Per l’edizione odierna della mia rubrica musicale ho volute scegliere qualche composizione di Sergej Prokofiev. Non è sempre necessario scegliere qualcosa di raro o poco noto: il mio obiettivo è sempre stato quello di condividere la musica bella.
Così, oggi vi propongo la famosissima Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore, scritta tra l’estate e l’autunno del 1944.
Oggi non volevo distrarvi con troppe parole.
L’archivio della rubrica «Cultura»
Dimentico sempre di comunicare una cosa importantissima ai miei cari lettori.
Gli audiolibri non c’entrano alcunché con i libri. Gli audiolibri sono un prodotto finalizzato all’intrattenimento del tutto a sé stante.
È abbastanza facile capire la differenza tra un audiolibro e un libro leggibile con gli occhi. Prendete, per esempio, una qualsiasi novella di… che ne so… Luigi Pirandello e leggetela. Poi scaricate la stessa novella in formato audio e ascoltatela. (Il testo e l’audio si dovrebbero trovare gratis e legalmente su internet.) Vi renderete conto che si tratta di due prodotti completamente differenti.
La lettura con gli occhi è un processo unico nel suo genere; è destinato alla elaborazione dei dati in input. Non escludo l’ipotesi che nei prossimi decenni esso possa venire definitivamente spinto ai margini della attività umana quotidiana da parte del progresso, ma ciò non significa che sia di basso valore.
L’ascolto dei medesimi contenuti è un processo di consumazione della analisi altrui.
La lettura contribuisce allo sviluppo del cervello, mentre l’ascolto non tantissimo.
Oggi, all’età di 61 anni, è morta Marie Fredriksson, la cantante dei Roxette.

Ma noi abbiamo la fortuna di poterla ricordare attraverso diverse canzoni simpatiche che ci ha lasciato.
(e aggiungo pure il link ai Roxette nella mia rubrica musicale)
Più o meno tutti conoscono questo grafico sulla formazione del Homo Erectus:

(le versioni stilistiche del grafico sono innumerevoli)
Prima o poi, però, qualcuno dovrà anche realizzare un grafico analogo sulla formazione del Homo Dives. Il grafico inizierà con uno scolaro che viaggia senza biglietto sui mezzi pubblici e tenta di riempire tutti i dispositivi di archiviazione con delle cose scaricate gratis dall’internet (musica, film, libri, software etc). Il punto finale del grafico sarà, appunto, un Homo Dives che paga per tutto ciò di che ha bisogno (compreso lo spazio di archiviazione su qualche cloud). Da qualche parte mezzo ci sarà pure quell’Homo responsabile che non blocca la pubblicità su tutti i siti senza distinzione (quindi evitando di rubare i soldi che non potrà mai ottenere).
Passate pure l’idea ai vostri amici artisti. Sono sicuro che qualcuno riuscirà a produrre una opera del genere.
Nel mondo ci sono (ci sono state e purtroppo ci saranno) numerose persone non vedenti. Ma solo quattro di loro potrebbero comparire nella mia rubrica del sabato: Jeff Healey, Stevie Wonder, Andrea Bocelli e Ray Charles (in realtà, quest’ultimo è già comparso una volta). Si tratta di una proporzione stranamente bassa rispetto ai musicisti sani… Ma in realtà le persone di solito preferiscono apparire vittime anziché fare qualcosa per stare meglio su questo Pianeta. Così, per esempio, mi vengono in mente solo tre studenti annoiati famosi: Bill Gates, Steve Jobs e Mark Zuckerberg.
Però, il testo sta prendendo una strada pericolosa. Torniamo alla musica. Il nostro protagonista di oggi è Stevie Wonder. È abbastanza difficile scegliere solamente due delle sue canzoni contenute in oltre trenta album. Ancora più difficile è tentare di scegliere qualcosa di «rappresentativo». Quindi scelgo a caso.
La prima canzone di oggi è «Superstition» (dall’album «Talking Book» del 1972):
E la seconda è «Sir Duke» (dall’album «Songs in the Key of Life» del 1977):
Prima o poi farò un post a parte sulle esibizioni dal vivo di Stevie Wonder: hanno alcune particolarità curiose.
Ieri si è saputo delle dimissioni dei due membri esterni del Comitato dedicato al Premio Nobel per la letteratura. Non ho capito bene le loro motivazioni e non posso prevedere i possibili risultati del loro gesto. Però conosco, purtroppo, la qualità estremamente bassa del Nobel per la letteratura: nel migliore dei casi viene assegnato agli scrittori scarsi (e nel peggiore agli scrittori dei quali non si conosce alcunché).
Di conseguenza, approfitto della notizia per ricordare ai miei cari lettori un concetto importantissimo. Il premio più onesto, più apprezzato dall’artista stesso e più consistente in termini economici è il riconoscimento da parte del pubblico. È spesso difficile fare la concorrenza al «pop», ma un bravo scrittore (ma anche musicista, pittore, scultore etc.) sarà sempre premiato generosamente dal mercato.
Mentre uno scrittore incapace di scrivere i testi interessanti per gli altri non può essere considerato bravo. Egli non viene premiato dal mercato (sinonimo del pubblico), ma, con un po’ di fortuna, viene consolato con un Nobel.
Come si fa a non elogiare il Mercato almeno in questo ambito?
Penso che il compositore Henry Mancini sia ben noto anche alle persone che non sanno alcunché del cinema americano. Di conseguenza, non ha molto senso non solo presentarlo, ma pure postare le sue opere più famose…
Però vedo che le persone sono spesso in disaccordo tra loro sul concetto della «musica famosa». Quindi tra l’infinità delle opere di Henry Mancini ne scelgo a caso due…
Uno: «The windmills of your mind»
E due: «Evergreen»
Nel XX secolo molte scene comiche si basavano su uno dei due scenari popolari:
a) qualcuno scivola sulla buccia di banana;
b) qualcuno viene bagnato dall’acqua di pozzanghera quando ci passa una auto.
Quando è stata l’ultima volta che vi è capitato di vedere la buccia di banana per strada?
A me è capitato forse una volta negli ultimi vent’anni: l’avrò vista vicino a qualche cestino strapieno.
Quando è stata l’ultima volta che vi è capitato di essere stati bagnati da una auto?
A me è capitato alla fine di aprile vicino a Crespi d’Adda ed è stata la prima volta in non mi ricordo nemmeno quanti anni.
Il fatto è che gli umani hanno imparato, per fortuna, a installare e usare i cestini e a costruire le strade sulle quali non si accumula l’acqua. Almeno, nel mondo sviluppato è così.
Quindi gli scenari popolari di cui sopra non funzionano più, non si usano più nei film. Ed è veramente strano vederli ancora (anche se raramente) nelle opere di recente produzione.
P.S.: secondo me, nella maggioranza dei casi si trattava di una comicità di dubbia qualità.
Alla fine di settembre avevo postato due canzoni di Sting nella mia rubrica musicale. Prevalentemente per motivi di giustizia storica dovrei postare anche qualcosa dei Police, il gruppo di origine di Sting.
Il gruppo mi sembra molto meno interessante del cantante-solista, ma ha comunque prodotto qualche canzone ascoltabile.
In qualità della prima metterei la «Every Breath You Take» (dall’album «Synchronicity» del 1983):
E la seconda potrebbe essere la «Roxanne» (dall’album «Outlandos d’Amour» del 1978):
Qualche anno fa avevo inventato un «bel» modo di bocciare gli studenti all’esame di diritto privato con una sola domanda. Bisogna chiedere la definizione del Codice civile: più del 50% degli studenti sbaglia in un modo banalissimo e viene mandato a casa perché non sa una delle cose basilari.
Poco fa mi sono reso conto che è facilissimo adottare tale tattica anche agli esami di storia. I miei amici storici potrebbero chiedere agli studenti in quale lingua è scritto il motto sullo stemma del Regno Unito.
È sempre bello dimezzare il lavoro da fare, ahahaha




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