L’archivio della rubrica «Italia»

Zoologia nel design

Il designer russo Artemy Lebedev ha messo ieri in evidenza una tendenza curiosa.

Egli fondò nel 1995 il proprio studio di design. Nel 1998 lo studio assunse il nome di Art. Lebedev Studio e adottò il logo con il codice a barre:

In breve tempo il logo mutò leggermente:

Nel 2016 lo studio ha deciso di rivedere la propria stilistica, il che ha comportato, tra le altre cose, il cambiamento del logo:

Proprio a questo punto hanno iniziato ad arrivare i primi sciacalli. Ecco il primo esempio del 2016:

Ecco, invece, un esempio del 2017:

Aspettiamo altri aggiornamenti dal mondo della moda, altre notizie sulla creatività italiana etc.


Quella festa del 2 giugno

In Italia io, oltre ad essere un extracomunitario barbaro, sono pure un osservatore estraneo con la mente libra da tutto ciò che un aborigeno medio tende a dare per scontato.

Una delle conseguenze di questo mio stato è una percezione personale delle varie feste nazionali italiane. Così, per esempio, la Festa della Repubblica mi sembra più sensata e indiscutibile delle altre.

So che una buona parte degli italiani non si ricorda il nome e la motivazione della festa del 2 giugno. So che una buona parte degli italiani vive avendo in mente la società divisa in due fronti politici estremi perennemente in guerra e preferisce altre date. So che una buona parte degli italiani allo stesso tempo ama pure un’altra festa, quella che sarebbe più appropriata a una società sottosviluppata e infantile.

Pochi si ricordano della festa odierna che rappresenta — in forza della sua origine — realmente l’unità nazionale nel prendere in considerazione tutte le altre feste possibili e immaginabili.

Auguri a tutti.


Un immobile in gestione

Come avrete già letto, lo Stato italiano ha deciso di continuare nella impresa del restauro degli immobili con le mani e le risorse dei privati: ecco il link. Agli imprenditori under 40 verranno concessi per 9+9 oppure 50 anni castelli, vecchie stazioni ferroviarie e case cantoniere.

Dal punto di vista economico è una scelta che ha senso perché è vantaggiosa per lo Stato. Resta da capire che sono quegli under 40 che hanno tanti soldi da ristrutturare un immobile storico (quindi rispettando tutte le linee guida imposte dallo Stato) senza poterlo ottenere in proprietà. Io, se avessi avuto non solo il requisito dell’età, avrei tentato di investire in qualcosa di più redditizio o durevole nel tempo. Questo, naturalmente, non significa che non si possano realizzare dei progetti interessanti anche sul campo in questione.

Purtroppo, però, la mia unica ricchezza sono una certa quantità di idee più o meno azzardate e la consapevolezza del fatto che le idee non sono coperte dal diritto d’autore. Quindi con il presente post mi limito a fare due azioni piuttosto banali:

1. Segnalarvi l’opportunità di cui sopra;

2. Dichiarare la propria disponibilità a entrare a far parte di un insieme di persone realmente interessate a un determinato immobile offerto dal Demanio.

P.S.: se un giorno decidono di concedere ai giovani le chiese sconsacrate, vendo un polmone (arricchito con il catrame) pur di poter organizzare delle feste notturne molto particolari…


Gli anniversari

Cosa avrei potuto scrivere oggi io, un osservatore/critico estraneo? Senza il pericolo di offendere i sentimenti di qualcuno, quasi nulla.

Per puro caso (e per tana fortuna) proprio ieri ho fatto uno dei miei famosi strani viaggi nell’Italia non turistica: a Palazzolo sull’Oglio. Proprio in quella città ho visto uno dei monumenti più curiosi che mi siano mai capitati davanti agli occhi.

Di profilo quadrato, è dedicato a quattro, ehm, conflitti armati: un lato per ognuno. Provate a stendere un elenco delle loro caratteristiche comuni. Onestamente.

