Quanti lui e quante lei

Negli anni passati non mi ero accorto di questo carattere «democratico» di eBay…

Ora lo scomunicano in Italia e vietano in Russia:


Sorvolando l’habitat umano

Pochi giorni fa gli americani hanno pubblicato una parte consistente dei loro archivi relativi agli «avvistamenti» di UFO. Si tratta dei 12.618 fascicoli di documenti, raccolti nel periodo tra il 1947 e il 1969. Buon divertimento a tutti gli appassionati: www.theblackvault.com

Naturalmente, prima o poi verranno pubblicati anche i documenti più recenti. Ma non arriveranno mai agli anni 2000: si vede che le fotocamere dei cellulari, smartphone e di altri dispositivi elettronici inducono gli omini verdi a non farsi vedere dagli umani:)

P.S.: gli archivi analoghi russi verranno resi pubblici, se tutto va bene, tra almeno cento anni.


Gli auricolari perfetti

Qualcuno dirà che sto facendo male da solo alle proprie orecchie, ma quando sono fuori casa utilizzo le cuffie del tipo «auricolari» (o i «tappi»). E la mia esperienza pluriennale mi portato alla scelta di quelle perfette: SONY MDR-E10LP.

Oltre ad un buon audio, hanno una caratteristica fisica importantissima: la curvatura che permette di distinguere la parte destra da quella sinistra senza guardarle, solo toccandole con le dita. E’ abbastanza utile in un ambiente buio o quando si è concentrati su qualcosa.

In più, sono incredibilmente resistenti: non mi è mai capitato di avere lo stesso paio di cuffie per più di un anno, invece queste mi durano, ormai, da quasi quattro.

Per la vostra sfortuna, però, in Italia non le vendono. Il motivo di tale discriminazione mi è sconosciuto. Quindi non vi resta altro che seguire il mio saggio consiglio e ordinare quelle cuffie dall’estero (per esempio su eBay).

La prossima volta scriverò delle mie cuffie grosse.

Secondo voi la pubblicazione di questo post è stata pagata dalla SONY? No! E’ che ogni qualvolta scopro un prodotto figo, lo consiglio subito ai miei lettori.


Cannibalismo ucraino

Il video di questa domenica è stato girato (a Kiev) la notte di capodanno, ma io l’ho visto solo in settimana. In pratica, è la reazione della élite locale alle accuse avanzate dalla propaganda di Stato russa nei confronti della Ucraina. Secondo i mass media statali russi, infatti, l’Ucraina sarebbe piena di (e governata dai) fascisti che torturano i filorussi, crocifiggono i loro bambini, pompano di droghe gli adolescenti per farli trasportare del materiale bellico segreto etc. etc…

Insomma, vi faccio vedere il video: non mi sembra uno scherzo tanto indecente, come hanno invece scritto alcuni blogger russi.


Che marchio…

Di fatto, Joachim Roncin, l’autore dello slogan «Je suis Charlie», vorrebbe registrare la frase come un marchio. Questo, secondo egli, permetterebbe di evitare il suo uso improprio e, in particolare, lo sfruttamento commerciale. Pare che solo in Francia oltre 50 persone abbiano già tentato di depositare tale marchio presso l’INPI (Istituto Nazionale della Proprietà Industriale): tutti respinti a causa dell’uso ormai diffuso della frase.

Ma supponiamo che il signor Roncin riesca a registrare la sua «opera». Sapete cosa otterrà? Farà un solo bel regalo ai cinesi. Chi non ci crede, si faccia un breve giro su eBay: tutti quei prodotti con la relativa frase semplicemente cambieranno il Paese d’origine. E magari costeranno meno.

Io consiglio sempre di pensarci dieci volte prima di tentare di difendere legalmente una «invenzione» di tale semplicità. A meno che non si voglia guadagnarci su a tutti i costi.


Un brutto sbaglio polacco

Come alcuni si ricordano, il 27 gennaio 2015 sarà il 70simo anniversario della liberazione di Auschwitz, uno dei più grandi tra i migliaia esistenti e il più conosciuto oggi campo di concentramento nazista. Anche per quest’anno è quindi prevista una importante cerimonia commemorativa. Ieri pomeriggio ho appreso una notizia non tanto bella a riguardo.

In sostanza, il governo polacco, essendo particolarmente critico nei confronti dell’atteggiamento russo in Ucraina, ha cercato di fare tutto il possibile per non inviare un invito ufficiale a Vladimir Putin. Di conseguenza, ha delegato il compito di invitare i vari Capi di Stato e di Governo alla amministrazione del museo di Auschwitz. Il presidente russo, da parte sua, essendo da sempre particolarmente sensibile al riconoscimento internazionale della sua figura politica (per lui è molto più importante dei successi interni), si offeso. Quindi ha fatto sapere, tramite il suo portavoce, la propria intenzione di non andare ad Auschwitz il 27 gennaio. Il piano del governo polacco è quindi realizzato perfettamente. La Russia sarà rappresentata solo dall’ambasciatore Serghej Andreev.

