Continuo ancora a dare i numeri

Nelle settimane precedenti vi ho già illuminati sulla differenza tra le cifre e i numeri e sull’uso corretto dei numeri nei testi. Oggi è arrivata l’ora di imparare a scrivere i numeri in cifre.

Non c’è bisogno di troppe parole per spiegare una semplicissima regola:

10 000 = 10 – infatti, gli spazi servono per dividere le parole (numeri) scritte con le lettere (cifre).

10,000 = 10 – infatti, la virgola serve per dividere la parte intera dalla frazione decimale. Se la frazione decimale è pari a zero, essa va indicata solo nei testi finanziari o scientifici, cioè laddove è richiesta una certa formalità e/o precisione. In altri tipi di testi conviene semplificare per non stancare il lettore.

10.000 =10000 – infatti, quello con i punti è l’unico modo corretto di facilitare la lettura dei numeri con più di quattro cifre. Non si applica ai numeri con 4, 3 e 2 cifre, i quali si scrivono senza alcun divisore tipografico.

1.000 = ERROR – infatti, non esiste: vedi il punto precedente. Lo stesso vale per 1.00 e 1.0.

A questo punto facciamo due precisazioni sulle frazioni decimali:

12.654 = 12654 – come abbiamo già visto, quelli con il punto sono dei numeri interi;

12,654 = 12,654 – come abbiamo già visto, la virgola serve per separare la parte intera dalla frazione decimale.

Conclusione. Se, passando davanti a un concessionario della Ferrari, notate un cartello con la scritta «Ferrari FF 246,334 euro» – date pure 250 euro al commesso: dovrà consegnarvi la macchina e 3,664 euro di resto.


Occhiali razzisti

Ogni bella idea può essere dannegiata dal nome sbagliato attribuitole. Non sono gli occhiali razzisti, sono gli occhiali stereotipici.


Come ci cambia il tempo

Inizio a pensare che il Facebook di Arnold Schwarzenegger sia da seguire…


Il punto di vista

Il giorno in cui avrò un bisogno assoluto di un biglietto gratuito per Mosca, pubblicherò la foto seguente accompagnata dal commento «è così che voglio guardare le città italiane!».

Ah, la città nel visore è Erba. Il relativo reportage verrà pubblicato al più presto.


Razzismo da Oscar

Ho letto una curiosa notizia sul premio Oscar.

Che dire… Qualcuno deve spiegare agli organizzatori degli Oscar che la valutazione (selezione, distinzione etc) degli attori in base al colore della pelle ha un nome preciso: razzismo. Candidare o addirittura premiare un attore (o un regista) solo perché è nero, indipendentemente dai suoi risultati artistici dell’ultimo anno o dal parere della Giuria (nella quale sono presenti tanti neri), è una manifestazione di razzismo.

Purtroppo le minoranze, non solo quelle razziali, faticano a comprendere il concetto.


Continuo a dare i numeri

Settimana scorsa avevo già scritto della differenza tra le cifre ed i numeri: stranamente è sconosciuta a un sacco di gente. Oggi, invece, ho pensato di trattare un altro argomento importante: le approssimazioni.

Quando su un giornale leggiamo una frase del tipo «ogni giorno vengono consumati 2 milioni di litri di benzina» dobbiamo intendere che la valutazione è molto approssimativa. Infatti, possono essere, per esempio, anche 2.214.563 litri.

Quando, invece, un sindacato pubblica una comunicazione del tipo «alla manifestazione si sono presentate più di 1.200.000 persone» si sottintende una precisione unitaria. In questo contesto il numero deve essere interpretato come un intervallo tra 1.200.001 e 1.200.009. E quindi non si capisce perché gli autori del comunicato non hanno avuto la voglia di contare un po’ meglio.

Avrebbero dovuto scrivere «con noi erano 1 milione 200 mila persone». In questo caso è evidente che ci può essere un piccolo errore di conteggio, ma è perdonabile: gli autori del comunicato hanno dato una idea approssimativa sulla quantità dei partecipanti. E allora le parole «più di» non servono proprio.

Quando gli autori dei testi vogliono dare un senso ai propri scritti, scrivono esattamente quello che vogliono dire. Mentre i maniaci del marketing rincoglioniti vogliono dare più enfasi possibile al proprio testo scrivono un sacco di zeri: 000.000.000.000. «L’anno scorso la nostra società ha fatturato 123.000.000.000.000 di euri» — si sentono fichi e se ne fregano del fatto che il testo è diventato illeggibile. In effetti, sono proprio scemi.

Bene, anche la lezione di oggi è finita.


Acceleratore

Il video domenicale di oggi proviene da una telecamera installata sul propulsore di un Shuttle.

L’ho visto per la prima volta; mi ha incuriosito; ora lo condivido con voi.


Comunicato redazionale

Avviso i miei cari lettori che nei prossimi due mesi su questo blog ci saranno molti meno testi lunghi e/o seri del solito. Fino alla metà di marzo, infatti, l’intera redazione del sito eugigufo.net sarà impegnata nella scrittura e correzione di testi accademici.

Si spera che le entrate pubblicitarie del sito permettano di minimizzare gli annunci del genere in futuro.

In ogni caso, stay tuned!


Buon vecchio anno

Se il Papa Gregorio XIII non avesse compreso e applicato i consigli degli scienziati, il mondo cattolico festeggerebbe il Capodanno sempre il 13 di gennaio. Ma, per fortuna, non si limitò a diventare l’ultimo Papa con i figli illegittimi: oggi lo ricordiamo pure come l’autore del calendario gregoriano.

Per la Chiesa ortodossa di allora il nuovo calendario fu l’opera degli astronomi infedeli, quindi la Russia dovette aspettare il 1918 per arretrare di 13 giorni e sincronizzarsi con il calendario occidentale.

Oggi in Russia si festeggiano tre avvenimenti in due settimane: il Capodanno normale (tanto), il Natale ortodosso (relativamente poco) e il Vecchio Capodanno (un po’, solo per avere una scusa per bere).

Auguri a tutti!


Euro del…

Anni fa avevo già scritto un post sull’argomento. Oggi lo rifaccio perché vedo che tante persone non hanno mai avuto la curiosità di guardare attentamente quei importantissimi oggetti che maneggiano quasi tutti giorni. Ebbene, oggi facciamo uno piccolo studio sulla storia del rovescio delle euro-monete.

Come ben sapete, sul rovescio (cioè il lato uguale per tutti gli Stati) di tutte le monete dell’euro è raffigurata la mappa dell’Unione Europea. Non tutti sanno, però, che nel 2007 la mappa in questione è cambiata indipendentemente dall’allargamento della Unione. Attualmente le monete da 1 euro hanno questo aspetto:

Prima del 2007 sulla mappa delle monete mancava, giustamente, la Norvegia: essa non fa parte dell’Unione Europea. A causa di questo formalismo il rovescio delle monete europee aveva però un aspetto osceno. La Svezia lasciata in solitudine, infatti, sembrava un pene pendente:

Le Istituzioni europee, una volta scoperto l’inconveniente, avevano provveduto a correggere le monete aggiungendo la Norvegia sulla mappa. Si erano purtroppo dimenticati di pubblicizzare la propria buona azione.

«Prima e dopo»: