Le pubblicità natalizie

La grande catena francese di supermercati Intermarché ha pubblicato un video pubblicitario intitolato «Una storia di Natale» su un lupo che tutti temevano e con cui nessuno voleva fare amicizia. Poi, su consiglio di un riccio, il lupo è diventato pescetarianista e tutti hanno iniziato ad amarlo. Il video è diventato velocemente e meritatamente popolare. Il fatto è che si tratta di un cartone animato tradizionale, disegnato da artisti vivi e non da una AI senz’anima.

Beh, confrontate il suddetto video con la pubblicità del McDonald’s, alla quale potremmo assegnare il prestigioso premio «Peggior pubblicità dell’anno 2025».

Ancora una volta, buone feste a tutti!


La musica del sabato

Il post precedente della mia rubrica musicale era dedicato a una canzone natalizia. Ora, invece, è arrivato il momento logico di postare una canzone di Capodanno.
Per esempio, non mi è ancora capitato di sfruttare in tal modo la canzone del gruppo Eagles «Funky New Year»: non fa parte di alcun album di studio del gruppo, è stata utilizzata solo per il B-side del singolo-cover «Please Come Home for Christmas» (pubblicato nel 1978).

A differenza dell’A-side, si tratta non di una cover, ma di una canzone scritta proprio dagli Eagles. Non so se possa sembrare strano, ma nessun gruppo o cantante singolo famoso ha tentato di pubblicare una propria interpretazione della «Funky New Year»: l’unica cover (se è possibile definirla così, ahahaha) che ho trovato è quella dello sconosciuto a me Igor Pumphonia:

Beh, non è una di quelle canzoni che mi verrà in mente di collezionare nelle sue varie versioni. Per il periodo festivo va bene così come è. Leggera e spensierata.


La lettura del sabato

Il 2026 è appena iniziato, ma già posso segnalarvi un breve elenco spiegato delle cose che sicuramente cambieranno quest’anno nella vita interna della Russia. Potreste logicamente chiedervi «ma perché mai dovrebbe interessarmi?!»… Mentre io potrei rispondere che molti di quei cambiamenti sono determinati dalla guerra in corso: potrebbe dunque essere curioso scoprire a cosa costringe Putin il «proprio» Stato per poter continuare la sua (sì: questa è invece realmente sua, di Putin) guerra aggressiva inutile.
L’articolo non deve alimentare delle false speranze nelle teste di chi spera in una fine veloce e giusta della guerra (Putin ha ancora abbastanza risorse), ma può ricordare che non tutto va così bene come lo vorrebbe presentare la propaganda statale russa.


Le nuove monete dell’euro

Da ieri (1 gennaio 2026) l’euro è adottato pure in Bulgaria: penso che la maggioranza di voi lo abbia già letto o sentito.
Ovviamente, possiamo fare tanti auguri ai bulgari (e ai turisti europei) per il fatto che non hanno più il problema del cambio della moneta. Ovviamente possiamo augurare ai bulgari di minimizzare l’inevitabile (ma emozionante) casino dei primi mesi con la nuova moneta: i lettori italiani abbastanza «anziani» possono provare a ricordare la propria esperienza del passaggio all’euro (io ho fatto in tempo a vedere ben quattro passaggi al rublo nuovo, dunque rimango imbattibile, ahahaha).
E, nel frattempo, possiamo osservare alcune curiosità legate alle monete bulgare:

In primo luogo, anche in Bulgaria sono costretti (la legge è uguale per tutti) a spendere i soldi per coniare le monete inutili da 1 e 2 centesimi: immagino quanto ne è contento lo Stato più povero dell’UE.
In secondo luogo, tutte le monete dei centesimi richiamano il design delle vecchie monete nazionali: così la gente si abitua più facilmente?
In terzo luogo, io e miglia di altri collezionisti abbiamo aperto i file con i nostri cataloghi e abbiamo aggiunto una riga tra le monete dell’euro. Dopodiché abbiamo dichiarato la caccia aperta. La Bulgaria ci ha sincronizzati ahahaha


1 gennaio

La data odierna è poco adatta alle pubblicazioni divertenti: quando ci svegliamo, dobbiamo pensare solo a riprenderci dal grande divertimento appena fatto (anche se in modo adeguato ai tempi che corrono). Quindi ripetiamo una grande verità…
Probabilmente non lo sapevate.
Oppure speravate che qualcuno fosse più fortunato di voi.
Ma, in ogni caso, non fa assolutamente male ripeterlo.
Ebbene, ho una notizia triste per voi: in tutto il mondo occidentale – e non solo per voi – il primo gennaio è una giornata inesistente.
La gente si sveglia di pomeriggio, si rende conto di non poter bere o mangiare, non sa di preciso cosa avesse fatto prima di essersi addormentata e cosa dovrebbe fare ora. Nel momento in cui le persone riacquistano una minima parte della capacità di intendere e volere, è già la sera.
Nel frattempo le vie delle città restano vuote, non succede alcunché in giro per il mondo.
In sostanza, sui libri scolastici si potrebbe tranquillamente scrivere che un anno normale ha 364 giorni. E ciò sarà vero.
In conclusione del post illuminante di oggi vorrei esprimere le mie più sincere condoglianze a tutti coloro che l’1 di gennaio sono costretti ad andare al lavoro. Nella prossima vita verrete premiati generosamente.

