L’archivio del tag «corea del nord»

Le navi nel porto di Najin

Il Regno Unito ha fornito a un gruppo di esperti delle Nazioni Unite le immagini satellitari di tre navi russe che vengono caricate – nel periodo compreso tra il settembre e il dicembre del 2023 – di container nel porto nordcoreano di Najin. Tutte e tre le navi citate nel rapporto sono sottoposte a sanzioni statunitensi dal 2022 per legami con la società Oboronlogistics del Ministero della «Difesa» russo. Due delle tre navi sono state identificate in un recente rapporto del think tank Royal United Institute.

[il link al tweet originale]
Non è necessario di avere chissà quali informazioni segrete o avere delle capacità paranormali per immaginare cosa era contenuto in quei container proprio in quel periodo storico. Non è nemmeno necessario essere totalmente ignorante nei principi del funzionamento della logistica internazionale e ipotizzare che la Corea del Nord abbia deciso di restituire una grossa quantità di container vuoti a un Ministero russo.
È ovvio che in quei container c’erano i missili (ri)presi dalla Russia e destinati alla guerra che sta conducendo (sapete bene dove). Di conseguenza, le immagini appena viste possono spingere gli esperti a due conclusioni:
1) si può ipotizzare come è esattamente organizzata la logistica militare tra la Russia e la Corea del Nord;
2) si può ipotizzare la quantità dei materiali arrivati dalla Corea del Nord (gli esperti sanno come possono essere imballati quei materiali e, dunque, quanti ce ne stanno in un container).
Ora aspetto di scoprire almeno queste due cose…


Il lancio nordcoreano

Le immagini del lancio del satellite «spia» nordcoreano non hanno tanto di particolare per quelli di noi che hanno visto dei lanci molto più importanti. Dunque io spero l’amore nordcoreano verso la pubblicizzazione dei propri «grandi successi» lo porti anche farci vedere cosa è riuscito a «spiare» con quel satellite: riusciremmo a capire qualcosa sull’attuale livello tecnologico nordcoreano.

Anche se potrebbero capire il rischio di farci ridere…


Il primo risultato dello scambio

Almeno da luglio 2023, quando il ministro della «Difesa» russo Sergey Shoigu era andato in visita nella Corea del Nord, in molti si chiedevano quale scambio di favori ci potesse essere tra i due Stati interessati. Era abbastanza evidente che l’obiettivo della Russia fosse quello di avere dalla Corea del Nord le scorte dei vecchi missili (di produzione russa e/o addirittura sovietica) da utilizzare nella guerra in Ucraina. Ma non si sapeva bene cosa potesse chiedere in cambio la Corea del Nord. Da ieri abbiamo, molto probabilmente, una parte della risposta, ma non so se tutti se ne siano già accorti.
Infatti, ieri la Korean Central News Agency (KCNA) ha comunicato che la Corea del Nord ha lanciato con successo in orbita il suo primo satellite-spia. Il razzo vettore è stato lanciato il 21 novembre alle 22:42 (ora locale) dal cosmodromo di Sohae, il volo è durato 705 secondi. Il satellite è stato messo in orbita alle 22:54. Si segnala che il lancio è stato seguito personalmente dal leader nordcoreano Kim Jong-un. L’agenzia ha aggiunto che la Corea del Nord intende lanciare anche altri satelliti nel prossimo futuro. Il giorno successivo al lancio, poi, la KCNA ha dichiarato che Kim Jong-un ha preso la visione delle immagini satellitari delle basi militari statunitensi sull’isola di Guam, tra le quali la base aerea Andersen e il porto di Apra. Si osserva, infine, che il satellite non diventerà pienamente operativo prima di dicembre perché richiede tempo per la sua messa a punto.
I vertici dell’esercito sudcoreano, da parte loro, ritengono che serve del tempo per capire se il satellite nordcoreano funzioni correttamente e, soprattutto, che la Corea del Nord sia riuscita a mettere in orbita un satellite solo grazie all’aiuto della Russia. Infatti, ricordano che la Corea del Nord ha già effettuato due tentativi di lancio senza successo a maggio e ad agosto. Dato che tra il secondo e il terzo tentativo sono passati circa tre mesi, gli esperti presumono che sia stato sfruttato «il know-how tecnologico degli ingegneri russi».
Ora sarebbe curioso scoprire quali altre tecnologie sono state passate alla Corea del Nord da parte della Russia. Non penso che Kim Jong-un si accontenti del semplice fatto di poter vedere un po’ di foto delle basi americane: vorrà vederle con qualche obiettivo tecnico…


