Gli investimenti della NATO

Anthony Blinken dice che la NATO starebbe valutando la possibilità di investire in armamenti di epoca sovietica utilizzati dall’esercito ucraino. Tale dichiarazione rientra nella logica di due notizie che mi è già capitato di leggere in precedenza. Prima di tutto, mi è già capitato di leggere che la NATO starebbe discutendo la possibilità di investire in vecchie fabbriche nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e in Bulgaria per riprendere la produzione di missili per i sistemi di artiglieria ucraini di epoca sovietica. In secondo luogo, alcuni Stati-membri della NATO avevano già dichiarato, in momenti diversi, di avere esaurito gli armamenti da fornire alla Ucraina. Quindi la dichiarazione di Blinken in un primo momento sembra una testimonianza di intenzioni concrete e utili (nonostante la relativa obsolescenza degli armamenti sovietici).
Quello che mi preoccupa è la tempistica: quanto tempo ci vorrà per riavviare la produzione in questione? Molto probabilmente anche secondo gli americani la guerra sarà ancora abbastanza lunga…


Un po’ di statistica seria

A volte mi capita venire a conoscenza di ricerche sociologiche/statistiche importantissime, ma poco ovvie per una buona parte dei lettori. Meno male che qualcuno ha una fantasia sufficiente per concepirle e condurle.
Oggi non riesco proprio a trattenermi dal condividere con voi i risultati dell’ultima ricerca del genere che mi è capitato di scoprire.
Ebbene, secondo l’agenzia russa «Sotsialnye seti» [«Social Networks» in russo] nel 2022 gli utenti di lingua russa dei social network hanno pubblicato diverse decine di milioni di messaggi con parolacce. Il giorno con il maggior numero di tali messaggi – 375.000 – è il 27 febbraio. Le pubblicazioni di cui sopra sono state contate sui seguenti social networks: VKontakte, Odnoklassniki, Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, Telegram, TikTok, Ya.Zen e LiveJournal. Non è stata presa in considerazione la geolocalizzazione degli autori dei post, ma solo la lingua delle pubblicazioni.
L’uso delle parolacce nelle pubblicazioni sui social ha raggiunto il suo picco alla fine di febbraio – quando è iniziata la guerra in Ucraina –, ma in totale nel corso di quel mese ci sono stati 6,9 milioni di post con le parolacce. Nel mese successivo – marzo – la quantità dei post del genere è salita a 8,8 milioni.
Per il mese di aprile sono stati contati 7,7 milioni di post contenenti parolacce: i picchi si sono registrati nei giorni del 4, del 6 e del 14 aprile: quando sono state diffuse le notizie degli omicidi a Bucha, della morte del leader del partito russo LDPR Vladimir Zhirinovsky (so che negli ultimi trent’anni molti di voi hanno sentito di quel personaggio) e dell’affondamento dell’incrociatore missilistico russo «Moskva».
Tra i mesi di maggio e agosto il numero dei post con le parolacce è variato tra i 6,3 milioni e i 6,9 milioni. A settembre sono stati pubblicati 6,4 milioni di post di questo tipo, di cui 250.000 il 21 settembre: il giorno in cui è stata annunciata la mobilitazione «parziale» dei civili. Dopo l’esplosione del ponte di Crimea, l’8 ottobre, gli utenti hanno pubblicato 225.000 post contenenti le parolacce. In totale, nel mese di ottobre sono stati scritti 6,8 milioni di post di questo tipo.
Ecco, leggendo dei risultati che ha mostrato la suddetta ricerca mi sono sorpreso, in un primo momento, del fatto che la reazione popolare più massiccia si sia manifestata solo il 27 febbraio e non il 24 (il primo giorno della aggressione contro l’Ucraina). Ma poi mi sono ricordato la mia reazione personale e la reazione di alcuni miei amici: effettivamente, nei primi giorni della guerra le teste erano in un certo senso bloccate dallo shock. La gente non riusciva a credere che una ********* del genere fosse realmente possibile, sperava di svegliarsi dall’incubo, stava cercando di capire cosa ***** stesse succedendo e quanto possa essere duraturo e serio. Solo dopo alcuni giorni abbiamo riavuto la capacità di tradurre le emozioni – e le prime considerazioni – in frasi comprensibili, anche se piene di lessico poco serio.
Di conseguenza, il conteggio delle parolacce mi sembra un buon metodo quantitativo per valutare la reazione dei russi alla «politica» putiniana.


