WTF?

La Federazione Mondiale di Taekwondo ha deciso di cambiare il proprio nome da World Taekwondo Federation a World Taekwondo. La scelta è dettata dalla volontà di evitare la sigla WTF troppo derisa dai giovani. Secondo Quartz «World Taekwondo Federation is changing its name because the internet has the sense of humor of a 12-year-old».

Non c’è alcunché di male nel non volere apparire ridicoli. Purtroppo, però, alcuni giornalisti lo capiscono meno degli sportivi (anche se in teoria dovrebbero avere un po’ più cervello degli ultimi). La differenza tra un «dodicenne» e un adulto consiste, tra le altre cose, anche nella capacità di regolare il volume della propria risata in base alla qualità di una ridicolaggine o di una battuta. Ma allo stesso tempo esiste una infinità di cose che provocano lo stesso sentimento positivo ai dodicenni mentali e agli adulti.

Proprio per questo non condivido la prassi italiana sul cambio dei cognomi ridicoli o vergognosi: la sostituzione di una sola lettera è una ulteriore beffa nei confronti del suo portatore. A voce o in mente, ma tutti continueranno a riderne (o, in alcuni casi, constatare la sfortuna). L’eliminazione radicale della causa delle risate è sempre una scelta più efficiente e responsabile.

Decidere di mutare assieme al mondo circostante è spesso una scelta saggia.


Terra piatta

Ahahaha, un genio che si nasconde dietro allo pseudonimo D. Marble ha deciso di dimostrare che la Terra è piatta. Ha dunque portato una livella sull’aereo…

Ecco il video:


Radiooooo

Radiooooo (http://radiooooo.com/) è un progetto interessante.

Scegliendo il decennio dalla lista e lo Stato sulla mappa, è possibile ascoltare la musica che giravano alla radio in quel periodo storico da quelle parti.


Kebab – Kebap

Non so se anche voi vi siete accorti di una strana metamorfosi di massa. Fino a qualche anno fa le città italiane erano piene di locali specializzati in Kebab.

E poi, a un certo punto, quasi tutti quei locali hanno deciso di cambiare la specializzazione e darsi alla produzione dei Kebap.

Non ho ancora capito il perché di questa trasformazione massiccia ma non totale.


La videoguerra

Il regista Oliver Stone, che con l’età sta assumendo in una maniera sempre più evidente le caratteristiche di un utile idiota di sinistra (ma allo stesso tempo mantenendo le doti tecnico-professionali), ha prodotto il film «The Putin Interviews». Probabilmente avete già letto o sentito di questa stranissima creatura.

Si tratta di un ennesimo prodotto di propaganda estera i cui contenuti hanno un legame molto approssimativo con la realtà. Ed è interessante, secondo me, solo per due motivi.

In primo luogo, posso constatare che Putin ha deciso di parlare a Stone di molti argomenti che evita costantemente di fronte ai giornalisti russi.

In secondo luogo – ed è il vero argomento del post odierno – possiamo constatare quanto poco è informato (forse perché non particolarmente interessato) Putin anche di quegli argomenti che ha sempre definito di primaria importanza.

Nella puntata del film tramessa ieri in Russia, Putin mostra a Stone un video di «intervento della aviazionerussa in Siria nel 2016»:

In realtà si tratta di un video fornitogli dal Ministero della Difesa russo: è stato girato nel febbraio 2013 in Afghanistan da un Apache AH-64 (naturalmente dell’esercito statunitense). L’unica cosa che cambia è l’audio: sostituito prima di fornire il video a Putin. Ecco il video originale:

Beh, si sa da tempo che Putin acquisisce le notizie dai fogli stampati preparati dai collaboratori e non dall’internet. Quindi è normale che non abbia mai visto un video del genere.

E voi, cari lettori, continuate a raccontarmi quanto è forte e moderno l’esercito russo.

Tanto forte e moderno da non poter presentare al presidente e al mondo nemmeno un risultato del proprio lavoro efficiente.

Ahahahaha


La taglia sui preofessionisti

Stamattina ho osservato una interessante novità nell’ambito di head hunting.

Il noto motore di ricerca russo Yandex ha pubblicato una bella richiesta ai propri utenti: quella di consigliare dei bravi front-end developers (in sostanza dei designer che lavorano con il codice). Chi ne consiglia uno veramente bravo prende un premio di 100 mila rubli (circa 1500 euro secondo il tasso di cambio ufficiale odierno).

Alcune aziende capiscono non solo il valore del personale preparato, ma pure il fatto che la ricerca efficiente di esso è sempre un investimento. Lo capiscono pure le aziende costrette a esistere nelle realtà politiche ostili allo sviluppo del settore privato. E le aziende occidentali? Spero di vedere comparire, prima o poi, degli annunci del genere anche in Italia.

Fino ad ora non mi ero mai accorto di una cosa del genere, quindi molto probabilmente non è mai esistita.

Più precisamente, non è mai esistita nel mio mondo.

Se non è esistita nel mio mondo, non è esistita.


Fidget Spinner digitale

La mia scoperta del giorno: esiste il fidget spinner digitale. È possibile scaricarlo gratuitamente su App Store.

Se non avete un iPhone, potete utilizzare la versione da browser:

In entrambi i casi non risco a immaginare il senso di un «videogiocattolo» del genere.

P.S.: quello vero, invece, lo comprerei. Devo solo metermi a cercare qualche modello esteticamente accettabile.


La borsa dell’IKEA

Nell’aprile la casi di moda Balenciaga ha messo in vendita a 1700 dollari un nuovo oggetto della propria collezione: una borsa di pelle di colore azzurro, che assomiglia tantissimo alla borsa Frakta dell’IKEA.

La borsa dell’IKEA, a sua volta, costa 0,99 dollari. In un primo momento i suoi produttori hanno diffuso via Instagram le istruzioni su come riconoscere la Frakta autentica.

E poi hanno pure girato un cortometraggio dedicato alla praticità, comodità e bellezza della Frakta:

L’IKEA ci da un buon esempio di come comportarsi di fronte alla scarsità di idee nelle teste altrui.


L’obbligo della cravatta

Nella vita di ogni membro di ogni società succede, prima o poi, almeno una occasione in cui deve essere vestito in modo elegante. Le tipologie di tali occasioni sono infinite, dunque è inutile tentare di elencarne almeno una parte…

Una occasione del genere è finalmente capitata anche nella vita della redazione del nostro blog personale, seppure la scarsa simpatia di quest’ultima verso l’abbigliamento formale sia comunemente nota. (Tra parentesi: la discussione della tesi di laurea in maglietta è sempre stata evitata solamente grazie alla stagione poco adatta per i vestiti leggeri.)

Ma che vita triste e monotona in un mondo grigio e omologato avremmo avuto se non ci fosse la Fantasia al nostro servizio!

Alla frase «ti serve una cravatta» sono seguiti meno di due secondi del brainstorming. E la redazione ha deliberato all’unanimità: va comprato un bolo tie!

Detto – fatto:

Siete invidiosi, vero?


Porco Giove!

Il programma Deep Dream – creato da Google – usa le reti neurali artificiali per elaborare le immagini. In sostanza, il programma «memorizza» gli ornamenti dalle immagini di qualità per poi cercarli su quelle immagini di qualità più bassa che l’utente chiede di elaborare.

Il grafico Nick Stevens ha dunque chiesto a Deep Dream di elaborare una delle foto di Giove scattate dalla sanda Juno.

Terribile… Ma a me sembra di vedere dei «personaggi» di alcuni film.