Purtroppo, questa nuova profondità raggiunta dalla «giustizia» russa nella sua caduta non mi sorprende. Ma suscita altre forti emozioni.
Mi riferisco alla sentenza di cui avrete probabilmente già sentito parlare, ma della quale ora potreste (ancora una volta?) leggere in dettaglio: il tribunale militare distrettuale meridionale ha condannato all’ergastolo gli imputati nel caso dell’attentato terroristico sul ponte di Crimea (nella mia terminologia, un normale episodio della guerra in corso, avvenuto l’8 ottobre 2022). Secondo l’accusa, alcuni uomini d’affari, un agricoltore e un camionista – otto persone in totale – hanno aiutato i servizi segreti ucraini a far esplodere un camion carico di esplosivo sul ponte (costruito dalla Russia dopo l’annessione della Crimea). Nessuno dei condannati ha ammesso la propria colpevolezza. Gli imputati hanno sostenuto di aver semplicemente svolto il loro lavoro abituale e di non essere stati a conoscenza dell’esplosivo nascosto nel carico del camion. È noto che si sono presentati spontaneamente alla polizia. L’indagine non ha stabilito che fossero a conoscenza dell’imminente esplosione del ponte. Il fatto che le forze dell’ordine ucraine abbiano utilizzato gli imputati alla cieca è stato riferito dallo stesso capo del Servizio di sicurezza dell’Ucraina Vasily Malyuk.
Ma sono stati condannati loro e non, per esempio, coloro che avrebbero dovuto impedire tali atti «terroristici». A quanto pare, quelle persone si sono già riabilitate combattendo i «terroristi» adolescenti sui social network.
Se Trump e suoi collaboratori-ammiratori non hanno capito un tubo nemmeno della guerra in Ucraina, non si capisce perché debbano capire qualcosa di tutte le altre cose di questo mondo. Per esempio…
Reuters scrive che l’amministrazione Trump sta cercando di attirare Alexander Lukashenko dalla propria parte e di indebolire i legami della Bielorussia con la Russia, revocando le sanzioni in anticipo e in cambio del rilascio di prigionieri politici bielorussi. Ora la Casa Bianca sta negoziando con Minsk il rilascio di oltre cento prigionieri politici. L’agenzia lo ha appreso da tre fonti che sono al corrente della situazione.
Ebbene, attirare Lukashenko dalla propria parte è attualmente impossibile perché egli è attento solo ai propri interessi personali. Formalmente è il presidente della Bielorussia, ma praticamente si sente il suo proprietario. Per rimanere in tale ruolo deve garantire una certa sopravvivenza economica del proprio Stato e la sicurezza fisica personale. Ciò si ottiene rendendosi utile a due vicini (vicini dal punto di vista geografico) che politicamente si trovano agli estremi opposti: la Russia e l’UE. Se l’Occidente lo attirerà dalla propria parte, Lukashenko perderà gli aiuti finanziari, il petrolio super scontato e la garanzia della non-aggressione da parte della Russia. Se, invece, sarà attirato completamente dalla parte di Putin, non potrà più rivendere molto vantaggiosamente alla Russia tutti quei beni che gli arrivano dell’UE (e che sono non accessibili direttamente alla Russia a causa delle snzioni).
Di conseguenza, non gli conviene essere attirato.
Ma l’attuale amministrazione statunitense non ha capito un tubo.
Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Erve del 6 agosto 2025.
È un paese menzionato su tantissimi siti specializzati come un punto di partenza ottimale per le camminate in montagna nella zona del Resegone. Ma nessun autore racconta se in questo paese ci sia qualcosa di interessante oltre ai parcheggi automobilistici. Meno male che ci sono io a correggere tale ingiustizia!

