L’archivio della rubrica «Italia»

I biglietti misteriosi

Un bel giorno di alcuni anni fa mi presentai alla edicola della stazione Duomo della metropolitana milanese per comprare un biglietto cartaceo particolare (purtroppo non mi ricordo più bene quale). La signora sui cinquant’anni con la quale ebbi la fortuna di interagire a tal fine, reagì però in un modo abbastanza inusuale. Prese il mio vecchio biglietto cartaceo (portato in qualità di esempio), lo appoggiò sulla macchinetta per la ricarica degli abbonamenti elettronici e disse tutta stupita: «Mi dispiace, non riesco a ricaricarlo».
No, non stava scherzando. Il suo volto esprimeva una reale sensazione di sorpresa per il mancato compimento della missione. Così come non stava scherzando la mia faccia rispecchiante il pensiero «ma tu sei proprio fusa».
Mi sono ricordato di quel piccolo episodio pochi giorni fa, trovandomi improvvisamente di fronte a questa vecchia obliteratrice meccanica ferroviaria.

I ferrovieri sanno che è sempre incinta…


Il wi-fi sulla metro

Alla fine di febbraio mi ero accorto di questo adesivo comparso in alcuni punti della stazione «Duomo» sulla metropolitana milanese:

All’inizio di marzo mi sono finalmente ricordato di andare a leggere di cosa si tratta. Ebbene, sul sito della ATM è disponibile un comunicato (datato 21 febbraio) sull’avvio della sperimentazione in alcune stazioni: Duomo (da febbraio), San Babila (da marzo) e Cadorna (da aprile). Sono promesse la registrazione semplice è una velocità decente (500 Megabit al secondo) nelle prime 4 ore di utilizzo al giorno.
Ovviamente siete capaci anche voi a leggere quel comunicato. Molto più importante e interessante è, invece, sperimentare praticamente tale servizio. Io l’ho fatto martedì sera metre tornavo a casa.
Ora posso testimoniare due cose. Prima di tutto, la registrazione è veramente semplice e veloce: può essere fatta nell’arco temporale medio necessario per l’attesa del treno. Selezionate la rete tra quelle rilevate dalvostro telefono, scegliete il modo in cui autentificarvi (con un social network o inserendo manualmente il nome), fornite il vostro numero di telefono e, infine, inserite il codice di controllo ricevuto via sms.

Bene, siamo già collegati:

Per ora ho navigato poco, ma ho comunque avuto l’impressione che la velocità dell’internet «metropolitano» sia realmente buona. Vedremo se resterà tale anche con una maggiore quantità delle persone connesse. E, soprattutto, speriamo che il servizio si estenda presto a tutta la rete dei mezzi pubblici milanesi.
Ma già ora possiamo festeggiare per il fatto che, finalmente, anche Milano si sta avvicinando agli standard tecnologici del primo mondo!
[Sulla metropolitana moscovita il wi-fi è stato attivato nel 2013.]


Buran

Il post di oggi mi è stato dettato dal Capitan Ovvio.
In russo la parola buran significa «un forte vento della steppa che trasporta grandi quantità di neve».

Si potrebbe aggiungere che il termine è di origine turca, ma ora non ci interessa. Ora ci interessano altre applicazioni della parola buran. Prima di tutto, come saprete, è il nome Continuare la lettura di questo post »


Italia calcistica

Non penso che sia particolarmente facile trovare una persona che si interessa di calcio meno di me (se vedo 10 minuti di una partita in 4 anni è già tanto; in totale saprò i nomi di cinque giocatori e due allenatori).
Ma pure a me sono giunte le voci circa il non-accesso della squadra italiana al campionato mondiale che dovrebbe svolgersi il prossimo anno in Russia. Non posso dire esserne dispiaciuto (ma nemmeno felice) e faccio due semplici considerazioni:
1) Spero che i tifosi italiani trovino visitino dei motivi più degni di un homo sapiens per visitare la Russia;
2) Il post su facebook di un amico mi sembra pieno di logica:


Cervelli in fuga

The Soufan Group ci comunica che nel 2017 la Russia è diventata il principale fornitore della manodopera straniera dell’ISIS. Nell’ottobre 2017 la quantità dei cittadini russi che combattono per l’ISIS si stima in 3417 persone. Tutta l’area dell’ex è rappresentata tra le fila dell’ISIS da 8717 persone.
L’Italia, invece, è attualmente rappresentata da soli 57 combattenti.
Non so bene come è vista tale situazione dalla maggioranza degli italiani. Io, per esempio, non sarei assolutamente dispiaciuto per questa forma di fuga dei cervelli. Sarei al contrario preoccupato per la quantità superiore allo zero di questi «cervelli» che poi tornano indietro. In Russia sono tornate 400 persone, mentre in Italia 13. Immaginate quanto potrebbe essere emozionante incontrare per strada – non necessariamente di notte – uno di quei 13 che si erano riconosciuti negli ideali dell’ISIS.


