La lettura del sabato

La lettura relativamente breve di questo sabato riguarda il Codice penale russo: l’articolo consigliato mostra come il suddetto Codice si è trasformato – nel corso del 2022 – in uno strumento ancora più repressivo di prima. Uno strumento a tutela della guerra.
È facile immaginare che dopo la fine della guerra ci sarà una gara (anche nel senso sportivo del termine) per ricostruire fisicamente l’Ucraina. Spero che almeno alcune delle persone benintenzionate si ricordino, in quel momento, che oltre al sintomo andrebbe eliminata anche la causa. E dedichino, dunque, le giuste forze alla eliminazione di tutta quella sostanza marrone con la quale il regime putiniano ha sostituito i normali strumenti di uno Stato moderno. Compreso il Codice penale di cui sopra.


Un esempio bello

Da più di anno mi capita, con una certa periodicità, di rispondere alle domande più o meno dettagliate sull’andamento attuale della economia russa. Ogni volta parto dalla presunzione che le persone realmente interessate all’argomento abbiano già letto almeno i dati statistici principali e/o le notizie sugli effetti delle varie sanzioni, ma poi, molto spesso, scopro di essere un po’ idealista…
Di conseguenza, sono «costretto» a collezionare gli esempi pratici che possano illustrare la situazione corrente con la massima facilità e chiarezza. Anche per le persone meno preparate sulle materie economiche.
L’esempio più recente — tra quelli belli — mi è arrivato ieri: si tratta dei dati riguardati gli utili della Gazprom (ve la ricordate?). In base ai dati forniti dalla azienda stessa, l’utile netto della Gazprom nel 2022 è stato di 747,246 miliardi di rubli. Questo dato è diminuito di oltre tre volte: del 72,2%, rispetto al 2021, quando l’azienda aveva registrato un utile netto di 2,684 trilioni di rubli.
Allo stesso tempo, il fatturato della Gazprom nel 2022 ha raggiunto 7,979 trilioni di rubli: circa il 25% in più rispetto al 2021 (quando era di 6,39 trilioni di rubli).
I dati appena riportati vanno letti anche nel contesto della diminuzione delle forniture del gas all’Europa.
Ora ripescate le vostre conoscenze basilari in economia e immaginate cosa significa la suddetta notizia: una azienda incassa in valuta straniera, fattura più di prima in termini della valuta nazionale e guadagna meno di prima sempre in termini della valuta nazionale…
«Come sta andando l’economia russa?»


I due destini

A volte capitano, contemporaneamente, delle notizie belle da leggere insieme. Per esempio…
Ieri il Presidente ucraino Vladimir Zelensky ha firmato i decreti di licenziamento dei capi di tre amministrazioni regionali: quelle di Lugansk, Odessa e Khmelnytskyy. In particolare, Serhiy Gayday è stato licenziato da capo dell’amministrazione regionale di Lugansk: la stampa ucraina sostiene che dovrebbe essere presto nominato l’ambasciatore ucraino in Kazakistan.
Sempre ieri Vladimir Putin ha nominato Vladislav Kuznetsov, l’ex vice primo ministro della autoproclamata «Repubblica Popolare di Lugansk», capo del distretto autonomo della Chukotka («in cu… al mondo»).

Ma non dovrebbero essere i «conquistatori dei territori» a fare una carriera politica migliore? Ahahaha


Wagner riconosciuto

Il 23 novembre 2022 il Parlamento europeo aveva riconosciuto la Russia come Stato sponsor del terrorismo: non penso che tale decisione possa oggi sorprendere qualcuno.
Io, personalmente, sono un po’ sorpreso dal fatto che solo ieri il Seimas (Parlamento) lituano – quindi l’organo legislativo di uno degli Stati più sensibili alla politica aggressiva della Russia putiniana – ha approvato una risoluzione che riconosce il CPM «Wagner» come organizzazione terroristica. Però capisco che si tratta di una decisione assolutamente logica: «Wagner», uno degli eserciti non ufficiali della Russia, è proprio uno di quei «mezzi terroristici» dei quali parlava il Parlamento europeo. Dunque mi aspetto anche altri riconoscimenti del genere.


Le auto lettone per l’Ucraina

In Lettonia esiste una legge in base alla quale le automobili sequestrate ai guidatori ubriachi (con il tasso alcolico superiore a 0,15%) vengono vendute all’asta o smontate per i pezzi di ricambio. Si tratta di un modo severo e allo stesso modo abbastanza curioso di affrontare un problema serio e diffuso: si potrebbe scrivere tante considerazioni in merito.
Ma oggi ne scrivo perché pure il fenomeno in questione è stato trasformato in una forma di aiuto all’Ucraina aggredita. Infatti, a febbraio il Parlamento lettone ha approvato un emendamento a una legge sul sostegno all’Ucraina, che consente il trasferimento a essa delle auto di proprietà statale. Dunque, anche delle auto sequestrate ai guidatori ubriachi: una volta arrivate, quelle auto saranno utilizzati per gli scopi militari e medici.
L’idea non è male, anche se a questo punto ho qualche dubbio sulla futura popolarità della causa ucraina tra gli automobilisti lettoni… Anche se non dovrei preoccuparmi della opinione di vari deficienti, compresi quelli che si ubriacano prima di guidare.


