Oggi decorrono 60 anni dal lancio del primo Sputnik.
Sessant’anni dal lancio del primo satellite artificiale da parte degli umani.

Fu una piccola (58 centimetri di diametro) sfera di alluminio con quattro antenne.

Dentro alla sfera vi furono alcuni strumenti primitivi, prima di tutto di localizzazione e di trasmissione dei segnali acustici sulla Terra. La quantità delle antenne superiore a 1 serviva a garantire la trasmissione del segnale verso il nostro pianeta (visto che il satellite non fu posizionabile in una posizione determinata).

Nel 1957 il mondo si preoccupò, per esempio, per le nuove frontiere del spionaggio internazionale che sembrarono aprirsi. Per qualche decennio le preoccupazioni si dimostrarono parzialmente fondate ma oggi, nel secolo delle «alte tecnologie» lo spionaggio principale si fa su internet. Sempre nel secolo delle suddette tecnologie – ma 0,6 secolo dopo il lancio dello Sputnik e nonostante le fantasie sfrenate degli scrittori e registi – non ci siamo allontanati dal nostro Sistema solare.
Potrei spiegarvi perché l’uomo non si allontanerà mai nemmeno dalla Terra (ciao Elon!), ma si tratta di concetti fisici che non tutti sono in grado di comprendere senza cercare 2/3 dei termini sulla Wikipedia.
Tutto ciò non rende lo studio dello spazio una impresa inutile.
Del referendum in Catalogna non ho capito solo una cosa: perché lo Stato spagnolo abbia reagito. Non come lo abbia fatto, ma proprio il perché della reazione.
Per Legge spagnola (come per quasi tutte le altre leggi nazionali) la consultazione in questione non poteva avere effetti legali, quindi era solo un gioco collettivo i cui risultati possono e devono essere ignorati dalle Istituzioni. Al massimo avrebbe avuto senso limitarsi a perseguire quegli amministratori locali che hanno sfruttato la propria posizione di potere per trarre in inganno i cittadini sulla possibilità reale di un referendum del genere.
Nel corso della vita ho osservato che molti nostri problemi (e molti nostri nemici) si materializzano solo grazie ai nostri notevoli sforzi nell’affermare la loro esistenza, nella autoconvinzione che esistano. L’unico effetto possibile della lotta ai fantasmi è la comparsa dei fantasmi.
P.S. Agli amanti dilettanti del diritto internazionale ricorderei che quest’ultimo è schizofrenico. Esso si basa su due principi che si escludono a vicenda: l’autodeterminazione dei popoli e l’integrità territoriale degli Stati.

Dal lunedì 25 settembre sul mio sito è pubblico un altro mio piccolo progetto: l’Inerario.
http://eugigufo.net/it/inerario/
Secondo la mia idea di partenza, esso sarà dedicato alla costruzione e manutenzione dei siti web, cioè un ambito nel quale ho accumulato un po’ di esperienza e idee da condividere con il mondo. Non si tratta di un manuale (ne esistono già tanti), ma di una serie di risposte alle domande del tipo «come si fa a fare … ?» che mi sono fatto nel corso della vita professionale (o quasi). So che tantissime altre persone oltre a me spesso si pongono le stesse domande e, a volte, ci impiegano troppo tempo prezioso a cercare le soluzioni. Inoltre, l’esperienza mi insegna che per lo stesso problema può esistere una pluralità di soluzioni, quindi sarebbe curioso confrontarle tra esse.
Cercherò di aggiornare il progetto con una frequenza media di un articolo settimanale, evitando di scrivere delle cose troppo banali o, al contrario, incomprensibili alle persone poco esperte in materia.
Spero, inoltre, nella collaborazione dei visitatori eventualmente interessati al progetto: le proposte degli argomenti, i consigli sul miglioramento degli articoli già scritti, le soluzioni alternative ai problemi trattati, le domande su quanto già scritto (dalle domande spesso si capisce più che dalle risposte) – tutti gli interventi sono benvenuti.
L’uscita dei nuovi articoli verrà di volta in volta annunciata anche sul mio blog.