Altri “Referendum”

Lo sapete già: in Veneto ha partecipato al «referendum» il 57,2% degli aventi diritto (98,1% per il sì), mentre in Lombardia il 38,25% (95,29% per il sì).
Dato che almeno in Lombardia l’evento è stato ben pubblicizzato (almeno nel senso commerciale del termine), penso di poter sottolineare una certa somiglianza del «referendum» con l’analogo gioco collettivo catalano. In sostanza, vi partecipano solo le persone favorevoli al «sì» ed i simpatizzanti dei promotori della consultazione stessa.
I contrati e gli indifferenti, invece, ignorano i giochi inutili come questo.

Per correttezza, dobbiamo sottolineare che una piccola utilità c’è stata, ma solo per la Lega: con i voti pubblici essa ha censito i propri simpatizzanti in due Regioni italiane. Auguri a tutti.


DiMeglio

Qualcuno si è già accorto che il tipo del logo della catena DiMeglio sta suonando una fisarmonica?

Qualcuno ha una spiegazione alla scelta di tale strumento musicale? La fisarmonica non mi sembra uno strumento particolarmente popolare in Italia, di conseguenza suppongo che la non-popolarità si trasmetta anche ai punti-vendita.
P.S.: io non entrerei mai per scelta propria in un negozio con una combinazione così oscena dei colori sul logo. L’aspetto estetico, stranamente, incide sulle mie emozioni e percezioni. Ma in teoria non escludo che la qualità dei negozia sia buona.


L’arte contemporanea

In aprile dell’anno scorso avevo scritto dell’americano Stan Herd che crea delle enormi immagini con l’aiuto di un trattore.

Oggi ho scoperto della esistenza di un suo «collega» notevolmente più scarso dal punto di vista artistico: il veneto Dario Gambarin (ecco il suo sito).

Come ho fatto a scoprirlo? L’ho scoperto leggendo della sua recentissima opera. Questa:

Si dice che in precedenza avrebbe già creato i ritratti di Donald Trump e Hillary Clinton.

La fama artistica dell’Italia non ha bisogno di nemici esterni…


Kebab – Kebap

Non so se anche voi vi siete accorti di una strana metamorfosi di massa. Fino a qualche anno fa le città italiane erano piene di locali specializzati in Kebab.

E poi, a un certo punto, quasi tutti quei locali hanno deciso di cambiare la specializzazione e darsi alla produzione dei Kebap.

Non ho ancora capito il perché di questa trasformazione massiccia ma non totale.


Il miracolo economico milanese

La sera del mercoledì 7 giugno, passando in piazza Duomo a Milano, avevo notato una fila delle vecchie Fiat 500 davanti alla Rinascente.

In un primo momento avevo pensato che si trattasse di un evento legato, in qualche modo, ai 100 anni del negozio. Grazie a una breve ricerca su internet avevo invece scoperto che le auto servivano per girare uno spot televisivo dedicato ai 60 anni della Fiat 500 (anche se la Fiat 500 C «Topolino» della foto precedente è del 1949; il primo «Topolino» fu prodotto nel 1936).

Ma la domanda che mi sono posto non cambia in relazione al motivo per il quale le belle Fiat d’epoca si trovavano in quel luogo e in quel momento. La Fiat è già stata multata per aver fatto circolare delle auto «Euro 0» in piena Area C? A me risulta che non siano previste delle deroghe per le auto storiche (e questa è per me una enorme stronzata). Inoltre, non mi risulta che le multe si applichino solo ai cittadini privati (sarebbe una notevole stronzata).

Di conseguenza, mi sembra di capire che la situazione a Milano sia la seguente:

1) i milanesi sono obbligati a comprarsi una auto nuova ogni volta che vengono aggiornati gli standard ecologici;

2) i milanesi appassionati delle auto storiche sono pochi e viaggiano in auto troppo raramente, quindi il Comune guadagna più multandoli che facendoli pagare i «ticket» della Area C;

3) certe aziende, anche quelle extramilanesi, non vengono multate perché già pagano bene.

Insomma, meno male che la Milano è governata dalla sinistra.

P.S. Lo stesso discorso vale per gli autobus.