Svetlana Aleksievic + Nobel

Il Nobel per la letteratura 2015 è stato assegnato alla scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic. Se assumiamo la tesi che ogni persona che scrive dei testi è uno scrittore (o scrittrice), la scelta della vincitrice è più che giustificata.

La cosa che non riesco a percepire è proprio quel senso che possa giustificare l’esistenza del Nobel per la letteratura. Perché ogni scrittore meritevole di attenzione è premiato, a differenza degli scienziati, con le vendite delle proprie opere. Certo, il mercato premia pure quelli mediocri, comprensibili alle larghe masse, ma almeno da una possibilità a più di una persona all’anno. E di solito lo fa subito, non dopo decenni di attività non corrisposta. Pure gli scrittori meno popolari, poi, hanno numerosi mezzi tecnici continuare a lavorare e raggiungere i propri lettori.

Insomma, pur essendo un amante della letteratura, non un grande apprezzatore del relativo Nobel.


I russi in Siria

Non posso dire che mi piaccia tanto la modalità con la quale la Russia interviene in Siria, ma non mi piacciono nemmeno le «grandi rivelazioni» sul fatto che la Russia combatte per Assad. Ebbene, finche Bashar al-Assad non si allea con l’ISIL, pure gli americani e i francesi combattono per lui. Lo fanno esattamente come la Russia: bombardando i territori nei quali prevalgono i simpatizzanti di un gruppo terroristico non a servizio dello Stato siriano.

Ma in realtà volevo scrivere di altre due stranezze. La prima consiste nella uniforme adottata dall’esercito russo impiegato attualmente nella base russa a Tartus. Ecco l’immagine riassuntiva:

La seconda stranezza consiste nel fatto che sugli aerei russi impiegati in Siria sono stati coperti i segni distintivi:

Su questo ultimo punto potete pure vedere un video:

La società discute ancora sul perché di queste misure di segretezza. Serviranno per dire «Non abbiamo mai combattuto in Afghanistan Siria»?


La storia di un valzer

Il video domenicale di oggi racconta una bella storia iniziata nei primi anni ’60 e conclusa nel 2011. Io, però, l’ho scoperta solo pochi giorni fa.


Precisiamo l’obiettivo

OK, il primo bombardamento russo in Siria ha colpito un territorio non controllato dall’ISIS, ha ucciso tra 30 e 38 civili e ha fatto sorgere delle perplessità in Occidente. Le domande sulla utilità bellica e il senso politico di tale impresa non devono essere rivolte a me.

La mia unica risposta pubblicabile, per ora, è questa. Dato che la coalizione internazionale anti-ISIS esiste già da tempo, i vertici militari russi hanno probabilmente compreso che la sola volontà di Putin non è sufficiente per crearne un’altra. L’ingresso in quella esistente a condizioni desiderate non è possibile per una serie di motivi politici. Quindi hanno deciso di dedicarsi più alla lotta contro i futuri migranti siriani (che costituiscono un problema molto più concreto per l’Occidente).


Video diffuso dal Ministero della Difesa russo


Putin all’ONU

Potrei commentare l’intervento fatto ieri da Vladimir Putin all’ONU, ma non ha senso. Non ha senso perché, in sostanza, non ha detto nulla di nuovo.

In primo luogo, ha ripetuto il suo vecchio concetto «sbagliano tutti tranne noi».

In secondo luogo, ha ripreso il vecchio concetto «non rompetemi i coglioni perché in Cecenia combatto contro il nostro comune nemico (il terrorismo islamico). Se non lo faccio sarà peggio per tutti, quindi accettatemi alla pari». Questa volta, però, la formula pronunciata è stata «non rompetemi i coglioni per la guerra in Ucraina che sono pronto a combattere il nostro comune nemico in Siria. Se non faccio, sarà peggio per tutti, quindi accettatemi alla pari».

Come conciliare l’ultimo concetto con il primo («sbagliano tutti tranne noi») e con l’appoggio a Assad? Dipende dalla fantasia degli occidentali. Nei prossimi mesi (o settimane?) vedremo i risultati.


Un record del mondo

I video con la nuova Miss Italia li avevo già pubblicati mercoledì. Oggi, invece, vediamo il record mondiale di un altro personaggio storico italiano. Purtroppo non conosco il nome italiano di questo sport, ma spero che qualcuno me lo suggerisca.


Giaguaro italiano

Alla fine di luglio avevo già scritto della Maserati barbadiana. Oggi è arrivato il momento di un’altra storia del genere.

Stamattina, casualmente, ho incontrato per strada un furgone della Securpol. Sui lati del furgone era presente il logo aziendale di dimensioni notevoli:

Cosa mi avrà ricordato? Esatto: Continuare la lettura di questo post »


Coincidenze

Fa ridere solo a me questa foto?

Comunque, bisogna tenere conto della mia relativa pazzia.


Numero 42

Secondo me è abbastanza anomalo aspettare delle manifestazioni di una particolare intelligenza dalle signore/signorine che per propria volontà partecipano ai concorsi «Miss Stato XYZ». Se esse ritengono di poter essere valutate per le sole capacità di portare un costume da bagno e le scarpe con i tacchi, è evidente che ammettono di non avere altre qualità più tipiche a homo sapiens. E, sicuramente, non si rendono conto di scendere ai livelli delle vacche esposte alla Fiera agricola di Maremma (località scelta a caso).

Un ragionamento simile vale per la presunta intelligenza degli attori, ma l’argomento di oggi sono le «miss».
Quello che voglio dire è abbastanza semplice. Se incontriamo una persona che di tutta la Storia si ricorda solo un numero, il nome di una guerra e un nome proprio – non dobbiamo prenderla in giro. Non dobbiamo farlo per le stesse ragioni per le quali non vanno presi in giro i simpatici ragazzi con gli occhi stretti e le facce piatte: sono nati così.


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Seguitemi

Mi ero iscritto su Facebook nell’autunno del 2008 e all’epoca esso mi sembrava una agenda multi-funzionale da utilizzare per la raccolta dei miei contatti occidentali (soprattutto quelli italiani). Negli sette anni seguenti è cambiato ben poco nel mio rapporto con il suddetto sito, il principale cambiamento visibile sta nella pubblicizzazione massiccia del mio blog e del mio sito in generale. Tuttora continuo a considerare il proprio profilo come uno spazio privato, aperto al 100% solo per i pochi eletti. E, a quanto ne so io, non sono l’unico a comportarmi in questo modo. Anzi, conosco tantissime persone molto più riservate di me.

Mi mancano comunque le parole per descrivere quanto mi diano fastidio le persone sconosciute che mi mandano le richieste di amicizia senza nemmeno presentarsi. Ma pure coloro che mi «aggiungono» senza avermi mai parlato o solo salutato nella vita reale, piena di incontri più o meno regolari. Non posso mica scrivere a tutti i richiedenti qualcosa del tipo «scusa, potresti dirmi come fai a conoscermi dato che il tuo nome e la tua foto non mi dicono un cazzo?» Di conseguenza, declino tutte le richieste provenienti dagli sconosciuti. Gli amici e i conoscenti veri me li ricordo quasi tutti e so che sono educati.

Insomma, pur non essendo un personaggio pubblico famoso, ho aggiunto il buttone «Segui» al mio profilo su Facebook. Ora gli sconosciuti non hanno più scuse: se vogliono leggere regolarmente quello che scrivo, sanno dove cliccare.

Vi faccio notare, infine, che è totalmente inutile aggiungermi tra gli amici su Facebook solo per andarmi un messaggio privato. Per le comunicazioni private esiste l’email, il mio indirizzo è pubblico da anni.

P.S.: ricordatevi che i messaggi privati di Facebook inviati agli non-amici spesso finiscono in una cartella semi-nascosta, quindi rischiano di rimanere non letti per mesi o addirittura anni.