Sembra che tutto sia andato proprio come avevo ipotizzato: Trump ha dichiarato che in Iran non ci sono state uccisioni durante le proteste (in precedenza, secondo diverse fonti, si parlava di 12–20 mila morti) e che non sono previste esecuzioni capitali. Ciò significa che si può semplicemente «osservare il processo».
Insomma, conoscendo Trump, non era difficile immaginare un esito del genere. Nessun aiuto in vista, Trump ha di nuovo fatto TACO.
Non resta che augurare buona fortuna agli iraniani. Forse riusciranno almeno a rovesciare il loro governo cretino. Forse, almeno, al posto di un governo cretino non subentrerà qualche altra strana compagnia di personaggi dubbi. In ogni caso, la maggior parte del lavoro per cambiare il governo deve essere fatto dai cittadini stessi, senza contare sull’aiuto esterno di qualcuno.
L’archivio del tag «trump»
Ieri Trump, sul proprio social network, ha invitato i manifestanti iraniani a occupare gli edifici governativi e ha dichiarato che «gli aiuti sono già in arrivo»:
Iranian Patriots, KEEP PROTESTING – TAKE OVER YOUR INSTITUTIONS!!! Save the names of the killers and abusers. They will pay a big price. I have cancelled all meetings with Iranian Officials until the senseless killing of protesters STOPS. HELP IS ON ITS WAY. MIGA!!! PRESIDENT DONALD J. TRUMP
Sempre ieri, gli USA e le ambasciate di alcuni Paesi europei hanno invitato i propri cittadini a lasciare «immediatamente» l’Iran. Appelli del genere non si fanno senza un motivo valido, ma questa considerazione non annulla la mia principale preoccupazione: Trump ha dato una specie di illusione di speranza agli iraniani (supponiamo che qualcuno di loro sia riuscito ad aggirare il blocco di internet e a venire a conoscenza della sua dichiarazione), ma poi non intraprenderà nulla di serio. Per esempio, potrebbe semplicemente ordinare di sganciare solo qualche bomba o addirittura ripensarci e non fare nulla di serio, mentre in Iran, nel frattempo, sempre più persone si sono già coinvolte in una lotta aperta essendo incoraggiate da lui (e la quantità dei partecipanti non una garanzia del successo). E in caso di fallimento della rivolta, sarà proprio Trump il responsabile dei loro nuovi problemi (repressioni). Ma lui non lo capisce. E anche se lo capisse, non se ne preoccuperebbe proprio.
La preoccupazione che ho appena espresso si basa sul fatto che Trump, a differenza di alcuni precedenti Presidenti degli USA, non mi sembra proprio un combattente internazionale per la democratizzazione. Non si intromette negli affari degli altri Paesi per cambiare i regimi, ma cerca semplicemente di fare qualcosa in fretta per ottenere un vantaggio economico (come lo immagina lui). Mentre il lavoro lungo e difficile, qualsiasi esso sia, non solo quello di migliorare la vita in altri Paesi, non è proprio un «vizio» suo.
Come sapete, ieri Trump ha ordinato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali: di conseguenza, tutti i dipartimenti federali statunitensi devono cessare la partecipazione e il finanziamento di 31 strutture dell’ONU e 35 strutture non appartenenti all’ONU.
Se non ricordate un numero di nomi delle organizzazioni internazionali che possa costituire anche solo la metà del numero sopra indicato, consultate l’elenco completo sul sito web della Casa Bianca. Il senso di alcune di queste organizzazioni mi è chiaro: non sempre mi piace, ma almeno mi risulta comprensibile (alcune palesemente esistono per proteggere e/o finanziare i vari terroristi islamici: sappiamo da tempo di questa caratteristica dell’ONU).
Ma il senso di alcune altre organizzazioni elencate non mi è proprio chiaro, se non che sono state create esclusivamente per spartirsi i soldi (stipendi per grattarsi la pancia, viaggi «di lavoro», banchetti, etc.). Tutte queste organizzazioni incomprensibili sono assolutamente inutili, dal punto di vista pratico, in un’economia e in un sistema giuridico normalmente organizzati. Ecco alcuni esempi:
– Alleanza solare internazionale (International Solar Alliance) – organizzazione intergovernativa per la promozione dello sviluppo dell’energia solare,
– Organizzazione internazionale per il commercio sostenibile del legno tropicale (International Tropical Timber Organization),
– Patto per l’energia senza emissioni di carbonio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (24/7 Carbon-Free Energy Compact) – promozione dell’energia verde 24 ore su 24,
– Consiglio del Piano Colombo (Colombo Plan Council) – sviluppo sociale ed economico in Asia,
– L’istruzione non può aspettare (Education Cannot Wait) – fondo per l’istruzione dei bambini in situazioni di crisi e conflitto,
– Centro europeo di eccellenza per la lotta alle minacce ibride (European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats).
