Il giorno del 250-esimi anniversario della adozione della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America è bello e giusto ricordare una cosa alla quale in pochi pensano (almeno, fuori dagli USA): quale è stato il destino dei 56 uomini che firmarono la Dichiarazione?
Per fortuna, è possibile fare un riassunto completo della situazione.

Dei 56 uomini che firmarono la Dichiarazione, 24 erano giuristi, 11 erano commercianti, 9 erano agricoltori e grandi piantatori: persone benestanti e istruite. Eppure, firmarono la Dichiarazione d’Indipendenza sapendo perfettamente che, se fossero caduti prigionieri, la pena sarebbe stata la morte.
Cinque furono catturati dagli inglesi come traditori e torturati prima di essere uccisi. A dodici vennero incendiate le case. Due persero i propri figli nell’esercito rivoluzionario e uno vide due figli cadere prigionieri. Nove dei 56 combattenti morirono in seguito alle ferite riportate in guerra.
Carter Braxton, ricco piantatore e commerciante della Virginia, vide la flotta britannica distruggere in mare le sue navi. Vendette la propria casa e i suoi beni immobili per saldare i debiti e morì in povertà.
Gli inglesi perseguitarono Thomas McKean a tal punto che fu costretto a trasferirsi continuamente con la sua famiglia. Prestò servizio al Congresso senza percepire alcun compenso, mentre la sua famiglia viveva nascosta. I suoi beni furono confiscati e la povertà fu la sua ricompensa.
I soldati saccheggiarono i beni di William Ellery, George Clymer, Lyman Hall, George Walton, Button Gwinnett, Thomas Heyward Jr., Edward Rutledge e Arthur Middleton.
Durante la Battaglia di Yorktown, Thomas Nelson Jr. vide che il generale britannico Charles Cornwallis aveva occupato la sua casa e l’aveva trasformata nel proprio quartier generale. Chiese allora al generale George Washington di aprire il fuoco sulla sua abitazione. La casa fu distrutta e Nelson morì in seguito in povertà.
Francis Lewis vide la propria casa incendiata, i suoi beni distrutti e fu costretto alla fuga. Gli inglesi imprigionarono sua moglie, che morì pochi mesi dopo.
John Hart fu strappato dal capezzale della moglie morente. I loro tredici figli furono costretti a fuggire. I suoi campi e la sua casa furono devastati. Per più di un anno visse nei boschi e nelle grotte; quando tornò a casa, scoprì che sua moglie era morta e i suoi figli erano scomparsi. Poche settimane dopo morì di stenti e di crepacuore. La stessa sorte toccò a Charles Carroll Norris e Philip Livingston.
Erano uomini rispettabili, dotati di mezzi economici e di istruzione. Avevano sicurezza e agiatezza, ma attribuivano alla libertà un valore ancora più grande.
Per fortuna non sanno che quasi 250 anni dopo – nello Stato al quale diedero l’inizio – è comparso un Presidente convinto di essere non inferiore a loro, forse anche superiore.
L’archivio del 4 Luglio 2026
04/07/2026 alle 13:25



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