Lo scrittore e critico di musica classica David Hurwitz descrive «Die Schöpfung» («La Creazione» in italiano) – l’opera corale e per orchestra da camera composta dal compositore austriaco Joseph Haydn tra il 1796 e il 1798 – come «musica spaziale», sia per quanto riguarda il suono della musica («un autentico brano di „musica spaziale“ caratterizzato da violini e fiati acuti che pulsano dolcemente sopra i violoncelli e i contrabbassi gravi, senza nulla nel mezzo… La musica spaziale scivola gradualmente verso un ritorno al gesto iniziale del movimento… »), sia per il modo in cui è composta, raccontando che Haydn concepì «La Creazione» dopo aver discusso di musica e astronomia con William Herschel, oboista e astronomo (scopritore del pianeta Urano).
In realtà, anche dal punto di vista puramente musicale questa opera è considerata uno dei capolavori di Joseph Haydn e io, di conseguenza, avrei potuto postarla in qualsiasi momento e senza alcun pretesto formale. Ma ho voluto farlo all’indomani del 65-esimo anniversario del primo volo di un umano nello spazio: per festeggiare uno degli ultimi contributi importanti e nettamente positivi allo sviluppo della civiltà umana provenienti da un territorio «problematico».
Posto questa interpretazione de «La creazione» della Netherlands Radio Philharmonic Orchestra & Radio Choir condotta da Leonardo García Alarcón:
Certo, è notevolmente più lunga di una semplice canzone, ma spero che qualcuna delle persone più pigre almeno la inserisca nei propri piani di ascolto.
L’archivio del 11 Aprile 2026
11/04/2026 alle 18:30
alle 13:25
Già domani, 12 aprile, in Ungheria si terranno le elezioni parlamentari: il partito «Fidesz» di Viktor Orbán, agente di Putin nell’UE, dovrà «difendersi» nella lotta contro le forze dell’opposizione guidate dal leader del partito «Tisza», Péter Mátyás.
Proprio per questo, e proprio oggi, vi ricordo l’inchiesta di The Insider sui diversi propagandisti e agenti dei servizi segreti scoperti nell’ambasciata russa a Budapest, che operano sotto copertura come diplomatici e sono coinvolti nella corsa elettorale.
Qualunque sia l’esito delle elezioni, questo tema rimarrà interessante ancora a lungo: molto più interessante della presunta «influenza russa» sulla prima elezione di Trump.



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