70 anni dell’ONU

Sabato 24 ottobre l’ONU aveva compiuto 70 anni. Attualmente è una organizzazione burocratica quasi totalmente inutile: di solito non è in grado di prendere le decisioni sugli argomenti seri. Mentre quando ci riesce, non è in grado di metterle in pratica, quindi nella maggior parte dei casi non possono nemmeno essere considerate delle decisioni.

Trovo inutile augurare all’ONU una veloce guarigione e inopportuno augurare ad essa una morte indolore. Quindi in occasione della importante data mi limito a evidenziare una storica curiosità.

Guardate l’immagine che segue. Sulla parte a sinistra c’è la foto della delegazione sovietica scattata il 12 ottobre 1960 (Nikita Chruščëv si sta preparando al suo intervento scandaloso). Sulla parte a destra, invece, c’è la foto della delegazione russa scattata il 28 settembre 2015 (Vladimir Putin si sta preparando al suo discutibile intervento). Cosa ci comunica questo collage? Ci comunica che nella Sala della Assemblea Generale c’è ancora lo stesso arredamento di 55 anni fa.

Non hanno ancora imparato ad arricchirsi sugli appalti o preferiscono lavorare più in grande?


Telefoni pubblici

Mi capita spesso di sentire delle affermazioni sulla presunta inutilità dei telefoni pubblici nelle città (quelle occidentali almeno). Sicuramente avete sentito anche voi qualcosa del genere. Magari siete voi stessi a dirlo. Io, invece, dico che affermarlo è sbagliato e che solo una persona avanti con l’età e con la mente chiusa potrebbe sbagliarsi in tal modo.

E’ assolutamente vero che oggi i cellulari li hanno anche i topi del macellaio all’angolo, ma ricordiamoci anche che, indipendentemente dal tipo di contratto, l’uso del cellulare comporta delle spese sensibili. Particolarmente sensibili in quella giovane età, quando le disponibilità economiche non corrispondono alla necessità di comunicare con gli altri. Gli «under 40» si ricorderanno, probabilmente, quella frase pronunciata centinaia di volte nel corso della propria vita studentesca: «Non ho soldi sul cell…»

Pensiamo ora alle persone più adulte. Coloro che viaggiano tanto sanno che in alcuni Stati non è facile trovare un rivenditore delle schede sim locali. Mentre il roaming costa quanto un mutuo per la casa. E tutti coloro che usano gli smartphone sanno benissimo con quale velocità si scaricano le loro batterie.

Insomma, i telefoni pubblici servono ancora, e tanto. E’ che bisogna piazzarli nei posti giusti: vicino alle scuole e università, luoghi di alto interesse turistico, stazioni ferroviarie, aeroporti etc. In altre zone, invece, servono solo permettere l’affissione dei cartelli pubblicitari.

La nostra fregatura sta nel fatto che le decisioni sulla sorte dei telefoni pubblici vengono prese dalle persone adulte, chiuse tutto il giorno nei propri uffici, benestanti e dotati di una memoria troppo corta.

P.S.: fino a circa dieci anni fa, quando le vere cabine telefoniche erano ancora relativamente diffuse in tutto il mondo, le utilizzavo per rispondere al cellulare. Infatti, quando mi chiudevo dentro, esse mi proteggevano abbastanza bene dai rumori della strada.


Aiuta a farlo

Oggi vediamo la pubblicità americana di un prodotto utile per nostra la vita quotidiana e per la salute (siamo tutti umani, vero?). Lo stile (ma forse pure la capacità) di realizzare certi filmati è tipicamente americano, quindi pensate bene se allontanare i bambini dagli schermi.


Il prototipo della ZAZ 966

Anni fa, preparandomi a descrivere la ZAZ-966, avevo ingenuanamente creduto alle voci secondo le quali il prototipo del suo design sarebbe stato il Chevrolet Corvair del 1959:

Mi rendevo benissimo conto di una somiglianza molto relativa, quindi avevo pensato bene, troppo bene, alle capacità e alla fantasia dei designer sovietici/ucraini.

Qualche tempo più tardi, però, ho scoperto l’auto tedesca NSU Prinz IV, prodotta dal 1961 al 1973. Continuare la lettura di questo post »


Un viaggio e una speranza

Riprendiamo l’argomento delle manie dei dittatori. Oltre all’evitare di riconoscere i propri problemi di salute, i dittatori non amano nemmeno viaggiare. Soprattutto quando in casa propria si trovano in una situazione politica complicata. Sono convinti, spesso a ragione, che la loro assenza possa essere sfruttata dai nemici o collaboratori insoddisfatti per la realizzazione (o il perfezionamento decisivo) di un colpo di Stato.

Bashar al Assad è un dittatore atipico già per il solo fatto di esserlo diventato contrariamente alle proprie intenzioni iniziali e solo a causa di un tragico fatto familiare. In ogni caso, non viaggiava all’estero dal 2010 (se non sbaglio): dopo tutto quello che ha fatto dal 2010 in poi, lo volevano vedere veramente in pochi. Ieri, però, ha fatto un viaggio a sorpresa a Mosca «per discutere della operazione militare sul territorio siriano». Dato che un incontro personale con Putin incide pochissimo sull’andamento della guerra in Siria (l’influenza reale di entrambi è minima) possiamo pensare una delle due cose. O spera di essere destituito, o…

Io non ho ancora capito se è tornato in Siria…

Magari sono poco informato e Assad è già a Damasco. Ma è comunque poco furbo puntare su un politico il cui futuro prossimo è per niente roseo. A puntare, naturalmente, è stato quel noto politico che ha portato Assad a Mosca.


