Ieri, in occasione del 50-esimo compleanno di Alexey Navalny, i suoi collaboratori hanno presentato il suo archivio: su un unico sito hanno raccolto le sue inchieste, i suoi testi, le fotografie, i video, le trasmissioni sui media, i post, le interviste, i documenti e molto altro ancora.
Secondo la mia impressione personale, gli stessi collaboratori di Navalny hanno quasi completamente perso di vista il senso di ciò che Navalny ha fatto e detto negli ultimi anni della sua vita (la maggioranza schiacciante degli occidentali non lo sa, ma i collaboratori di Navalny, pur restando in opposizione al regime di Putin, ultimamente fanno e dicono delle cose di gusto molto dubbio), ma questo è un loro problema, non nostro. E nonostante tutto, un grande grazie a loro per averci almeno dato l’opportunità e il motivo di ricordare ancora una volta perché e per quale motivo non dobbiamo mai arrenderci. Ovunque ci troviamo e qualunque strumento abbiamo a disposizione.
E un grazie ancora più grande va ad Alexey Navalny, al quale anche adesso, a distanza non solo fisica, faccio gli auguri di compleanno appena trascorso.
Mi è giunta la notizia del fatto che il giovedì prossimo – l’11 giugno – dovrebbe iniziare l’ennesimo campionato mondiale di calcio. E visto che l’Italia mi ha sempre impressionato per la quantità delle persone interessate allo sport soprindicato (un interesse a me poco comprensibile), ho pensato di dedicare a esso il mio sondaggio del giugno 2026.
Penso che si tratti di quattro nomi noti più o meno a tutti, quindi non dovreste avere delle grosse difficoltà nell’esprimere la vostra preferenza.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
All’inizio avevo pensato che fosse uno scherzo. E invece no: Dmitry Peskov (il portavoce di Putin) ha realmente dichiarato che la guerra militare speciale continua, affinché non vi siano attacchi (ucraini) contro le città russe.
Quando non c’era la guerra militare speciale, non c’erano nemmeno attacchi contro le città russe. E finché ci sarà la guerra militare speciale, continueranno pure gli attacchi contro le città russe. Penso che questa logica semplicissima sia comprensibile anche a Peskov e al suo capo. Ed è proprio questa supposizione che mi porta a concludere che a Peskov sia stato incaricato di dichiarare che la guerra militare speciale continuerà, se non per sempre (nei limiti della esistenza di Putin su questo pianeta), almeno fino al completo esaurimento delle forze di almeno una delle parti in guerra. Putin, a quanto pare, a volte pensa ancora di avere più risorse della Ucraina. Non vorrei che i Paesi occidentali che aiutano l’Ucraina rafforzassero in qualche modo questa sua convinzione.
Stavo per perdermi una notizia di portata mondiale! Oggi è il primo giorno del SPIEF-2026 (Forum economico internazionale di San Pietroburgo 2026). Questo evento dovrebbe rendere particolarmente felice Putin, un grande amante dei rituali consolidati da tempo: non importa quale sia il contenuto residuo del rituale, l’importante è che si ripeta in modo costante. La stabilità è al di sopra di tutto.
Inoltre, per Putin è molto importante che al Forum siano presenti, come in altri eventi di facciata per lui importanti, rappresentanti di altri Stati. Per quanto strano possa sembrare, pochi media hanno cercato di pubblicare un elenco completo degli ospiti stranieri del Forum… Eppure si sarebbe potuto ottenere un testo avvincente sull’ennesimo raduno della feccia VIP della società occidentale.
L’elenco meno breve che ho trovato finora è questo:
– i deputati del Bundestag di «Alternativa per la Germania» Markus Fronmaier e Steffen Kottre, nonché il capo della sezione sassone dell’AdG, il deputato del Landtag Jörg Urban;
– l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, da molti anni un agente pagato di Putin;
– il blogger americano misogino Andrew Tate;
– l’attivista e blogger americana Candice Owens, che diffonde varie teorie complottistiche (per esempio quella secondo cui Brigitte, moglie del Presidente francese Emmanuel Macron, sarebbe una donna transgender).
Ma sono certo che ci saranno anche altre persone molto interessanti. Attendo con impazienza le relative notizie.
Le prime conclusioni del «ponte»: i paesi Malegno e Cividate Camuno – sulla strada verso «uno dei borghi più belli d’Italia» Bienno – non hanno nulla di eccezionale.

Le dimensioni e la bellezza delle poche attrazioni pubblicizzate sono un po’ ingrandite.

Se siete di passaggio nella zona, potete andare direttamente fino Bienno e/o Breno.
Ma io pubblicherò comunque i rispettivi racconti: appena preparo le foto e i testi.
Il Pimeyes è un sistema di ricerca basato su reti neurali che permette di trovare tutte (promette) le foto di una persona pubblicate online. Voi caricate una foto con di una persona con il volto ben visibile, dopodiché il servizio cercherà le foto con lo stesso volto e vi fornirà i rispettivi link.
Se volete effettuare una ricerca approfondita e ottenere un rapporto completo, usate la versione a pagamento. Ma esiste anche una versione gratuita dello stesso servizio.

