La visita di John Ratcliffe a Mosca

(27 Agosto 2026)

Un sacco di gente cerca di indovinare il motivo della visita del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca dell’altro ieri. Ho letto un sacco di versioni e interpretazioni, quasi la totalità delle quali è palesemente irrealistica. Pure Trump, fisicamente incapace di mantenere i segreti, ha definito la visita una «visita di routine».
In realtà, tra le notizie pubblicate dalle fonti attendibili non si legge nemmeno un elemento che permetta di avanzare delle ipotesi serie. Non abbiamo alcun suggerimento per provare a fare una deduzione logica.
Però noi, i comuni lettori delle notizie, dall’inizio del 2022 ci ricordiamo bene un principio fondamentale: una visita del genere, un contatto personale di questo tipo può significare solo una cosa: lo Stato russo sta attivamente preparando qualche nuova grande azione aggressiva e gli USA hanno deciso di fare un avvertimento del tipo «noi vediamo tutto, non provateci». Non è assolutamente detto che Putin segua il consiglio, ma noi, intanto, sappiamo come interpretare la visita di Ratcliffe.
Da mesi vediamo le attività strane dell’esercito russo vicino ai confini con gli Stati baltici, da settimane vediamo comparire le basi per il lancio dei droni anche verso sud, da qualche anno vediamo che Putin ha un bisogno crescente di piccoli successi militari vendibili (che sul fronte ucraino sono sempre più rari e sempre più minuscoli). E, soprattutto, è dall’inizio di questa guerra che sto cercando di evidenziare: l’obiettivo di Putin non è l’Ucraina ma il modo di vivere occidentale.

Rubriche: Nel mondo, Russia

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