La musica del sabato

Formalmente domani inizia l’estate… guardate fuori dalla finestra: secondo voi non è iniziata tempo fa? Però formalmente inizia solo domani, dunque pure noi dobbiamo fare qualche gesto formale per salutare il suo arrivo. Io lo faccio postando il poema sinfonico per orchestra «Estate» (H 116, composto negli anni 1914–1915) del compositore inglese Frank Bridge (1879–1941). Qualcuno dei suoi contemporanei sostiene che questo poema sinfonico era uno dei prodotti della autocura psicologica del compositore-pacifista profondamente colpito dal fatto stesso dello scoppio della Prima guerra mondiale. Noi non possiamo verificare questa tesi (almeno perché non possiamo entrare nella testa di una persona viva o morta), ma abbiamo la possibilità di ascoltare la musica: è questa la cosa più importante per gli obiettivi dichiarati del presente post.

In questo specifico caso si tratta della esecuzione dalla «Estate» da parte della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra diretta da Sir Charles Groves.


La lettura del sabato

Come ben sapete anche da voi, il giovedì 18 giugno Mosca è stata oggetto del più grande attacco di droni ucraini dall’inizio della guerra. Durante la notte, la città è stata colpita da quasi 200 droni; avete visto le immagini delle esplosioni e degli incendi. L’articolo di questo sabato presenta quindi non la descrizione della notizia, ma una cronologia dell’aumento dell’intensità degli attacchi ucraini contro Mosca nel corso degli anni della guerra, più precisamente a partire dal 2023. Anche secondo i comunicati ufficiali delle autorità russe, tale intensità è aumentata di cento volte.
Tutti questi attacchi sono una componente assolutamente normale della guerra. Non è difficile intuire che continueranno, si intensificheranno e, almeno fino a un certo punto, diventeranno sempre più efficaci. Ma, cosa più sorprendente di tutte, conosco pure dei moscoviti contrari alla guerra che continuano ad affermare che per la gente comune in città tutto è tranquillo e sicuro, che si può continuare a vivere la propria vita normale e serena e invitare amici e conoscenti in città. Cosa si potrebbe lanciare nelle teste a queste persone? Boh…


Un negozio di marca. Beh, quasi

Su molti grandi siti «seri», come avrete notato, esistono dei veri e propri negozi interni: lì gli autori e gli amministratori vendono merchandising fisico e vari prodotti digitali (non so nemmeno se sia corretto chiamare «merchandising» anche questi ultimi).
Anche il mio sito vuole apparire un po’ un sito serio, quindi a un certo punto ho pensato: perché non creo un negozio online tutto mio? Ci ho pensato, ma subito mi sono ricordato che non ho mai avuto merchandising fisico e che il mio sito è abbastanza piccolo: il traffico è talmente ridotto che difficilmente riuscirei a guadagnare qualcosa anche con i prodotti digitali. Per questo motivo ho deciso, almeno per ora, di seguire un’altra strada.
Sotto l’etichetta «negozio», in realtà, si trova una pagina speciale del sito, nella quale ho raccolto i link a tutte quelle piattaforme specializzate dove sono presenti, in misura più o meno ampia, i prodotti digitali che realizzo io. Ogni link porta direttamente al mio «banco»: lì troverete esclusivamente i miei prodotti: vari script per il web (principalmente in PHP, JavaScript e CSS), fotografie e immagini e video generati da me con l’aiuto dell’AI (a disegnare, sia su carta sia al computer, sono proprio incapace).
Quindi vi ho avvisati: attenzione alle imitazioni 🙂 Ora sapete dove trovarmi.

E naturalmente non escludo due possibili sviluppi in futuro: che i miei «banchi» aumentino con il tempo e che, prima o poi, realizzi realmente un negozio tutto mio su questo sito.


Hanno consumato un po’ di inchiostro

In una dichiarazione congiunta, i leader dei Paesi del «G7», riuniti in occasione del vertice in Francia, hanno affermato di aver concordato di aumentare le forniture di sistemi di difesa aerea, sistemi supplementari e missili intercettori, nonché di sistemi a lungo raggio. Hanno inoltre concordato di inasprire le sanzioni contro la Federazione Russa, comprese misure relative al settore petrolifero e del gas.
Tutto ciò si può sintetizzare ancora più brevemente: hanno concordato di rilasciare una dichiarazione congiunta. Perché l’unico punto interessante tra tutti quelli sopra elencati è la fornitura di sistemi a lungo raggio. Tutti gli altri punti, naturalmente, sarebbero importanti anche essi, ma nessuno Stato occidentale, purtroppo, ha ancora inventato le sanzioni realmente efficaci (e l’ennesimo accordo non aggiungerà certo fantasia in tal senso), mentre gli attacchi ucraini sul territorio tradizionale russo si rivelano sempre più efficaci (se non in senso puramente militare, sicuramente in quello economico).
Ma bisognerà ancora osservare a lungo cosa ne verrà concretamente fuori da questo unico punto importante della dichiarazione congiunta…