Gaslighting

Ieri sera ho letto che il dizionario americano Merriam-Webster ha nominato il termine «gaslighting» la parola dell’anno 2022. Solo grazie a tale notizia ho scoperto la parola stessa, seppure il dizionario sostiene che la ricerca del suo significato sia cresciuta del 1740% rispetto al 2021…
La spiegazione del termine fornita dal Merriam-Webster è questa:

psychological manipulation of a person usually over an extended period of time that causes the victim to question the validity of their own thoughts, perception of reality, or memories and typically leads to confusion, loss of confidence and self-esteem, uncertainty of one’s emotional or mental stability, and a dependency on the perpetrator

A questo punto non posso fare altro che accettare il fatto della esistenza della parola. Anche perché da oltre nove mesi vedo verificarsi dei fenomeni simili a quello descritto nelle teste delle persone concrete. Ora devo solo ricordarmi il nome «scientifico» di ciò che sto osservando ahahaha
Voi, intanto, potete leggere l’intero articolo – non è lungo! – a cui porta il link riportato sopra.


Il nuovo reato europeo

Oggi il Consiglio ha adottato all’unanimità la decisione di aggiungere la violazione delle misure restrittive (nel linguaggio più comune e umano si chiamano sanzioni) all’elenco dei «reati dell’UE». Dunque, ora i tentativi di raggirare le sanzioni entreranno, quasi sicuramente, in una buona compagnia: il terrorismo, il traffico degli esseri umani, lo sfruttamento sessuale di donne e bambini, il traffico di droga e armi, il riciclaggio di denaro, la corruzione, la contraffazione di valuta, la criminalità informatica e la criminalità organizzata.
Considerando il contesto nel quale solitamente vengono adottate le sanzioni, la suddetta notizia diventa però meno comica. Il dettaglio che mi interessa maggiormente è la definizione che verrà data al nuovo reato: le sanzioni europee (e non solo europee) sono talmente diverse tra esse (e appartengono a ambiti molto diversi) che non riesco a immaginare una norma unica e specifica. Di conseguenza, ora sono proprio in attesa di osservare tanta comicità pseudo-giuridica nei prossimi mesi.


L’importanza del contesto

Posso immaginare facilmente la reazione che la maggioranza dei lettori avrebbe potuto mostrare dopo avere visto un video come questo:

Io ho visto più di un video del genere. So che tutti quei video sono stati realizzati in Ucraina che alcune settimane sta avendo dei seri problemi con l’energia elettrica. A causa degli attacchi missilistici russi.
Ecco, conoscendo il contesto nel quale è stato girato un video, la reazione che si prova è già diversa.
Avrei potuto mettere qualche video più serio e informativo sullo stesso argomento, ma ne ho visti troppi psicologicamente pesanti. Almeno oggi evito di postarli.