Ecco, in questo specifico caso io mi posso definire deluso. Ritengo che la posizione polacca sia sbagliata per due motivi. In primo luogo, una buona parte dei detenuti di Auschwitz proveniva dall’ex URSS e pure la sua liberazione è l’opera dell’esercito sovietico. In secondo luogo, sarebbe stato intelligente dal punto di vista «pedagogico» invitare Putin a un avvenimento che in un certo modo ricorda l’affermazione di quell’ordine mondiale (nato con la fine della Seconda guerra mondiale) che proprio Putin sta cercando di distruggere con l’intervento in Ucraina.

Insomma, la scelta del governo polacco è sbagliata dal punto di vista morale e pure quello politico.

P.S.: invece con lo sbarco in Normandia la Russia c’entra ben poco (al massimo ricordiamo le ripetute richieste di Stalin di aprire «il secondo fronte»), eppure Putin era stato invitato.


Ils sont Chalie

Della manifestazione parigina di ieri mi sono particolarmente piaciute due cose, ora vorrei condividerle con voi.

In primo luogo, dopo una lunga pausa piena di manifestazioni stupidissime le FEMEN hanno finalmente fatto una esibizione bella: con i kalashnikov-matite ed i cartelli «Charlie Akbar»:

Foto di Rustem Adagamov

In secondo luogo, la presenza contemporanea allo stesso corteo di Netanyahu e di Mahmoud Abbas. E’ una buona occasione per sperare che non solo il popolo francese possa mostrarsi più unito in seguito ad un avvenimento tragico.

Non so se Bernard Kouchner abbia avuto il coraggio di presentarsi: Continuare la lettura di questo post »


Un genio

Finalmente! Finalmente hanno girato un video con una giovane bionda che canta e nessuno si deve sforzare a non fissare sempre lei.


L’evoluzione di Hebdo

Ieri ho già scritto dell’attacco alla redazione di «Charlie Hebdo». E poi sono andato a informarmi un po’ sulla storia di quella rivista.

La rivista era stata fondata nel 1960 con il nome «Hara Kiri» e fino al 1969 era un mensile. Secondo lo slogan presente sul logo, era una rivista «stupida e cattiva». Effettivamente, all’epoca era leggermente stupida, tanto da essere simpatica…

… e tanto cattiva da meritare Continuare la lettura di questo post »


Charlie Hebdo

I terroristi che hanno sparato e ucciso, ieri mattina a Parigi, mi hanno fatto ripensare a un mio vecchio dubbio: approvato che si può e si deve discutere su ogni argomento immaginabile, si può dire lo stesso anche del scherzare? Intendo gli scherzi pacifici e non offensivi.


disegno di @joepbertrams

Da ieri sera sono probabilmente un po’ più vicino alla risposta affermativa. Infatti, mentre spesso è normale cercare di non offendere con la propria battuta, non è normale moderare la propria vita (o, in altre parole, limitare la propria vita attiva) per la sola paura della possibile reazione sproporzionata di qualche pazzo. Nel mondo contemporaneo tutti scherzano su tutto. Naturalmente, dal punto di vista quantitativo gli scherzi non riusciti prevalgono su quelli divertenti. E di gente incapace di reagire in modo adeguato non manca. Ma solo i musulmani sono arrivati all’uccidere: è un fatto che non possiamo negare.

Nel mondo contemporaneo i musulmani sono tanti, probabilmente in maggioranza, la loro presenza in Occidente sta aumentando. Ricordiamoci che, rispetto ad un occidentale medio, nella stragrande maggiorana dei casi sono delle persone meno istruite ma più passionali e più sensibili alle questioni religiose (sono tutte caratteristiche connesse tra loro). Di qui lo scontro del XXI secolo: mentre gli occidentali di oggi non capiscono più che l’intolleranza a volte serve (verso i barbari), i musulmani non capiscono ancora che a volte non serve (verso gli scemi).

Purtroppo non conosco ancora il modo di innalzare velocemente il livello di istruzione di massa. Eppure, senza riuscire in questa impresa non si potrà trasmettere ai musulmani tutti i preggi della libertà di espressione. E in assenza della libertà di espressione (la quale comprende la libertà di scherzare su tutto) è impossibile la scelta consapevole della religione. In più, il livello di istruzione di massa crescente nel tempo riduce la possibilità del nascere delle battute cretine.

Per essere obiettivi bisogna a questo punto ammettere che i disegni pubblicati da «Charlie Hebdo» sono sempre stati nel migliore dei casi mediocri. Solitamente, invece, erano addirittura di pessimo gusto. Ma non consideravano alcun personaggio una autorità inattaccabile: a modo loro scherzavano su Gérard Depardieu, Le Pen, Papa e altri.

Se siete minorenni, particolarmente sensibili o religiosi non guardate la continuazione di questo post.
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