L’archivio del tag «lituania»

Tunnel misteriosi

Il media LRT, citando il Servizio di protezione delle frontiere statali della Lituania, riferisce che le guardie di frontiera lituane hanno scoperto, nel sud-est del Paese, un tunnel sotterraneo proveniente dalla Bielorussia. Secondo quanto riportato da LRT, il tunnel, del diametro di circa un metro, non aveva un’uscita sul territorio lituano. È stato individuato grazie alle vibrazioni del terreno rilevate dalle guardie di frontiera, che indicavano la possibile scavo di un passaggio sotterraneo. Le autorità locali ipotizzano che il tunnel fosse destinato al traffico illegale di cittadini stranieri verso il territorio lituano.
Il capo del Servizio di protezione delle frontiere della Lituania, Rustamas Liubaevas, ha aggiunto che le guardie di frontiera hanno individuato altre «decine di luoghi» in cui potrebbero trovarsi passaggi sotterranei simili. Ha inoltre sottolineato che le autorità bielorusse potrebbero essere coinvolte nella costruzione dei tunnel.
L’osservazione «le autorità bielorusse potrebbero essere coinvolte» è una evidente battuta che possiamo anche trascurare (il Capitan Ovvio ha invece chiesto di ricordare una opera del genere è veramente poco probabile senza un qualche coinvolgimento delle suddette autorità).
Passiamo dunque alla interpretazione della scoperta che io ritengo non meno probabile di quella citata sopra: decine di tunnel come quello scoperto potrebbero essere utilissimi per il contrabbando di beni russi soggetti alle sanzioni europee e di beni occidentali soggetti alle sanzioni sempre occidentali. Il regime di Lukashenko si trova incostanti difficoltà economiche e a partire dal 2014 guadagna bene importando in Russia una infinità di cose legalmente proibite (arrivando all’assurdo: per esempio, spaccia i frutti esotici per prodotti bielorussi). Si tratta di una attività economica sicuramente nota anche alle autorità lituane, le quali, però, però qualche motivo hanno deciso di non menzionarla nella occasione di cui sopra.


Ieri il Seimas (parlamento) lituano ha deciso di denunciare la Convenzione di Ottawa sulla messa al bando delle mine antiuomo. Un totale di 107 parlamentari ha votato a favore del ritiro dalla Convenzione, tre si sono astenuti e non ci sono stati voti contrari. Il ritiro della Lituania dalla Convenzione richiedeva l’approvazione di almeno 85 deputati.
Avete un tentativo per indovinare il motivo di tale misura palesemente di carattere difensivo…
Il motivo o il reale promotore della misura? È quasi la stessa cosa, potete indovinare entrambi.
Io, intanto, per l’ennesima volta devo constatare che il reale promotore si è meritato il titolo di una delle persone più influenti al mondo: come vediamo, si può benissimo essere molto influenti anche in negativo. Ma la cosa più curiosa è che quel promotore proprio oggi festeggia la vittoria in una grande guerra di portata mondiale: uno degli slogan storici di questa festa è «mai più», che viene arricchito sempre di nuovi «curiosi» significati.


Il vandalismo politico

L’altro ieri un treno di transito Mosca – Kaliningrad (già Königsberg, una exclave russa tra Polonia e Lituania) è arrivato al posto di controllo frontaliero della stazione ferroviaria di Kiana (del paesino Kalveliai in Lituania) con il simbolo «Z» (vietato dalla primavera del 2022 in Lituania) dipinto sulla fiancata di una carrozza. Le guardie di frontiera hanno inoltre notato altri simboli della invasione russa dell’Ucraina: la scritta «ZOV» e la scritta in russo «Vilnius è una città della Russia» (la capitale della Lituania, lo preciso per i meno esperti della geografia, ahahaha). Il personale del treno non ha saputo spiegare alle guardie di frontiera da dove provenissero queste scritte.

Per per fare in modo che il treno possa attraversare il confine, il capotreno e il resto del personale viaggiante ha dovuto cancellare le scritte. Di conseguenza, il treno non è stato trattenuto e, dopo i controlli, ha viaggiato lungo il percorso previsto.

Dalla qualità e dallo stile delle scritte si vede benissimo che almeno questa non è una opera super creativa della propaganda statale russa, ma un semplice atto vandalico, una opera di qualche ragazzino senza cervello per il quale è indifferente cosa e dove scrivere e/o «disegnare» (pure le vie delle città italiane sono piene delle scritte della qualità «artistica» e contenuto «intellettuale» simili). Al massimo, è la conseguenza della propaganda… Però mi ha fatto venire in mente una indea un po’ malefica.
Per esempio: se qualcuno dovesse vedere in giro una macchina antipatica, potrebbe non bucarle le ruote, graffiare una fiancata e/o spaccare gli specchietti, ma aggiungere qualche scritta con i simboli «Z» e «V» e l’espressione «operazione militare speciale in Ucraina». In tal modo causerà molti più problemi al proprietario.
Ma, ovviamente, non invito nessuno a fare una cosa del genere. Anzi, condanno ogni forma di vandalismo. Semplicemente, a volte mi stupisco della scarsa fantasia dei vandali (e del loro scarso contatto con il momento politico internazionale corrente).