Festa comunista

Con un grave ritardo faccio gli auguri a tutte le lettrici. Ma è sempre meglio tardi che mai…

Va beh, vi auguro di riuscire a vendervi a caro prezzo.


32

E così sono arrivato a 32 anni…

A quanto pare, ho iniziato a abituarmi alla prima delle due cifre che indicano la mia età avanzata.


Il castello di Robbio

Poco più di due settimane fa una lettrice, reagendo al mio reportage su Robbio, mi ha segnalato che il castello di Robbio (per le cui condizioni mi ero dispiaciuto) è stato messo all’asta. (Non ho ancora l’autorizzazione di pubblicare il contenuto della sua mail…)

Si tratta di una asta giudiziaria che avrà luogo presso il Tribunale di Monza domani, il venerdì 6 marzo 2015. Il prezzo base per un castello del XIV secolo di 2460 mq è di 698.500 euri. Se non consideriamo le spese di restauro, potremmo dire che è un prezzo più che buono.

Chiunque lo compri (possibilmente già domani), speriamo che ne faccia un buon uso.

A tutti gli interessati che si stanno mangiando le mani per l’impossibilità di tirare fuori 700 mila euro, comunico che oltre al lotto principale ce ne sono altri due. Se ho capito bene il testo dell’annucio, questo pezzo dovrebbe partire da un prezzo base di 33 mila euro (nel mio archivio fotografico si trova di tutto):
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Boris Nemtsov: il mio commento (lungo)

Chi era Boris Nemtsov?
In Italia lo definiscono il «leader dell’opposizione». Ebbene, non lo era. Per una serie di motivi Nemtsov era uno dei rappresentanti dell’opposizione più noti, ma non un leader. L’unico oppositore del regime di Putin che oggi potrebbe realmente aspirare alla posizione di leadership è Aleksej Navalny (quello delle pubblicazioni sulla corruzione, massacrato con dei processi penali inventati). Boris Nemtsov, invece, apparteneva alla epoca dei difficili anni ’90 – quasi un dinosauro – e già per questo poco amato dalla maggioranza dei cittadini. In più, aveva fatto parte della squadra di Boris Eltzin ed era quasi diventato il suo successore disegnato alla carica presidenziale.

Sì: al posto di Putin avrebbe potuto esserci lui. La spiegazione è piuttosto lunga, per ora preferisco di saltarla. Con Nemtsov-presidente la Russia di oggi, molto probabilmente, sarebbe stata uno Stato completamente diverso, ma è andata come è andata. Il fatto che conta è: il primo mandato presidenziale di Vladimor Putin era stato il risultato del lavoro di quella squadra politica, di cui anche Nemtsov aveva fatto parte.


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Il video dell’omicidio

Per me è importante, mentre per la maggioranza di voi molto probabilmente no. Ma dato che su questo sito sono io a fare da redattore, oggi continuo a scrivere dell’assassinio di Boris Nemtsov.

Devo ammettere che sull’unico video diffuso dalla televisione russa non vede proprio un cazzo. La risoluzione è bassa, la scena è troppo lontana, il camion-spazzaneve passa davanti nel momento decisivo, troppe persone passano e tornano sul luogo del delitto senza dei motivi comprensibili. Ma, perlomeno, abbiamo una prima impressione su quanto è accaduto.


L’omicidio di Nemtsov

Gente, calmatevi. Non penso che Putin c’entri qualcosa. Almeno per questa volta evitiamo di attribuire ad egli la responsabilità per tutti i mali della Russia (anche da noi lo zoo dei cretini à abbastanza ampio). Nei prossimi giorni scrivo tutti i perché.
(E, comunque, non pensavo che a qualcuno interesasse la politca interna della Russia.)


(foto di Mitja Aleshkovskij)


Il valzer delle auto

Sul mio blog il giorno dei video è la domenica, ma il giorno delle auto è il venerdì. Quindi proprio oggi suggerisco a tutti gli automobilisti una impresa da compiere l’inverno prossimo (sperando che sia ricco di piste di ghiaccio).


30 centimetri

L’operatore dei satelliti civili Digital Globe è stato autorizzato dal governo Americano di vendere ai privati gli scatti satellitari con la definizione fino a 30 cm. Il limite precedente era di 50 cm.

Gli interessati possono vedere il sito aziendale di Digital Globe.

Ed io, di fronte a questa notizia, ho pensato tre cose:

1. E’ una figata.

2. Tanto alla gente normale basta il satellite di Google.

3. Scesi ai 30 cm, non ha più molto senso, per il governo americano, porre dei limiti sulla definizione commercializzabile.


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Cosa sanno gli uomini

Qualche settimana fa avevo raccontato a un conoscente di un libro interessantissimo. Oggi, non so perché, me ne sono ricordato… E ho pensato che non sarebbe in realtà tanto corretto negare questo consiglio letterario ai miei amatissimi lettori.

Insomma, oggi vi consiglio un bel libro di Dr. Alan Francis: «Tutto quello che gli uomini sanno delle donne». La traduzione italiana è stata pubblicata da Newton Compton Editori.

Volete sapere il segreto principale di questo libro?
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L’arma chimica russa

Come forse avete già sentito, la Russia ha trovato un nuovo modo di ricattare l’Ucraina.

In sostanza, il 19 febbraio l’Ucraina aveva richiesto di portare e forniture giornaliere a 114 metri cubi entro due giorni. (Attualmente la compagnia ucraina Naftogaz è contrattualmente vincolata a anticipare i pagamenti per il gas ogni mese, avendo però il diritto di richiedere con due giorni di anticipo l’ampiezza della fornitura giornaliera).

La Gazprom, da parte sua, non ha soddisfatto la richiesta, aumentando le forniture solamente alle regioni ora controllate dai separatisti. Secondo la controparte ucraina, però, le forniture alle regioni incontrollabili (iniziate il 19 febbraio) non farebbero parte del contratto, dunque quel gas non dovrebbe essere «scalato» dalla quantità prepagata dalla Ucraina.

Cosa posso dire sull’argomento? E’ ovvio che se l’Ucraina considera le regioni di Donetsk e Lugansk come proprie, dovrebbe pagare il gas fornito a esse. Allo stesso tempo, però, sono delle regioni occupate sul territorio delle quali gli agenti dell’ucraino Naftogaz non possono verificare l’effettivo adempimento del contratto e il volume reale del gas richiesto da parte dei consumatori finali. Di conseguenza, le due regioni possono facilmente essere trasformate in una specie di «buco nero».

La difficile situazione creatasi avrà delle conseguenze per l’Europa. Nel peggiore dei casi arriverà meno gas dalla Russia. Nel migliore dei casi l’Europa dovrà sponsorizzare l’Ucraina, fornendole i soldi pretesi dalla Russia per il gas fornito ai propri combattenti sul territorio ucraino.