I lati A e B:

I lati C e D:


L’acqua per le locomotive

All’inizio del dicembre 2016 ero stato contattato da un ingegnere che mi aveva chiesto l’autorizzazione per una eventuale pubblicazione di due mie fotografie su una rivista specializzata. Aveva manifestato l’interesse, tra l’altro, per la foto della manichetta per l’acqua per le locomotive a vapore che io avevo pubblicato sul mio fotoracconto dedicato a Breno.

Naturalmente, avevo autorizzato la pubblicazione. Tutte le foto di cui sono autore possono essere pubblicate su carta o web se accompagnate dal mio nome e dal link al mio sito.

La rivista specializzata si chiama «Il mondo ferroviario», costa 7,50 euro e non so bene dove possa essere comprata (nelle edicole normali non l’ho mai vista). Di conseguenza, non so nemmeno se abbiano mai pubblicato le mie foto (non ho più avuto delle comunicazioni ufficiali). Se qualcuno di voi lo sa, mi faccia sapere!

In compenso, posso comunicare con tutto il mondo – e non solo quello ferroviario – attraverso il proprio blog. Esattamente con questo potentissimo mezzo di comunicazione vi informo oggi di un’altra grande notizia: ho trovato una manichetta per l’acqua per le locomotive molto più interessante di quella vista a Breno. Si trova a Casalmaggiore (in provincia di Cremona). Eccola:

Anzi, ce n’erano ben due, entrambe conservate benissimo. Avevano entrambe i lampioni e, in un caso, pure l’accesso al pozzo di servizio.

Pure la catena con il cui aiuto si girava la canna è al suo posto.
Continuare la lettura di questo post »


I consumatori pervertiti

Alcuni anni fa il Ministero dello Sviluppo Economico ha diffuso un documento interessante: «Indagine sulla percezione dei consumatori rispetto alla contraffazione». Si tratta di un rapporto di facilissima lettura, ricco di dati quantitativi sul rapporto tra gli italiani e i prodotti contraffatti che si trovano sul mercato.

Di recente mi è capitato di leggerlo per una ricerca accademica. Ora condivido con voi due passaggi che mi hanno colpito in modo particolare.

Il passaggio № 1 (alla pagina 22).
Comunque chi ne è cosciente [di comprare i prodotti agro-alimentari contraffatti] è ben contento della sua scelta e definisce la qualità dell’alimento contraffatto uguale a quella dell’originale (53,6%) e il rapporto qualità/prezzo uguale a quello dei prodotti originali (53,6%).

Io sono sempre stato convinto che la gente comprasse i prodotti contraffatti per risparmiare. E invece, come dimostra la ricerca del Ministero, più della metà delle persone compra i prodotti contraffatti spendendo le stesse somme solo per fare un dispetto ai produttori onesti e allo Stato (il quale in questo modo incassa meno tasse). Molto interessante!

Il passaggio № 2 (alla pagina 28).
A tutti gli acquirenti dichiarati di prodotti contraffatti abbiamo chiesto quali sono i vantaggi che traggono da questo tipo di acquisto.
Il risparmio (76,6% delle risposte che diventa il 95,5% tra i disoccupati) è senz’altro la principale motivazione. Ma anche la possibilità di acquistare una maggiore quantità di prodotti (22,1%) – che è una ulteriore maniera di risparmiare – o di comprarli con leggerezza, senza pensarci troppo (21,5%).

Come cazzo si concilia questo 76,6% con il 53,6% del primo passaggio?!

Mi spiego meglio: se la qualità dei prodotti originali e quelli contraffatti è uguale e, allo stesso tempo, è uguale anche il rapporto qualità/prezzo, logicamente è uguale anche il prezzo!

Purtroppo non si tratta di un errore fatto nel corso della indagine. Si tratta di un problema enorme: la gente comune (cioè i consumatori) prende le decisioni utilizzando i cervelli contraffatti. Quelli «Made in China».


Una foto per i nonni

Cari bambini, è arrivata l’ora di andare a dormire. Quindi lasciate pure il computer ai vostri nonni.

