Patata stradale

Quando un vigile vi ordina di fermare il Vostro mezzo motorizzato, non temete: può essere intenzionato a chiedervi qualsiasi cosa.

Purtroppo non sono riuscito a individuare l’autore di questo trash.


Cortometraggio russo №4

Ieri, il 26 maggio, in Georgia si è celebrata la Giornata di indipendenza (proclamata nel 1918, purtroppo prematuramente). Quindi ho deciso di farvi vedere un cortometraggio georgiano girato ai tempi dell’URSS, nel 1977: «La farfalla» del regista Gheno Tsulaja. Non penso che necessiti di una spiegazione introduttiva.

Per ora non conosco dei lungometraggi di Tsulaja meritevoli di attenzione, quindi ne consiglio uno in cui partecipa uno degli attori-protagonisti, Kakhi Kavsadze (quello più alto con i baffi). Guardatevi pure «Il bianco sole del deserto» (1970, regista Vladimir Motyl): è un buon eastern. O, se preferite, è un red western.


Savchenko libera

Sulla liberazione di Nadezhda Savchenko avrei da dire solo una cosa, perdipiù banale: sono contento per lei. Ma questo non è un motivo sufficiente per scrivere un post.

Pensandoci bene, ho capito che un argomento un po’ interessante è l’osservazione della vita pubblica di tutte quelle persone che grazie al proprio status di «vittime del regime putiniano» universalmente riconosciuto sono considerate degli eroi. Nadezhda Savchenko è una di queste persone: è stata rapita sul territorio ucraino dai militari russi, accusata (e condannata) per delle cose che non ha fatto e ha affrontato il lungo processo con quella durezza, un certo disprezzo (a volte arroganza) e coerenza che hanno dimostrato il grande coraggio di questa donna. Ha quindi meritato l’ammirazione, la stima e la popolarità in Ucraina, Russia e tanti altri Stati del mondo.

Ma nessuno si ricorda che appena due anni è mezzo fa più o meno negli stessi termini si stava parlando di due donne russe? Tolokonnikova e Alyokhina, le due Pussy Riot condannate nel 2012, dopo la liberazione non avevano saputo convertire la propria popolarità di livello mondiale in qualcosa di concreto. Anzi, non hanno nemmeno saputo di mantenerla per un periodo minimamente rilevante.

Ora sarebbe curioso a vedere se lo stesso succede pure con la Savchenko, la cui popolarità non è più tenuta in vita da un processo o da una reclusione in corso. Deve fare tutto da sola.

Nelle prossime settimane Nadezhda Savchenko sarà uno strumento utilissimo per tanti politici ucraini che sognano di sfruttare la sua popolarità a proprio favore. Sognano anche di buttarla via come un manecchino rotto non appena svanisce l’entusiasmo del popolo ucraino per la liberazione di una eroina nazionale. Sicuramente non la voglion come una concorrente.

Insomma, provate seguire per quanto tempo ancora vi capita il suo nome sui giornali.


Per chi va a San Pietroburgo

Il giovedì scorso ho pubblicato un elenco di luoghi insoliti da visitare a Mosca.

Da molto tempo ho sul computer un elenco analogo anche per San Pietrourgo. Non pubblicarlo sarebbe non solo uno spreco, ma pure una scorrettezza nei confronti della seconda capitale russa.

Su questo PDF troverete l’elenco dei posti sconosciuti ai turisti occidentali da visitare a San Pietroburgo. Anche in questo caso il mio obiettivo è stato quello di integrare i vostri impegni turistici tradizionali, quindi l’elenco non è lunghissimo.

Spero che prima o poi vi risulti utile.


Na zdorowie!

In Europa, non solo in Italia, la gente è convinta che i russi dicano «Na zdorovie!» prima di bere. Si tratta di una delle più grandi stronzate che mi sia mai capitato di sentire sulle abitudini dei russi. Gli europei insistono nel chiedermi la conferma di questa leggenda, gli attori sono costretti a pronunciare quella frase nei film occidentali…

Ma non è vero! In Russia non si usa pronunciare «Na zdorovie!» nelle occasioni delle bevute. Spesso si dice «Vashe zdrovie!» (alla vostra/Vostra salute!) o «Tvoio zdorovie!» (alla tua salute!), mentre tutte le altre forme non hanno alcun senso e quindi non si usano.

Avrei dovuto scriverlo molto prima, ma aspettare il momento migliore è, a volte, una scelta sensata. Solo ora, infatti, ho scoperto l’origine del tanto diffuso pseudo-sapere culturale. Ho scoperto che «na zdorowie!» prima di bere si dice in Polonia!

Ahahaha, sono sempre i polacchi a rovinare il nostro rapporto con l’alcol!

In russo l’espressione «Na zdorovie!» può essere utilizzata solo come un sinonimo della parola prego in risposta a un ringraziamento per l’offerta di qualcosa (di solito del cibo).


La crescita di Lukashenko

Come saprete, pochi giorni fa Aleksander Lukashenko ha visitato l’Italia. Si tratta di una delle migliori illustrazioni del fatto che la coerenza viene sempre premiata.