Chi non è invece interessato al web-development, può dedicarsi alle altre sezioni del mio sito 🙂
Ecco perché le consegne dell’Amazon sono veloci:
Hai paura per i posti di lavoro «rubati» dai robots? Impara a lavorare con la testa e non con le mani.
Ci ho pensato a lungo e ho preso la decisione: mi compro un vecchio mulino da trasformare in una abitazione. L’immobile è situato in una zona tranquilla, si affaccia su una strada poco trafficata (circa cinque macchine al giorno), è «immerso nel verde», non ha altre abitazioni o attività produttive nel raggio di due chilometri, è dotato dall’acqua gratuita e appartiene alla classe energetica Z.

Il mulino è pure dotato degli attrezzi necessari per continuare l’attività alla quale è originariamente destinato.

Certo, la ruota idraulica richiede qualche intervento di manutenzione, ma tanto so che Continuare la lettura di questo post »
Molti di noi conoscono, apprezzano e utilizzano il mitico sito sci-hub.ac
Ma siccome la libera diffusione del sapere sull’internet è spesso ostacolata dalle persone che mentalmente vivono ancora nel Medioevo, conviene conoscere anche alcuni siti alternativi. Secondo me in casi di emergenza potrebbero esservi utili questi link:
1. Unpaywall è una estensione per i browser Chrome e Firefox che cerca in automatico i testi completi degli articoli scientifici. Visitando la pagina di una pubblicazione, a destra vedrete l’immagine di un lucchetto. Se il lucchetto è di colore verde e «aperto», è sufficiente cliccarci sopra: verrete reindirizzati alla pagina con il testo dell’articolo completo in PDF. Ecco il sito della estensione.
2. Scholar Google è uno strumento specifico dedicato alla ricerca dei testi scientifici legalmente dotati dell’accesso libero. Inserite i titoli che vi interessano e provate.
3. OpenAccessButton è un sito che sembra un mix delle prime due opzioni.
4. ArXiv.org è un sito sul quale i matematici e i fisici pubblicano i preprint [non so se esiste un nome italiano oltre al «manoscritto»] dei propri articoli: in sostanza sono le versioni dei loro testi preparati per la pubblicazione ma non ancora revisionati dalle redazioni interessate.
5. BioRxiv.org è un sito della stessa tipologia del precedente, ma dedicato alla biologia e altre scienze naturali.
6. A tutti coloro che cercano, per qualche motivo, dei testi scientifici in russo, poso consigliare il sito della Biblioteca di Stato russa: si trovano non solo gli articoli, ma pure le monografie e le tesi di dottorato.
7. Infine, vi ricordo gli indirizzi di alcuni database specializzati:
1) Jstor – argomenti vari;
2) Psyjournals – le riviste di psicologia;
3) ERIC – le pubblicazioni di psicologia di tutto il mondo;
4) PubMed – medicina e biologia, spesso si trovano i testi completi ad accesso libero;
5) MedLine – medicina;
6) SciFinder – chimica.

