Pompieri cinesi

Quando i pompieri cinesi trovano una bottiglia di qualche bevanda capitalista (per esempio, Coca-Cola o Sprite), non sdegnano di utilizzarla nel lavoro. I risultati, sorprendentemente, sono positivi:


Cortometraggio russo №6

In occasione della fine dell’anno scolastico (almeno in Lombardia) nella edizione odierna della mia rubrica cinematografica pubblico il cortometraggio «Lo spozo» (1962, regista Elem Klimov). L’unica spiegazione realmente necessaria a uno spettatore non russo è quella sulla parola «Жиних» inquadrata all’inizio del film. Si tratta della parola «Жених» (zhenìh, lo sposo) scritta con un errore ortografico. Quindi anche io mi sono impegnato e ho tradotto il titolo del film in modo adeguato.

Dei lungometraggi di Elem Klimov consiglio, prima di tutto, «Và e vedi» del 1985: secondo me è uno dei migliori film di guerra di tutti i tempi. Un po’ pesante, ma è un vero capolavoro mondiale. Sono sicuro che si trova anche in italiano.


Il futuro dei taxisti

Come probabilmente avete già letto o sentito ieri, il tribunale di primo grado parigino ha multato la filiale francese di Uber per il lancio dell’app UberPOP (vietata in Francia già da luglio 2015). L’app permette agli automobilisti privati di svolgere l’attività di trasporto di persone senza una licenza da tassista. Quindi l’Uber è stata multata con 800 mila euro, mentre due suoi dirigenti con 30 e 20 mila euro. E’ già stato annunciato il ricorso.

Ricordiamoci che in Francia, ancor più che in Italia, la lotta della lobby dei taxisti conntro il progresso assume varie forme: proteste di strada più o meno violente, legislazione pro-monopolio etc. La causa principale di tale comportamento è evidentemente i prezzi delle licenze che superano i 150 mila euro (in Italia possono arrivare a 200 mila euro). Questi soldi sono sempre stati considerati dai taxisti degli investimenti a lungo termine, da recuperare al termine/cambio della propria attività lavorativa. L’avanzare dell’Uber, a sua volta, comporta il deprezzamento di tale investimento (nessuno ti compra quel pezzo di carta se può lavorare liberamente con l’Uber) e l’azzeramento delle speranze per una vecchiaia tranquilla.

Di conseguenza, i tassisti francesi (ma pure quelli italiani), sono disposti a lottare contro la demonopolizzazione del proprio settore con tutti i mezzi disponibili.

Il loro problema sta nel fatto che inevitabilmente perderanno la lotta. Ciò succederà per due motivi. Il motivo minore è lo stesso della popolarità dell’Uber e altri servizi simili in Europa: i cittadini lo scelgono sono in tanti, in maggioranza rispetto ai taxisti. Il primo politico, nazionale o locale, che si accorgerà della ampiezza diseguale dei due gruppi, logicamente punterà a difendere gli interessi di quello più numeroso.

Il motivo principale della imminente sconfitta dei taxisti-monopolisti sta invece nell’avvicinarsi della epoca delle automobili senza i conducenti: considerati i recenti successi nella loro sperimentazione, possiamo vederle circolare per le vie delle città già tra pochi anni. Il peso dei taxisti tradizionali nel sistema del trasporto delle persone, a quel punto, sarà più o meno lo stesso dei gondolieri veneziani.

Non penso che qualche Stato arrivi al punto di vietare qualsiasi manifestazione del progresso tecnico o sociale al solo fine di tutelare i soldi dei taxisti. Oppure ne conoscete uno?


Le notizie della psichiatria

La sera della domenica 5 giugno si è saputo del furto di più di 100 milioni di password del social network russo vk.com (il clone russo di facebook). Di conseguenza, ho due cose da comunicare ai miei amatissimi lettori:

1. Consiglio di cambiare in fretta la password a tutti coloro che fossero eventualmente registrati su VK. Cambiatela anche su altri siti qualora fosse identica a quella utilizzata per VK;

2. L’elenco delle password più popolari su VK mi ha commosso:

Posizione Password Quantità
1 123456 709.067
2 123456789 416.591
3 qwerty 291.645
4 111111 189.151
5 1234567890 156.614
6 1234567 141.620
7 12345678 107.799
8 123321 93.048
9 000000 91.981
10 123123 89.461

Dato che tutto il mondo (e non solo la Russia) è pieno di scemi gente ingenua, mi sento in dovere di fare un appello.

Gente! Ricordatevi che una password sicura deve essere:

a) complessa;

b) registrata e conservata solamente nella vostra mente;

c) diversa per ogni vostro account.

Per essere sicuri al 100% della salvezza dei vostri account in Rete dovreste impostare l’autorizzazione a due livelli, ma questo sarà l’argomento di un post serio a parte.


Giornata dell’Ambiente

Per puro caso ho scoperto che il 5 giugno di ogni anni si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente (procalamata dalla Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1972). Non ho ancora scoperto l’utilità reale di questa «festa».

Tre giorni fa, invece, ho scoperto sempre per caso una opera artistica in materia:

Il presente quadro tondo è esposto a Calolziocorte. Il reportage sul relativo viaggio sarà pubblicato a breve.


Le palline e le calamite

In generale non mi piacciono i video che consistono in movimenti senza senso, quindi non li pubblico nella mia rubrica domenicale.

