La cantante italiana Naike Rivelli, figlia della attrice Ornella Muti, ha dichiarato alla agenzia statale russa RIA Novosti che lei e sua madre intendono presentare la domanda per la cittadinanza russa, «per sentirsi davvero a casa». «Abbiamo radici russe, non possiamo rinnegare le nostre origini, la nostra famiglia e i nostri amici», ha dichiarato la cantante. Rivelli ha inoltre affermato che lei e la madre stanno valutando l’acquisto di una casa a Mosca o a San Pietroburgo, per poter portare in Russia anche altri membri della famiglia.
Ogni volta che leggo una notizia del genere – e negli ultimi quattro anni e mezzo ne ho lette diverse – mi stupisco quanto una persona possa amare i soldi più di ogni altra cosa in questo mondo. Certo, i soldi hanno una loro grande importanza, ma non abbastanza grande per giustificare il titolo di un coglione che corre dalla parte dell’amico assassino esattamente nel momento in cui tutta l’essenza di quel personaggio (e della sua squadra) è ben visibile a tutti. Bisognerebbe avere una autostima inferiore allo zero…
Allo stesso tempo, ogni volta che leggo una notizia del genere, dopo un po’ di tempo scopro – sempre – che la creatura passata dalla parte dell’assassino ha agito in tal modo per sfuggire ai pesanti problemi giudiziari in patria (penali e/o civili / finanziari). Non conosco (almeno per ora) le motivazioni dettagliate e reali della scelta menzionata all’inizio del presente post, ma, in ogni caso, esse non escludono assolutamente l’osservazione precedente.
Poi uno lo potrebbe fare anche per la semplice stupidità smisurata. Ma non capisco come quest’ultima possa spingere qualcuno così in basso.
L’archivio del tag «idiozie»
Non sono riuscito a scegliere un solo video «domenicale», quindi oggi ce ne saranno ben tre. Ma saranno molto brevi.
Paula White-Cain, consulente della Casa Bianca per le questioni religiose sotto l’amministrazione Trump e responsabile del White House Faith Office, condivide una grande verità:
Come non credere a una professionista così forte nel proprio campo?
Personalmente, l’unica cosa che mi salva è che credo più negli sceneggiatori e nei registi di talento che nelle fiabe dell’antico Oriente e nei loro fanatici estimatori.
P.S.: sì, in origine era un testo biblico, ma è stato proprio uno sceneggiatore a «lavorarci» sopra.
All’interno del complesso commemorativo «Katyn» vicino alla città russa di Smolensk (istituito alla fine degli anni ’90 in memoria delle vittime delle repressioni politiche nell’URSS, all’interno del memoriale si trova un cimitero dove sono sepolti oltre 4400 ufficiali polacchi prigionieri di guerra, fucilati nel 1940 dagli agenti dell’NKVD) è stata inaugurata la mostra «Dieci secoli di russofobia polacca», realizzata dalla Società Russa di Storia Militare. Come riportato sul sito web della SRSM, gran parte dell’esposizione è dedicata agli eventi del XX secolo e alla Seconda guerra mondiale, con particolare attenzione al tema della «russofobia nella Polonia contemporanea».
Il direttore scientifico della SRSM, Mikhail Myagkov, consigliere del ministro della Cultura della Federazione Russa Medinsky dal 2012 al 2020, racconta:
La mostra è dedicata alla storia della russofobia polacca, ovvero all’odio che l’élite dello Stato polacco ha nutrito in vari periodi della storia nei confronti della Russia e del popolo russo, e a come tale odio si sia manifestato in azioni concrete. In particolare, nell’occupazione del territorio russo e nello sterminio dei popoli russo, bielorusso e piccolo-russo. La mostra vuole ricordare le lezioni fondamentali della storia nei rapporti tra Russia e Polonia.
Anche io se avessi osservato la russofobia da qualche parte nel mondo (ma io, personalmente, non l’ho mai incontrata nemmeno dopo il 24 febbraio 2022, anche se avrei osservato questo fenomeno con una certa comprensione), sarei stato in grado di riconoscere da cosa è provocata, contro chi è realmente diretta e perché va messa tra virgolette. Ma gli ideatori di mostre come quella sopra citata non ne sono proprio capaci.
In un mondo pieno di stupidità, il ChatGPT cerca di non perdere la gara con la intelligenza naturale:

Paradossalmente, i fenomeni come questo mi caricano di ottimismo: dimostrano che l’avvento della Skynet temuto da tanti è ancora in un futuro molto lontano. Molto probabilmente non ci arriveremo. Non importa per colpa di chi o di cosa, ma non ci arriveremo.
Non importa come sono finito su questa pagina (e sul sito del «mercatino dell’usato» in generale), quello che conta è il risultato.
Come cazius si fa a essere così ignoranti?!

