Le notizie della scienza

Il britannico Ryan Scoats si è dottorato alla Birmingham City University con una tesi dedicata al sesso a tre. Lo comunica Broadly.
Sapevo di aver sprecato in maniera ingloriosa gli anni migliori della mia vita!


Le fiamme della rivoluzione

Come forse vi ricordate, la notte tra l’8 e il 9 novembre 2015 l’artista azionista russo Petr Pavlensky aveva incendiato uno dei portoni della sede centrale del FSB (ex KGB). Dopo quella fantastica notte sono successe diverse cose nella sua vita. Da diversi mesi vive in Europa, nel maggio del 2017 ha ottenuto lo status del rifugiato politico in Francia. Ormai sento la necessità di dedicare un post serio a questo personaggio (biografia, il significato delle performance e altro), ma lo farò in un altro momento.
Oggi vi comunico di un’altra sua perfomance.
In poche parole, stanotte Petr Pavlensky ha incendiato uno degli edifici della Banca Centrale francese e, come due anni fa, si è fatto fotografare davanti alla propria opera. Le immagini sono della fotografa Capucine Henry.


L’attivista Sarah Constantin, anche essa presente sul luogo, ha comunicato che l’obiettivo della azione è stato quello di «far ripartire l’incendio rivoluzionario nel mondo».


La rivoluzione – così come potrebbe immaginarla nella propria testa Petr Pavlensky – mi interessa molto meno della sua assenza. Mi interessa tanto, invece, sapere la gravità del danno che ha provocato la sua azione di stanotte e le possibili conseguenze. Qualora queste ultime si limitassero ad alimentare il suo bisogno di apparire una vittima, potremmo semplicemente ignorare le sue future azioni. Se invece volesse dimostrare che in Europa un rifugiato politico può permettersi anche questo tipo di «arte», dovremmo essere molto attenti agli sviluppi dell’esperimento.


Inerario, §4

Il nuovo paragrafo di Inerario (§ 4) è dedicato all’inserimento dei banner pubblicitari tra i post di WordPress.
http://www.eugigufo.net/it/inerario/paragrafo4/


Come aprire un melograno

Ho sofferto per troppi anni prima di scoprire questo trucco:

Chissà quanti di voi lo conoscevano già…


La geopolitica monetaria

Come era facilmente prevedibile, la Banca Centrale ucraina ha vietato agli enti finanziari nazionali lavorare con le nuove banconote russe da 200 rubli.
La notizia ufficiale in inglese è disponibile sotto questo link.
Per i più pigri (o i meno preparati nella lingua inglese) consiglio il mio post di ieri sul motivo di suddetto divieto.
Nel frattempo sottolineo che le Autorità ucraine si stanno allenando con successo nell’applicare il principio «se la realtà non ti piace, vietala».
Mah…


I nuovi rubli

A partire da oggi, 12 ottobre 2017, circolano in Russia due nuove banconote del rublo di taglie prima non esistenti: 200 e 2000.
L’argomento centrale del mio post odierno è la nuova banconota da 200 rubli. Infatti oggi, quasi due anni dopo la prima scelta del genere, sui soldi russi sono comparsi altri simboli della Crimea. Su un lato è raffigurato il monumento alle navi affondate (si trova a Sebastopoli):

Sull’altro lato, invece, è raffigurato il sito archeologico Chersonese Taurica:

Ovviamente la dilagante mania di affermare l’appartenenza della penisola sfigata alla Russia non poteva risparmiare i cervelli della Banca Centrale russa. Ma io, egoisticamente, spero solo di non finire colpito dalle sanzioni dopo aver tenuto in mano almeno uno di questi nuovi pezzi…
Per il solo dovere di cronaca vi faccio vedere anche la banconota da 2000 rubli. Continuare la lettura di questo post »


Gli uomini in bianco per Puigdemont

Secondo le ultime notizie, stamattina Carles Puigdemont ha lasciato a casa tutta la sua determinazione a dichiarare l’indipendenza. Se lo stesso si ripete anche nei prossimi giorni, non mi sorprendo: sono sempre state poche le persone capaci di portare a termine una buffonata iniziata in modo epico.
Organizzare un «referendum» al quale ha partecipato meno della metà dei residenti votando dove pare e stampando la scheda elettorale a casa? Fatto.
Minacciare l’eminente dichiarazione per creare problemi alla intera regione (con soli 35%dei catalani etnici)? Fatto.
Violare molto democraticamente tutte le leggi statali e regionali (e le procedure stabilite dallo stesso parlamento regionale) per riconoscere il «referendum»? Fatto.
Evidentemente non sa più quale altra mossa scandalosa fare per ottenere ciò che realmente vuole. Il problema è che ora non può nemmeno dire in pubblico cosa esattamente vuole, perché significherebbe ammettere che in realtà ha solo preso in giro i propri sostenitori dimostrando il proprio finto sostegno alla causa della indipendenza.
Mentre la pausa di inattività farà diminuire il peso simbolico/politico delle mosse precedenti
Non siate come Puigdemont: molto probabilmente finirete male.
In ogni caso, sfrutto l’occasione per postare alcuni grafici interessanti.
1. Gli Stati con il PIL inferiore a quello della Catalogna:

2. Il separatismo europeo:

3. Il separatismo statunitense:


Inerario, §3

Avevo promesso di annunciare su questo blog l’uscita dei nuovi paragrafi di Inerario. Ebbene, è arrivata l’ora di iniziare a farlo.
Il § 3 è dedicato alla installazione multipla di WordPress su un hosting Windows.
http://www.eugigufo.net/it/inerario/paragrafo3/


Elicottero

Mi è capitato più volte di ipotizzare se un elicottero possa atterrare (o decollare) nel cortile di un palazzo. E se sì, quanto possa essere grande tale elicottero.
Ora i soccorritori svizzeri mi hanno fornito qualche elemento in più da inserire nei miei ragionamenti. La hanno fatto in un modo semplicissimo: installando sull’elicottero un bilanciere capace di emettere del fumo nell’aria.


Un ostacolo insuperabile

Come molti di voi sanno, in quasi tutte le stazioni ferroviarie italiane sono presenti in una quantità abbondante i cartelli con la scritta «vietato attraversare i binari».
Come alcuni di voi hanno potuto osservare, i suddetti cartelli non producono alcun effetto sulle persone incapaci di percorrere pochi metri fino al sottopassaggio. I dirigenti della stazione ferroviaria di Brescia hanno dunque sforzato i loro potentissimi cervelli e hanno presentato al mondo questa soluzione:

Non so quale categoria degli amanti del rischio possa essere ostacolata da questa catena di plastica posta a una altezza di circa 50 centimetri dal suolo (ma forse anche meno). Quelli con le valigie? Sono già disposti a superare i dislivelli tra le banchine e i binari. Quelli con un handicap? Non attraversano i binari nemmeno nelle condizioni «normali».
Insomma, rimango in dubbio.