Pianificare i viaggi

Qualche mese fa vi avevo consigliato un utile sito per pianificare i viaggi. Non perdete tempo a cercare quel post perché ho scoperto un sito molto più efficiente da consigliarvi.

Il sito rome2rio.com è una roba fantastica. Se inserite un qualsiasi indirizzo di partenza e un qualsiasi indirizzo di destinazione (di tutto il mondo) e cliccate su «cerca», in pochissimi millesimi di secondo ottenete il percorso ottimale da fare: il sito vi costruisce una sequenza di mezzi di trasporto da prendere e indica il tempo e i soldi necessari per il viaggio.

Faccio subito un esempio. Supponiamo di dover partire dalla Facoltà di Scienze politiche della Università Statale di Milano (via Conservatorio, 7) e di dover arrivare alla Camera di commercio italiana a Hong Kong (168 Queen’s Road Central, Hong Kong). Inseriamo quindi i due indirizzi nella form della prima pagina del sito e clicchiamo su «cerca». Poi scegliamo la prima delle soluzioni proposte:

Il prezzo del biglietto della metropolitana è stato calcolato in modo sbagliato (in realtà costa 1,50 euro), ma il resto è corretto. Ora proviamo a vedere i dettagli più precisi del viaggio: sulla linea verticale a sinistra clicchiamo su una qualsiasi fase del nostro futuro viaggio. Ed ecco vediamo un po’ più informazioni e, addirittura, delle foto che ci aiuteranno a orientarsi nello spazio reale (in basso a sinistra).

Direi che per un aggregator è un ottimo risultato. Nemmeno Google mi fornisce tante informazioni utile in così poco tempo e con una sola ricerca.

Quindi segnatevi questo indirizzo: rome2rio.com


Windows 10 insiste

Appena sabato avevo scritto delle avances da parte del Windows 10. Oggi l’OS ha deciso di agire con ancora più decisione e mi ha mostrato questa schermata intera:

Sì, è proprio un esempio di fottutissimo stalking. Quale sarà la prossima mossa?


Una decisione sofferta

Il mio interesse verso lo sport professionale tende allo zero… Il che non significa che lo sport professionale non mi dia delle emozioni: infatti, spero che venga vietato al più presto.

Anche le persone come me, però, nelle ultime settimane hanno letto e sentito non poche informazioni sulla questione del doping diffuso tra gli sportivi olimpici russi. Si tratta di uno scandalo pesante, attraverso il quale è facile spiegare agli occidentali comuni la tendenza delle istituzioni russe a falsificare qualsiasi cosa che esse ritengano importante, redditizia e di prestigio.

Domenica 24 luglio il Comitato Olimpico Internazionale ha preso la decisione di non escludere tutta la squadra russa dalle Olimpiadi di Rio-2016 in un colpo solo ma di far selezionare gli sportivi «puliti» alle singole Federazioni di vari sport. E’ una scelta che potrebbe avere una sua logica, anche se si tratta di una logica molto debole. Infatti, i non dopati non dovrebbero essere puniti per quello che non hanno fatto, ma a loro sfavore conta però il fatto che erano ben informati dell’intero sistema e partecipavano comunque alla creazione della «riserva di urine».

Purtroppo, la scelta del Comitato Olimpico Internazionale ha un grosso motivo reale. Il tedesco Thomas Bach, che dal 10 settembre 2013 è il presidente del COI, ricopre allo stesso tempo un’altra carica: quella del presidente del Comitato di Vigilanza del Gruppo Weinig. Il Gruppo Weinig produce i macchinari per la lavorazione del legno, ha 11 punti-vendita sparsi per la Russia, l’ufficio centrale e il centro tecnico a Mosca. Insomma, si tratta di una azienda con dei forti interessi economici in Russia.

Chissà perché il COI ha deciso di non decidere?


