L’archivio del 9 Ottobre 2026

Forse è già finita

Ci sono degli argomenti che non meritano di essere lasciati senza una giusta continuazione: per esempio, il caso di peste polmonare in Russia.
Igor Kobzev, il governatore della regione russa di Irkutsk, ha annunciato ieri sera la revoca della quarantena e la conclusione di tutte le misure preventive avviate dopo che una dipendente dell’Istituto antipeste di Irkutsk si era ammalata di polmonite extramurale. I medici hanno inoltre tolto dal periodo di osservazione tutte le persone che erano entrate in contatto con la ragazza deceduta. Daria Shipilova, una ricercatrice ventottenne dell’istituto, è deceduta nell’ospedale di Shelekhov nella notte tra l’1 e il 2 ottobre. Secondo quanto riportato dal media «Ljudi Baikala», il 25 settembre aveva rotto in laboratorio una provetta contenente l’agente patogeno della peste polmonare. L’ospedale è stato messo in quarantena e circa 200 persone sono state isolate nel centro Covid.
In base a quello che ho sentito dai biologi, la suddetta scelta amministrativa è sensata: se in otto giorni non ci sono altri casi, si potrebbe anche dire che non c’è più il rischio di qualcosa che sembri una epidemia. Per sicurezza si poteva, forse, aspettare qualche giorno in più, ma pure la necessità di rassicurare la gente ha una sua importanza…
Ecco, conoscendo il modo di fare dei funzionari russi, posso sottolineare che troppo spesso tentano di rassicurare la gente semplicemente nascondendo o ignorando l’esistenza di un problema. Di conseguenza, dobbiamo essere noi ad aspettare e rimanere attenti per qualche giorno.
Nel frattempo, è curioso notare che ai cittadini statunitensi nei giorni scorsi era stato raccomandato di lasciare la Russia e annullare i viaggi programmati: anche se le raccomandazioni del genere sono «attive» già dall’inizio della guerra in Ucraina. Molto probabilmente, la peste era solo un pretesto per richiamare gli ultimi americani che rischiano ancora più del solito di diventare degli ostaggi di Putin: sempre nei giorni, infatti, si era parlato di un ipotetico scambio «la liberazione dei detenuti politici in Russia per l’annullamento di alcune sanzioni contro la Russia».