Io ho testato solo la versione gratuita e ora posso testimoniare due cose: a) funziona e b) trova anche foto un po’ datate partendo da una foto recente che carica l’utente.
Il servizio potrebbe essere utile a due categorie di persone:
1) le persone convinte che qualcuno ruba la loro immagine;
2) le persone convinte che nessuno ruba la loro immagine.
Ognuno ha la coppa che si merita. Un russo e un georgiano preferiscono giocare nel mondo civile e ottengono la coppa della Champions. L’argentino Pablo Solari ritiene normale giocare nella Russia contemporanea e si prende la Coppa della Russia che si merita:
È un segno divino, ahahaha
Sono sicuro che più o meno tutti abbiano sentito, almeno una volta nella vita, qualche interpretazione della canzone «I Put a Spell on You». Ma non sono sicuro che tutti abbiano sentito l’interpretazione che potrebbero definire come preferita. Meno male che ci sono io a pubblicare i post sulla storia musicale!
Inizierei ricordando alcuni concetti basilari. La canzone «I Put a Spell on You» fu scritta e registrata nel 1956 dal cantante blues oggi noto con il nome di Screamin’ Jay Hawkins. All’epoca, però, fu conosciuto semplicemente come Jay Hawkins e, la cosa che ci interessa maggiormente in questa sede, fu intenzionato a registrare la canzone nello stile di una ballata blues d’amore: in linea con il proprio stile blues «comune». Un giorno, però, il produttore Arnold Maxin «ha portato costolette e pollo e ha fatto ubriacare tutti, e ne è venuta fuori questa strana versione… Non ricordo nemmeno di aver registrato il disco. Prima ero solo un normale cantante blues. Ero solo Jay Hawkins. Tutto è andato al suo posto. Ho scoperto che potevo fare di più distruggendo una canzone e urlando a squarciagola» (parole di Screamin’ Jay Hawkins). Questa versione ubriaca-urlante della canzone divenne presto popolare, nonostante fu «bannata» da alcuni negozi musicali ed emittenti radio.
Seguendo il consiglio di Alan Freed, un noto disc jockey dell’epoca, Hawkins rafforzò ulteriormente la canzone nelle proprie esibizioni dal vivo: alzandosi da una bara in mezzo al fumo e fuoco, con delle zanne nel naso e accompagnato da un teschio fumante di nome Henry.
È sicuramente stato un modo di esibirsi divertente (soprattutto per gli anni ’50–’60), ma per me l’aspetto puramente musicale conta più di tutti gli altri. Di conseguenza, vi ricordo (o vi informo) che i gruppi e i cantanti singoli di tutto il mondo hanno registrato, nei decenni seguenti, diverse decine (se non centinaia) di cover della canzone in questione. Io, ovviamente, non tento nemmeno di postarle tutte, ma ci tengo a raccogliere in un singolo post quelle che ritengo le migliori.
Partirei dalla interpretazione di Nina Simone, registrata nel 1964 e inserita nel suo album «I Put a Spell on You»:
Un’altra interpretazione della stessa canzone che considero meritevole di attenzione è quella dei Creedence Clearwater Revival, inserita nel loro album (omonimo) d’esordio del 1968. È curioso che io, personalmente, ho sentito la «I Put a Spell on You» per la prima volta nella mia vita proprio nella versione dei Creedence: il relativo album era stato uno dei primissimi CD di cui ero diventato proprietario a metà degli anni ’90. Ero in piena fase della scoperta della musica occidentale contemporanea: quanti ricordi belli!
La prossima interpretazione della «I Put a Spell on You» che propongo è quella di Jeff Beck e Joss Stone: fa parte dell’album «Emotion & Commotion» del 2010.
E, infine, non potevo non aggiungere l’interpretazione di Ray Charles (come tante altre cover da egli cantate, non è stata inserita in alcun album di studio):
Bene, chiudo qui il post dedicato alla canzone «I Put a Spell on You». Le persone realmente interessate troveranno facilmente con le forze proprie le altre – numerosissime! – versioni della canzone.
Che l’articolo del sabato di questa volta sia l’inchiesta di The Insider su chi sta creando le numerose fake news che circolano alla vigilia delle prossime elezioni parlamentari del 7 giugno in Armenia (un altro Stato potenzialmente a rischio).
L’articolo è interessante non solo per la descrizione della lotta per il potere «giusto» nel Paese vicino, considerato «proprio» da certi personaggi a Mosca, ma anche perché ci ricorda ancora una volta che in realtà al Cremlino si comprende e si apprezza l’importanza di uno strumento democratico come le elezioni.
Purché le elezioni vere non si tengano in Russia.
La Reuters scrive che il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e il Presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato un accordo di difesa che, in particolare, prevede l’adesione della Norvegia all’iniziativa francese in materia di deterrenza nucleare. Nell’ambito di questa iniziativa, i Paesi europei potranno ospitare sul proprio territorio aerei francesi dotati di armi nucleari. Al progetto dell’"ombrello nucleare«, annunciato da Macron nel marzo 2025, erano già aderite otto Stati: Belgio, Germania, Grecia, Danimarca, Paesi Bassi, Polonia e Svezia, oltre al Regno Unito, che dispone di armi nucleari proprie.
Negli ultimi quattro anni questa battuta è stata ripetuta in così tante occasioni che ha smesso di essere una battuta (anche se non più divertente) – ed è diventata semplicemente una constatazione di fatto. Il fatto è che è stato raggiunto l’ennesimo obiettivo della guerra militare speciale putiniana: le armi nucleari si sono un po’ diffuse in Europa e si sono avvicinate ancora un po’ al confine russo. È chiaro che lo stesso «ombrello nucleare» francese è stato ideato ed è diventato popolare proprio per cercare di difendersi da un vicino violento, ma ci sono due «ma»:
1) è apparsa la possibilità di schierare aerei francesi con armi nucleari,
2) per evitare che ciò accadesse, sarebbe bastato non diventare aggressivi.
Insomma, congratuliamoci con Putin per un’altra vittoria.



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