In generale, Trump si è comportato come al solito: seguendo la sua vecchia abitudine, ha mescolato insieme cose importanti e non importanti, ritirando gli USA sia dalle organizzazioni significative che da quelle inutili.
Ma per i prossimi anni ha fatto risparmiare al bilancio degli Stati Uniti qualche decimo di punto percentuale di spesa pubblica: questo è un dato di fatto, non so ancora quanto utile.
L’operazione speciale – in questo caso non ho paura di utilizzare tale termine – per catturare il dittatore Maduro è stata indubbiamente condotta in modo brillante. La facilità del successo fa logicamente sospettare che tra le autorità venezuelane non tutti erano contrari alla eliminazione di Maduro, ma in questo momento vorrei parlare di un altro aspetto dell’accaduto: di un aspetto che non ci costringe a scendere al livello delle dietrologie.

Volevo sottolineare che catturare Maduro non è nemmeno la metà dell’opera, è solo circa un decimo di ciò che è necessario fare affinché il regime di Maduro cessi di esistere e affinché in Venezuela si tengano le elezioni libere e democratiche. Rimuovere il dittatore senza distruggere la struttura del suo potere è un evidente nonsenso. La dittatura cessa di esistere non quando viene rimosso il dittatore, ma quando al posto del suo regime subentrano persone completamente nuove.
Trump, invece, cosa ha fatto? È un noto amante delle soluzioni facili e veloci (che nella vita reale funzionano molto raramente), dunque ha dichiarato di aver già «concordato tutto» con la vicepresidente del Venezuela Delcy Rodríguez. Quest’ultima, però, è una vecchia complice di Maduro, responsabile di tutti i mali della vita venezuelana non meno del proprio capo. Dunque Trump ritiene che l’intera struttura del potere costruita da Maduro improvvisamente inizierà a funzionare come vuole lui solo perché è stato tolto Maduro? Su cosa si basa questa grande certezza? Sarebbe un po’ come rapire Putin dalla Russia e poi dichiarare che tutta la pienezza del potere ora passa a Patrushev [metteteci pure il cognome che conoscete meglio] e che è già stato «concordato tutto» con Patrushev. Ma l’ipotetico Patrushev, molto probabilmente, risponderà «grazie mille per il regalo, ora sono io putin di tutta la Russia!».
La stessa Delcy Rodríguez è già intervenuta sulla televisione nazionale e ha dichiarato che «l’unico presidente legittimo del Paese è Nicolás Maduro». Rodriguez ha anche chiesto il rilascio «immediato» di Maduro e della sua moglie. Si può ipotizzare che abbia in questa fase paura, per qualche strano motivo, del ritorno di Maduro o della vendetta dei vicini collaboratori di Maduro. Ma altrettanto facilmente si può ipotizzare che trasformerà la figura di Madura in un simbolo politico quasi religioso (della portata del simbolo chiamato Chavez) per continuare a governare come prima «in suo nome».
Trump, a questo punto, cosa farà? Rapirà pure Delcy Rodríguez? Pensa di riuscirci facilmente per la seconda volta in poco tempo? O ha davvero messo in atto tutta questa operazione senza pensare bene ai passi successivi?

Detto tutto questo, aggiungo un breve anticipo dell’argomento sul quale sto riflettendo da mesi e al quale si possono dedicare dei testi molto più lunghi e seri. Dobbiamo riconoscere il nostro mondo è cambiato radicalmente negli ultimi anni. È cambiato non per colpa di Trump (il quale è solo una delle conseguenze e che ha dei propri peccati). È cambiato nel senso che è tornata a crescere l’importanza della «legge del più forte». Può non piacerci, ma sta succedendo. Può non piacerci, ma tale «nuova» realtà permette di non aspettare che il male sparisca o si penta da solo, ma di eliminarlo senza tollerarlo. Il diritto internazionale pubblico, del quale tutti si sono ricordati ora, (ma in realtà anche qualsiasi diritto nazionale) ci costringeva a tollerare il male… Ma non voglio dilungarmi troppo, ne scriverò un’altra volta.
Prima dell’incontro di ieri tra Donald Trump e Vladimir Zelensky a Mar-a-Lago, c’era stata una conversazione telefonica tra Trump e Putin (di durata 1 ora e 15 minuti, sarebbe avvenuta per iniziativa statunitense). In base alla dichiarazione dell’assistente di Putin Yury Ushakov, Trump e Putin concordano sul «fatto» che il cessate il fuoco temporaneo in Ucraina «porta a un protrarsi del conflitto».
Non ho ancora visto delle smentite da parte dei due personaggi che si erano telefonati, di conseguenza suppongo che questa interessantissima tesi sia stata discussa realmente.