P.S.: oh, ma posso vedere il trailer del 2026?!


Buon 2026!

Buon anno nuovo a tutti i lettori!
Vi auguro pace e serenità ovunque voi siate. Potrei augurare anche tanta fortuna e una giusta e ripetitiva combinazione delle circostanze, ma sono sicuro che ne avete poco bisogno: tutte le cose positive capitate nella vostra vita saranno il risultato del vostro impegno, della vostra intelligenza (ovviamente quella naturale ahahaha) e della vostra capacità tentare le vie alternative a quelle che non hanno portato al risultato desiderato.
Non arrendetevi, cercate la strada verso i vostri obiettivi.
Andrà tutto bene.

P.S.: ogni volta che sto per scrivere «si è appena concluso un anno difficile», mi ricordo che nei confronti tutti quelli precedenti non erano poi così male…


Ciao 2025

Nell’ultimo post dell’anno avrei potuto provare, logicamente, a fare un bilancio del 2025.
Ma penso che di bilanci ne avete già letti e visti tanti.
Io, rimanendo in linea con quello che ho pubblicato nel corso del 2025, posso aggiungere (aggiungere?) solo due cose non particolarmente originali.
In primo luogo, nemmeno quest’anno è stato l’ultimo per la guerra in Ucraina. Qualche speranza c’era, ma, purtroppo, non sono diminuiti nemmeno i motivi per i quali potremmo supporre che durerà ancora a lungo.
In secondo luogo, posso osservare che nel 2025 è  raddoppiata la quantità dei Capi di Stato che vogliono stravolgere l’organizzazione mondiale formatasi dopo la Seconda guerra mondiale. Purtroppo, non è una sorpresa del 2025. Purtroppo, ognuno dei due sta impiegando delle grandi risorse per raggiungere il proprio obiettivo.
Non posso sapere se l’anno prossimo sarà meglio o peggio. Ma so che non sono dispiaciuto per la fine del 2025.


YouTube Anti Translate

Dopo lunghi mesi (o forse anni) di ricerche, ho finalmente trovato una soluzione efficace al problema che mi dava tanto fastidio.
Come vi sarete accorti anche voi, già da parecchio tempo su YouTube ci sono dei video il cui audio viene automaticamente tradotto nella lingua dello Stato dal quale state guardando. Non solo tradotto, ma pure «doppiato» con una voce palesemente non umana che non c’entra un tubo con il modo di parlare originariamente presente nel video. Si tratta di una situazione che mi da tanto fastidio nel caso dei video girati nelle lingue che conosco bene: perché YouTube non permette di disattivare quella traduzione! Eppure, io conosco la lingua originale del 99% dei video che solitamente mi capita di vedere su YouTube…
La soluzione che ho trovato è il plugin «YouTube Anti Translate» per browser. Io, personalmente, utilizzo la versione per il FireFox (il mio browser preferito) e ne sono contentissimo.
Ho visto che esiste pure la versione per il Chrome, ma non so dirvi se funziona altrettanto bene: provate voi.
Per gli altri browser, qualora dovreste averne bisogno, provate a cercare voi: il mio obiettivo era quello di comunicarvi la grande notizia della soluzione tecnicamente possibile.
Grazie a me!


La tesi principale della telefonata

Prima dell’incontro di ieri tra Donald Trump e Vladimir Zelensky a Mar-a-Lago, c’era stata una conversazione telefonica tra Trump e Putin (di durata 1 ora e 15 minuti, sarebbe avvenuta per iniziativa statunitense). In base alla dichiarazione dell’assistente di Putin Yury Ushakov, Trump e Putin concordano sul «fatto» che il cessate il fuoco temporaneo in Ucraina «porta a un protrarsi del conflitto».
Non ho ancora visto delle smentite da parte dei due personaggi che si erano telefonati, di conseguenza suppongo che questa interessantissima tesi sia stata discussa realmente.
Sarebbe troppo banale ricordare, per milionesima volta, che noi conosciamo la persona fa tutto il possibile poché la guerra (non un non ben definito «conflitto») si protragga. È la stessa persona che ha iniziato la guerra. Ed è la stessa persona che tecnicamente può finirla in qualsiasi momento.
È più interessante supporre che Trump ha molta più paura di Putin vivo che di Epstein morto. Nemmeno questa tesi è nuova (da mesi vediamo Trump ripetere tutto ciò che gli Dice Putin), ma sarebbe interessante studiarla più in dettaglio.
Nel frattempo, vi faccio notare: la nuova strategia di Putin è quella di rifiutare tutte le proposte sulle quali Zelensky insiste di più. Appena Zelensky se ne accorge (oppure se n’è già accorto?), riesce ad adottare una strategia diplomatica più efficace.


La spesa natalizia

Voglio che l’ultimo video domenicale dell’anno sia festivo e positivo. Ne ho scelto uno che probabilmente avete già visto da qualche parte, ma lo metto comunque…
Poco prima di Natale, nel popolare supermercato texano H-E-B di Burleson si è verificato un grave guasto al sistema e tutte le casse hanno smesso di funzionare. La direzione ha preso una scelta:

La catena si è sicuramente fatta una bella pubblicità con questa storia.
E, dato che mi sono promesso di essere più buono, non mi chiedo quante persone abbiano tentato di fare una corsa clandestina tra gli scafali.