La musica del sabato

Tempo fa mi era capitato di postare il Concerto per flauto in sol maggiore del compositore austriaco Christoph Willibald Ritter von Gluck. Oggi, avendo pensato di aver fatto una pausa sufficientemente grande, ho voluto postare l’arrangiamento dello stesso concerto per violino (se assumiamo che sia lui l’autore pure del concerto «originale»)… Ma ho scoperto che non è disponibile su YouTube! Ed è solo la seconda volta nella mia vita che non riesco a trovare un video con una concreta opera musicale classica…
Ma dato che ormai mi sono fissato con l’idea di postare qualche musica di Gluck dove viene utilizzato tanto anche il violino, ho selezionato due sue sonate del 1746.
La prima sonata, in do minore:

La quarta sonata, in si bemolle minore:

E nel frattempo continuo le ricerche.


La lettura del sabato

Il media «Mediazona», in collaborazione con il servizio russo della BBC e un team di volontari, tiene un elenco nominativo dei militari russi uccisi nella guerra in Ucraina: attualmente l’elenco conta più di 200 mila persone. In occasione del quarto anniversario della guerra, la maggior parte dei nomi (quasi 182 mila) è stata riportata su una mappa della Russia.
Anche se non avete nessuno da cercare nell’elenco dei caduti, provate a guardare la mappa: in qualità di infografica è veramente una opera impressionante. Ricordiamoci che ognuno di quei punti sulla mappa è andato a uccidere gli ucraini perché non ha trovato il modo di dimettersi dall’esercito, non ha voluto nascondersi dalla mobilitazione o ha firmato un contratto con il Ministero della «Difesa» russo per guadagnare un sacco di soldi. Sì, questa è la mappa dei luoghi di nascita degli assassini uccisi: ognuno di loro aveva la possibilità di salvare la propria vita e quella degli altri (anche se a volte pagando un prezzo alto), ma non ne ha approfittato.
Insomma, una mappa impressionante.


Il mercato globale della fibra ottica

Leggo che l’anno scorso la Russia ha aumentato di 10 volte le importazioni di fibra ottica e ha acquistato il 10,5% di tutta la fibra ottica prodotta nel mondo. In termini assoluti, nel 2025 la Russia ha utilizzato 60 milioni di km di fibra ottica. A fronte della crescente domanda, i prezzi della fibra ottica sul mercato cinese sono aumentati: se all’inizio dello scorso anno la fibra G.652D, utilizzata nei cavi degli operatori di telecomunicazioni, costava 16 yuan (2,34 dollari USA) al chilometro, a gennaio di quest’anno il prezzo era già salito a 40 yuan (5,84 dollari USA) al chilometro. Gli operatori di mercato hanno confermato che dall’inizio dell’anno i fornitori cinesi hanno aumentato i prezzi per gli acquirenti russi di 2,5-4 volte. L’esercito russo utilizza la fibra ottica per il controllo dei droni. Secondo i dati dell’aprile dello scorso anno, la Russia produceva circa 50.000 droni al mese utilizzando la fibra ottica.
Allo stesso tempo, la carenza di fibra ottica si osserva non solo in Russia, ma in tutto il mondo, e ciò è dovuto al boom dell’intelligenza artificiale.
Dato che ora conosciamo uno dei motivi per i quali aumentano i costi dello sviluppo e della diffusione dell’AI, non dimentichiamocelo fino al momento in cui il nostro chatbot preferito inizia a infioccare la pubblicità più o meno evidente nelle proprie risposte alle nostre domande (per ora tale «innovazione» viene testata solo negli USA). Sapremo chi «ringraziare» per l’arrivo un po’ meno tardivo di tale evento economicamente inevitabile.


Edolo, 29 dicembre 2025

Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Edolo del 29 dicembre 2025.
Inizialmente avevo scelto questa località per il mio ultimo viaggio del 2025 con lo scopo di liberare un po’ di tempo per una delle future escursioni in montagna (da Edolo partono alcuni percorsi potenzialmente interessanti), ma nel corso della esplorazione avevo scoperto che per alcuni piccoli aspetti la città meriterebbe anche una visita apposita, mirata, indipendente da altri obiettivi del viaggio. Ora lo potete scoprire anche voi.


Vi ricordate “Kiev in tre giorni”?

Dato ieri c’è stato il quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, possiamo logicamente chiederci: quali sono i successi dell’esercito putiniano nella famosa missione «prendiamo Kiev in tre giorni»?
La risposta si vede bene sulla mappa: con il colore rosso sono segnati i territori conquistati nell’ultimo anno, mentre con il colore rosa sono segnati territori conquistati durante i tre anni di guerra precedenti.

Se piccola Ucraina con gli aiuti quasi azzerati per opera di Trump riesce a ostacolare in questo modo l’avanzata dell’esercito nemico, provate a immaginare cosa avrebbe potuto fare con l’aiuto serio.