PR da sistemare

Non posso dire di essere particolarmente interessato alla figura del Papa, alle sue azioni, alla sua biografia e ai suoi fatti privati. Però…

Capisco i vari dittatori che cercano di nascondere fino all’ultimo [respiro] i propri problemi di salute. Secondo la loro logica, infatti, le sole notizie sulla loro salute sarebbero dei segni di debolezza che i potenziali nemici interni sognano di sfruttare immediatamente. In base a quella logica ogni forma (e livello) di forza è direttamente proporzionale alla stima che i collaboratori, i dipendenti e le masse governate provano nei confronti del dittatore. E in parte è vero. Per esempio, la fiducia, quasi fede, che la maggioranza dei sovietici provava verso la figura di Stalin aveva subito un notevole calo quando i giornali aveano iniziato a pubblicare i bollettini medici del Segretario Generale.

Papa Francesco, come tanti suoi predecessori, non mi sembra un dittatore. Perché allora il suo staff continua negare il cancro? Se in realtà non ce l’ha, stanno sprecando una ottima occasione di parlare di una «miracolosa guarigione» dovuta a una vita giusta dal punto di vista cattolico. Se ce l’ha, avrebbero potuto presentarci un uomo che non molla il proprio gregge nonostante tutte le sofferenze.

Insomma, la propaganda vaticana non è più quella di una volta.


Canta come un cesso

In russo la parola cesso non si applica alle qualità fisiche/estetiche di una persona. Dopo una giusta popolarizzazione del video che vediamo oggi, però, potrebbe nascere un neologismo relativo alle capacità canore.

Le riprese sono state fatte nell’estate del 2009 al festival rock di Parabel (un paesino nella provincia di Tomsk, Siberia). A esibirsi è un gruppo locale, si chiama Dehydrated.

Effettivamente, la tipa non è brutta, ha pure dei bei capelli che sa usare bene. Ma il modo di cantare ricorda i suoni di un cesso.


I materiali d’accusa

Come avrete già letto, ieri in Olanda la commissione d’inchiesta ha finalmente presentato il rapporto sull’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines. Il testo in inglese è disponibile sotto questo link.

Qualcuno potrebbe pensare, in un primo momento, che dopo 15 mesi di lavori (più volte prolungati) si avrebbe potuto pubblicare un elaborato un po’ meno povero. Infatti, risponde solamente alle domande tecniche: come, quando, dove e con quale mezzo è stato distrutto il Boeing. Allo stesso tempo, non dice da chi è arrivato l’ordine di abbattere l’areo, che è l’esecutore e chi assicura oggi a entrambi l’impunità e l’anonimato.

In realtà, l’importanza di questo rapporto è enorme. Lo è perché azzera tutte le versioni complottiste diffuse in questi lunghi mesi dalla propaganda russa (io avevo scritto solo di una di esse). A riguardo, potete legeere i due appendici al rapporto: uno e poi due. Quindi ora il tribunale penale relativo all’abbattimento del Boeing è molto più vicino nel tempo.


Foto di RIA-Novosti


E che non sia l’ultima volta

Aleksandr Lukashenko ha vinto le elezioni presidenziali bielorusse per la quinta volta consecutiva. Ha preso circa 83,49% dei voti (ma il conteggio dovrebbe andare avanti fino a venerdì), mentre la partecipazione al voto è stata di circa 86,75%

Potremmo continuare a chiamarlo l’"ultimo dittatore d’Europa", ma bisogna riconoscere che si tratta di un dittatore da qualità atipiche per i nostri tempi. Infatti, è l’unico Capo di Stato che riesce trarre vantaggio da ogni passo più o meno falso del proprio vicino più grande. E, naturalmente, da ogni tipo di rapporto di questo vicino con l’Europa. La politica costruita su questo principio permette di mantenere il tenore di vita dei cittadini a un livello buono nonostante tutti i difetti della economia interna centralizzata. Per esempio, quando il vicino vieta l’import dei prodotti alimentari europei, questi ultimi diventano miracolosamente bielorussi (e Bielorussia ci guadagna come rivenditore). Quando il grande vicino decide di fare la guerra a un piccolo vicino comune, Lukashenko si propone subito come un autorevole pacificatore locale (e la Bielorussia ci guadagna in prestigio politico).

Potrei fare altri esempi, ma dal punto di vista tecnico sono troppo simili a quelli appena fatti. Quale politico occidentale è riuscito a lavorare in questo modo e con i medesimi risultati per almeno un mandato?


Il mese ideale

Questa domenica pubblico un video che hanno già visto praticamente tutti (e quasi tutti me ne hanno parlato). Ebbene sì, l’ho visto anche io il giorno stesso della messa in onda. Quindi lo pubblico da me solo per trovarlo più facilmente in futuro.

«Russia 24» è un canale televisivo russo di proprietà statale, viene diffuso a livello federale e, via satellite, in tutto il mondo (ma non vi consiglio di andare a cercarlo). Per pura curiosità pubblico pure la versione originale del filmato:
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