Ieri Macron ha dichiarato che la Francia aumenterà il proprio arsenale nucleare, poiché i conflitti in tutto il mondo stanno diventando più intensi, coinvolgono Paesi che possiedono armi nucleari e quindi aumentano i rischi che questi superino il vincolo dell’uso del nucleare. La Francia, in particolare, inizierà la costruzione di un nuovo sottomarino su cui installerà missili balistici, aumenterà il numero di testate nucleari e non renderà più conto delle dimensioni del proprio arsenale.
Indipendentemente dal fatto che sia realizzabile questo piano e dal nostro atteggiamento nei suoi confronti, la dichiarazione di Macron è del tutto logica. Molti anni fa, nel corso di una delle lezioni, il mio professore di relazioni internazionali affermò che «la bomba atomica è una garanzia di pace». E per quasi vent’anni sono stato sostanzialmente d’accordo con questa idea. Poi la pratica ha dimostrato che in realtà la funzione principale della bomba atomica è quella di garantire l’impunità all’aggressore, mentre la funzione secondaria è quella di garantire la sicurezza a chi possiede questa stessa bomba senza aggredire in alcun modo gli altri. Macron ha logicamente ipotizzato che verificare l’efficacia della funzione secondaria sia meglio che stare semplicemente ad aspettare grandi problemi militari. Non posso criticarlo per questo.
Da quale proprietario della bomba atomica ci si aspettano problemi? Per ora, da un proprietario particolarmente irascibile. C’è, è vero, un altro candidato irascibile alla proprietà della bomba atomica, ma spero tanto che almeno questa volta venga neutralizzato (e non come l’anno scorso). Lo spero anche se Trump potrebbe decidere di nuovo di interrompere rapidamente tutte le azioni e, senza attendere risultati concreti, dichiararsi vincitore.
L’altro ieri Putin ha inviato un telegramma al presidente iraniano Pezeshkian (quello che per qualche motivo è stato lasciato in vita):
Egregio Signor Presidente,
Le porgo le mie più sentite condoglianze per l’assassinio del leader supremo della Repubblica Islamica dell’Iran, Seyyed Ali Khamenei, e dei membri della sua famiglia, compiuto con cinica violazione di tutte le norme della morale umana e del diritto internazionale.
Nel nostro Paese l’Ayatollah Khamenei sarà ricordato come un eminente statista che ha dato un enorme contributo personale allo sviluppo delle relazioni amichevoli tra Russia e Iran, portandole al livello di un partenariato strategico globale.
Chiedo di trasmettere le più sincere condoglianze e il sostegno ai familiari e ai parenti del Leader Supremo, al governo e a tutto il popolo iraniano.
Se non notate nulla di strano, vi suggerisco io: mancano le varie parole riguardanti «alleato strategico», «saremo al vostro fianco», «non lo permetteremo a nessuno», «il vostro popolo fratello non deve avere dubbi», «mobiliteremo tutte le nostre risorse», «insieme siamo forti» etc.
Sarebbe stato logico aspettare almeno le parole di rassicurazione a un regime «fratello», a un regime simile nel suo rapporto con i valori umani in generale e alleato nella guerra in Ucraina (perché fornitore di droni) in particolare. Ma nulla.
L’alleanza con la Russia putiniana non vale più nulla: guardate il destino della Siria, del Venezuela, di Cuba e ora dell’Iran. Non vale anche perché Putin ha speso tutte le sue risorse proprio in Ucraina, nessun dittatore del mondo può più contare su di lui.
Proletari di tutto il mondo Popoli oppressi di tutto il mondo, ringraziate gli ucraini!
Non so se lo hanno visto tutti: la settimana scorsa Donald Trump ha mantenuto la promessa ed è venuto alla finale olimpica di hockey. Non importa se si è fatto aiutare dall’AI, l’importante è che lo ha fatto!
Ovviamente, a questo punto bisogna ricordare che Putin segna i gol molto più spettacolari di persona, senza alcun aiuto da parte dell’AI. Non importa se lo fa in un modo molto simile a quello utilizzato per le sue «vittorie elettorali», l’importante è che lo fa.
Bene, ora siete molto più aggiornati sulle capacità sportive di due noti personaggi politici.
Tempo fa mi era capitato di postare il Concerto per flauto in sol maggiore del compositore austriaco Christoph Willibald Ritter von Gluck. Oggi, avendo pensato di aver fatto una pausa sufficientemente grande, ho voluto postare l’arrangiamento dello stesso concerto per violino (se assumiamo che sia lui l’autore pure del concerto «originale»)… Ma ho scoperto che non è disponibile su YouTube! Ed è solo la seconda volta nella mia vita che non riesco a trovare un video con una concreta opera musicale classica…
Ma dato che ormai mi sono fissato con l’idea di postare qualche musica di Gluck dove viene utilizzato tanto anche il violino, ho selezionato due sue sonate del 1746.
