In queste settimane in Spagna è diventata molto popolare la recente pubblicità della azienda Campofrío (un grande produttore dei vari tipi di prosciutti e salumi). Il protagonista del video è interpretato dal famoso attore spagnolo Carra Elejalde, insieme a egli nel video sono presenti anche diversi altri attori spagnoli noti.
La pubblicità è in spagnolo e, se non riuscite proprio a seguirla, potete attivare i sottotitoli e la loro traduzione automatica in qualsiasi lingua da voi preferita (naturalmente, questo tipo di traduzione non può essere di una qualità altissima, ma vi aiuterà a vedere un video già abbastanza facile da comprendere).
Il video pubblicitario in questione parla di un uomo che era tanto spaventato dal famoso coronavirus (ed era anche ossessionato da altre fobie, come, per esempio, il fatto che fare la doccia ogni giorno farebbe male al corpo perché «distrugge le sue difese»), che ha interrotto quasi completamente ogni forma di rapporto con altre persone. Ma poi si è reso conto che la sua non era più una vita normale, quindi è uscito di casa, ha ricominciato a parlare con la gente e ha riavuto la vita piena di un normale essere umano. Alla fine, ovviamente, ha organizzato una grande festa dove tutti mangiano i prodotti della Campofrío.
La morale del video: la vita in generale non è una cosa salutare di per sé (ricordatevi che essa è la prima causa della morte!), quindi è meglio godersi la vita e la socializzazione finché si può.
La prima canzone natalizia che viene in mente alla maggioranza delle persone è quella di un duetto degli anni ’80. Ma io quest’anno vorrei postare qualcosa di meno banale (almeno dal punto di vista quantitativo).
Per esempio, potrei postare la «Driving Home For Christmas» di Chris Rea:
Della suddetta canzone esistono anche delle cover più o meno simpatiche (per chi fosse interessato a questo genere). Così, ha senso di ricordare l’interpretazione di Helene Fischer:
Oppure l’interpretazione della stessa canzone da parte di Glennis Grace:
Sì, a volte ci vuole qualcosa di leggero.
Buon Natale a tutti coloro che ci credono.
Tanti regali a tutti coloro che non ci credono ma approfittano comunque delle utili tradizioni.
Ma, comunque sia la vostra categoria di appartenenza, siate moderati durante queste giornate intense (e che vi rimangano solo dei ricordi positivi di questo periodo di festeggiamenti).

E spero che almeno per alcuni questo Natale sia più allegro di quello precedente:)
Per quasi dieci anni ho serenamente utilizzato la versione gratuita del torrent client μTorrent. L’ho utilizzato con una certa costanza e intensità, ma, allo stesso tempo, non ho mai sentito la necessità di passare alla versione Pro a pagamento: la presenza dei banner pubblicitari nella finestra del programma non mi disturbava, mentre le eventuali funzionalità aggiuntive non mi venivano nemmeno in mente (non ne sentivo alcun bisogno).
Circa due settimane fa (o ne sono passate già tre? boh…), però, il programma è «impazzito» e ha iniziato a riprodurre, nei momenti casuali (quindi non prevedibili) il suono della video-pubblicità incorporata. L’unico modo di interrompere quei suoni indesiderati era quello di uscire dal programma. Non chiuderlo con la «x» in alto a destra, ma solo selezionando l’apposita voce del menu. I video-banner pubblicitari, intanto, non presentavano alcun segno della possibilità di disattivare il fastidioso audio. Insomma, si tratta di una trovata geniale di marketing, particolarmente bella di notte e nei momenti in cui l’utente sta vedendo qualche film sul computer (per i contenuti audio di solito utilizzo i dispositivi diversi dal computer). Il problema si aggravava dal fatto che a volte devo tenere il torrent client attivo per controllare il download di qualche seeding lento e/o raro.
Di conseguenza, ho iniziato a informarmi sulle alternative, gratuite ma non cretine, al μTorrent impazzito. E dopo alcuni giorni ho letto – sul sito di un giornalista tecnico che seguo – un articolo dedicato proprio allo stesso problema.
Ora posso condividere con voi il consiglio prezioso ricevuto: il torrent client qBittorrent è effettivamente bello e comodo. Per ora non ho notato alcun suo dettaglio che possa essere visto come un diffetto. Non c’è nemmeno la pubblicità, essa è completamente assente. Il programma è gratuito; viene sviluppato e mantenuto dai volontari che si accontentano delle sole donazioni (utili per il lavoro sul progetto).
Se anche voi siete alla ricerca di un buon torrent client, prendete pure in considerazione il qBittorrent.
P.S.: come tutte le altre cose di questo mondo, anche un torrent client può essere utilizzato, da chi lo ha scaricato e installato sul proprio computer, a scopi poco leciti. Ma, come sanno bene ormai tutti, anche chi va in giro mascherato non è necessariamente un ladro…

Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla parte conclusiva della mia grande camminata in montagna nell’agosto 2021: la mia breve visita a Varenna.