Gli attacchi in Germania

Dopo l’attacco terroristico avvenuto a Monaco di Baviera il 22 luglio, alcuni politici tedeschi hanno avanzato la proposta populista di rendere più severe le leggi sull’acquisto delle armi da parte dei privati. Si tratta di populismo per due banalissimi motivi: 1) i terroristi e i criminali non comprano le armi in modo legale; 2) l’incapacità dei cittadini di difendersi non comporta l’azzeramento dei pericoli da cui doverebbero poter difendersi.

I cittadini privati maggiorenni fisicamente e mentalmente sani, senza precedenti penali, non appena tornate dalle zone di guerra e capaci di custodire le armi in modo sicuro devono avere la possibilità di possedere le armi da fuoco corte. Solo questo aiuterà a abbassare notevolmente la delinquenza quotidiana (autodifesa e prevenzione: «chissà se quella tipa che voglio violentare ha una pistola in borsa?») e di fermare in modo tempestivo i terroristi (se il camionista di Nizza non fosse stato sparato in meno di un minuto, cosa avrebbe fatto in tempo a fare? e se ci fosse stata più gente in grado di spararlo?). Se non vi è mai capitato di trovarvi in una situazione di pericolo – anche banale: trovarvi di fronte a un cane super aggressivo – fidatevi della mia esperienza: costretti dalla voglia di vivere, siamo tutti capaci di sparare. Vi dirò di più: molti di noi, pur essendo molto pacifici nella vita reale, non si fermeranno prima di svuotare tutto il caricatore contro il proprio aggressore.

E, ovviamente, devo fare una precisazione importante. Il «far west» non è quando tante persone hanno una pistola in tasca. Il vero «far west» è quando i pochi armati si sentono dei padroni del mondo. La diffusione delle armi tra la popolazione aiuta a contrastare il vero «far west».

Se torniamo ai tristi avvenimenti in Germania, c’è da constatare anche il fatto che negli ultimi 44 anni la polizia tedesca non ha fatto alcun progresso nelle capacità di reagire agli attacchi terroristici. Così, la notte tra il 22 e il 23 luglio ha bloccato l’intera città perché non si era accorta del suicidio del terrorista e del fatto che ce n’era solo uno. La sera del 24 luglio, invece, dopo l’esplosione ad Ansbach ha costretto gli spettatori di un concerto di lasciare l’area protetta (quella del concerto, appunto) e di camminare in massa per le vie buie fino a casa o albergo. In questo ultimo caso un terrorista furbo avrebbe pensato di poter fare esplodere un petardo al concerto per poi sparare la grande massa di persone cacciate via dalla polizia.


Hardmusic

Il programmatore polacco Paveł Zadrożniak ha creato una orchestra-hardware composta da 64 lettori floppy, 8 hard-disk e 2 scanner. Il nome della orchestra è Floppotron, ogni suo componente è comandato da un programma scritto appositamente in Python.

Il brano «Smells Like Teen Spirit» dei Nirvana in versione Floppotron:

Questo, invece, è «Hawaii Five-O» dei The Ventures:

E, infine, il tema principale del gioco «Super Mario»:


Le molestie digitali

Dicono che il Windows 10 sia un buon sistema operativo. Non sono in grado di confermarlo o smentirlo perché non ho ancora avuto modo di sperimentarlo per un periodo di tempo sufficiente: infatti, sui propri computer sto mantenedo il 7, del quale sono pienamente soddisfatto.

Del Windows 10 posso dunque dire solo una cosa: mi dispiace veramente tanto che non sia una donna. E, allo stesso tempo, sono veramente contento che non sia un uomo. Perché perché ci sta provando con me da mesi:

Ma sulla possibilità della denuncia per stalking ci sto pensando comunque…


Delfini assassini

E’ veramente poco comprensibile la diffusione e la popolarità di alcune leggende positiviste sulla madre natura. Per esempio: avete sicuramente sentito un sacco di storie sui delfini che hanno salvato degli umani spingendoli o addirittura portandoli verso la costa. Di conseguenza, è nata la leggenda sulla presunta simpatia che i delfini nutrono verso gli umani.