Chi ha più bisogno

Stamattina il treno blindato con il leader nordcoreano Kim Jong-un è arrivato in Russia. Sarebbe il primo (almeno tra quelli noti) viaggio internazionale di Kim da quando è iniziata pandemia del Covid-19.
Immagino dunque che sia stata una vera lotta tra due titani della diplomazia: tra Putin che ha paura di uscire dalle Russia per motivi legali (ricordiamoci che è uno ricercato internazionale) ma ha bisogno dell’aiuto bellico della Corea del Nord (pensate quanto in basso è caduto) e tra Kim Jong-un che ha ancora paura di uscire dalla Corea del Nord per motivi sanitari (sì, pare che abbia ancora pura del covid) ma evidentemente ha un forte bisogno dell’aiuto materiale dalla Russia (nella sua Corea del Nord starebbe finendo il cibo).
Ecco, l’aspetto della visita di Kim Jong-un in Russia che i interessa di è di più e proprio quello: come ha fatto Putin (che ha bisogno di più cose) a convincere Kim Jong-un che deve essere lui a viaggiare. Tutto il resto sono dei piccoli, poco significativi dettagli…


Colpire prima i vertici

Continuo, in un certo senso, il post di ieri
Esattamente 70 anni fa, il 27 luglio 1953, è formalmente finita la guerra di Corea. Si potrebbe scrivere molte cose sull’argomento, ma oggi preferisco non rubare il lavoro agli storici e concentrarmi su un piccolo aspetto estetico.
Come molto probabilmente sapete, i vertici militari della Corea del Nord – che al di fuori dai messaggi della propaganda statale non fanno una guerra da settant’anni! – sono super-decorati, come se avessero sconfitto la NATO almeno dieci volte:

Come si fa, nella eventualità di uno scontro armato, a sconfiggere l’esercito nordcoreano comandato da gente apparentemente così eroica ed esperta? Facile: Continuare la lettura di questo post »


Shoigu in Nord Corea

Il Ministero della «difesa» russo comunica che il ministro Sergei Shoigu è arrivato in Corea del Nord alla guida di una delegazione ministeriale per «partecipare agli eventi cerimoniali dedicati al 70° anniversario della vittoria del popolo coreano nella guerra patriottica di liberazione del 1950–1953».
Potrebbe sembrare una mossa politica abbastanza ridicola (anche se a volte diventa faticoso continuare a ridere delle scelte dei gerarchi russi), mentre in realtà si tratta di un viaggio molto logico. Infatti, l’esercito russo ha molto da imparare dsa quello nordcoreano (potete ridere per la seconda volta). Ha da imparare non solo nell’ambito di (ri)armarsi nelle condizioni delle sanzioni internazionali, ma anche nel raccontare al mondo delle vittorie inesistenti. Probabilmente vi ricordate, che secondo la propaganda nordcoreana gli USA sono già stati sconfitti e distrutti più di una volta dal glorioso esercito nordcoreano, mentre i generali nordcoreani sono decorati come se avessero vinto tutte le guerre della storia mondiale.
Insomma, l’esercito nordcoreno detiene delle conoscenze molto utili allo Stato russo attuale. Bisogna imparare e copiare…