Ma se lo lasciate con il browser aperto su questa foto, sicuramente si commuovono e vi fanno giocare ancora per un po’.

Cari nonni, l’indirizzo di questo rivenditore ufficiale ve lo dico solo dopo la notifica del bonifico ricevuto.

Per ora mi limito a garantire che il negozio con questo adesivo esiste realmente: l’ho fotografato a dicembre 2016.

Ora provate a spiegare ai vostri nipoti il perché della vostra commozione.


Ora anche a Milano

Due mesi e mezzo fa avevo scritto brevemente (per parlare di un fenomeno simile) del progetto «Le Pietre d’Inciampo». Ebbene, ho scoperto che il 19 gennaio verranno poste le prime «Pietre d’Inciampo» a Milano. Quindi anche i milanesi che viaggiano poco per il mondo avranno ora la possibilità di vedere di persona una delle famose Pietre.

Il primo indirizzo previsto a Milano: corso Magenta 55.


L’ucciso a Sesto

Verso le 3 di stanotte a Sesto San Giovanni (una cittadina praticamente attaccata a Milano) è stato ucciso Anis Amri. Quest’ultimo è l’autore dell’attentato con il camion a Berlino (19 dicembre 2016). Cosa posso dirne? Prima di tutto, complimenti a Luca Scatà per la prontezza e buona guarigione al suo collega Christian Movio ferito.

Poi, però, mi vengono in mente quelle indecenti polemiche sull’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine che sento con una buona periodicità da quando seguo le notizie legate all’Italia (quindi da anni). Secondo me i «nemici» delle armi in dotazione ai poliziotti devono unire gli sforzi con quelli del «tutti gli immigrati sono vittime innocenti».

Solo in questo modo la lotta per il Natale con dei ricchi fuochi d’artificio sarà realmente efficiente.


Non imitatelo

A giudicare da quello che dicono e scrivono gli italiani, quasi nessuno si è accorto di un fatto piuttosto grave: a buttare nel cesso una delle più importanti riforme italiane degli ultimi anni è stato proprio Matteo Renzi.

Il suo errore colossale sta nell’aver politicizzato il referendum con la frase «se vince il no, io mi dimetto» (aveva addirittura promesso di ritirarsi dalla politica, ma questa ultima promessa è verificare nel tempo). Ma era troppo facile prevedere che dopo queste parole tanti partiti di opposizione diversi dal suo si sarebbero approfittati della occasione per far cadere il Governo. Sì, si tratta di una delle occasioni meno opportune per chi è capace di ragionare sul futuro nel lungo termine. Sì, questo comportamento illustra bene quanto è basso il livello della responsabilità dei politici italiani nei confronti delle generazioni future. Sì, sappiamo anche che una delle funzioni principali di un qualsiasi politico è quella di lottare per il potere.

Ecco, abbiamo avuto l’ennesima conferma che a molti politici italiani interessa il potere in sé. Il potere da conquistare bloccando anche le versioni più timide delle riforme necessarie per il buon funzionamento dello Stato. Quindi i personaggi in questione hanno fatto di tutto per convincere gli italiani che la reale domanda del referendum sia «Vogliamo Renzi al Governo?».

Inoltre, abbiamo avuto l’ennesima conferma che il gregge degli elettori senza cervello è sempre pronto e addirittura felice di sostenere nella lotta per il potere proprio i politici di cui sopra. Ovviamente non rendendosi conto di aiutare proprio quei politici che fino al giorno prima loro stessi accusavano di volere solo il potere. Bravi! Ci vorrebbe un applauso…

Matteo Renzi ha buttato nel cesso anche la possibilità di entrare nella storia come un grande riformatore italiano. Entrerà invece nella storia solo come il premier di un Governo di destra-sinistra. E, magari, per essere stato vittima di un vecchio vizio della politica italiana: quello di affidare l’approvazione di ogni questione minimamente importante al voto di fiducia. Beh, almeno può accontentarsi dei manuali di scienza politica dove farà da esempio su come non si presentano al giudizio popolare le riforme costituzionali.