Tutto questo lavoro viene progressivamente sostituito dall’uso dell’AI:
E, almeno nei primi tempi, la qualità degli effetti speciali sarà ancora più bassa…
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Il compositore e direttore d’orchestra statunitense Jerrald King «Jerry» Goldsmith (1929–2004) aveva seguito un percorso accademico poco convenzionale per la sua professione ed era entrato nella industria musicale quasi con l’inganno, ma alla fine era diventato uno dei compositori televisivi e cinematografici più noti al mondo. Tante persone potrebbero non ricordare il suo nome, ma quasi tutti sapranno riconoscere almeno una delle sue composizioni musicali per il cinema.
Il pretesto formale per il quale ho deciso di scriverne proprio in questa puntata della mia rubrica musicale è la «festa» di ieri: il Halloween 2025, infatti, può essere salutato con la musica di Jerry Goldsmith composta per il film di Steven Spielberg «Twilight Zone: The Movie» del 1983. Al giorno d’oggi l’aspetto «horror» di questa musica potrebbe sembrare un po’ antiquato, ma i conoscitori della storia cinematografica e/o quella musicale apprezzeranno:
In qualità del secondo video del post aggiungo anche questa variante della musica dello stesso compositore per lo stesso film:
Così, spero, vi ricordate un personaggio importante della cultura di massa e andate a esplorare un po’ quel vasto patrimonio musicale che ci ha lasciato.
L’11 luglio all’età di 94 anni è morto il compositore inglese Norman Monty, noto al pubblico odierno prevalentemente per avere composto nel 1962 il tema musicale di quasi tutti i film sull’"agente 007«. In generale non sono sicuro che per un qualsiasi artista sia bellissimo essere ricordato per una sola opera (anche se famosa e apprezzata dal pubblico), ma Norman Monty dovette lottare anche per questo risultato. In almeno due occasioni fece causa a chi indicò John Barry come il vero autore di quella musica (mentre in realtà Barry l’aveva solo arrangiata per il volere dei produttori del film «Dr. No»). Quindi a Norman Monty sarebbe piaciuto sentire ripetere che questa musica è sua:
Allo stesso tempo penso che a Norman Monty sarebbe piaciuto che qualcuno ricordasse anche altre sue composizioni, per esempio quelle scritte per i vari musical… Ma dato che è abbastanza difficile scegliere e postare un musical intero, ho pensato di condividere con voi il brano «Bad Sign, Good Sign» scritto per il musical «A House for Mr Biswas» mai messo in scena.
Secondo lo stesso Norman Monty il brano appena riportato in alcuni punti ricorda la melodia del «tema del James Bond».
Ahahaha, finalmente è successo: nell’ambito del cine-premio «Razzie Award» è stata creata la categoria speciale «worst performance by Bruce Willis in a 2021 movie».
Effettivamente, Bruce Willis si impegnato duramente per anni a partecipare nei film più assurdi di questo mondo. si è impegnato tanto da diventare – almeno per me e per alcuni dei miei «colleghi di idee» – un anti-criterio sicuro nella scelta dei film da vedere. Ma allo stesso tempo, non posso non riconoscere: è stato bravo ad applicare il principio «se fai una cosa, falla bene».

Quindi in un certo senso Bruce va comunque ammirato.
Ormai tutti sanno che ieri è morto il grandissimo Jean-Paul Belmondo.
Un uomo che ha saputo realizzarsi pienamente nella propria professione e condividere con noi i risultati del proprio talento, portando tanta positività a tutti coloro che lo hanno seguito in questo lungo percorso. Quindi al termine del suo cammino in questo mondo possiamo solo ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto.
Io l’ho visto in talmente tanti film belli, che non saprei fare nemmeno una lista dei miei preferiti (sceglierne uno solo è palesemente impossibile).