Questo, però, potrebbe essere guardato all’infinito:


Cortometraggio russo №5

Il cortometraggio di oggi è, per ora, una eccezione per la mia rubrica cinematografica: non è muto e ha gli attori-protagonisti statunitensi (tra i quali io conosco solo Kevin Spacey). Il regista e lo sceneggiatore, Aleksey Nuzhny, è russo.

Evito di riassumervi la trama o raccontare le cose lette su Wikipedia, ma mi limito a dire che alla base della idea del film c’è il hobby del popolare scrittore russo Evghenij Petrov (1902–1942). Egli, infatti, inviava spesso delle lettere agli indirizzi esteri inesistenti al fine di ottenere, dalle ricevute di mancata consegna, i francobolli e i timbri postali stranieri per la propria collezione.

Insomma, oggi vediamo l’"Envelope" del 2012:

Non c’è alcun lungometraggio diretto da Aleksey Nuzhny da consigliare: non ne ha fatti, ha solo scritte la sceneggiatura di due commedie che non ho ancora avuto il coraggio di vedere a causa dei trailer veramente stupidi. Di conseguenza, ho pensato di consigliarvi qualche film russo con la presenza degli attori stranieri (tanto per restare in linea con il cortometraggio di oggi).

In un primo momento avevo pensato a «Una matta, matta, matta corsa in Russia» (1973, regista Eldar Rjazanov) a causa di una massiccia presenza dei noti attori italiani, ma pare che il film sia quasi introvabile in italiano. In alternativa, vi posso consigliare «Anna Karamazoff» (1991, regista Rustam Khamdamov) con Jeanne Moreau: un film più che particolare, ma da vedere.


Riprendiamo l’argomento delle mappe.
Geacron è un progetto infografico bellissimo: http://geacron.com/home-en/

Il sito, costruito sulla base delle Google Maps, permette di vedere le mappe politiche del mondo per qualsiasi anno dal 3000 a.C. ad oggi.

Le mappe possono essere ingrandite e rese più dettagliate. Ecco, per esempio, il 1216: l’Italia fa ancora parte di un Impero (ma non quello Romano), sul territorio della attuale Russia si distinguono le prime formazioni territoriali rilevanti, l’Africa è quasi tutta bianca (sembra una battuta).


La smentita di una religione

Come sicuramente sapete, nel mondo è diffusa una grave malattia mentale: essa consiste nella convinzione che i prodotti alimentari geniticamente motificati siano dannosi per la salute. Alcune delle persone contaggiate si vergognano di ammetterlo e dicono che «gli effetti degli OGM non si conoscono». In realtà tutte le persone affette di questa malattia dovrebbero vergognarsi di un’altra cosa: di non avere studiato un tubo a scuola. Quei miei lettori che hanno almeno un vago ricordo del programma scolastico di biologia, potrebbero provare a fare il seguente semplice ragionamento logico.

Immaginate due anatre selvatiche nate e cresciute in mezzo alla natura intoccata dall’uomo. Una volta diventate adulte, si conobbero, si innamorarono e si accopiarono. Tutto ciò portò alla nascita di alcuni anatroccoli, non importa se belli o brutti. In ogni caso, essi sono dei prodotti geniticamente modificati in quanto provvengono dal mescolamento dei geni appartententi ai loro genitori. Poi, uno di questi anatroccoli, un bel giorno, viene catturato e mangiato da un homo sapiens. Secondo la credenza delle persone spaventate dagli OGM, il mangiatore dell’anatroccolo dovrebbe morire? Oppure mutare in una anatra e correre verso il lago più vicino?

So che è inutile tentare a convincere una persona mentalmente malata della infondatezza delle sue manie. Quindi mi rivolgo alle persone sane. Il 17 maggio, finalmente, è stata pubblicata la più grande ricerca scientifica che conferma la sicurezza degli OGM (si scarica gratuitamente).

Su un apposito sito web sono stati raccolti tutti i documenti di accompagnamento.


La prima macchina digitale

Oggi ho finalmente trovato la possibilità di raccontarvi perché l’innovazione tecnologica non è sempre una prerogativa delle grandi imprese.

Nel 1975 l’ingegnere della kodak Steve J. Sasson creò la prima macchina fotografica digitale. L’apparecchio ebbe il sensore CCD prodotto da Firechild e l’obiettivo della Kodak Super 8; il suo peso complessivo fu di quasi quattro chilogrammi. Per la registrazione delle immagini di dimensioni 100×100 pixel vennero utilizzate le cassette magnetiche (giovai, ve le ricordate?), il tempo necessario per la registrazione di un file fu di 23 secondi.

Per la visualizzazione delle immagini fu necessario uno apposito computer:

Già all’epoca fu evidente l’importanza della tecnologia digitale ma la Kodak, purtroppo, ebbe il controllo del 90% del mercato statunitense della pellicola fotografica. I dirigenti della Kodak, preoccupati per per le ripercussioni sulle vendite delle pellicole, decisero dunque di non continuare i lavori sul digitale. La Sony e la Canon, invece, ne videro delle opportunità per il proprio sviluppo. Di conseguenza, la Kodak rifiutò il proprio dominio anche sul mercato delle tecnologie del futuro.

Nel 2004 i titoli della Kodak vennero esclusi dal Dow Jones Industrial Average.

Nel 2006 la Kodak dovette abbandonare la produzione propria delle macchine fotografiche digitali.

Nel 2009 la Kodak abbandonò la produzione della famosa pellicola Kodachrome.

Nel 2012 la Kodak dichiarò la bancarotta.