In realtà, invece, i delfini devono la loro fama al semplice fatto che le persone portate da essi verso il mare aperto (e quindi verso la morte sicura) non possono, ormai, raccontare la loro terribile esperienza.

Se la vittima non si presenta per testimoniare, non possiamo certo negarle lo status della vittima. Ne, tanto meno, la sua esistenza.


C’è sempre una prima volta

Nel segmento occidentale dell’internet ci sono due colossi che dai primi anni 2000 praticano una sana forma di concorrenza. Uno dei due si chiama Google: suppongo che lo conoscano tutti coloro che stanno leggendo questo mio post.

Il secondo colosso è l’analogo russo che si chiama Yandex.ru (fondato nel 2000) ed è un fenomeno unico nel mondo: in pratica, è l’unico «motore di ricerca» di carattere nazionale che è riuscito a reggere la concorrenza del Google (pensate a quanti siti italiani di quel tipo sono spariti o caduti nel dimenticatoio negli ultimi 15 anni?). Avendo degli ottimi algoritmi di ricerca, Yandex è uno strumento per la ricerca delle informazioni in lingua russa e, a differenza di Google, della pirateria digitale.

Google e Yandex, nonostante le grosse differenze in termini del design di facciata, offrono ai visitatori dei servizi praticamente identici: posta elettronica, hosting delle foto, mappe (per quelle russe Yandex funziona meglio), pubblicità contestuale per i webmasters etc. E’ sempre stato interessante osservare, attraverso un confronto quotidiano, chi dei due lancia per primo un servizio e chi, invece, lo copia. L’unico difetto del Yandex, fino a qualche anno fa, consisteva nei periodici (ma rari) lavori di manutenzione sul servizio di posta elettronica. Poi hanno imparato a farli senza disturbare gli utenti.

Perché scrivo tutto questo? Perché oggi pomeriggio, per la prima volta in 11 anni, non sono riuscito ad accedere al mio account su gmail: si bloccava a metà caricamento. Boh…


Ancora Turchia

Un’altra stranezza legata al fallito colpo di Stato in Turchia: perché gli USA non hanno concesso la protezione al generale Bekir Ercan Van? Solitamente lo status dello rifugiato politico viene concesso a tutti coloro che rischiano la pena capitale in patria, indipendentemente dal loro orientamento politico. Quindi la decisione Obama appare veramente strana.

(Vorrei sapere cosa ne pensano le persone convinte che nel mondo ogni colpo di Stato avvenga per la volontà degli USA, ahahaha)

Avevo iniziato a scrivere pure dalla facile teoria sul colpo fallito organizzato da Erdogan, ma poi mi ero accorto che il testo stava diventando troppo lungo. Di conseguenza, rinvio alla prossima occasione.


Sulla Turchia

Non avete ancora letto abbastanza del colpo di Stato in Turchia? OK, prometto di non rubarvi troppo tempo.

Del fallito colpo di Stato in Turchia ho capito una cosa: l’esercito è l’unico europeo del Paese. Purtroppo, lo è non solo nei propri valori, ma pure nella capacità di difenderli.

Del fallito colpo di Stato in Turchia non ho capito una cosa: chi è stato a mandare tutto affanculo. La cronologia degli eventi direbbe che è successo attorno alle ore 3:00 locali.

Del fallito colpo di Stato in Turchia posso supporre una cosa: un lavoratore del Cremlino di Mosca ha avuto tanta paura quella notte. E, allo stesso tempo, ha sperato che Erdogan venisse a chiedergli la protezione personale: lo avrebbe fatto strisciare per terra e supplicare in tutte le lingue. Uno scenario più che realistico se ricordiamo come il tentativo di Erdogan di riavviare i rapporti con la Russia (riuscito alla fine di giugno) è stato pubblicamente interpretato dai vertici russi come una presentazione di scuse per l’abbattimento del SU-24.

Ecco, non ho nient’altro (per ora) da dire sulla Turchia: sono troppo scarso a elaborare le teorie del complotto.