Ho anche provato a ridurre tutto a «Fino all’ultimo respiro» e «L’asse degli assi», ma poi ho capito che non ha senso…
La popolazione mondiale è talmente stanca delle restrizioni anticovidiche che sta aspettando la prima occasione utile per partire verso una qualsiasi destinazione. Pure la cerimonia degli Oscar si è tenuta, nell’attesa, in una stazione ferroviaria…
Vabbè, in realtà l’assegnazione di un qualsiasi Oscar – ma soprattutto di quelli principali – costituisce troppo spesso un anti-criterio. Le scelte della Accademia, infatti, in molte occasioni dipendono troppo dalla moda del momento e non dai parametri puramente culturali (negli anni passati abbiamo visto premiare certi film solo perché andava di moda l’attenzione verso, per esempio, la Siria o la Corea del Sud). Anche per questo motivo i film premiati e i film rimasti nella memoria degli umani molto spesso appartengono a due insiemi diversi.
Detto ciò, riconosco che tra i premiati principali di quest’anno ho per ora visto solo un film («Mank», il quale secondo me ha preso gli unici premi possibili perché sembra essere un film banalmente descrittivo) e intendo vederne altri due («The Father» e «Nomadland»).
Dei film non premiati ho visto «The Trial of the Chicago 7» (merita di essere visto e rivisto!) e intendo vedere «Sound of Metal».
Gli altri film non mi spirano tanto già da come vengono descritti…
In ogni caso, penso che già con il materiale selezionato si possa confermare o smentire anche quest’anno la mia teoria di cui sopra.
La tecnologia Deepfake ha finalmente «colpito» anche Charlie Chaplin: in un frammento del film «Modern Times» sono stati inseriti i volti di Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger:
Non è male il risultato… Fa anche venire la voglia di rivedere il film originale.
Il fott-biiiip-mo lockdown-di-fatto per ora continua, quindi oggi pubblico una nuova lista dei film da (ri)vedere durante le lunghe serate passate in casa.
Ma prima vi ricordo la parte precedente della lista e i miei consigli circa il cinema russo (che di solito faccio separatamente).
Ecco, ora sono pronto a ricordarvi altri cinque titoli:
1. «The Lighthouse» di Robert Eggers (2019). A differenza di quanto dichiarato su alcuni siti dedicati al cinema, non è un horror ma un bellissimo film su quanto è facile impazzire trovandosi da solo in un ambiente isolato per troppo tempo. Vedete voi se è un film adatto per il momento storico corrente, mentre io specifico solo che è bello da tutti i punti di vista: la trama, la qualità degli attori, la fotografia e pure il formato azzeccato del fotogramma.

2. «L’ufficiale e la spia» di Roman Polanski (2019). Penso che sia il film più noto e più visto della mia lista di oggi. Chi lo ha scartato prima, Continuare la lettura di questo post »
Visto che, purtroppo, ci ritroviamo quasi chiusi in casa per non si sa bene quanto altro tempo (le differenze con il lockdown non sono poi così grandi), dobbiamo nuovamente inventarci dei passatempi più o meno sensati. Presumo (o spero?) che tutti i miei lettori abbiano abbastanza perseveranza, fantasia, passione e comprensione di necessità per realizzare – nel tempo libero – dei progetti personali nei propri ambiti professionali. Quindi a me non rimane altro che contribuire iniziando a pubblicare la mia serie di proposte nell’ambito del divertimento.
Per esempio, potrei iniziare dalla lista dei film validi che a me è capitato di vedere più o meno recentemente, ma che qualcun altro poteva avere saltato. Come ben sapete, il cinema russo è un argomento a sé stante sulle pagine di questo blog (ricordo l’ultima puntata a tutti coloro che l’avessero persa), mentre con il post di oggi provo a fare una prima selezione di film europei e statunitensi consigliabili. Può capitare, almeno in teoria, che a voi ne sia sfuggito qualcuno.
Penso che cinque titoli alla volta possano essere sufficienti:
1. «La belle époque» di Nicolas Bedos (2019). Un film molto bello (in tutti i sensi) e molto tranquillo. Raccomandato anche a chi si accorge di uno preoccupante avanzamento della pigrizia intellettuale: si potrebbe provare a prendere il film come una ricetta.

2. «Il caso Collini» di Marco Kreuzpaintner (2019). È un bel film per chi sa riflettere sui Continuare la lettura di questo post »
Il semplice post di oggi è dedicato esclusivamente a una precisazione noiosa e inutile.
Molto probabilmente vi siete accorti anche voi che l’internet è da tempo invaso dalla pubblicità del film «Borat Subsequent Moviefilm» (il nome ufficiale di «Borat 2»). E, se siete stati attenti, avete notato i due modi di scrivere il nome del protagonista.
Il primo di questi modi è composto da caratteri che graficamente esistono sia nel cirillico russo che in quello kazako. In entrambi i casi si leggono come VOJADT.

Il secondo modo, invece, è caratterizzato da una lettera – quella centrale – che nel cirillico non esiste. Quindi si può leggere VORDT, VO[lettera inesistente]DT, oppure BORDT.

Non so perché ho scritto tutto questo, ma voi ora avete qualche informazione inutile in più. Utilizzatela come vi pare.



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