L’archivio del tag «lingue»

Il traslitteratore del georgiano

Ora sono pronto a comunicarvi la notizia della pubblicazione sul mio sito del traslitteratore degli alfabeti georgiani (nella storia della lingua georgiana si sono succeduti tre alfabeti diversi; io sono riuscito nella difficile impresa di farli traslitterare tutti). Come sapete – o come potete facilmente immaginare – si tratta di uno strumento che converte con un click i caratteri georgiani in caratteri latini. Nel caso specifico dello strumento proposto, la traslitterazione – o, se preferite, la romanizzazione – degli alfabeti georgiani può essere eseguita secondo qualsiasi dei 7 sistemi esistenti (ufficiali e non).
Testatelo e pubblicizzatelo tra le persone alle quali potrebbe essere utile. E, ovviamente, scrivetemi dei difetti e degli errori trovati. Spero che lo strumento si riveli utile ad almeno una persona su questo pianeta.

Seguiranno gli annunci degli traslitteratori di altri alfabeti.
Le persone più interessate possono scrivermi di quale traslitteratore hanno bisogno.


Il traslitteratore dell’ucraino

Ci ho messo tanto (forse anche troppo) tempo, ma alla fine ce l’ho fatta: ora sono pronto a comunicarvi la notizia della pubblicazione sul mio sito del traslitteratore dell’alfabeto ucraino. Come sapete – o come potete facilmente immaginare – si tratta di uno strumento che converte con un click i caratteri cirillici ucraini in caratteri latini. Nel caso specifico dello strumento proposto, la traslitterazione – o, se preferite, la romanizzazione – dell’alfabeto ucraino può essere eseguita secondo qualsiasi dei 25 sistemi esistenti (ufficiali e non).
Testatelo e pubblicizzatelo tra le persone alle quali potrebbe essere utile. E, ovviamente, scrivetemi dei difetti e degli errori trovati. Per una serie di motivi ci tenevo particolarmente a fare molto bene questo strumento, ma per esperienza so che i piccoli errori e sviste sono quasi inevitabili: cerchiamoli per correggerli!
Spero che lo strumento si riveli utile ad almeno una persona su questo pianeta.

Seguiranno gli annunci degli traslitteratori di altri alfabeti.
Le persone più interessate possono scrivermi di quale traslitteratore hanno bisogno.


Il traslitteratore del macedone

Ora sono pronto a comunicarvi la notizia della pubblicazione sul mio sito del traslitteratore dell’alfabeto macedone. Come sapete – o come potete facilmente immaginare – si tratta di uno strumento che converte con un click i caratteri cirillici macedoni in caratteri latini. Nel caso specifico dello strumento proposto, la traslitterazione – o, se preferite, la romanizzazione – dell’alfabeto macedone può essere eseguita secondo qualsiasi dei 10 sistemi ufficiali esistenti.
Testatelo e pubblicizzatelo tra le persone alle quali potrebbe essere utile. E, ovviamente, scrivetemi dei difetti e degli errori trovati. Spero che lo strumento si riveli utile ad almeno una persona su questo pianeta.

Seguiranno gli annunci degli traslitteratori di altri alfabeti.
Le persone più interessate possono scrivermi di quale traslitteratore hanno bisogno.


Il traslitteratore del bielorusso

Ora sono pronto a comunicarvi la notizia della pubblicazione sul mio sito del traslitteratore dell’alfabeto bielorusso. Come sapete – o come potete facilmente immaginare – si tratta di uno strumento che converte con un click i caratteri cirillici bielorussi in caratteri latini. Nel caso specifico dello strumento proposto, la traslitterazione – o, se preferite, la romanizzazione – dell’alfabeto bielorusso può essere eseguita secondo qualsiasi dei 9 sistemi ufficiali esistenti.
Testatelo e pubblicizzatelo tra le persone alle quali potrebbe essere utile. E, ovviamente, scrivetemi dei difetti e degli errori trovati. Spero che lo strumento si riveli utile ad almeno una persona su questo pianeta.

Seguiranno gli annunci degli traslitteratori di altri alfabeti.
Le persone più interessate possono scrivermi di quale traslitteratore hanno bisogno.


