L’archivio del 3 Ottobre 2026

La musica del sabato

Non sono mai stato un fan del gruppo rock britannico Def Leppard: in parte perché nessuna fase della loro evoluzione stilistica (heavy rock, arena rock, pop rock etc.) mi è particolarmente vicina e in parte perché ho saputo relativamente tardi della loro esistenza (quando l’evoluzione dei miei gusti musicali aveva già preso un’altra strada). Addirittura, mi ero quasi completamente dimenticato di questo gruppo per alcuni anni: fino al momento in cui un conoscente basato negli USA mi ha raccontato di aver comprato un deposito abbandonato pieno di oggetti firmati dai componenti del gruppo.
Ma non voglio allontanarmi troppo dalle questioni puramente musicali: alla ricerca dei «tesori» saranno dedicati altri post. Dato che i Def Leppard non sono mai comparsi nella mia rubrica musicale, pubblicherei – per iniziare – due delle loro canzoni tratte da uno dei loro album di maggior successo commerciale. In questo modo tutti capiranno di chi si tratta.
La prima canzone scelta è la «Hysteria» (dall’album omonimo del 1987):

Qualcuno lo sapeva già, qualcuno altro lo scopre ora: nel 1984 – quasi tre anni prima della pubblicazione del suddetto album – Rick Allen, il batterista del gruppo, aveva perso il braccio sinistro in un incidente stradale. All’epoca le protesi bioniche non esistevano proprio, dunque lo stesso Allen aveva dovuto inventare una batteria suonabile con i piedi. Tutto il gruppo aveva interrotto l’attività musicale per aspettarlo: grandi!
La seconda canzone dei Def Leppard scelta per oggi è la «Animal» (dallo stesso album «Hysteria» del 1987). È la prima canzone del gruppo finita nel top 10 britannico.

Per oggi va bene così, ma prossimamente potrei anche postare qualche altra canzone dei Def Leppard: il loro stile, come ho scritto all’inizio, è evoluto nel tempo, di conseguenza non rischio di sentirmi ripetitivo.


L’altro ieri mi era capitato di scrivere della elezione del vecchio-nuovo Presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin.
Oggi, nella rubrica del sabato, trovo logico consigliare un articolo che riassume la carriera politica del personaggio dagli inizi ai giorni nostri. Formalmente ha uno dei principali incarichi dello Stato: a qualcuno sarà utile conoscerllo un po’ meglio.
P.S.: nel caso specifico di Vyacheslav Volodin sarebbe pienamente giustificato utilizzare in un modo dispreggiativo il termine che indica il suo… ehm… orientamento non politico (non pubblicizzato, ma largamente noto in Russia), ma nel mondo contemporaneo è un tipo di critica un po’ fuori moda.