Selezione naturale

Molto più spesso, ormai quasi tutti giorni, leggiamo dei giovani islamizzati che tentano di lasciare l’Europa per raggiungere Siria e iniziare a combattere. Alcuni di questi personaggi vengono fermati e messi agli arresti domiciliari: di conseguenza, si devono accontentare di fare gli attentati in Europa (come, per esempio, gli autori dell’attentato nella chiesa di Saint-Etienne-de-Rouvray).

Sorge la logica domanda: se uno vuole affermarsi con la violenza, perché non lasciarlo andare a fare ciò nel luogo più adatto? Se ci va bene, il personaggio non torna più, mentre nel mondo (e in Europa prima di tutto) scende il rischio del terrorismo e si innalza l’IQ medio.

Anzi, bisogna fare di più. Bisogna fare come gli Imam sospetti: facciamo la propaganda della guerra giusta in Siria tra i cosiddetti «rifugiati» che da diversi mesi entrano in Europa da quasi tutti i confini del sud e del sud-est. In questo modo i peggiori se ne vanno (in tutti i sensi) a spese proprie, mentre i migliori dimostrano già da subito la potenziale capacità di integrarsi nel mondo civile.


TEB-1

Questa domenica assegno il titolo del video della settimana a quello sul primo viaggio del TEB-1 in Cina (a Qinhuangdao).

E’ sicuramente meglio realizzare queste opere tecnologiche invece di moltiplicare la quantità delle strade e cavalcavie. L’unica cosa che in un certo senso mi insospettisce è l’altezza tra il suolo e il fondo dell’autobus: ci passano le auto normali, me i furgoni (comprese, per esempio, le ambulanze) secondo me no. Comunque si tratta di un progetto interessantissimo.


L’incoerenza

A Rio de Janeiro hanno perso le chiavi di uno dei cancelli del nuovo stadio olimpico e, di conseguenza, ci è voluto l’intervento degli operai. Allo steso tempo, l’arrampicata sportiva è stata riconosciuta uno sport olimpico.

La mia domanda è: perché non coinvolgere gli amanti dello sport nella nuova attività sin da subito?


McDonald’s è tornato

Ieri mattina, dopo oltre un anno dalla chiusura improvvisa, in piazza San Babila di Milano ha riaperto lo storico McDonald’s. Quando mi trovo in Europa, la famosa catena mi interessa ben poco: il continente è talmente pieno di ristoranti migliori, che andare dal McDonald’s mi sembra una stronzata colossale.

La situazione cambia quando si tratta di dover fare un lungo viaggio in auto in Russia: in tante province disagiate è l’unico locale in cui una persona di passaggio può avere la certezza di trovare esattamente quella qualità dei prodotti che si aspetta di trovare (e alcuni altri servizi di qualità sufficiente).

Quindi la riapertura del locale di San Babila è, per me, solo un pretesto per farmi un po’ di autopubblicità: ecco un mio vecchio reportage sulla chiusura del McDonald’s in galleria Vittoria Emanuele II.


TEB-1

In Cina il TEB-1 ha fatto il primo viaggio di prova. Tra cinquant’anni (forse) arriva anche in Europa (ma non perché è lento).


Imparate a sbagliare

Oggi ho pensato di condividere con voi un po’ della mia smisurata saggezza…

Penso che i miei lettori siano capaci di formulare da soli una definizione della parola errore.

Per me un errore consiste nella mancata corrispondenza tra l’obiettivo e i mezzi adoperati per il suo raggiungimento.

Di conseguenza, una buona parte delle vostre azioni viene collocata nella categoria degli errori dalle persone che hanno gli obiettivi diversi dai vostri (e/oppure dalle persone che per qualche strano motivo considerano i propri obiettivi identici ai vostri).

Perché lo scrivo? Lo scrivo per dirvi che non dovete avere paura a fare delle cose che possano apparire degli errori agli occhi di qualcun altro. L’importante è avere degli obiettivi da seguire.


USA2016: due considerazioni ovvie

Ora che entrambi i partiti principali statunitensi hanno ufficialmente scelto i propri candidati per le elezioni presidenziali, lo possiamo dire: la campagna elettorale della Hillary Clinton sarà tutta incentrata sulle dichiarazioni anti-Trump. In sostanza, il Partito Repubblicano le ha fatto un grosso regalo, fornendo una grossa e spettinata scusa per mettere gli argomenti più difficili in secondo piano. Di conseguenza, la Clinton potrebbe avere la vittoria facile come la ebbe Chirac nel 2002 quando dovette «salvare la Francia da Le Pen».

In ottica delle elezioni presidenziali statunitensi è un po’ più interessante vedere il comportamento della Russia. Avete già sicuramente letto o sentito dell’attacco agli archivi elettronici del Partito Democratico da parte dei hacker russi. Non so, però, se avete ben chiaro il perché. Le istituzioni russe puntano su Donald Trump non perché lo vedono come un candidato «amico della Russia». Infatti, ogni politico è prima di tutto un amico della propria carriera in patria (oltre a essere lo schiavo dei propri oneri/poteri istituzionali).

Le istituzioni russe puntano su Donald Trump perché lo vedono come un elemento destabilizzante della politica interna degli USA. In sostanza, sperano che le istituzioni statunitensi si concentrino sulla lotta al presidente Trump, non creando ulteriori «problemi» alla Russia (per esempio sanzioni). Sanno benissimo che la vita presidenziale di Trump terminerebbe con un impeachment entro un massimo di due anni (sappiamo già che tipo è, vero?).

Allo stesso tempo, le istituzioni russe vedono la Hillary Clinton come una politica con la quale si può trattare normalmente, in quanto appartenente a una classe politica tradizionalmente comprensibile. Sanno, infine, che la Clinton è capace di lavorare regolarmente per almeno un mandato presidenziale.

Alla politica regolare nel medio periodo preferiscono però la vita facile nel breve periodo.

L’uomo più importante del Cremlino è, come forse sapete, un tattico e non un stratega.


Cinema indiano

Nei film indiani, le persone che prendono una pallottola in fronte soffrono veramente tanto:

Avevo le lacrime agli occhi… Non vi posso indicare con precisione la loro origine emotiva, ma erano le lacrime.


Propongo un gioco

Oggi vediamo due foto. La prima è della squadra olimpica ucraina del 2008. Con questa uniforme sono andati ai Giochi di Pechino:

La seconda foto è della squadra olimpica russa del 2016. Con questa uniforme alcuni membri della squadra andranno (forse) ai Giochi di Rio de Janeiro:

Se non avete nulla di meglio da fare, provate a confrontare le uniformi: tanto per esercitarsi nel cercare le differenze.

Bonus track. L’uniforme olimpica statunitense (versione 2016):


Design religioso

Le notizie delle ultime settimane mi hanno indotto a leggere una determinata quantità di testi in qualche modo collegati alla tematica dell’islam. Tra le varie cose, ho riscoperto la bandiera dell’emirato del Nord-Caucaso (uno Stato islamico esisto da settembre 1919 a marzo 1920 sul territorio Cecenia e Daghestan):