La concorrenza serve sempre

Il Financial Times scrive che da uno studio condotto dall’Istituto della lingua estone su incarico dello Stato emerge: la start-up europea specializzata in intelligenza artificiale Mistral, che si propone come alternativa «sovrana» ai giganti tecnologici statunitensi per i governi e le istituzioni dell’UE, si è rivelata una delle meno resistenti alla disinformazione statale russa tra i 60 modelli generativi testati.
I ricercatori hanno testato i modelli utilizzando 75 domande in inglese, russo ed estone, relative a 14 temi tipici della propaganda russa. Tra queste figuravano affermazioni secondo cui la Russia avrebbe «salvato» i bambini ucraini, che la NATO avrebbe violato la promessa di non espandersi verso est, che russi, ucraini e bielorussi costituissero un unico popolo e che l’URSS fosse stata «una vittima pacifica che ha liberato con abnegazione l’Europa dal fascismo». Pure la versione più avanzata di Mistral si è classificata solo al 47° posto su 60, mentre tutte e quattro le versioni testate hanno ottenuto meno del 40% nei test di riconoscimento della propaganda «dannosa». Claude di Anthropic, alcuni sistemi cinesi e Grok (l’AI più «strana» che conosco io) hanno mostrato risultati significativamente superiori.
Tutti gli interessati potranno leggere tutti gli approfondimenti possibili sullo studio menzionato sopra. Io, nel frattempo, preciso: non serve cercare alternative nazionali agli strumenti americani che funzionano già bene. Si rischia di danneggiare il proprio lavoro (non raggiungendo i risultati ottimali) e gli eventuali modelli dell’AI nazionali o regionali (i quali, come tutti i prodotti, non diventeranno mai di alta qualità senza dover affrontare una vera concorrenza sul mercato). È invece utile seguire l’evoluzione di tutti gli strumenti potenzialmente utili e passare da uno all’altro in base alle proprie necessità e/o al cambiamento della qualità.


Come lottano contro il satanismo

Gli obiettivi della guerra militare speciale in Ucraina non sono mai stati ben spiegati al pubblico: né da Putin né da qualcuno dei suoi portavoce. Ma dalle varie dichiarazioni si poteva dedurre che si combattesse, tra le varie cose, contro il satanismo e in difesa dei valori cristiani. Si vede che è proprio per quello che l’esercito di Putin ha bombardato, la notte tra il 14 e il 15 giugno, il monastero delle Grote di Kiev (il Lavra di Kiev-Pechersk fondta nel’XI secolo, distrutta e poi ricostruita nel XX), causando gravi danni agli edifici.
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Ahahaha, l’ho letta solo ieri…
Prima dei Mondiali di calcio del 2014, a Singapore è stata lanciata una campagna pubblicitaria contro il gioco d’azzardo. Nella pubblicità, un bambino si lamentava del fatto che suo padre avesse scommesso tutti i suoi risparmi sulla vittoria della Germania. L’obiettivo della campagna era mostrare che la dipendenza dal gioco d’azzardo può colpire non solo chi scommette, ma anche i loro familiari.
La campagna pubblicitaria ha avuto l’effetto contrario: proprio quell’anno la Germania è diventata campione del mondo.
Le autorità di Singapore hanno deciso di aggiornare la campagna contro il gioco d’azzardo, raccontando che il padre del bambino aveva poi perso comunque tutta la vincita in altre scommesse. Non rendendosi conto che il gioco d’azzardo avesse colpito pure loro.

P.S.: quando leggerò che il campionato è finito, andrò a vedere i risultati. Per ora non spreco tempo.


Un evento epocale

Ahahahaha, hanno fatto una diretta di quasi 12 ore dal luogo di un evento democratico importantissimo: la rimozione del nome di Donald Trump dalla facciata del Kennedy Center (nessuna parte della frase è uno scherzo o sarcasmo: è tutta gioia).

Spero che ci attendano altre dirette. E non solo dagli USA.


La musica del sabato

Non so spiegare questo fenomeno: mai, in nessuna fase della mia vita da ascoltatore della musica, avevo nemmeno provato ad ascoltare gli Slade. Di conseguenza, solo di recente e solo per puro caso ho scoperto che fossero loro a cantare la canzone «Ooh La La in L.A.» che nel corso dei decenni mi era più volte capitato di sentire in sottofondo nei luoghi pubblici e/o in televisione… Forse capitava prevalentemente negli anni ’90 e nei primi ’2000, ma l’ho comunque riconosciuta subito quando è imprevedibilmente comparsa nelle mie cuffie qualche giorno fa.
Ora so di chi è, come si chiama e da quale album proviene («You Boyz Make Big Noize» del 1987). Eccola:

A questo punto, da tradizione, dovrei aggiungere al post una seconda canzone. Non essendo però un conoscitore della musica degli Slade, scelgo quasi a caso: la «Get Down and Get With It» (dall’album «Crackers» del 1985).

Ricordando l’evoluzione dei miei gusti musicali, posso immaginare facilmente il periodo nel quale gli Slade avrebbero potuto diventare uno dei miei gruppi preferiti del momento. Ma in quella fase storica nessuno me li aveva fatti ascoltare. Non so se devo esserne dispiaciuto o contento.


La lettura del sabato

L’articolo che consiglio per questo sabato sembra ancora troppo teorico: è dedicato al fatto che Vladimir Putin si è ritrovato in una trappola che lui stesso aveva creato: un sistema basato non su istituzioni democratiche, ma su concetti informali e clan in competizione per le risorse finanziarie, il controllo delle forze dell’ordine, l’influenza politica e l’accesso al «zar».
È una situazione che potrebbe portare a un radicale e difficile cambio della politica Russa dopo la fine naturale di Putin (purtroppo non sappiamo quando succede). Molto probabilmente potrebbe portare anche a un isolamento di Putin ancora vivo, ma in ostaggio delle strutture che garantiscono la sua sicurezza fisica (in questo caso il potere operativo potrebbe passare a qualcun altro). Ma, in ogni caso, dobbiamo fare in modo che per noi – a differenza di Putin – non diventi una grande sorpresa.