La waffeliera orizzontale

Dopo un anno di sperimentazione (svoltasi su alcuni incroci stradali di Mosca) i cui esiti sono stati valutati in modo positivo, nel codice stradale russo sta per essere inserita ufficialmente la «waffeliera». Si tratta di una particolare segnaletica orizzontale a rombi applicabile su incroci particolarmente trafficati: in base alla legge ai mezzi è vietato fermarsi nell’area coperta da tale «rete». A chi viola la regola arriva la multa (secondo il progetto di legge russo la multa sarà di 1000 rubli, circa 14 euro).


Foto di Aleksandr Shumsky

L’obbiettivo che si vuole raggiungere con tale tipologia di segnaletica è la fluidificazione del traffico evitando a) un sistema di semafori che quasi sempre impone delle pause inutili a tutti, e b) le situazioni come questa:

Non è una invenzione russa, questo metodo di organizzare il traffico è già in uso in diversi Stati, tra i quali anche gli USA. In inglese, per esempio, l’incrocio a rombi si chiama «box»:


Foto di Artemy Lebedev

In Italia il «box» stradale è ignoto pure alla Wikipedia (quindi aggiungo il link inglese), ma in realtà sarebbe molto utile in diverse città. In Russia è già stato realizzato in una molteplicità di modi.


Foto di Aleksandr Shumsky


AppleBook

Oggi in Europa esce un libro della Apple: «Designed by Apple in California». Nel libro sono raccolte le fotografie dei 450 prodotti della Apple realizzati nel periodo tra il 1998 e il 2015. A quanto pare, nel libro non c’è alcun testo tranne il titolo e la prefazione di Jonathan Ive (Chief Design Officer della Apple).

Il formato piccolo (26×32 cm) costa 199 dollari.

Il formato grande (33×41 cm) costa 299 dollari.

Tra il brevetto sulla borsa di carta e questo libro non so quale sia l’innovazione più interessante.

Come potete immaginare, il libro è in vendita nelle migliori librerie della Apple.


La lista si allunga

Per fortuna o purtroppo, ma nel mondo non c’è solo Trump. Proprio in questi giorni la lista dei presidenti populisti si è allungata ancora. Si sono aggiunti Dodon (Moldova) e Radev (Bulgaria). Il cerchio attorno alla vecchia Europa si sta stringendo. E si sta registrando una brutta tendenza di portata mondiale.

La gente si sarà stancata di vivere bene: si è rivelata una attività troppo difficile. «Meno male» che qualcuno smaschera «i poteri forti» che ci hanno complicato la vita per decenni e propone delle soluzioni semplici. Le soluzioni semplici sono belle per farsi votare ma non risolvono i problemi. Quindi per farsi amare c’è bisogno di proporre altre soluzioni semplici. Aspettiamo per vedere dove ci porta questa tendenza.

Vogliamo, dobbiamo o siamo costretti ad aspettare?


Le mie scoperte: gli elefanti

Ho scoperto che provenienza/tipo di un elefante può essere identificata dalla forma delle sue orecchie. E il trucco è facile da ricordare.

L’elefante asiatico ha le orecchie piccole e dalla forma dell’India:

Mentre l’elefante africano ha le orecchie grandi e dalla forma dell’Africa:

Ora lo avete scoperto anche voi.

P.S.: il presente post non ha alcun legame con il simbolo di un noto partito politico statunitense.


Pizza presidenziale

La elezione di Donald Trump potrebbe produrre almeno un effetto positivo: dopo la conferma della sua elezione permetterà a Mikhail Gorbačëv di non essere più l’unico Presidente che ha pubblicizzato la pizza.

Per tutti coloro che non si ricordano (o addirittura non hanno mai visto) la pubblicità con Gorbačëv, ecco il relativo video:


195 anni di Fëdor Dostoevskij

Oggi è il 195-esimo anniversario della nascita di Fëdor Dostoevskij. Nonostante lo status mondiale del Grande Classico riconosciuto al festeggiato, non ho l’intenzione di fingere un grande amore verso il patrimonio letterario che egli ci lasciò. Allo stesso tempo, non ho l’intenzione di apparire un critico letterario. Sono un lettore, e questa è la cosa fondamentale perché gli scrittori scrivono per i lettori e non per i critici (o scienziati della letteratura, cioè un’altra categoria di parassiti librari).
Quindi mi limito a consigliarvi, proprio oggi, l’unico romanzo di Fëdor Dostoevskij che merita realmente di essere letto: «L’idiota». Si tratta di una opera anomala dell’autore in quanto è l’unica che a) tratta una pluralità di caratteri diversi, b) racconta della vita dei personaggi che anche oggi ci circondano nella vita quotidiana.
Insomma, fortemente consigliato.


Disegnare Trump

Oggi ho deciso di riposarmi dai testi politici e dedicarmi allo studio della iconografia.

Quindi condivido con voi alcuni dei risultati più interessanti che ho trovato. Sarebbe interessante a rivedere queste immagini dopo un paio d’anni e confrontarle con quelle sull’operato effettivo del nuovo presidente.


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Il meno peggio in tutto

Mentre negli USA si sta realizzando il risultato di Donald Trump, noi riprendiamo l’aspetto musicale di queste elezioni eccezionalmente oscene.

Non so se vi ricordate, ma nel XXI secolo gli statunitensi dovettero già operare una volta la scelta del candidato «meno peggiore». Nel 2004 i candidati furono John Kerry e George W. Bush, entrambi distintisi per un livello intellettuale piuttosto particolare. Nel 2016 si sceglie, nuovamente, il meno peggio.

E quando una campagna elettorale fa schifo, fa schifo anche nel suo aspetto musicale. Quindi la scelta diventa veramente dura.

Donald Trump:

Hillary Clinton:

P.S.: dalla scelta dei cantanti si evince anche il target di riferimento dei rispettivi candidati.


OK, a questo punto diventa altamente probabile che Donald Trump vinca le elezioni presidenziali (per ora, formalmente, ha vinto solo una fase: la votazione popolare), ma vista la simpatia che i vertici politici nutrono verso di egli, non avrei fretta a deridere chi non si arrende ancora. Di conseguenza, aspetto i risultati del 19 dicembre con la stessa curiosità di quelli dell’8 novembre.

Nel frattempo propongo di prendere in considerazione una interessante tendenza. Provate a pensare cosa vi dicono i seguenti cognomi: Orban, Zeman, Kaczyński, Tsipras, Erdogan, Rodrigo Duterte. Pensate, poi, che molto probabilmente tra poco vi dovranno dire qualcosa pure i cognomi di Trump, Le Pen e Wilders.

La mia conclusione personale è la stessa da più di dieci anni: la democrazia è il male minore, mentre quello assoluto è il suffragio universale. Finché i non istruiti (amanti delle soluzioni facili e disposti a credere a qualsiasi stronzata) e i mantenuti (dipendenti dai regali del governatore di turno perché senza reddito e senza la consapevolezza di mettere a rischio i risultati del proprio duro lavoro) hanno il diritto al voto, la lista dei cognomi sospetti continuerà a crescere.


The Voice

Negli USA si sta votando per eleggere Hillary Clinton il nuovo Presidente, ma a noi non ce ne fotte un cazzo. Noi stasera seguiamo una puntata straordinaria di «The Voice»:

Voi quale dei due cantanti preferite?