La musica del sabato

Il compositore francese Jules Émile Frédéric Massenet è sempre stato largamente noto e apprezzato prevalentemente per le opere liriche, anche se ai suoi tempi era considerato un conservatore, mentre al giorno d’oggi non viene considerato della stessa importanza (o portata?) dei compositori come Mozart o Verdi.
Per il post musicale di oggi ho deciso di scegliere non una (o una parte della) opera lirica non solo per la tradizione personale, ma anche perché mi sembra di avere osservato — seppure io non sia un critico/esperto musicale — che le semplici composizioni per l’orchestra siano riuscite a Massenet con più costanza nel corso di tutta la sua vita artistica/professionale.
La prima composizione scelta per oggi è dunque la Première suite d’orchestre del 1867:

La seconda composizione scelta è invece la «Fantaisie pour violoncelle et orchestre» del 1897:

In alcune situazioni la musica del genere migliore il mio umore…


La lettura del sabato

Dato che ho creato quasi una tradizione — purtroppo! — di segnalare delle letture riguardanti la guerra in Ucraina che un lettore italiano difficilmente avrebbe scoperto da sé, seguo il principio anche questo sato.
L’articolo di oggi, però, riguarda non i combattimenti in senso stretto, ma una delle loro conseguenze sulla vita quotidiana su un determinato territorio ucraino liberato. In particolare, si tratta del paese Demydiv che in primavera era stato fatto allagare dagli abitanti stessi per non far passare l’esercito russo in avanzata verso Kiev.


Determinare il mittente

Pare che l’ormai tristemente noto pure in Italia «cuoco» Evgeny Prigozhin abbia realmente inviato al Parlamento europeo una custodia per violino con un grosso martello «insanguinato». Lo avrebbe fatto in risposta all’invito – fatto, appunto, da parte del Parlamento al Consiglio – di inserire «nell’elenco dei soggetti terroristici dell’Ue» anche il gruppo di mercenari Wagner fondato e diretto da Prigozhin stesso. In relativamente poco tempo dovremmo scoprire se il pacco sia 1) effettivamente stato spedito; 2) arrivato alla destinazione. Nel frattempo, posso constatare solo una cosa…
Parentesi aperta: (il martello si riferisce al video della presunta esecuzione della «pena capitale» a danni di un mercenario del gruppo Wagner che, una volta imprigionato in Ucraina, avrebbe espresso la volontà di combattere contro la Russia. Il mercenario in questione è stato poi riconsegnato alla Russia nell’ambito di uno scambio di prigionieri e in circostanze non del tutto chiare. Dopo il rientro è stato il protagonista del suddetto video. Non intendo mostrarvi il filmato, cercatelo voi se volete. Parentesi chiusa: ).

Volevo constatare una cosa banale: Evgeny Prigozhin (il quale non è l’unico personaggio del genere in Russia, ma sicuramente il più noto) non avrebbe mai potuto, con le forze proprie, organizzare un gruppo di mercenari (i mercenari sono vietati dalla legge russa) e finanziarlo di tasca propria (è uno di quegli «imprenditori» che in realtà sono bravi solo a prendere i soldi dallo Stato). Di conseguenza, ogni sua azione – comprese le spedizioni postali – va considerata come una azione dello Stato russo attuale. Purtroppo.


Varenna, 17 agosto 2022

Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Varenna del 17 agosto 2022.
Per quasi un anno esatto mi ero sentito in debito con questo paese perché la mia visita dell’agosto precedente era andata male: essendo troppo stanco dopo una bella camminata in montagna, ero riuscito a vedere solo poche vie.
Ma nel 2022 ho recuperato tutto!


Le opere studentesche

Ogni notizia sull’equipaggiamento dell’esercito russo nel 2022 rischia di essere comica. Oggi ne racconto molto brevemente un’altra (perché non so se e quando arrivi ai media italiani).
Gli studenti di una scuola tecnica multidisciplinare di Ostrogozhsk (nella regione di Voronezh) hanno realizzato – nel corso delle esercitazioni didattiche – dei fornelli (oppure è meglio scrivere delle stufe?) da trincea per i militari russi impegnati in guerra in Ucraina. Le materie prime sarebbero state fornite da alcune aziende locali. Eccole:

Gli oggetti altamente tecnologici sono già stati caricati su una Toyota e spediti al fronte.

È stato fatto un altro passo verso la vittoria (ma della parte per la quale tifo io ahahaha).