Quattro anni di guerra

Oggi sono esattamente quattro anni dall’inizio della grande guerra in Ucraina. E non se ne vede la fine. Pochi giorni prima dell’inizio sembrava impossibile, perché irrazionale per chi l’aveva iniziata. Nelle prime settimane mi sembrava che non potesse durare a lungo: una delle parti, a seconda della reazione o della mancata reazione del mondo occidentale, non avrebbe avuto risorse sufficienti. Dopo circa un anno mi è diventato chiaro (o mi è sembrato di nuovo? spero di sì) che tutto questo sarebbe durato molto a lungo: anche molto più di quattro anni.
L’anniversario concreto, l’attesa di molti altri anniversari, le notizie quotidiane di omicidi e bombardamenti mi fanno cadere in depressione quasi come all’inizio della guerra. L’unica cosa che mi salva (nel senso che mi ravviva) è la rabbia verso quelle persone alle quali va tutto bene: che il loro Paese uccida ogni giorno o che i loro vicini vengano uccisi ogni giorno. E verso quelle persone che vorrebbero smettere di aiutare i vicini affinché tutto finisca al più presto. Perché anche solo parlare della guerra impedisce loro di vivere serenamente e allegramente come prima.
Sì, la guerra mi ha reso cattivo. Ho smesso di aver paura di mandare a fanculo quelle persone che considero dei coglioni. O quelle che non considero nemmeno persone. Ma questo è un mio problema, che in qualche modo riuscirò a risolvere. Come eliminare il problema principale dell’Ucraina, della Russia e del mondo?
P.S.: anche un’attività lavorativa sensata e intensa mi aiuta, ma questo è un altro discorso.


Mi sa che il designer è un agente infiltrato

L’Accademia Presidenziale Russa dell’Economia Nazionale e della Pubblica Amministrazione (una delle università moscovite) aveva organizzato, il giovedì 18 febbraio 2026, un concerto per la Giornata del difensore dalla patria (il 23 febbraio di ogni anno, è una festa ereditata dai tempi sovietici, coincide con una delle date legate alla creazione della Armata Rossa). Sull’invito cartaceo al suddetto evento è raffigurata, tra le altre cose, una bandiera che nessuno è stato in grado di identificare:

Di conseguenza, non si capisce quale patria si invita a difendere (da chi difenderla e chi dovrebbe essere difeso dalle sue azioni sono due domande a parte, per ora non facciamoci distrarre). Non lo capisce nessuna Intelligenza Naturale e non lo sa nessuna Intelligenza Artificiale. Ma spero di attirare qualche portatore delle informazioni segrete!


Sleepy Donald

Non sarebbe mai stato un video da postare appositamente, se il protagonista stesso non avesse deriso tanto il «Sleepy Joe»… Oppure si è stanco di tutte le importanti questioni di Stato, di fermare 10 (o più?) guerre e di aumentare le tariffe su qualsiasi cosa?

È successo il 19 febbraio alla riunione del «Board of Peace», dove il Presidente kazako Tokaev ha fatto una proposta molto diplomatica:

Mi sa che il premiato sarà sempre lo stesso…


La musica del sabato

Per qualche strano motivo nella mia rubrica musicale non è mai comparso il chitarrista-cantante Robert Cray. Ma recuperare non è mai tardi!
Mi sono ricordato della mia svista grazie alla canzone «Smoking Gun», e allora la metto come prima del post odierno:

In qualità della seconda canzone, invece, metto la «Don’t Be Afraid Of The Dark»:

Ma sicuramente ne metterò altre in futuro.


La lettura del sabato

Questa settimana è stato pubblicato un articolo basato su un’intervista rilasciata da Valery Zaluzhny (ex comandante in capo delle forze armate ucraine, come sicuramente sapete) alla agenzia Associated Press. Nell’intervista Zaluzhny ha parlato delle divergenze con Zelensky, che, in base alle sue parole, sono sorte quasi subito dopo l’inizio della grande guerra tra Russia e Ucraina.
Riguardo a tali divergenze, ho capito solo che la maggior parte di esse si è verificata nei primi mesi della guerra. Inoltre, mi è sembrato che gran parte delle divergenze non fosse in realtà basata sul fatto che Zelensky si fosse rifiutato di fare qualcosa che aveva la possibilità tecnica di fare (le risorse finanziarie c’erano, mentre quelle militari erano ancora più scarse di adesso).
Ma la cosa più importante che ho capito, o che mi è sembrato di capire, è il significato politico della suddetta intervista di Zaluzhny. Sembra un ulteriore passo verso la partecipazione di Zaluzhny alle future elezioni presidenziali in Ucraina. Un giorno queste elezioni si terranno, anche se per ora non è il caso di mettere fretta agli ucraini su questo tema.