I missili nordcoreani

Quando The New York Times scrive che la Russia acquista «milioni di proiettili di artiglieria e missili» dalla Corea del Nord, non si tratta di una grandissima notizia. Infatti, sappiamo da mesi che l’industria russa non è in grado di produrre autonomamente (nelle condizioni delle sanzioni internazionali riguardanti le varie tecnologie) nemmeno i materiali militari più complessi di un bastone. Mentre gli Stati disposti (e capaci) a fornire qualcosa sono abbastanza pochi.
Proprio in questo ottico sarebbe molto interessante scoprire di più sui missili forniti dalla Corea del Nord. Quanto sono evoluti? Quali caratteristiche hanno? E, la cosa più importante, da dove arrivano le componenti elettroniche necessarie per il loro funzionamento? Tali componenti non vengono certo prodotte in Corea del Nord, ma in qualche modo arrivano nelle sue fabbriche in grandi quantità.
Oppure sono dei missili obsoleti, con la «elettronica» sovietica aggiornata a qualche decennio fa? Boh…


La doppia fuga

A novembre del 2020 un nordcoreano ha rischiato seriamente la vita attraversando illegalmente il confine terrestre per scappare in Sud Corea.
La sera dell’1 gennaio del 2022 ha rischiato nuovamente la vita per rifare la stessa strada nella direzione opposta (ma questa volta, se non dovesse essere una spia nordcoreana rientrata a casa, rischia di fare una brutta fine in qualsiasi momento).
Cosa possiamo apprendere da questa notizia stranissima, direi singolare? Ben due cose.
Prima di tutto, possiamo constatare che nessuno ha più il diritto di sostenere di praticare uno sport estremo.
E poi possiamo chiederci: perché non si scrivono dei libri e non si girano dei film d’avventura sui nordcoreani che scappano in Sud Corea? Potrebbero diventare delle opere eroiche cariche di tensione, dei blockbuster veri… Oppure sono io che mi sono perso qualcosa? In ogni caso, il tipo misterioso che ha deciso volontariamente di fare il ritorno nello Stato di concentramento merita di diventare il protagonista di tante opere culturali. Purtroppo, a me manca un po’ la fantasia per dare una spiegazione realmente originale del suo gesto.


Necrocrazia

Sul nostro continente c’è più di uno Stato che viene spesso definito come l’ultima dettatura d’Europa. Solitamente tale titolo viene attribuito alla Bielorussia. All’inizio della settimana prossima avrò un motivo importante per parlare di quello Stato, mentre oggi vi farei notare un interessante primato che tutti, per qualche strano motivo, ignorano.
Nel 1994, dopo la morte di Kim Il-sung, tutti si aspettavano che la carica del presidente passasse al suo figlio e successore Kim Jong-Il. Ma in base alla costituzione adottata nel 1998 Kim Il-sung aveva ricevuto il titolo del «presidente eterno».
Di conseguenza, la Corea del Nord è l’unica necrocrazia del mondo: l’unico Stato formalmente governato da un morto.
Chissà per quanto tempo rimarrà l’unica al mondo…


Una possibile prova di esistenza

Stamattina il Ninistero degli Esteri russo ha pubblicato un comunicato un po’ particolare sulla propria pagina di Facebook.
In quel comunicato si racconta che oggi, in attuazione del Decreto presidenziale russo – firmato da Vladimir Putin il 13 giugno 2019 – il leader nordcoreano Kim Jong-un è stato decorato con la medaglia russa «75 anni della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica 1941–1945». La medaglia e il relativo certificato sono stati consegnati al Ministro degli Esteri nordcoreano da parte del rappresentante diplomatico russo.
Leggendo questa notizia possiamo porci alcune domande. Per esempio: perché questo gesto diplomatico è stato deciso con l’anticipo di quasi un anno? Oppure: cosa c’entra il relativamente giovane (manca la certezza sulla età reale) politico della Corea del Nord con la porzione russa/sovietica della Seconda guerra mondiale? Oppure ancora: perché non è stato cercato il modo – anche posticipato – di consegnare la medaglia personalmente, dalle mani di Putin direttamente sul petto spazioso di Kim?
La terza domanda è quella più vicina al fatto che ci deve interessare veramente tanto. Avremo mai l’occasione di vedere Kim Jong-un con questa nuova decorazione? Potrebbe essere una bella dimostrazione della sua presenza tra i viventi.

Boh, aspettiamo e osserviamo.