka (nella Regione di Mosca) è in fase di costruzione un arco di trionfo!

Immagino facilmente la sceneggiatura dello spettacolo di inaugurazione programmato.
Inizia tutto con un omino un po’ anziano che cammina sotto l’enorme arco al suono delle fanfare. L’omino viene seguito dai trofei conquistati nel corso della guerra: le macchine del sistema Iskander trasportano le lavatrici, i bollitori elettrici, i motori di barche etc. Poi seguono decine di migliaia di «veterani» senza gambe e senza braccia con tante medaglie. Poi una lunga colonna di vedove in nero passerà sventolando gli assegni da x milioni di rubli regalati dallo Stato per i mariti uccisi. Subito dopo passeranno i vari rottami dell’ex «secondo esercito più grande del mondo»: migliaia di carri armati e mezzi corazzati distrutti. Seguiranno centinaia di bossoli sparati contro l’Ucraina. La lunga processione sarà chiusa dall’enorme incrociatore «Moskva» ricoperto di fango e conchiglie. la nave, ovviamente, si incastrerà nell’arco di trionfo. E proprio in quel momento inizieranno i fuochi d’artificio.
Che spettacolo…
Ma stavo dormendo?..


Ho pensato che potrebbe avere senso dedicare un altro post ai festeggiamenti ufficiosi russi della Giornata della Vittoria di ieri: per conservare meglio il ricordo di alcuni momenti letteralmente incredibili e inimmaginabili per un abitante medio della tranquilla Europa.
Inizierei dalla curiosità più innocua. Dato che si trattava di uno dei festeggiamenti più importanti dell’anno per chi governa lo Stato russo negli ultimi decenni, sulle piazze delle principali città russe sono stati organizzati anche dei concerti musicali per i sudditi. Generalmente, la qualità media della musica che viene proposta ai concerti del genere non è proprio alta e in questa sede non ci interessa. Ci interessano gli «effetti visivi» del concerto tramesso dal «Primo canale» (il principale canale televisivo statale russo). Sul maxi-schermo installato sul palcoscenico di quel concerto venivano trasmesse delle immagini in bianco e nero che avrebbero dovuto illustrare, tra le altre cose, anche la gioia per la fine della Seconda guerra mondiale. Le persone che prestano una attenzione particolare ai dettagli del genere non sono tantissime… Stranamente, sono poche anche tra gli addetti ai lavori. Quindi gli spettatori più attenti sono stati fortemente sorpresi da questa foto:

Infatti, si tratta della foto di  Continuare la lettura di questo post »


I buoni rapporti di vicinato

Fino a qualche anno fa tra i vari personaggi strani del nostro mondo si distinguevano – per la propria rumorosità – quelli contrari ai ripetitori della telefonia mobile. Ma con l’avanzare del progresso tecnologico sono stati superati (o si sono trasformati in?) da quelli impauriti dalla diffusione del 5G.
Volete scoprire se anche nella vostra zona ce n’è qualcuno? Oppure lo conoscete già e volete farlo scappare? O, semplicemente, volete divertirvi a prendere in giro una persona ignorante?
Io posso suggerire un bel trucco: rinominate la vostra rete Wi-Fi di casa o di ufficio in «5G Test Tower».
Anzi, se volete massimizzare il risultato, impostate pure il nome di rete «Covid-19 5G Test Tower». I vostri vicini pazzi/ignoranti non sapranno associare la rete in questione a una persona o abitazione concreta (molto probabilmente, non capiranno nemmeno che si tratti di una rete privata) e inizieranno a programmare la fuga da una «zona pericolosa».
P.S.: anni fa (ormai si può aggiungere «tanti»), quando ero ancora uno semplice studente universitario, conoscevo un personaggio che un giorno mi aveva comunicato, sottovoce, una informazione segreta: «non usare il cellulare, attraverso i cellulari vi leggono i pensieri!». Con la maggioranza delle altre persone che si azzardavano di impugnare un cellulare nelle sue vicinanze, il tipo si dimostrava semplicemente aggressivo (perché si sentiva in pericolo), ma alla fine era sparito dalla Facoltà proprio quando la copertura del palazzo con il wi-fi universitario era arrivata a un buon livello…