Il progetto AviVector riferisce, citando immagini satellitari, che nel parcheggio dello stabilimento aeronautico TANTK intitolato a Beriev a Taganrog sono stati distrutti (da droni ucraini) due aerei sperimentali russi: il «laser volante» A-60 e il «radar volante» di nuova generazione A-100LL.
Entrambi gli aerei erano stati costruiti sulla base del cargo Il-76MD. Lo sviluppo dell’A-60 era iniziato negli anni ’80, con l’intenzione di installare un potente cannone laser a bordo del cargo. L’aereo A-100 è stato sviluppato a partire dal 2014 come sostituto dei «radar volanti» di progettazione sovietica A-50 e A-50U.
La notizia è certamente positiva: si può congratulare l’esercito ucraino per l’ennesima missione riuscita. Allo stesso tempo, è troppo facile sopravvalutare questa notizia: entrambi gli aerei erano in fase di sviluppo da molto tempo e non si sa quando avrebbero superato tutti i test (come la maggior parte dei missili di cui ama vantarsi Putin). Di certo non sarebbero stati utilizzati in guerra contro l’Ucraina nei prossimi anni. Ma la cosa più importante non è nemmeno questa.
Ho molti dubbi sul fatto che nella Russia di Putin sarebbero riusciti a mettere in piedi la produzione di aerei sviluppati per miracolo. Come ho letto più volte, in Russia sanno produrre fusoliere, radar e cannoni di buona qualità, ma non motori aeronautici ed elettronica. E dove avrebbero preso tutto questo materiale in condizioni di sanzioni? L’elettronica si può ancora procurare in qualche modo attraverso l’"importazione grigia" (clandestina), ma i motori sono difficili da trovare anche per la produzione di singoli nuovi aerei.
In generale, mi rallegra molto di più la distruzione degli aerei militari russi che sono già in servizio militare. Così come di tutto il resto dell’equipaggiamento bellico.
È una storia veramente interessante! Su X / Twitter hanno iniziato a indicare, nel profilo, in quale Stato risiede il relativo utente. Questo ha comportato alcune rivelazioni curiose, segnalate da un popolare blogger, Dr. Eli David. Egli era principalmente interessato a tutti i tipi di gazani che soffrono la fame, il freddo e le azioni dell’esercito israeliano, ma ha anche prestato attenzione a tutti i tipi di fanatici sostenitori del MAGA e ai «nativi americani».
I risultati della sua ricerca sono sorprendenti? Ovviamente no:

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Il segretario al Tesoro degli USA Scott Bessent ha criticato il pacchetto di sanzioni che l’Unione Europea introdurrà contro la Russia a partire dall’inizio del 2026:
The Europeans told me, «Oh, we are doing our 19th sanctions package». In my mind… if you’re going to do something 19 times, you filed.
È vero che le sanzioni dell’UE, essendo elaborate prevalentemente dai burocrati, hanno uno scarso valore pratico (sono spesso ridicole, impossibili da applicare, irrilevanti per gli obiettivi che perseguono etc.). Ma poi c’è chi, invece, per l’ennesima volta presenta un «piano di pace» dettato dall’aggressore e conduce le «trattative» che mirano a introdurre degli obblighi solo per l’aggredito. Ecco, quest’ultimo forse non si chiama fallito, ma con qualche termine più pesante.
Nei decenni successivi le sue priorità non sono cambiate tanto:
Oppure è stato influenzato dalla pubblicità per tutta la vita? Allora sono tre campioni della pubblicità efficace…
Pochi giorni fa su Mediazona è uscito un testo abbastanza interessante: il racconto del proprio servizio militare di un uomo che disegnava, professionalmente e per lavoro, quelle mappe militari regolarmente che vengono regolarmente mostrate dalla propaganda del Cremlino (al mondo intero) e, a quanto pare, anche dallo stesso Putin ai suoi interlocutori più o meno creduloni. Mappe con tutte quelle frecce, aree colorate e centri [un tempo] abitati conquistati (a volte non proprio).
Il racconto è interessante soprattutto perché costituisce una ulteriore testimonianza oculare dell’organizzazione interna della parte dell’esercito russo che combatte in Ucraina.
Nel frattempo, ieri la Procura ucraina ha sollevato per la prima volta sospetti nel caso del massacro di Bucha contro il comandante russo. Il sospettato è il comandante del plotone della 76ma Divisione d’assalto aviotrasportata dell’esercito russo, Yury Kim: in particolare, è sospettato di essere coinvolto in 17 omicidi e quattro casi di maltrattamenti deliberatamente commessi dai suoi subordinati a Bucha. Si tratta del primo caso in cui un ufficiale diventa ufficialmente sospettato: in precedenza, nel caso Bucha erano stati sospettati solo ufficiali militari ordinari.
A questo punto bisogna precisare, per i meno informati, che l’apertura dei sospetti è un passaggio previsto dalla procedura penale in Ucraina: dopo di esso può essere emesso un mandato d’arresto. Il vice procuratore generale ucraino Andriy Leshchenko ha dichiarato: «Questo è un passo fondamentale verso la giustizia per i crimini di guerra sistematici e massicci commessi a Bucha».
Io, invece, dichiaro che si tratta di uno dei pochissimi casi in cui spero che un ufficiale russo coinvolto nella guerra in Ucraina sopravviva fino alla fine dei combattimenti e a tutto ciò che ne seguirà. È molto probabile che in quel momento storico diventi un testimone scomodo per certi gruppi di persone, ma io spero comunque che sopravviva assieme a certi suoi «colleghi». Sarà impossibile trovare e condannare tutti (è un lavoro enorme che richiederebbe decenni, dunque poco utile dal punto di vista pratico), ma voglio che il processo a quelli trovati diventi un nuovo processo storico, pubblicizzato e studiato. Sarà utile – spero! – dal punto di vista educativo e didattico.



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