L’archivio del 24 Agosto 2026

Putin cerca complici

Maksim Raider, il vicepresidente della commissione elettorale del Ministero degli Esteri russo, ha riferito che la Russia ha inviato note diplomatiche ai ministeri degli Esteri di tutti i Paesi chiedendo di vietare le manifestazioni davanti alle ambasciate il giorno delle elezioni alla Duma di Stato (che si terranno dal 18 al 20 settembre). Secondo quanto da lui affermato, in tali note Mosca chiede di «adottare misure adeguate per la protezione dei seggi elettorali, compreso il divieto di manifestazioni nel giorno delle elezioni». Non viene specificato in che modo tali manifestazioni minaccino la sicurezza delle votazioni.
Sempre secondo Raider, lo Stato russo conta sul fatto che all’estero si rispettino in buona fede gli impegni internazionali, ma anche lo Stato russo «non resterà con le mani in mano».
Non so se avete capito bene: lo Stato russo ha chiesto agli Stati di tutto il mondo di collaborare nella lotta contro i dissidenti russi (il termine dissidenti mi sembra più ampio e più corretto di oppositori perché comprende gli esiliati e i politici di opposizione fisicamente allontanati dalla politica russa). Non so ancora bene in quale formato — perché in oltre tre settimane può cambiare tanto — ma sicuramente ci saranno delle manifestazioni dei dissidenti russi nei giorni delle elezioni: manifestazioni pacifiche come lo sono sempre state.
Penso, però, che lo abbiano capito bene più o meno tutti gli Stati destinatari della nota russa. Questo ci permetterà di fare un censimento degli Stati del mondo disposti a collaborare con il regime putiniano sul campo della oppressione politica. I risultati di tale censimento saranno utili anche agli elettori di quegli Stati.