L’Oscar 2023

Mi ero quasi dimenticato che la premiazione dell’Oscar 2023 dovesse avvenire proprio la notte passata… Ma è stato impossibile non essere informato dei risultati. Quindi oggi scrivo molto brevemente di quattro film coinvolti in questa edizione del premio.
Prima di tutto faccio i miei complimenti agli autori del documentario «Navalny»: la loro vittoria è la giusta premiazione di un lavoro fatto al momento giusto. È una vittoria molto importante anche per il protagonista del film: perché alimenta l’attenzione proprio nel momento storico in cui ne ha più bisogno. Non è stata sprecata l’occasione di fare una premiazione politicizzata che non infastidisce. N.B.: sul palco erano presenti la moglie e i figli di Alexey Navalny.

L’evento per me più incomprensibile è la pluri-premiazione del film Continuare la lettura di questo post »


Bakhmut vista dall’alto

Quello di oggi è un breve video sullo stato attuale della città di Bakhmut. In teoria sapevamo già degli effetti della guerra in corso, ma dopo la visione di questo video sembra ancora più inconcepibile il fatto che rimangano ancora ben quattromila civili in città (su 70 mila dei tempi della pace).

E, ovviamente, non dimentichiamo che almeno all’inizio tutto questo si chiamava «liberazione».


La musica del sabato

Più o meno tutti gli interessati alla musica degli anni ’50/’60 del XX secolo conoscono il duo country-rock statunitense The Everly Brothers. Il periodo della massima popolarità dei fratelli Phil e Don Everly fu stato tra il 1956 (l’anno del debutto) e il 1963 (l’anno in cui i due furono chiamati alla marina militare). Proprio in quegli anni registrarono le loro canzoni più famose; a quel periodo è dedicato il mio primo post musicale sul duo.
Molti critici musicali, però, sostengono che i fratelli Everly avrebbero raggiunto l’apice della loro forma artistica nella seconda metà degli anni ’60, dopo il ritorno dal servizio alla marina. Provo dunque a pubblicare due canzoni appartenenti a questo loro periodo musicale.
La prima canzone di oggi è la «Love Is Strange» (dall’album «Beat & Soul» del 1965):

La seconda canzone scelta per oggi è la «The Price of Love» (dall’album «In Our Image» del 1966):

La popolarità e la rilevanza musicale del duo, comunque, è quasi completamente tramontata dopo il litigio del 1973 tra i due fratelli, sebbene se si siano riuniti negli anni ’80 per continuare a registrare delle canzoni fino al 2005.


La lettura del sabato

Non ho ancora fatto in tempo a segnalarvi – ma, purtroppo, non è mai tardi – che il 24 febbraio è uscita la versione inglese del dizionario del linguaggio russo dei tempi della guerra. Il dizionario in questione perde molto rispetto al proprio originale russo, ma vi potrebbe essere comunque utile. Infatti, spiega il significato e/o la storia di molti termini, espressioni e neologismi utilizzati dai privati, giornalisti, propaganda e politici per parlare della guerra putiniana in Ucraina.
Qualcuna delle voci riportate nel dizionario potrebbe diventarvi più chiara, qualcun’altra addirittura risultare nuova. In ogni caso, propongo di considerare il suddetto dizionario come un prezioso documento storico: non è da escludere che una parte più o meno significativa del suo contenuto rimanga nel linguaggio popolare anche dopo la fine della guerra…


Il diminuire degli “amici”

Sembrava una missione impossibile (oppure una delle? ora non importa), ma il «grande» tattico Putin ci è riuscito pure in questa: intervenendo al Forum economico di Budapest, il premier Victor Orban ha dichiarato che l’Ungheria dovrà riconsiderare le proprie relazioni con la Russia a causa della «mutata realtà geopolitica». A causa della guerra e il conseguente peggioramento delle relazioni tra la Russia e l’UE, Orban propone di «pensare seriamente» sulle relazioni con la Russia nei prossimi 10–15 anni.
Tradotto nel linguaggio umano, Orban ha ammesso che nella prospettiva a lungo termine la Russia non ha alcun modello interessante delle relazioni politiche e/o economiche da proporgli. Infatti, le forniture alternative del petrolio e del gas (o le fonti alternative della energia) prima o poi arrivano pure in Ungheria, mentre la Russia putiniana rimane sempre la stessa: molto meno attraente dell’UE.
Lo ha capito – finalmente – pure Orban.
Oppure – molto più probabilmente – ha finalmente sentito la possibilità di iniziare a dirlo pubblicamente.
Ed è così che per Putin è arrivata una nuova grandissima vittoria geopolitica…