Sarebbe troppo banale ricordare, per milionesima volta, che noi conosciamo la persona fa tutto il possibile poché la guerra (non un non ben definito «conflitto») si protragga. È la stessa persona che ha iniziato la guerra. Ed è la stessa persona che tecnicamente può finirla in qualsiasi momento.
È più interessante supporre che Trump ha molta più paura di Putin vivo che di Epstein morto. Nemmeno questa tesi è nuova (da mesi vediamo Trump ripetere tutto ciò che gli Dice Putin), ma sarebbe interessante studiarla più in dettaglio.
Nel frattempo, vi faccio notare: la nuova strategia di Putin è quella di rifiutare tutte le proposte sulle quali Zelensky insiste di più. Appena Zelensky se ne accorge (oppure se n’è già accorto?), riesce ad adottare una strategia diplomatica più efficace.
Nonostante tutte le spiegazioni più o meno ragionevoli, quando questi rettangoli vengono presentati come un «archivio pubblicato», a me viene da ridere. Tanto.

Intanto, l’Associated Press scrive che almeno 16 file sono spariti, senza preavviso né spiegazioni, dall’archivio dei documenti del caso Jeffrey Epstein meno di 24 ore dopo la loro pubblicazione sul sito web del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Tra i file scomparsi c’è una serie di immagini dei cassetti della scrivania di Epstein, in cui sono visibili delle fotografie analogiche. In una delle immagini (file EFTA00000468) si vedono due vecchie fotografie di Donald Trump, che si trovano nell’angolo inferiore sinistro del cassetto: in una il futuro presidente degli Stati Uniti è ritratto con sua moglie Melania, nella seconda in compagnia di quattro ragazze. Ebbene, il file EFTA00000468 è tornato a essere pubblico, ma è accessibile solo con link diretto e non attraverso la ricerca nell’archivio. Niente di interessante dal punto di vista del contenuto…
È giunto il momento di un video prenatalizio! Bisogno postare qualcosa di sacro…
Per esempio, potrei mettere una video-testimonianza della bibbia presidenziale. Quella bibbia che ci ricorda: santo Donald non solo ha posto fine a otto guerre, ma ha anche assistito alla nascita di un famoso personaggio fiabesco. Ce lo racconta lui stesso in formato grafico, testuale e audio:
Forse siete ancora in tempo per comprare questo capolavoro prima di Natale!
Trump ha recentemente ribadito il suo sostegno all’idea delle elezioni presidenziali in Ucraina. Rispondendo a una domanda di una giornalista di Politico, ha dichiarato:
Yeah. I think so. It’s been a long time. It’s, uh … hasn’t been doing particularly well. Yeah, I think it’s time. I think it’s an important time to hold an election. They’re using war not to hold an election, but, uh, I would think the Ukrainian people would … should have that choice. And maybe Zelenskyy would win. I don’t know who would win. But they haven’t had an election in a long time. You know, they talk about a democracy, but it gets to a point where it’s not a democracy anymore.
Tutti tranne Trump hanno già imparato in quattro anni che, secondo la legge ucraina adottata ancora prima dell’arrivo di Zelensky in politica, durante lo stato di guerra le elezioni, comprese quelle presidenziali e parlamentari, vengono sospese. Lo stato di guerra è stato dichiarato in Ucraina nel febbraio 2022 dopo l’invasione delle truppe russe e viene regolarmente prorogato. Inoltre, tutte le persone capaci di ragionare comprendono che in condizioni di guerra è impossibile tenere elezioni trasparenti nei territori occupati e garantire la partecipazione al voto a tutti gli ucraini che sono fuggiti in massa dalla guerra: il valore politico e democratico di tali elezioni sarebbe molto basso.
Non posso affermare con certezza che Trump non sappia e non capisca tutto questo. Però vedo che ha ripetuto pubblicamente, ancora una volta, uno dei principali desideri di Putin: rimuovere dalla politica ucraina Zelensky, che sarebbe secondo Putin «illegittimo». In realtà, la guerra di Putin non è stata iniziata per i territori e non per difendere qualcuno o qualcosa, ma contro l’attuale sistema politico occidentale, che gli è estraneo. E lui personalmente non sopporta Zelensky, contro il quale sta combattendo.
E Trump ha deciso ancora una volta di aiutarlo. Putin, purtroppo.
Ho per caso scoperto che alla fine Donald Trump ce l’ha fatta a ottenere il Premio della Pace!
Però è un premio a) della FIFA e b) creato appositamente per lui. Però ce l’ha fatta ed è felicissimo:
Ora mi chiedo: ma l’anno prossimo (e tutti quelli seguenti) il premio verrà assegnato? Oppure la FIFA si dimenticherà felicemente di questa propria ulteriore caduta? Oppure premieranno Trump tutti gli anni?
Nei decenni successivi le sue priorità non sono cambiate tanto:
Oppure è stato influenzato dalla pubblicità per tutta la vita? Allora sono tre campioni della pubblicità efficace…



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