L’archivio della rubrica «Italia»

Nuovi milanesi

A Pasqua mi ero accorto che la fauna milanese ha ora un nuovo membro: Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus).

Non le avevo mai viste a Milano, ora ce ne sono diverse nel Parco Sempione.

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Fumatore ordinato = piromane

Come forse sapete, il 2 febbraio 2016 è entrata in vigore la legge n. 221 del 28 dicembre 2015. Tale norma regola alcuni aspetti del rapporto tra il cittadino e l’ambiente circostante. L’articolo 40, in particolare, vieta «l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul suolo» (comma 3) e consente di sanzionare i trasgressori con una multa da 30 a 300 euro (comma 3 lettera b).

Inoltre, lo stesso articolo obbliga i Comuni a «installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei prodotti da fumo» (comma 1 lettera a).

E ora passiamo a una storia più interessante: il conflitto tra la norma di legge e la vita reale. Sapete quale città italiana, tra tutte quelle che mi è capitato di vedere finora, è meno attrezzata per l’applicazione della legge di cui sopra? Quella città si chiama Milano.

Facciamo un breve excursus storico. Nella prima metà degli anni 2000, quando io e Milano ci siamo appena conosciuti, tutti i cestini milanesi erano ancora fatti così (un po’ brutti ma con posacenere incorporati, anche se spesso rotti):

Nella seconda metà degli anni 2000 la maggior parte di quei cestini è stata sostituita (in centro città) da quelli cilindrici, sprovvisti da posacenere. A quel punto mi ero un po’ rammaricato: avevo appena acquisito l’abitudine di spegnere e buttare via i mozziconi in una maniera civile. Vabbè, almeno si poteva spegnere sul bordo piatto del cestino.

Il nuovo decennio ha portato a Milano un nuovo modello di cestini, ancora una volta non Continuare la lettura di questo post »


Meno mare

Ho appreso proprio oggi la notizia sul pezzo di mare italiano presumibilmente ceduto alla Francia. Considerata la data odierna, purtroppo, non riesco a indagare sull’argomento senza liberare la mente dalla convinzione che si tratti di una bufala. Almeno perché la modifica della integrità territoriale non mi sembra attuabile in assenza di una relativa discussione parlamentare.

Pare che pure il Senato italiano sia d’accordo con me.

Io, intanto, rinvio la propria indagine e il relativo commento ai tempi più seri.


Numero 42

Secondo me è abbastanza anomalo aspettare delle manifestazioni di una particolare intelligenza dalle signore/signorine che per propria volontà partecipano ai concorsi «Miss Stato XYZ». Se esse ritengono di poter essere valutate per le sole capacità di portare un costume da bagno e le scarpe con i tacchi, è evidente che ammettono di non avere altre qualità più tipiche a homo sapiens. E, sicuramente, non si rendono conto di scendere ai livelli delle vacche esposte alla Fiera agricola di Maremma (località scelta a caso).

Un ragionamento simile vale per la presunta intelligenza degli attori, ma l’argomento di oggi sono le «miss».
Quello che voglio dire è abbastanza semplice. Se incontriamo una persona che di tutta la Storia si ricorda solo un numero, il nome di una guerra e un nome proprio – non dobbiamo prenderla in giro. Non dobbiamo farlo per le stesse ragioni per le quali non vanno presi in giro i simpatici ragazzi con gli occhi stretti e le facce piatte: sono nati così.


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Pianificazione dei viaggi

Al giorno d’oggi sul mio sito sono disponibili 56 reportage fotografici, nei quali ho descritto 45 città e paesi italiani. Tutte queste località sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici: di solito a un viaggiatore proveniente da Milano (come nel mio caso) è sufficiente il treno per raggiungerli e solo in 4 casi è necessario trasbordare su un autobus di linea nella città dalla stazione ferroviaria più vicina alla destinazione. Ma, in ogni caso, si tratta sempre dei viaggi semplici da compiere.

Uno dei motivi che mi hanno spinto a raccontare agli italiani dei miei viaggi nelle città italiane è la voglia di indurli a capire che per viaggiare non servono ne troppi soldi ne troppo tempo. Basta avere l’interesse verso la scoperta dei luoghi nuovi. Viaggiare non è impegnativo perché chiunque è in grado di dedicare una [mezza]giornata allo studio di una città vicina alla propria. E non è nemmeno costoso perché basterebbe alzare il culo dal divano, uscire di casa e prendere il treno, la macchina o la bicicletta.