Secondo la Reuters le autorità statunitensi starebbero considerando ulteriori misure restrittive nei confronti della Russia per l’eventualità di una invasione russa della Ucraina. In particolare, si penserebbe anche alle misure di «emergenza» per limitare le esportazioni verso la Russia. Tali misure includono un divieto sull’export di telefoni, componenti chiave per la produzione degli aerei e delle automobili, ma anche di materiali «per molte altre industrie».
Cosa possiamo apprendere da questa notizia? Per l’ennesima volta possiamo apprendere che l’amministrazione di Joe Biden non ha capito più o meno niente di Vladimir Putin. Infatti, Putin – come lo conosciamo oggi – continua a non voler assumere alcuna responsabilità per le scelte difficili. Non ammette la responsabilità per gli atti terroristici compiuti all’estero (avvelenamenti e altri omicidi), per gli abbattimenti degli aerei (sicuramente vi ricordate del volo MH17) e per l’invasione dei territori altrui (l’intervento dell’esercito russo in Crimea non è stato riconosciuto). Di conseguenza, non abbiamo dei motivi per pensare che improvvisamente cambi e decida di sanzionare, da Comandante supremo delle forze armate, l’inizio di una guerra con un qualsiasi Stato di questo pianeta.
La concentrazione delle forze militari russe continua a essere solo uno strumento della «diplomazia» contemporanea russa: serve per dire «trattatemi bene che sono un pazzo armato».
Di conseguenza, mi dispiace tanto che negli USA vangano sprecati il tempo e le forze…
P.S.: per qualche motivo nelle ultime settimane tutti continuano a dire e scrivere, con una intensità maggiore di prima, che le forze armate russe siano aumentate vicino al confine con l’Ucraina. Ma in realtà l’aumento che intendono si è verificato a Elnja, vicino al confine con la Bielorussia.

Boh, sarà perché per la maggioranza dei giornalisti si tratta delle terre ugualmente lontane e sconosciute.
L’azienda russa «ZA Sport» (il nome si traduce letteralmente come «A favore dello sport»), specializzata nella produzione dell’abbigliamento sportivo e casual, è stata fondata nel 2012 da Anastasija Zadorina: la figlia del colonnello-generale Mikhail Shekin, il capo del servizio di forniture materiali dell’FSB. Anastasija è da anni nota in Russia per le sue iniziative «sociali patriottiche», ma questa volta, finalmente, è riuscita a realizzarsi anche in un ambito un po’ più ufficiale.
Ebbene, a grande sorpresa la sua ZA Sport ha ottenuto il diritto di vestire la squadra olimpica russa per otto anni. Il sito aziendale, in particolare, dice:
Il completo olimpico per la squadra nazionale russa è stato progettato tenendo conto dei desideri degli atleti e nel rispetto di tutti i regolamenti del Comitato Olimpico Russo e del Comitato Olimpico Internazionale.
(traduzione mia)
E allora vediamo qualche esempio di quei vestiti… Anzi, confrontiamo i prodotti della ZA Sport con quelli dei concorrenti. A sinistra vediamo l’uniforme olimpica degli Stati Uniti, mentre a destra quella russa prodotta dalla ZA Sport:

Se vi capita di vedere le prossime Olimpiadi invernali di Pechino, sicuramente riuscite a riconoscere e distinguere le due squadre.
Abbiamo letto tutti che nei Paesi Bassi è stato deciso di introdurre un nuovo lockdown (fino al 14 gennaio) a causa della comparsa della variante Omicron del Covid-19 (la meno pericolosa tra quelle che conosciamo). Ma ci sarà una spiegazione razionale a tale scelta?
Dalla classifica non sembrerebbe…

Allora vediamo la tendenza a livello nazionale… Ah, sta scendendo da oltre due settimane (dopo avere iniziato a superare il picco di luglio all’inizio di novembre):

OK, ora possiamo capire tutti che almeno uno dei governi europei non è ancora guarito dopo avere preso il virus del panico. Spero che non diventi di nuovo una pandemia…
Il produttore dei robot umanoidi Engineered Arts ha pubblicato uno dei video più belli (ma allo stesso tempo anche un po’ terrificanti) con le proprie creature:
Se Ameca – la protagonista del suddetto video – vi ha incuriositi abbastanza, potete provare a vedere qualche altro video della azienda produttrice. Per esempio, quello dedicato alla testa (realistica e robotizzata) chiamata Mesmer:
Avete visto questi video di notte o, almeno, la tarda sera? Bravi!
Di fatto siamo già in inverno, quindi per la scelta della musica del sabato posso applicare le stessa logica dell’estate, della primavera e dell’autunno.
Oggi ascoltiamo le composizioni «invernali» di Pyotr Ilyich Tchaikovsky scritte per il suo ciclo per il pianoforte «Le stagioni» (del 1876).
«Dicembre. Vigilia di Natale»:
«Gennaio. Vicino al caminetto»:
«Febbraio. Maslenica»:
Gli interessati conoscono (o possono ascoltare anche grazie ai miei post precedenti) le altre nove parti del ciclo…



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