Infatti, si tratta sempre dello stesso Lukashenko di dieci o quindici anni fa. Come avevo già scritto, pur tenendo sempre lo stesso atteggiamento politico, Lukshenko ora non risulta più «il più cattivo d’Europa», ma solo un pacificatore poco simpatico. Oltre alla revoca della maggior parte delle sanzioni europee, ora è stato premiato pure con lo status di un politico che può essere trattato alla pari di alcuni suoi colleghi asiatici: non sono tanto democratici e/o simpatici, ma sono utili e capaci di parlare in modo costruttivo.

A fare il «Rogue State» dell’Est è ora la Russia. Quindi non mi resta cho complimentarmi, ancora una volta, con Lukashenko per la sua incredibile capacità di sfruttare qualsiasi errore dello Stato russo a proprio favore. Fino a due anni fa quella capacità trovava la sua applicazione quasi esclusivamente nei rapporti bilaterali. Ma arriva sempre e per tutti il momento di iniziare a giocare in grande.


Le tecnologie da pervertiti

Non ho mai capito l’utilità dei cosiddetti «orologi intelligenti», smartwatch. Sono pure scomodi a causa delle loro dimensioni…

Un tipo (pervertito?) ha comunque pensato che un oggetto del genere potrebbe diventare, perlomeno, una fonte di divertimento tecnologico. Di conseguenza, ha installato il Windows 95 su un Android Wear:

Non so bene come abbia fatto… Non si è però accontentato di questa impresa e ha installato, sempre sullo stesso orologio, pure il gioco GTA III:

Mi sa che porta via il premio per l’inventiva a quel tipo che aveva aggiornato un Windows 1.01 fino a farlo diventare un Windows 8.1.


La collezione delle mappe

L’imprenditore edile statunitense David Rumsey non si interessa più di tanto, a differenza di alcuni colleghi, delle elezioni presidenziali. Per fortuna ha un altro grande interesse: a partire dagli anni ’80 colleziona le vecchie mappeю Al giorno d’oggi la sua è una delle più grandi collezioni al mondo: essa è composta da più di 150 mila unità. Alla fine degli anni ’90, poi, Rumsey si è improvvisamente reso conto che la sua collezione potrebbe risultare interessante anche alle altre persone. Ha dunque avviato la digitalizzazione delle mappe in proprio possesso al fine di renderle di dominio pubblico. Per ora sono state scannerizzate più di 67 mila sue mappe (meno della metà del totale).

Nel 2009, infine, David Rumsey ha deciso di regalre la propria collezione alla Università di Stanford. L’università in questione, non essendo diretta da defficienti, ha provveduto alla creazione del David Rumsey Map Center per la conservazione e lo studio del tesoro ricevuto. In contemporanea con l’apertura del suddetto centro di ricerca, il 19 aprile 2016 alla Cecil H. Library è stata inagurata una mostra di alcune delle mappe donate da Rumsey (aperta fino al 28 agosto).

Non so quanti dei miei lettori avranno tempo, nei prossimi quattro mesi, di farsi un viaggio da quelle parti. Quindi vi invito semplicemente a visitare il sito ufficiale di David Rumsey Map Collection.

Attenzione: il sito crea dipendenza. Se non siete immuni allo studio, non iniziate.


Cortometraggio russo №3

Uno dei registi russi più conosciuti in Occidente, da quanto ho avuto modo di osservare, è Nikita Michalkov. La notorietà è meritata: in effetti, fino alla fine degli anni ’80 del secolo scorso Michalkov poteva essere considerato un grande regista e attore. Poi, col tempo, è diventato sempre più «strano», strano fino a trasformarsi in uno dei personaggi pubblici russi più ripugnanti. Per fortuna abbiamo la possibilità di ricordarlo come era stato, per quasi due decenni, ai suoi tempi migliori. Eppure l’inizio non era tanto promettente.

Ecco, per esempio, un suo cortometraggio studentesco, «La bambina e le cose» del 1967, su una bambina svegliatasi per prima la mattina dopo una festa. Un lavoro mediocre soprannominato «La bambina in un negozio» dal curatore artistico della classe di Michalkov.

Dei lungometraggi di Nikita Michalkov vi consiglio fortemente «Partitura incompiuta per pianola meccanica» del 1977. Se cercate bene, sicuramente riuscite a trovarlo anche in italiano.


Lego per gli adulti

Non ho mai avuto, nel corso degli studi, dei problemi con la storia, ma penso che le persone meno fortunate di me l’avrebbero trovata una materia non tanto noiosa se comprendesse dei dettagli come quello che sto per raccontarvi. Io l’ho appena scoperto.

Durante la Seconda guerra mondiale il famoso fuoristrada Willys veniva prodotto da due fabbriche: Willys Overland Motors e Ford (quest’ultima chiamò il modello Ford GPW).

All’esercito statunitense le vetture venivano inviate smontate e imballate in grosse scatole di legno. In ogni scatola ci stavano i pezzi di una macchina.

Per l’assemblaggio delle macchine sul campo esistevano delle squadre speciali di meccanici. Le squadre migliori riuscivano ad assemblare un Willys in 3 minuti.

Per i dettagli si veda l’articolo «Jeeps in Crates» della rivista «Army Motors» (PDF, 13 MB).

P.S.: non ho ancora capito se è possibile comprarne «una confezione».