L’archivio del Marzo 2026

Teheran in tre giorni

All’inizio ho pensato che fosse uno strano scherzo giornalistico. Ma lo hanno detto veramente!
Insomma, il giorno dell’inizio della nuova operazione in Iran (2 marzo), Trump e Hegseth hanno rilasciato dichiarazioni che mi suonavano molto familiari.
Hegseth: «Non siamo stati noi a iniziare questa guerra, ma con il presidente Trump la stiamo finendo».
Trump: «La grande ondata non è ancora arrivata. La grande ondata arriverà presto».
Tutto questo ricorda le parole di Putin, il quale nel luglio 2022 ha dichiarato che la Russia non aveva ancora intrapreso azioni serie in Ucraina («non abbiamo ancora iniziato niente», ripeteva cento volte al giorno la propaganda del Cremlino, finché l’avanzata molto lenta sul fronte non è diventata evidente a tutti), e nel settembre 2023 ha detto «Ho detto più volte che non abbiamo iniziato… la guerra in Ucraina. Al contrario, stiamo cercando di finirla» (l’espressione «la Russia non inizia le guerre, le finisce» era fino a poco tempo fa una delle preferite dalla propaganda del Cremlino).
Sulla base di tutto ciò, possiamo pensare che Trump sia veramente «l’agente Krasnov»? No, non è sufficiente. Semplicemente Trump e Hegseth sono le vittime più alte della propaganda del Cremlino tra quelle che abbiamo visto finora. Perché hanno cercato troppo a lungo e con troppa insistenza di stabilire un buon rapporto con Putin: di conseguenza, hanno per forza memorizzato (involontariamente) una parte del suo lessico politico.


Il discorso logico di Macron

Ieri Macron ha dichiarato che la Francia aumenterà il proprio arsenale nucleare, poiché i conflitti in tutto il mondo stanno diventando più intensi, coinvolgono Paesi che possiedono armi nucleari e quindi aumentano i rischi che questi superino il vincolo dell’uso del nucleare. La Francia, in particolare, inizierà la costruzione di un nuovo sottomarino su cui installerà missili balistici, aumenterà il numero di testate nucleari e non renderà più conto delle dimensioni del proprio arsenale.
Indipendentemente dal fatto che sia realizzabile questo piano e dal nostro atteggiamento nei suoi confronti, la dichiarazione di Macron è del tutto logica. Molti anni fa, nel corso di una delle lezioni, il mio professore di relazioni internazionali affermò che «la bomba atomica è una garanzia di pace». E per quasi vent’anni sono stato sostanzialmente d’accordo con questa idea. Poi la pratica ha dimostrato che in realtà la funzione principale della bomba atomica è quella di garantire l’impunità all’aggressore, mentre la funzione secondaria è quella di garantire la sicurezza a chi possiede questa stessa bomba senza aggredire in alcun modo gli altri. Macron ha logicamente ipotizzato che verificare l’efficacia della funzione secondaria sia meglio che stare semplicemente ad aspettare grandi problemi militari. Non posso criticarlo per questo.
Da quale proprietario della bomba atomica ci si aspettano problemi? Per ora, da un proprietario particolarmente irascibile. C’è, è vero, un altro candidato irascibile alla proprietà della bomba atomica, ma spero tanto che almeno questa volta venga neutralizzato (e non come l’anno scorso). Lo spero anche se Trump potrebbe decidere di nuovo di interrompere rapidamente tutte le azioni e, senza attendere risultati concreti, dichiararsi vincitore.


Almeno ha inviato un telegramma

L’altro ieri Putin ha inviato un telegramma al presidente iraniano Pezeshkian (quello che per qualche motivo è stato lasciato in vita):

Egregio Signor Presidente,
Le porgo le mie più sentite condoglianze per l’assassinio del leader supremo della Repubblica Islamica dell’Iran, Seyyed Ali Khamenei, e dei membri della sua famiglia, compiuto con cinica violazione di tutte le norme della morale umana e del diritto internazionale.
Nel nostro Paese l’Ayatollah Khamenei sarà ricordato come un eminente statista che ha dato un enorme contributo personale allo sviluppo delle relazioni amichevoli tra Russia e Iran, portandole al livello di un partenariato strategico globale.
Chiedo di trasmettere le più sincere condoglianze e il sostegno ai familiari e ai parenti del Leader Supremo, al governo e a tutto il popolo iraniano.

Se non notate nulla di strano, vi suggerisco io: mancano le varie parole riguardanti «alleato strategico», «saremo al vostro fianco», «non lo permetteremo a nessuno», «il vostro popolo fratello non deve avere dubbi», «mobiliteremo tutte le nostre risorse», «insieme siamo forti» etc.
Sarebbe stato logico aspettare almeno le parole di rassicurazione a un regime «fratello», a un regime simile nel suo rapporto con i valori umani in generale e alleato nella guerra in Ucraina (perché fornitore di droni) in particolare. Ma nulla.
L’alleanza con la Russia putiniana non vale più nulla: guardate il destino della Siria, del Venezuela, di Cuba e ora dell’Iran. Non vale anche perché Putin ha speso tutte le sue risorse proprio in Ucraina, nessun dittatore del mondo può più contare su di lui.
 Proletari di tutto il mondo  Popoli oppressi di tutto il mondo, ringraziate gli ucraini!


Due grandi sportivi a confronto

Non so se lo hanno visto tutti: la settimana scorsa Donald Trump ha mantenuto la promessa ed è venuto alla finale olimpica di hockey. Non importa se si è fatto aiutare dall’AI, l’importante è che lo ha fatto!

Ovviamente, a questo punto bisogna ricordare che Putin segna i gol molto più spettacolari di persona, senza alcun aiuto da parte dell’AI. Non importa se lo fa in un modo molto simile a quello utilizzato per le sue «vittorie elettorali», l’importante è che lo fa.

Bene, ora siete molto più aggiornati sulle capacità sportive di due noti personaggi politici.