Mi è giunta la voce che è finito il campionato mondiale di calcio 2026 (quello giocato in tre Stati e con una quantità record delle squadre partecipanti). Ora, finalmente, posso andare a vedere i risultati delle partite principali: aggiornarmi risparmiando decine di ore rispetto a chi ha visto almeno una parte delle partite giocate.
Nel frattempo, non posso non condividere con il mondo la prima grande scoperta sociologica che ho fatto in materia. Come avrete sentito anche voi, questo campionato è stato caratterizzato – tra le altre cose – dai prezzi abbastanza alti dei biglietti. I prezzi dei biglietti per la finale giocata a New York sono stati questi:

Le tribune, durante la cerimonia che ha preceduto la partita, hanno avuto questo aspetto:

La mia scoperta, dunque, può essere formulata nel modo seguente: i pazzi disposti a spendere la propria unica vita per vedere le partite di calcio (ma forse anche degli altri sport) sono tanti e hanno una notevole capacità di trovare soldi inutili. Non so come possano essere inutili i soldi: probabilmente perché non sono abbastanza pazzo… Ma posso presumere che ci sia un legame tra le due capacità appena menzionate.
L’archivio del tag «sport»
Nove Stati europei (Estonia, Danimarca, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Finlandia e Svezia) si sono rivolte alla Commissione europea proponendo di escludere il Comitato Olimpico Internazionale dai programmi di finanziamento a causa della decisione di ammettere gli atleti russi alle selezioni per le Olimpiadi del 2028. Gli autori della richiesta chiedono inoltre di sospendere i finanziamenti tramite i programmi europei anche alle federazioni che hanno ammesso atleti provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia a partecipare alle proprie competizioni.
È chiaro che la maggior parte dei Paesi firmatari della richiesta all’UE sono quelli che temono particolarmente le azioni aggressive da parte dello Stato russo e che, in generale, hanno molti motivi per non gradire tale Stato. Ma anche indipendentemente da tutto ciò, si può affermare che abbiano deciso di difendere un principio del tutto logico: gli sponsor finanziari del Comintato devono provenire da un unico schieramento. Semplicemente perché così sarebbe più onesto e comprensibile per tutti.
Mi è giunta la notizia del fatto che il giovedì prossimo – l’11 giugno – dovrebbe iniziare l’ennesimo campionato mondiale di calcio. E visto che l’Italia mi ha sempre impressionato per la quantità delle persone interessate allo sport soprindicato (un interesse a me poco comprensibile), ho pensato di dedicare a esso il mio sondaggio del giugno 2026.
Penso che si tratti di quattro nomi noti più o meno a tutti, quindi non dovreste avere delle grosse difficoltà nell’esprimere la vostra preferenza.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
Non ho resistito e ho messo un titolo del post particolarmente del cazius…
Ma il fatto è che Putin ha firmato un decreto presidenziale in base al quale i «Giochi mondiali dell’amicizia» non si terranno, come inizialmente previsto. nel 2024. Le competizioni sono state rinviate «fino a una decisione speciale» di Putin della Federazione russa per garantire «la protezione dei diritti degli atleti e delle organizzazioni sportive al libero accesso alle attività sportive internazionali».
Per coloro che non sanno di cosa si tratti, preciso che nell’ottobre 2023 Putin aveva firmato un decreto per organizzare i «Giochi Mondiali dell’Amicizia»: ciò è avvenuto in seguito alla sospensione degli atleti russi dalle competizioni internazionali a causa dell’invasione della Ucraina da parte dell’esercito russo. I giochi si sarebbero dovuti tenere nel settembre 2024 a Ekaterinburg e Mosca, ma sono stati rinviati. Il Comitato Olimpico Internazionale si era opposto al loro svolgimento, esortando gli atleti a «rifiutare qualsiasi partecipazione e a sostenere qualsiasi iniziativa volta alla completa politicizzazione dello sport internazionale».
Non so se bisogna spiegare l’esclusione degli sportivi che rappresentano lo Stato russo dalle competizioni internazionali (so che esistono delle menti diversamente abili che non lo capiscono, ma presumo che non capiranno nemmeno dopo la mia spiegazione). Ma so che è abbastanza facile spiegare il rinvio dei «Giochi mondiali dell’amicizia»: provate a immaginare quanti – e di quale qualità – sportivi si sarebbero presentati per farsi poi escludere dalle competizioni internazionali serie. Qualcuno è riuscito a spiegarlo a Putin: per me è un successo didattico incredibile!
Fino a ieri non avevo alcuna intenzione di vedere le Olimpiadi 2024 (come tutte le altre Olimpiadi e tutto lo sport in generale: perché non mi interessano) e/o le cerimonie di apertura/chiusura (gli spettacoli indirizzati alle grandi masse generalmente contengono troppe poche briciole di opere realmente belle e valide).
Da ieri pomeriggio, però, sento e leggo troppe reazioni contraddittorie sulla apertura delle Olimpiadi parigine. L’unica cosa che sono riuscito a capire bene è: a Parigi sono riusciti a fare qualcosa di realmente insolito e, in un certo senso, eccezionale.
Ma dove trovo il tempo per vedere tutta la cerimonia? O, almeno, dove trovo un video nel quale sono stati raccolti i momenti migliori della cerimonia? Boh… Dai pochi video riassuntivi – tipo quello riportato sotto – non sono riuscito a capire molto sulla qualità dello spettacolo (ma, probabilmente, ho iniziato a cercare troppo presto).
Di conseguenza, per ora posso solo constatare che una delle scene più discusse mi ricorda, per qualche motivo, la scena del festeggiamento di un compleanno tratta da qualche film un po’ stupido… Continuare la lettura di questo post »
Alla fine del mese, il venerdì 26 luglio, dovrebbero iniziare le Olimpiadi di Parigi. Io, personalmente, non intendo seguirle perché sono totalmente disinteressato allo sport professionale e allo sport osservato in un modo passivo…
N.B.: è inutile che gli ideatori e gli organizzatori delle Olimpiadi ci prendano in giro: tutti gli sportivi che vi partecipano, praticano il proprio sport come l’attività principale della vita e ci guadagnano pure dei soldi. Di conseguenza, lo fanno per lavoro. Di fatto, fanno lo sport in un modo professionale.
Ma ora vi faccio comunque una domanda sull’argomento:
Ovviamente, al sondaggio possono partecipare anche le persone non intenzionate a seguire le Olimpiadi.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
Sicuramente tutti gli appassionati dello sport di tutto il mondo stanno in questi giorni seguendo i 2024 BRICS Sports Games (si svolgono dal 12 al 23 giugno; vi partecipano 89 Stati, molti dei quali hanno mandato ai Giochi almeno uno sportivo). Si osservano la competizione tesa, l’eccitazione sportiva, i migliori atleti di tutto il mondo. E, ovviamente, la squadra russa sta facendo a pezzi tutti i suoi rivali, dimostrando il proprio altissimo livello.
I sette favoriti sono già stati determinati:

Come vedete, le grandissime potenze sportive stanno combattendo duramente per la supremazia nella competizione a squadre. È ancora difficile prevedere chi vincerà i Giochi: la concorrenza è troppo grande.
Oppure ho esagerato in qualcosa? Boh… Tanto, questa estate non c’è altro da vedere per i manici dello sport…
A volte mi diverto tantissimo a leggere anche le statistiche più semplici. Per esempio: ieri il viceministro dello sport russo Aleksei Morozov ha dichiarato che «oltre cento sportivi russi hanno deciso partecipare alle gare sotto la bandiera di qualche altro Stato». Alcuni giornalisti si sono prontamente ricordati di avere calcolato già a luglio 2023 che quegli sportivi erano almeno 204. E altri giornalisti hanno precisato che dell’ultimo numero riportato 141 sono in realtà i giocatori a scacchi.
Non ho mai capito perché gli scacchi vengano classificati come uno sport, ma ora non importa.
La cosa più importante da sottolineare è: la statistica appena citata si è rivelata una enorme pubblicità-al-contrario dello sport. Infatti, il suo riassunto in parole sarebbe: chi lavora con la testa scappa più facilmente dallo Stato-aggressore, mentre chi lavora con le altre parti del corpo tende a rimanerci.
Io, personalmente, non seguo lo sport professionale in generale e il calcio in particolare, ma a qualcuno dei lettori potrebbero interessare la «notizia» e la tendenza da essa potenzialmente derivante.
Il Ministero dello Sport russo sta progettando di creare un campionato di calcio che coinvolga club della Crimea, delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, dell’Ossezia del Sud, dell’Abkhazia e dei territori occupati delle regioni ucraine di Kherson e Zaporozhye. Secondo la dichiarazione ufficiale del vice-ministro dello sport Odes Baisultanov, al campionato in questione parteciperanno i club delle «repubbliche amiche» e le squadre delle università russe. La prima stagione è prevista per il 2023.
Si precisa che il futuro campionato non sarà affiliato all’Unione calcistica russa (RFU), alla Federazione calcistica internazionale (FIFA) e all’Unione delle associazioni calcistiche europee (UEFA). Ma questo dettaglio, ormai, non ha alcuna importanza: il 27 febbraio la FIFA ha vietato le partite di calcio internazionali in Russia, mentre il giorno dopo, il 28 febbraio, la FIFA e l’UEFA hanno sospeso le squadre nazionali e i club russi dalla partecipazione alle competizioni sotto la propria egida.
Ecco, pianificare qualcosa del genere anche per il 2023 è, per i funzionari russi, un segno di grande ottimismo e di grande convinzione della propria fortuna. Ma questo non significa che non possano pianificare i campionati simili anche per gli altri tipi di sport. Di conseguenza, i miei lettori psicologicamente forti e stabili possono provare a seguirne qualcuno. Sarà una esperienza un po’ estrema ma breve. Sospetto fortemente che la qualità di calcio (o di, per esempio, basket) del campionato «indipendentista» sarà simile al campionato italiano di hockey, ma almeno potrete raccontare ai vostri nipoti di avere visto delle oscenità sportive inimmaginabili.



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