Secondo me, li fregherà

Ieri Trump, sul proprio social network, ha invitato i manifestanti iraniani a occupare gli edifici governativi e ha dichiarato che «gli aiuti sono già in arrivo»:

Iranian Patriots, KEEP PROTESTING – TAKE OVER YOUR INSTITUTIONS!!! Save the names of the killers and abusers. They will pay a big price. I have cancelled all meetings with Iranian Officials until the senseless killing of protesters STOPS. HELP IS ON ITS WAY. MIGA!!! PRESIDENT DONALD J. TRUMP

Sempre ieri, gli USA e le ambasciate di alcuni Paesi europei hanno invitato i propri cittadini a lasciare «immediatamente» l’Iran. Appelli del genere non si fanno senza un motivo valido, ma questa considerazione non annulla la mia principale preoccupazione: Trump ha dato una specie di illusione di speranza agli iraniani (supponiamo che qualcuno di loro sia riuscito ad aggirare il blocco di internet e a venire a conoscenza della sua dichiarazione), ma poi non intraprenderà nulla di serio. Per esempio, potrebbe semplicemente ordinare di sganciare solo qualche bomba o addirittura ripensarci e non fare nulla di serio, mentre in Iran, nel frattempo, sempre più persone si sono già coinvolte in una lotta aperta essendo incoraggiate da lui (e la quantità dei partecipanti non una garanzia del successo). E in caso di fallimento della rivolta, sarà proprio Trump il responsabile dei loro nuovi problemi (repressioni). Ma lui non lo capisce. E anche se lo capisse, non se ne preoccuperebbe proprio.
La preoccupazione che ho appena espresso si basa sul fatto che Trump, a differenza di alcuni precedenti Presidenti degli USA, non mi sembra proprio un combattente internazionale per la democratizzazione. Non si intromette negli affari degli altri Paesi per cambiare i regimi, ma cerca semplicemente di fare qualcosa in fretta per ottenere un vantaggio economico (come lo immagina lui). Mentre il lavoro lungo e difficile, qualsiasi esso sia, non solo quello di migliorare la vita in altri Paesi, non è proprio un «vizio» suo.


Un “anticristo in tonaca”

Il Servizio di intelligence estero (SVR) russo ha accusato il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo di «attività scismatica nello spazio ecclesiastico ortodosso». Ieri, il 12 gennaio, il SVR ha pubblicato un comunicato stampa in cui definiva Bartolomeo «l’anticristo in tonaca» e «il diavolo incarnato, ossessionato dall’idea di spodestare l’ortodossia russa dal territorio degli Stati baltici». Il SVR sostiene che il patriarca sia aiutato dai servizi segreti britannici, che «alimentano sentimenti russofobi nei paesi europei», nonché da «nazionalisti e neonazisti locali».
Alle persone che non seguono con attenzione le vicende delle Chiese ortodosse in giro per il mondo e, per ovvi motivi, non si ricordano certi dettagli preciso che la Chiesa ortodossa russa aveva interrotto la comunione eucaristica con il Patriarcato di Costantinopoli nel 2018, a seguito della decisione di concedere l’autocefalia (indipendenza) alla Chiesa ortodossa ucraina. Inoltre, il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo ha più volte condannato l’invasione su larga scala della Russia in Ucraina.
Ecco, a questo punto potreste chiedervi perché il comunicato citato all’inizio sia stato diffuso dalla intelligence e non dal Patriarcato della Chiesa ortodossa russa (come sarebbe stato logico). Ma la risposta è ovvia: perché si è trattato di un aiuto tra i colleghi! Dai tempi sovietici molti sacerdoti della Chiesa ortodossa russa sono anche (e spesso soprattutto) degli agenti delle strutture ben determinate. Inoltre, sostengono e integrano la propaganda statale russa. Si può quasi dire che si tratta della stessa struttura.
A questo punto possiamo iniziare le meritate battute sul fatto che la Chiesa ortodossa russa e il SVR accusano il patriarca di Costantinopoli di ciò che loro stessi sono.