Il traslitteratore dell’armeno

Alla fine dell’aprile del 2021 avevo reso pubblico sul proprio sito la versione seria del mio traslitteratore dell’alfabeto russo: uno strumento che permette di convertire con un click i caratteri cirillici russi in quelli latini seguendo le regole di qualsiasi sistema di tralitterazione ufficiale o non. Troverete facilmente quella mia creatura nella sezione «Strumenti» del sito. Anche se, molto probabilmente lo conoscete già: in pochi mesi si era affermato in qualità di una delle pagine più popolari della versione italiana del sito (e diversi visitatori vengono spesso solo per esso).
Ecco, a questo punto ho pensato: visto che lo strumento è richiesto e il suo algoritmo può essere facilmente applicato a qualsiasi alfabeto di qualsiasi lingua (è sufficiente sostituire le coppie delle lettere originali e quelle latine e aggiungere le descrizioni dei sistemi di traslitterazione), posso creare velocemente i traslitteratori di tanti altri alfabeti rari! Si tratta di un lavoro un po’ noioso – perché richiede di fare il copia-incolla attento di decine di singoli caratteri – ma facile e potenzialmente redditizio. Di conseguenza, ho iniziato con la raccolta e la sistematizzazione delle informazioni su primi sei alfabeti… E ora posso iniziare a pubblicare i relativi traslitteratori! Per una serie di motivi sarebbe stato meglio iniziare da quello ucraino, ma esso è uno dei più impegnativi da realizzare perché prevede la codifica di una altissima quantità delle regole. E dato che io voglio per forza farlo realmente bene, mi prendo tutto il tempo necessario e nel frattempo pubblico altri traslitteratori più facili da creare.
Il traslitteratore che presento ora è quello che consente di fare la traslitterazione / romanizzazione dell’alfabeto armeno (e la traslitterazione reversibile) seguendo uno dei 7 sistemi ufficialmente esistenti. Testatelo e pubblicizzatelo tra le persone che alle quali potrebbe essere utile. E, ovviamente, scrivetemi dei difetti e degli errori trovati. Spero che lo strumento si riveli utile a almeno una persona su questo pianeta.

Seguiranno gli annunci degli traslitteratori di altri alfabeti.
Le persone più interessate possono scrivermi di quale traslitteratore hanno bisogno.


I compilatori del Collins English Dictionary hanno scelto «AI» (che sta, come ben sapete, per «artificial intelligence») come la parola del 2023. In particolare, la parola AI è stata scelta a causa del rapido sviluppo della tecnologia osservato nel corso del 2023. Secondo le statistiche, quest’anno il termine AI sarebbe stato utilizzato dalla gente quattro volte più spesso rispetto all’anno precedente.
Io, da parte mia, posso constatare almeno due fenomeni legati all’AI.
In primo luogo, testimonio che secondo le mie osservazioni sempre più studenti universitari di oggi raccolgono le informazioni e i dati per le loro tesi di laurea e/o relazioni per i corsi non attraverso le ricerche su Google, ma attraverso le richieste (in verità formulate più o meno bene) ai vari chatbot basati sull’AI. In alcune occasioni me lo dicono loro stessi, in alcune occasioni me ne accorgo io dai risultati che mi portano, e a volte semplicemente ne sento parlare nelle aree comuni della mia Facoltà. Di fronte a tale situazione io mi sento, a volte, un esponente della generazione dei dinosauri che cerca ancora nei testi, nelle note, nelle liste bibliografiche e su Google… Ma poi, a volte, mi metto sperimentare con qualche chat gp pure io: qualche volta sono riuscito a usarlo bene, ahahahaha
In secondo luogo, confermo che pure io, a volte, uso l’AI del browser per generare quelle cose che non sono capace o non ho proprio voglia di fare con le proprie mani. E se una moda è riuscita a raggiungere me, vuol dire che è diventata realmente di massa. In questo specifico caso non posso proprio dire che sia una moda stupida: in molte occasioni realmente aiuta!
Di conseguenza, concordo con i compilatori del Collins English Dictionary.
E voi cercate di non rimanere indietro con le tecnologie.