Imparare storia online

Non mi capita proprio tutti i giorni, quindi ogni volta è una «bella» sorpresa: alcuni siti italiani di fatto mi impediscono la registrazione (o l’accesso ad alcuni servizi) perché sospettano una divergenza insuperabile tra i miei dati anagrafici e il mio codice fiscale.
Vi chiederete se io sia capace di inserire correttamente i propri dati?
Ahahaha triplo… No, siete voi che avete la fantasia un po’ povera!
Il motivo reale è molto più interessante: i creatori di molti siti italiani (ma in realtà anche dei database aziendali e istituzionali) non sanno che da qualche parte del nostro pianeta fino al 1991 è esistito uno staterello chiamato URSS. Uno staterello dove in quasi settant’anni di storia sono nate un po’ di persone. E, soprattutto, molte di queste persone continuano a spargersi per tutto il mondo. Nonostante tutto, molte di quelle persone nate (me compreso) in uno Stato non più esistente sono ancora in vita e devono in qualche modo interagire con le aziende e le istituzioni… Ed ecco che, molto spesso, non avendo alcuna possibilità tecnica di inserire (o scegliere dalla lista) in una form di registrazione il nome dello Stato dove mi ricordavo di essere nato – la form lo segna come nome di Stato sbagliato –, mi trovo costretto ad ammettere: nel lontano 1983 avevo già previsto tutto ed ero nato nella Federazione Russa ancora inesistente!
Purtroppo, i siti (e/o i vari database) non si accontentano di questa mia concessione alla storia moderna e al diritto internazionale e dicono:  «ah, ti abbiamo beccato!»  «ma allora il tuo codice fiscale è sbagliato!». Beh, effettivamente, nel mio codice fiscale lo Stato di nascita codificato è, giustamente, l’URSS e non la Federazione Russa…
A questo punto io, ormai totalmente confuso nelle mie conoscenze di storia, diritto e logica, ho solo due opzioni: andare a litigare con un operatore umano (il quale, come me, non ha alcun potere di raggirare le pretese della form) o falsificare il mio codice fiscale (codificando la Federazione Russa al posto dell’URSS). Con la pandemia del Covid ancora in corso, la prima opzione è molto meno praticabile di una volta: non per le mie fobie (non ne ho), ma perché lo hanno deciso le aziende e gli enti.
Non so ancora quale sia la morale di tutto questo. Devo essere contento per avere fatto delle scoperte storiche o per avere saputo della propria capacità di viaggiare nel tempo? Boh…
P.S.: non so se anche le persone nate, per esempio, nella ex Jugoslavia hanno lo stesso problema; proverò a indagare.
P.P.S.: se lavorate in una azienda o in un ente che per qualche motivo tratta i dati personali, provate a vedere se anche da voi esiste il problema descritto.


I problemi della sintesi

Ogni marketologo (e non solo lui) sa che gli slogan devono essere sintetici. Ogni marketologo (e non solo) senza cervello non ragiona (che sorpresa!) sulle proprie creazioni «geniali». E allora sono i nostri cervelli a subire le conseguenze.
Per esempio: in questo caso cosa ci invitano di fare? Gustare la bottiglia o riciclare il suo contenuto?

Faccio apposta a non indicare il nome della nota azienda produttrice. Anche se sospetto che qualcuno l’abbia già riconosciuta.


Che strana trasformazione

Non so se sta succedendo anche voi, ma io ho iniziato a notare una strana tendenza nelle ultime settimane.
Sia in Russia che in Italia – per ora non saprei indicare le proporzioni – sto osservano i vari covid-isterici (quelli che per oltre un anno ci hanno invitato a chiuderci tutti e per sempre nelle camere di decompressione) che ora si stanno trasformando in anti-vax.
Alcuni di loro hanno visibilmente paura, altri cercano di mascherare la paura con dei ragionamenti logici (secondo me discutibili) o pseudo-scientifici.
Mentre io non riesco ancora a trovare una spiegazione razionale a questo fenomeno. Proprio, non ho ancora nemmeno una ipotesi più o meno seria. Ma il fenomeno è interessantissimo: cercherò di seguirlo… a debita distanza dalle cavie ahahaha