Il “record” dei 1419 giorni di guerra

Oggi, il 12 gennaio 2026, è il giorno numero 1419 della guerra in Ucraina. Presumo che non tutti i miei lettori italiani se ne siano resi conto: purtroppo (o per la loro fortuna personale e temporanea) è in un certo senso normale.
Allo stesso tempo, è un numero ricordato e compreso benissimo dagli ucraini e dai russi.
Non c’è bisogno di spiegare perché è conosciuto bene agli ucraini: da 1419 giorni l’esercito di un pazzo maniaco li sta uccidendo (e ha già ucciso tanti di loro), sta distruggendo le loro città e i loro paesi, sta trasformando la loro vita in un inferno.
È un po’ meno facile – per un europeo medio di oggi – capire perché anche molti russi stanno contando i giorni di guerra. Li stanno contando perché un pazzo maniaco ha tentato – e, nelle menti di moltissime persone in giro per il mondo, ci è riuscito – di trasformarli in complici involontari dei propri crimini. Non importa che sei sempre stato contrario alla sua politica, che non lo hai mai votato, che hai sempre cercato di raccontare agli altri dei suoi lati negativi, che hai cercato di smascherare la sua propaganda, che sei contrario a questa sua guerra e cerchi di aiutare tutti coloro che sono stati colpiti dalla sua guerra: per qualcuno sei sempre un «russo, dunque putiniano e criminale». Sei costretto a combattere su due fronti e, in più, spesso ti chiedi «potevo fare qualcosa prima che iniziasse tutto questo? posso fare qualcosa ora per avvicinare la fine di tutto questo?». Beh, evidentemente bisogna affrontare queste cose con le proprie forze.
La cosa che volevo ricordare ai miei lettori italiani proprio oggi è il fatto – ben noto agli ucraini e ai russi – che il coinvolgimento dell’URSS alla Seconda guerra mondiale dalla parte del bene era durato 1418 giorni. Per 1418 giorni i sovietici – tra i quali c’erano tantissimi russi e ucraini – avevano combattuto contro la coalizione guidata dalla Germania dell’epoca. In 1418 giorni avevano vinto (assieme agli alleati occidentali, ovviamente) una guerra che era iniziata con l’invasione subita del 22 giugno 1941 e finita con l’ingresso a Berlino all’inizio di maggio 1945. Oggi, invece, il numero di quei giorni è stato superato. Da più giorni i militari e i criminali arruolati russi stanno distruggendo l’Ucraina, trovandosi di fatto dalla parte di quel male che nel 1945 avevano sconfitto assieme agli ucraini. Spesso ci stanno impiegando mesi o anni per conquistare paesini piccoli a poche decine di chilometri dal tradizionale confine russo, ma, allo stesso tempo, stanno colpendo un po’ tutto il territorio ucraino. Ed è una situazione stranissima che sta aggravando i conflitti interni nelle teste di tutti coloro che stanno contando i giorni.
Una situazione stranissima che non riesco ancora a esprimere bene con le parole. Non so quanto tempo impiegherò prima di formulare…


Si può farne una collezione

Ormai posso iniziare a fare una collezione dei video su come l’esercito statunitense sequestra le petroliere della lotta «ombra» russa. Ecco il 7 gennaio:

Ancora il 7 gennaio:

Il 9 gennaio:

Aspettando le prossime puntate, rivedo di sera i video appena riportati ahahaha


La musica del sabato

In generale non sono proprio un grande fan della musica country, ma a volte essa capita – più o meno casualmente – nelle mie cuffie. In alcune occasioni è il YouTube a propormi qualche cantante con una insistenza particolare (e allora mi dico «ci sarà un motivo»), in altre occasioni qualche cantante country registra / si esibisce in collaborazione con qualcuno dei musicisti che mi piacciono.
L’ultimo dei cantanti country che mi è capitato di sentire – su proposta di YouTube in questo specifico caso – è Chris Stapleton. La Wikipedia sostiene che è un musicista pluripremiato, di conseguenza presumo che valga qualcosa nel proprio genere musicale (anche se l’opinione degli ascoltatori esperti spesso conta molto più dei premi). E visto che a me non ha provocato dei riflessi fisiologici catastrofici, oggi provo a postare due delle sue canzoni nella mia rubrica musicale.
La prima canzone di Chris Stapleton selezionata per oggi è la «Traveller» (dall’omonimo album del 2015, che poi è pure l’album d’esordio):

La seconda canzone di Chris Stapleton scelta per oggi è la «Tennessee Whiskey» (dello stesso album), un po’ più vicina alla mia visione del country:

Bene (bene?), ne abbiamo conosciuto un altro. Possiamo andare avanti.


La lettura del sabato

L’articolo segnalato per questo sabato è dedicato alla carriera militare (e alla esperienza nei negoziati con Mosca) del tenente generale ucraino Kyrylo Budanov, il nuovo capo negoziatore ucraino.
Il predecessore di Kyrylo Budanov come capo di gabinetto del presidente Zelensky, Andriy Yermak, era conosciuto come la seconda persona più potente dell’Ucraina. Nonostante ciò, ha avuto molto meno successo in ambito diplomatico. I funzionari statunitensi di entrambi gli schieramenti politici erano stanchi di trattare con Yermak già molto prima della sua destituzione nel dicembre 2025. E i negoziati diretti tra l’Ucraina e la Russia si sono interrotti l’estate scorsa. Ora lo sostituisce Budanov, un esperto di spionaggio e, sicuramente, considerato come un personaggio serio almeno dagli americani. Boh, vedremo…


66 organizzazioni internazionali

Come sapete, ieri Trump ha ordinato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali: di conseguenza, tutti i dipartimenti federali statunitensi devono cessare la partecipazione e il finanziamento di 31 strutture dell’ONU e 35 strutture non appartenenti all’ONU.
Se non ricordate un numero di nomi delle organizzazioni internazionali che possa costituire anche solo la metà del numero sopra indicato, consultate l’elenco completo sul sito web della Casa Bianca. Il senso di alcune di queste organizzazioni mi è chiaro: non sempre mi piace, ma almeno mi risulta comprensibile (alcune palesemente esistono per proteggere e/o finanziare i vari terroristi islamici: sappiamo da tempo di questa caratteristica dell’ONU).
Ma il senso di alcune altre organizzazioni elencate non mi è proprio chiaro, se non che sono state create esclusivamente per spartirsi i soldi (stipendi per grattarsi la pancia, viaggi «di lavoro», banchetti, etc.). Tutte queste organizzazioni incomprensibili sono assolutamente inutili, dal punto di vista pratico, in un’economia e in un sistema giuridico normalmente organizzati. Ecco alcuni esempi:
– Alleanza solare internazionale (International Solar Alliance) – organizzazione intergovernativa per la promozione dello sviluppo dell’energia solare,
– Organizzazione internazionale per il commercio sostenibile del legno tropicale (International Tropical Timber Organization),
– Patto per l’energia senza emissioni di carbonio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (24/7 Carbon-Free Energy Compact) – promozione dell’energia verde 24 ore su 24,
– Consiglio del Piano Colombo (Colombo Plan Council) – sviluppo sociale ed economico in Asia,
– L’istruzione non può aspettare (Education Cannot Wait) – fondo per l’istruzione dei bambini in situazioni di crisi e conflitto,
– Centro europeo di eccellenza per la lotta alle minacce ibride (European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats).
In generale, Trump si è comportato come al solito: seguendo la sua vecchia abitudine, ha mescolato insieme cose importanti e non importanti, ritirando gli USA sia dalle organizzazioni significative che da quelle inutili.
Ma per i prossimi anni ha fatto risparmiare al bilancio degli Stati Uniti qualche decimo di punto percentuale di spesa pubblica: questo è un dato di fatto, non so ancora quanto utile.


La caccia alle petroliere

Ieri, dopo diverse settimane di inseguimenti, gli americani hanno finalmente catturato due petroliere della flotta ombra russa che trasportavano petrolio venezuelano. Né la bandiera russa dipinta in fretta e furia (il petrolio, per qualche motivo, non è diventato russo) né le guardie armate (le quali, per qualche motivo, non hanno spaventato i militari americani) sono servite a qualcosa.
Questi non sono certo gli ultimi casi di sequestro di petroliere provenienti dal Venezuela, ma a noi, semplici osservatori esterni, possono bastare: è facile immaginare come ora sia in preda all’isteria praticamente tutta la leadership russa. Pubblicamente si limiteranno a difendere il loro amico Maduro e la base finanziaria del suo regime. Ma in realtà (nella loro mente) staranno già provando per la seconda volta in pochi giorni a immaginare cosa sarebbe successo a loro. È proprio questa seconda parte, non pubblica, dell’isteria che mi dà particolare soddisfazione.
Anche se, purtroppo, per il momento il governo americano non ha rivolto alcuna minaccia allo Stato russo. Perché Trump preferisce non litigare con chi ritiene forte: ne vedo due spiegazioni psicologiche, ma non ho ancora capito quale delle due prevale nella testa di Trump. Appena lo capisco, lo scrivo.


Buon Natale

Buon Natale a tutti coloro che lo festeggiano oggi. Speriamo che Egli eviti di mandare i propri rappresentanti terrestri ortodossi pure a casa vostra (e che li ritiri da dove si sono già intromessi).

Avete letto la Parola di un apateista. Nema.


Alla fine di dicembre la maggioranza di noi, indipendentemente dalle festività preferite, ha mangiato molto più del solito. Suppongo che tutti ne abbiano ancora i ricordi abbastanza freschi e, di conseguenza, sfrutto la situazione per fare un sondaggio sul cibo:

L’olio di palma, quando geneticamente modificato, diventa...

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In caso di dubbio chiedete ai vostri amici o parenti che hanno studiato poco a scuola.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.