L’eliminazione del termine

The Telegraph scrive l’Università di Cambridge ha deciso di eliminare dal programma di studi ogni riferimento agli «anglosassoni» come gruppo etnico separato. Come spiegato dal dipartimento di lingue anglosassoni, norvegesi e celtiche (ASNC) dell’università, questa decisione è stata presa come parte della lotta al razzismo e non per promuovere «miti di nazionalismo». Secondo il nuovo concetto, gli accademici ritengono che non sia mai esistita un’identità etnica britannica, inglese, scozzese, gallese e irlandese duratura e coerente.
The Telegraph osserva, poi, che l’"anglosassone" avrebbe acquisito una connotazione negativa negli ultimi anni a causa del suo uso da parte dei razzisti, soprattutto statunitensi.
Io, invece, posso osservare che il termine «anglosassoni» viene da anni abusato da molti rappresentanti ufficiali e ufficiosi di quello Stato che oltre un anno fa (secondo molti oltre nove anni fa) ha iniziato una guerra tipicamente nazista contro coloro che definisce «nazisti» con una logica tipicamente razzista. Non so se l’Università di Cambridge abbia tenuto conto anche di questo fenomeno: probabilmente ha preferito rimanere – almeno per ora – scientificamente neutrale. Prima o poi lo sapremo.


Un nome rarissimo

All’inizio del secolo (ahahaha, suona bene) la polizia irlandese aveva intensamente cercato, per alcuni anni, uno dei trasgressori peggiori del Codice della strada locale: un automobilista polacco che avrebbe violato le regole per oltre cinquanta volte. A tutti i poliziotti irlandesi era stato comunicato il nome del ricercato: Prawo Jazdy…
Questa storia curiosa dimostra quanto è utile conoscere le lingue appartenenti alle famiglie linguistiche (o, spesso, zone geografiche) diverse. Perché cercare un Prawo Jazdy in Irlanda è un po’ come cercare un Driving License in Italia. Stupendosi, in entrambi i casi, per il fatto di non riuscire a trovare il tipo misterioso.
Quindi studiate di più e meglio per lavorare con più efficacia e per evitare le figure di emme internazionali.

Io, da russo che non ha mai studiato il polacco, interpreto subito l’espressione «Prawo Jazdy» letteralmente come «Diritto a viaggiare». Ed è una espressione concettualmente simile a quella che si usa in Russia per indicare quel documento che attesta il diritto di una persona a guidare un mezzo motorizzato.


I gruppi linguistici

È curioso osservare che lingue umane possono essere divise in tre grossi gruppi anche sulla base del modo di trattare il giorno della nascita della persona.
In alcune lingue si usa una parola del tutto neutra e generica: anniversario (per esempio, così si fa in francese e in portoghese). Secondo me non è una parola tanto bella perché un anniversario può essere di qualsiasi evento, non solo della nascita di un umano.
In alcune altre lingue, invece, si usa una parola estremamente precisa: compleanno (per esempio, così si fa in italiano e in spagnolo). Tale parola si applica alle persone (vabbè, anche agli animali amati), ma indica comunque un evento di cadenza annuale: solo le persone nate il 29 febbraio potrebbero pretendere di non compiere gli anni ogni dodici mesi.
E poi ci sono le lingue dove si usa una espressione (può essere anche una parola unica) meno ristrettiva: il giorno della nascita (per esempio, così succede in inglese, in russo e, in un certo senso, in tedesco). Tale espressione è meglio dell’anniversario (perché si applica solo alle creature animate) e del compleanno (perché può essere usata dodici volte all’anno e non solo una).
Mentre i portatori del terzo gruppo delle lingue vivono tranquilli, quelli dei primi due sono costretti a inventare delle parole aggiuntive per delle situazioni specifiche. Per esempio: quale parola andrebbe usata in italiano per il compimento di x mesi? Non lo sa dire con certezza nemmeno l’Accademia della Crusca (forse l’autorità massima nello studio della lingua italiana). Nell’indecisione, la Crusca si limita, in pratica, a osservare su Google la quantità degli utilizzi delle varie varianti della parola inventata dalla gente.
Non penso che si possa sostituire – almeno nel corso della vita di poche generazioni – la parola compleanno con l’espressione il giorno della nascita (allo stato attuale, è tanto inusuale da suonare quasi male). Ma tutti possono contribuire già ora, tramite l’utilizzo attivo, alla affermazione della parola complemese sui dizionari della lingua italiana. Prima o poi quella parola servirà più o meno a tutti.
P.S.: penso che abbiate capito: la parola complemese mi sembra meglio dei vari compimese, complimese e mesiversario.


Il sito di Babele

L’idea del sito che traduce le parole in tutte le lingue europee principali è interessante. Può essere visto come un semplice gioco, come un dizionario multilingua, come uno strumento di studio delle somiglianze linguistiche etc.

Purtroppo (e stranamente), però, non è capace di tradurre alcune parole elementari: Continuare la lettura di questo post »