Dopo le elezioni tedesche di ieri potrei fare due constatazioni semplicissime (non sono un politologo stipendiato, quindi non mi sento obbligato ad apparire un analista intelligente e onnisapiente).
La prima constatazione semplicissima: la stabilità politica tedesca è impressionante. Infatti, Angela Merkel è l’ottavo Cancelliere tedesco dal 1949 (in tutta la storia della Germania attuale) e il terzo dal 1982 (negli ultimi 25 anni). Sempre dal 1949 ad oggi negli Stati Uniti ci sono stati 13 presidenti. Enon posso dire che la Germania sia uno Stato notevolmente meno democratico degli USA.
La seconda constatazione: il terzo posto della Alternative für Deutschland è un risultato ben prevedibile, mentre il 12,6% dei voti mi sembra sorprendentemente basso. Nelle prime ore della giornata di oggi ho avuto l’occasione di leggere i commenti di alcuni esponenti/simpatizzanti della sinistra italiana: una notevole parte di loro considera il risultato Alternative für Deutschland come una conseguenza della assenza alternative ideologiche o semplicemente della scomparsa della vera sinistra dalla scena politica europea contemporanea. Col cazzo, cari sinistrosi. Il problema è molto più grave.
Il crescere della popolarità degli estremisti e dei populisti – di destra e di sinistra – che osserviamo in Europa negli ultimi anni è dovuto alla dilagante tendenza dei politici «convenzionali» a mascherare la propria incapacità/paura/mancata volontà di risolvere i problemi più gravi con un finto buonismo. Per farvi capire cosa intendo con l’espressione «finto buonismo» vi ricordo che nel linguaggio politico attuale è uno dei reali sinonimi di «multiculturalismo» e «tolleranza». Non intendo solo la gestione cretina della immigrazione, ma pure le politiche verso tutti quei gruppi sociali che presentano oggi un peso ingiustificato per l’itera comunità.
Nessuna campagna elettorale o la propaganda quotidiana può distrarre la gente dalle questioni reali quotidiane all’infinito. La correlazione delle parole con la realtà che manca per troppo tempo porta alla stanchezza mentale e emotiva, quindi si traduce, prima o poi, nelle scelte elettorali perverse.
Se nemmeno in Germania, lo Stato che ha fatto e sta facendo i progressi più notevoli nella rieducazione del proprio popolo, si è riuscito a ingannare il 12,6% degli elettori – forse è il momento di rivedere il proprio modo di affrontare i temi difficili.
Questa è la mia dose odierna delle banalità.

La piccola scoperta della settimana: i maiali hanno una coda dritta simile a quella degli asini. Però amano tenerla arrotolata. Ecco la video-testimonianza:
Qualcuno si è già accorto che il tipo del logo della catena DiMeglio sta suonando una fisarmonica?

Qualcuno ha una spiegazione alla scelta di tale strumento musicale? La fisarmonica non mi sembra uno strumento particolarmente popolare in Italia, di conseguenza suppongo che la non-popolarità si trasmetta anche ai punti-vendita.
P.S.: io non entrerei mai per scelta propria in un negozio con una combinazione così oscena dei colori sul logo. L’aspetto estetico, stranamente, incide sulle mie emozioni e percezioni. Ma in teoria non escludo che la qualità dei negozia sia buona.
Tanti di voi conoscono il nome di Mikhail Kalashnikov, l’ingegnere al quale viene attribuita l’invenzione del famoso fucile AK-47 (in realtà sulla paternità della invenzione ci sono dei grandi dubbi). Mikhail Kalashnikov morì il 23 dicembre 2013 all’età di 94 anni.

A Izhevsk, la città nella quale viene prodotto l’AK-47, è stato installato il suo busto.

Ma pure un monumento intero.

Mentre in Egitto esiste un monumento dedicato al fucile.

Martedì 19 settembre 2017 a Mosca è stato invece inaugurato un monumento a entrambi.

Il piedistallo di granito è alto 4 metri, mentre la statua di bronzo 5,8. La «qualità» artistica si vede già dalla foto. E, effettivamente, non si poteva aspettare di più dal suo autore Salavat Sherbakov, già noto per diverse altre statue di valore discutibile.

Oltre all’aspetto estetico, il monumento si distingue per lo schema del fucile tedesco STG44 raffigurato sul piedistallo: non si capisce se lo scultore non sappia distinguere i due fucili oppure abbia voluto immortalare il plagio di Kalashnikov…

Ma l’aspetto più curioso sono le parole del ministro della cultura russo Vladimir Medinsky (un personaggio stranissimo) che nel corso della inaugurazione del monumento ha definito l’AK-47 «uno dei più grandi brand culturali della Russia». Probabilmente vi sembrerà strano, ma io avrei preferito che la Russia avesse qualche altro brand culturale al posto di un «kalashnikov». Quindi aggiungo l’ultima opera del grande caricaturista russo Sergey Elkin:

Preciso, infine, che la produzione dell’AK-47 non apporta alcun vantaggio alla economia russa. Pur essendo una delle armi più usate al mondo dagli ’50 in poi, esso non viene esportato nel mondo dalla Russia. Viene invece prodotto, su licenza e non, in più di 20 Stati del mondo.



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