Quindi oggi vi fornisco un suggerimento prezioso su come pianificare i propri viaggi con i mezzi pubblici. I due semplicissimi passaggi sono questi:

1)Controllare il sito delle ferrovie – i suggerimenti della form «Biglietti» vi diranno se località di vostro interesse è servita dai treni, mentre i risultati della ricerca forniranno gli orari (il biglietto può essere acquistato anche alle casse tradizionali);

2)Se non è possibile arrivarci con il treno, consultate il sito percorsokm.it – esso, in base alle località di partenza e di destinazione, calcola la combinazione dei mezzi pubblici ottimale (funziona un po’ come il sito della milanese ATM). Ora spiego il suo funzionamento sull’esempio del viaggio da Milano a Lovere.

Prima di tutto, inserite i nomi delle due località e selezionate la modalità di viaggio:

Una volta cliccato sul pulsante «calcola percorso», consultate la tabella grigia che comparirà sotto la mappa:

Ecco, è tutto qui. Ora non avete più scuse: sapete come raggiungere qualsiasi località abitata d’Italia.


A pensare male si fa peccato

Devo constatare che il livello di istruzione medio sta crescendo anche in Italia. E vi racconto subito perché lo penso.

Per tanti anni, praticamente dal giorno del mio primo arrivo in Italia, ho vissuto nella convinzione che immobiliaristi italiani non conoscano la propria lingua. La mia convinzione era fondata su numerosissime prove materiali trovate nei luoghi pubblici di tutte le città italiane che mi è capitato di vedere.

Per farvi capire di cosa sto parlando, vi mostro appena due dei numerosissimi esempi milanesi. Entrambi sono esposti in pieno centro, sotto gli occhi di una quantità immisurabile di persone. Il primo esempio è stato esporto in via Dante.

Non mi ricordo più con precisione l’indirizzo del secondo esempio.

Non sto scrivendo il presente testo per farmi delle domande retoriche sulla ignoranza dei produttori o sul coraggio dei proprietari di questi cartelli. Lo sto scrivendo per condividere con voi la mia testimonianza di un miracolo visto alla fine di agosto in un sottopassaggio in zona San Babila. E’ incredibile, ero rimasto immobile per qualche minuto ad osservarlo:

C’è ancora speranza per un mondo migliore!

P.S.: secondo voi, i proprietari dei cartelli lavorano come scrivono o scrivono come lavorano?

P.S.: perché questo articolo è stato scritto da un russo?


Il grande difetto italiano

Ritengo che l’EXPO2015 di Milano dedicato al cibo sia l’occasione più che buona per parlare di un gravissimo problema italiano. Si tratta di un problema che crea dei grandi disaggi alle persone che visitano l’Italia per dei motivi lavorativi e turistici, influendo quindi negativamente sull’immagine dell’Italia stessa. Eppure, non c’è alcun motivo razionale di mantenere in vita il problema in questione.

Porco Gargantua! Perché i ristoranti italiani sono aperti solo nelle ore di pranzo e di cena tradizionalmente italiani?! Perché nelle altre ore sono chiuse le cucine e, spesso, addirittura le sale? Vi informo che si tratta di una cosa che, derisa da tutto il mondo, si manifesta solo in Italia.

Eppure ogni anno l’Italia è visitata da milioni di persone abituate a mangiare nelle ore inconsuete per un italiano. Per esempio, gli inglesi pranzano tardi e gli spagnoli non si mettono a cena prima delle 21. E poi, un turista che sta in piedi dalla mattina alla sera non può affamarsi prima del previsto? Un lavoratore venuto da una città lontana migliaia di chilometri non può fermarsi un po’ di più al lavoro?

Sembra che i ristoratori italiani abbiano paura di avere i propri locali pieni tutto il giorno e, di conseguenza, guadagnare troppo. Però sono i primi a lamentarsi della «crisi» che danneggia le loro attività.

Capisco la loro volontà di risparmiare sugli stipendi dei cuochi e dei camerieri facendoli lavorare poche ore al giorno. Dovrebbero capire, però, che quegli stipendi potrebbero diventare dei vantaggiosi investimenti.

N.B.: naturalmente, non sto parlando di quei pochi locali creati apposta per i ricchi turisti dove è possibile ordinare una pizza anche di mattina.


Tirano, 18 luglio 2015

Ebbene, penso che sia arrivata l’ora di pubblicizzare il mio reportage su Tirano (in provincia di Sondrio).

Se vi interessa, sfruttate le ultime settimane di bel tempo per andare a farci un giro oppure programmate il viaggio per i tempi migliori.


Scoperte toponimiche

La giornata è già da considerasi riuscita: ho appena scoperto che esiste un paese dal nome Piove di Sacco. Quest’ultimo mi sembra già un motivo sufficiente per andare a farci un giro.
«Dove sei stato sabato?»
«A Piove di Sacco».
E speriamo che gli aborigeni non si offendano per le mie ghignate!


Remondò, 1 giugno 2015

E’ pronto il fotoracconto sulla mia visita a Remondò.