Ecco l’immagine con più dettagli per coloro che vedono male:

Colgo l’occasione per lanciare un appello a tutti i commercianti del mondo: non assumete il nipote analfabeta solo perché è un parente al quale serve una sistemazione da qualche parte. Assumete qualcuno che pretende di essere pagato bene, ma vi fa evitare le figure di merda tipo quella appena mostrata.
Il sito web della Casa Bianca ha pubblicato il testo di un discorso di Michael Kratsios, direttore per la scienza e la tecnologia della Casa Bianca e principale consigliere scientifico del Presidente degli USA Donald Trump.
Michael sostiene che la tecnologia americana ci permette di manipolare il tempo e lo spazio. Se non ci credete, ecco la citazione precisa:
Our technologies permit us to manipulate time and space. They leave distance annihilated, cause things to grow, and improve productivity.
Ho talmente tante considerazioni in merito, che non da quale iniziare… Provo a procedere nell’ordine del tutto casuale.
Si potrebbe tornare nel giorno 14 settembre 1945 e convincere due persone a non farlo? E il 7 gennaio 1952, se la tecnologia funziona anche fuori dagli USA?
Oppure è una tecnologia per far scivolare un territorio ghiaccioso più verso il continente americano?
Pochi anni fa avevo sentito un presidente parlare dei «nuovi principi della fisica» che stanno alla base del funzionamento dei suoi missili super potenti (anche se mostrati solo nei cartoni animati). Si tratta del risultato di uno spionaggio scientifico o di una collaborazione?
Trump non ha ottenuto il Nobel per la pace e ora ha spostato l’attenzione verso quello per la fisica?
Ho troppe domande e posso ipotizzare troppi modi di applicare la suddetta tecnologia: è meglio che mi fermi…
Vi sarete accorti anche voi che i grandi negozi e i centri commerciali iniziano a «festeggiare il Natale» sempre prima: mettendo le luci esterne e i vari addobbi interni già all’inizio di novembre (e non escludo che prima o poi arrivino a farlo a settembre). È ovvio che in quel modo sperano di aumentare le vendite; è anche evidente il rischio di produrre un effetto opposto (la gente si rompe i coglioni del «clima natalizio» giusto per il momento di comprare i regali e il cibo particolare).
Ma le persone comuni saranno più normali dei commercianti avari? Sapranno già che una festa è bella solo se non tropo lunga e, allo stesso tempo, è tanto attesa? Spero di sì!
Le speranze, però, devono basarsi sugli studi statistici. Di conseguenza, vi chiedo:
Scegliete la risposta più vicina alle vostre abitudini: io non volevo fare una lista esageratamente lunga di tutte le opzioni ipotizzabili.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
La ricetta geniale del Segretario Generale della NATO Mark Rutte: per mostrare la propria forza, bisogna lasciare il più grande delinquente internazionale di oggi a fare tutto quello che vuole.
Voi ci sareste mai arrivati a una idea del genere?
Certo che no, non ci è arrivato nemmeno Trump!
Alla vigilia di Natale ortodosso pure io, un apateista eterno, mi sento in dovere di 1) essere più buono e 2) condividere con i miei lettori qualche notizia sacra.
Bene, ora ci provo.
Il 3 gennaio è passata una notizia in Russia:
Un’arca con una reliquia del santo ortodosso Ilya Muromets è stata consegnata ai militari della Buryatia nella zona della Operazione Militare Speciale. D’ora in poi, egli diventerà il patrono spirituale dei soldati che svolgono missioni di combattimento nell’area meridionale di Donetsk.
La cerimonia di consegna si è svolta in una delle chiese del campo militare. In onore dell’evento si è tenuto un servizio di preghiera in cui i presenti hanno potuto venerare le reliquie di San Ilya Muromets.
Ovviamente, tutti voi sanno che con l’espressione «Operazione Militare Speciale» lo Stato russo definisce la guerra invasiva in Ucraina. Ma non tutti sanno chi sia «stato» il personaggio mitologico Ilya Muromets.

Ebbene, egli è ritenuto il più grande (in tutti i sensi) dei leggendari bogatyri, antichi cavalieri erranti russi. In base alle relative leggende, avrebbe operato nella seconda metà del XII secolo. Uno dei dettagli più importanti della sua vita: fu a servizio del principe di Kiev, aiutò a difendere il Principato da nemici facendone fuori delle quantità leggendarie.
Cosa dite, sono riuscito nel mio compito natalizio? Ho portato qualcosa di positivo nelle vostre vite?
Ieri ho scoperto che la rivista statunitense «U.S. News & World Report» ha deciso di pubblicare una sua classifica degli eserciti più forti al mondo. Il top-10, secondo l’autorevolissima rivista, sarebbe questo:
1. Russia
2. USA
3. Israele
4. Cina
5. Corea del Sud
6. Iran
7. UK
8. Ucraina
9. Germania
10. Turchia
Avremmo potuto chiederci cosa si fossero fumati gli autori della rivista prima di stilare e, soprattutto, pubblicare una classifica del genere: infatti, nemmeno Putin prima dell’inizio della guerra in Ucraina aveva trovato il coraggio di mettere il proprio esercito al primo posto (lo metteva al secondo, dietro a non si sa quale altro esercito). Ora, quando la guerra da «prendiamo Kiev in tre giorni» si è trasformata in «dopo quasi tre anni abbiamo finito la carne russa e mandiamo in Ucraina quella nordcoreana», vediamo che l’esercito russo è forte in tante cose, ma non nel combattere (e, in un certo senso, meno male che sia così!).
Ma allora la rivista statunitense in base a quale criterio ha stilato la propria classifica sorprendente? Le persone ben informate me lo hanno comunicato: «la classifica si basa su un sondaggio condotto in 36 Paesi di tutti i continenti (17.000 persone intervistate tra il 22 marzo e il 23 maggio di quest’anno [2024]).».
Really? In base a un sondaggio?!
Però anche se supponiamo che il sondaggio fosse stato condotto esclusivamente in lingua russa, non si capisce in quale mondo parallelo vivano tutte quelle persone intervistate…
Ma non mi va di ragionare troppo sulla idiozia altrui, quindi lascio le eventuali ricerche sull’argomento a voi.



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