Una domanda per gli esperti dell’audio

Ci saranno degli esperti dell’audio tra i miei lettori? Perché questa volta sono io a farvi una domanda tecnica.
Come cazius si chiama questo tipo del jack audio (trovati su un apparecchio della Samsung)? Esiste un adattore verso il RCA?


Buon Natale

Buon Natale a tutti coloro che lo festeggiano oggi. Speriamo che Egli vi porti tanta fortuna!


Gli auguri di Putin

Come da tradizione, il primo video domenicale dell’anno è quello del messaggio del presidente russo Vladimir Putin per l’anno nuovo. Non perché voglio sembrare un fan di questo funzionario (non lo sono!), ma perché il contenuto di un discorso del genere è un importantissimo elemento di analisi politica.
Come il 31 dicembre precedente, possiamo facilmente notare che Vladimira Putin ha preferito di parlare ai co-cittadini senza dire nulla. Nessun cenno ai problemi di fronte ai quali si è trovato il Paese e alle possibili soluzioni da tentare nel 2018. Nemmeno una parola sui risultati positivi – reali o presunti – raggiunti nel 2017. Insomma, nessun legame con la vita reale.
L’ignorare la realtà è la nostra realtà.


La musica del sabato

Come molti di voi sanno, una delle più note canzioni degli Scorpions è «White Dove» (scritta e pubblicata nel 1994 ai fini benefici). Sono sicuro al 99% che l’abbiano sentita almeno una volta nella vita anche le persone non hanno mai seguito intenzionalmente la musica del gruppo.

Molti ungheresi, però, sostengono che la canzone appena citata sia un plagio di bassa qualità. L’originale, invece, sarebbe secondo loro la canzone «Gyöngyhajú Lány», pubblicata nel 1969 dal gruppo ungherese Omega (e facente parte dell’album «10000 lépés»).

Conoscendo abbastanza bene entrambi i gruppi (forse un po’ meglio gli Scorpions), direi che entrambi i gruppi meritano la nostra attenzione.


Gli aspiranti al secondo posto (parte 2)

Riprendiamo lo studio dei candidati al secondo posto nelle elezioni presidenziali russe del 18 marzo 2018.
Cominciamo con una notizia curiosa. Il 2 gennaio la Commissione elettorale centrale russa (l’organo che si occupa della organizzazione di tutte le elezioni in Russia) ha comunicato di aver ricevuto 64 (sessantaquattro) richieste di registrazione degli aspiranti candidati alla Presidenza russa.
Continuiamo con una notizia esteticamente (e solo esteticamente) piacevole. Ekaterina Gordon ha passato con successo il primo step della procedura burocratica ed è stata autorizzata a raccogliere le firme dei cittadini (per la legge ne deve raccogliere 100.000 in 7 regioni in quanto è supportata da un partito non presente nella Duma). Qualora riuscisse a raccoglierle, verrà ufficialmente registrata come candidata. Avevo già scritto di lei in uno dei post precedenti.

È stato invece bocciato già alla fase della presentazione dei documenti Continuare la lettura di questo post »


I due regali più insoliti

I miei vecchi lettori si ricorderanno: avevo già raccontato più volte che in Russia i regali si fanno a Capodanno invece che a Natale. Dunque oggi, per riprendere in qualche modo l’argomento dei regali, ho pensato di raccontare dei due doni più curiosi che mi sia mai capitato di ricevere. Non per il Capodanno, ma in generale.
Sul finire degli anni ’90 — quasi sicuramente fu il 1997 o il 1998 — una mia conoscente mi regalò una audiocassetta:

Fu un buon regalo da fare tra i conoscenti, a differenza di un CD palesemente impegnativo dal punto di vista economico ed eccessivamente tecnologico per le attrezzature elettroniche di molti moscoviti dell’epoca. Certo, il nome della raccolta registrata sulla cassetta — lo potete vedere sulla prima foto — potrebbe farvi sorridere, dato che si tratta di un regalo fatto da una ragazza a un ragazzo (a me, appunto). Ma il vero punto interessante è la copertina! Per diversi anni ho mostrato quella cassetta a tutti i miei amici maschi Continuare la lettura di questo post »


1 gennaio

Probabilmente non lo sapevate.
Oppure speravate che qualcuno fosse più fortunato di voi.
Ebbene, ho una notizia triste per voi: in tutto il mondo occidentale — e non solo per voi — il primo gennaio è una giornata inesistente.
La gente si sveglia di pomeriggio, si rende conto di non poter bere o mangiare, non sa di preciso cosa avesse fatto prima di essersi addormentata e cosa dovrebbe fare ora. Nel momento in cui le persone riacquistano una minima parte della capacità di intendere e volere, è già la sera.
Nel frattempo le vie delle città restano vuote, non succede alcunché in giro per il mondo.
In sostanza, sui libri di scolastici si potrebbe tranquillamente scrivere che un anno normale ha 364 giorni. E ciò sarà vero.
In conclusione del post illuminante di oggi vorrei esprimere le mie più sincere condoglianze a tutti coloro che l’1 di gennaio sono costretti ad andare al lavoro. Nella prossima vita verrete premiati generosamente.

P.S.: oh, Dioniso, ma perché tutte quelle bottiglie sono vuote?!


Buon 2018

Con un po’ di anticipo (perché spero che tra qualche ora tutti avremo un passatempo migliore della lettura del mio sito) auguro a tutti i miei lettori un buon anno nuovo.
Si sta concludendo l’anno con un numero per alcuni poco fortunato. Sarebbe superstizione un certo qual modo confermata, per esempio, dal fatto che nel 2017 si è «celebrato» il centesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre. Spero, però, che nel corso dell’anno che ci sta per lasciare le vostre vite attuali siano state segnate dalle piccole e grandi rivoluzioni positive personali. Ancor di più spero che l’anno nuovo porti altre rivoluzioni positive alle persone che avrebbero bisogno.
Vi auguro quindi di non avere paura di dare una giusta spinta agli avvenimenti: di prendere le decisioni (sembrano difficili solo quando non sono ancora state prese) e di non avere paura a cambiare (la gente che si accontenta è noiosissima).
E, naturalmente, non lasciate agli altri la facoltà di decidere sulle vostre vite.
Stiate sereni.
Andrà tutto bene.


La musica del sabato

Il musicista e cantante J. J. Cale è noto prevalentemente come l’autore di molte canzoni di Eric Clapton. Va comunque ricordato che egli stesso registrò, nel corso della propria carriera, dieci bellissimi album. Così, oggi ho pensato di utilizzare per il post musicale del sabato la sua canzone «I Got The Same Old Blues» facente parte dell’album «Okie» (uscito nel 1974).

Possiamo confrontarla con la «I Got The Same Old Blues» cantata da Eric Clapton:

Oppure confrontarla con la interpretazione «Same Old Blues» cantata da Captain Beefheart (inserita nel suo album «Bluejeans & Moonbeams» sempre del 1974).

Sono talmente diverse che non so scegliere la versione migliore.


I regali e lo zen

Un anno fa, raccontando la storia della figura del Babbo Natale, avevo specificato che in Russia il suo collega Ded Moroz mette i regali sott’albero la notte del Capodanno e non per il Natale. Tradizionalmente, infatti, il Capodanno è una grande festa familiare per la maggioranza dei russi (come il Natale in Occidente), mentre il Natale ortodosso si caratterizza da due aspetti importanti:
1) viene festeggiato solo dalle persone religiose (quindi gli altri non sono costretti a fingere di esserlo per non essere esclusi dalla grande festa invernale);
2) non è una festa «commercializzata» (quindi a differenza dell’Occidente in generale e dell’Italia in particolare, i religiosi non hanno un motivo per lamentarsi almeno della corsa ai regali), perché i regali, appunto, si fanno per il Capodanno.
Ebbene, quest’anno sono quasi riuscito a raggiungere lo zen: di tutti i regali che pianifico di fare per il Capodanno (ma anche di quelli che ho già fatto per il Natale in Italia), solo uno ne ho comprato in un negozio offline. Per il 2018 prometto di fare il bravo e portare al 100% la quota degli acquisti online.
In effetti, non capisco l’attaccamento di così tante persone ai negozi fisici: questi ultimi hanno i prezzi più alti, la scelta meno ampia e rubano un sacco di tempo all’acquirente (calcolate il tempo per gli spostamenti da un negozio fisico all’altro nella ricerca dell’oggetto giusto, per l’ascolto del comesso fastidioso che sta cercando di farvi comprare una cosa che non vi serve, per le file alla cassa e per il rispetto degli orari di apertura).
Abbastanza presto, già nel corso della nostra vita, i negozi fisici però moriranno, come stanno già morendo le agenzie di viaggio o i giornali cartacei, o come sono già morti i dizionari stampati.
Amen