La prima sonata, in do minore:
La quarta sonata, in si bemolle minore:
E nel frattempo continuo le ricerche.
Il media «Mediazona», in collaborazione con il servizio russo della BBC e un team di volontari, tiene un elenco nominativo dei militari russi uccisi nella guerra in Ucraina: attualmente l’elenco conta più di 200 mila persone. In occasione del quarto anniversario della guerra, la maggior parte dei nomi (quasi 182 mila) è stata riportata su una mappa della Russia.
Anche se non avete nessuno da cercare nell’elenco dei caduti, provate a guardare la mappa: in qualità di infografica è veramente una opera impressionante. Ricordiamoci che ognuno di quei punti sulla mappa è andato a uccidere gli ucraini perché non ha trovato il modo di dimettersi dall’esercito, non ha voluto nascondersi dalla mobilitazione o ha firmato un contratto con il Ministero della «Difesa» russo per guadagnare un sacco di soldi. Sì, questa è la mappa dei luoghi di nascita degli assassini uccisi: ognuno di loro aveva la possibilità di salvare la propria vita e quella degli altri (anche se a volte pagando un prezzo alto), ma non ne ha approfittato.
Insomma, una mappa impressionante.
Leggo che l’anno scorso la Russia ha aumentato di 10 volte le importazioni di fibra ottica e ha acquistato il 10,5% di tutta la fibra ottica prodotta nel mondo. In termini assoluti, nel 2025 la Russia ha utilizzato 60 milioni di km di fibra ottica. A fronte della crescente domanda, i prezzi della fibra ottica sul mercato cinese sono aumentati: se all’inizio dello scorso anno la fibra G.652D, utilizzata nei cavi degli operatori di telecomunicazioni, costava 16 yuan (2,34 dollari USA) al chilometro, a gennaio di quest’anno il prezzo era già salito a 40 yuan (5,84 dollari USA) al chilometro. Gli operatori di mercato hanno confermato che dall’inizio dell’anno i fornitori cinesi hanno aumentato i prezzi per gli acquirenti russi di 2,5-4 volte. L’esercito russo utilizza la fibra ottica per il controllo dei droni. Secondo i dati dell’aprile dello scorso anno, la Russia produceva circa 50.000 droni al mese utilizzando la fibra ottica.
Allo stesso tempo, la carenza di fibra ottica si osserva non solo in Russia, ma in tutto il mondo, e ciò è dovuto al boom dell’intelligenza artificiale.
Dato che ora conosciamo uno dei motivi per i quali aumentano i costi dello sviluppo e della diffusione dell’AI, non dimentichiamocelo fino al momento in cui il nostro chatbot preferito inizia a infioccare la pubblicità più o meno evidente nelle proprie risposte alle nostre domande (per ora tale «innovazione» viene testata solo negli USA). Sapremo chi «ringraziare» per l’arrivo un po’ meno tardivo di tale evento economicamente inevitabile.
Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Edolo del 29 dicembre 2025.
Inizialmente avevo scelto questa località per il mio ultimo viaggio del 2025 con lo scopo di liberare un po’ di tempo per una delle future escursioni in montagna (da Edolo partono alcuni percorsi potenzialmente interessanti), ma nel corso della esplorazione avevo scoperto che per alcuni piccoli aspetti la città meriterebbe anche una visita apposita, mirata, indipendente da altri obiettivi del viaggio. Ora lo potete scoprire anche voi.

Dato ieri c’è stato il quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, possiamo logicamente chiederci: quali sono i successi dell’esercito putiniano nella famosa missione «prendiamo Kiev in tre giorni»?
La risposta si vede bene sulla mappa: con il colore rosso sono segnati i territori conquistati nell’ultimo anno, mentre con il colore rosa sono segnati territori conquistati durante i tre anni di guerra precedenti.

Se piccola Ucraina con gli aiuti quasi azzerati per opera di Trump riesce a ostacolare in questo modo l’avanzata dell’esercito nemico, provate a immaginare cosa avrebbe potuto fare con l’aiuto serio.
Oggi sono esattamente quattro anni dall’inizio della grande guerra in Ucraina. E non se ne vede la fine. Pochi giorni prima dell’inizio sembrava impossibile, perché irrazionale per chi l’aveva iniziata. Nelle prime settimane mi sembrava che non potesse durare a lungo: una delle parti, a seconda della reazione o della mancata reazione del mondo occidentale, non avrebbe avuto risorse sufficienti. Dopo circa un anno mi è diventato chiaro (o mi è sembrato di nuovo? spero di sì) che tutto questo sarebbe durato molto a lungo: anche molto più di quattro anni.
L’anniversario concreto, l’attesa di molti altri anniversari, le notizie quotidiane di omicidi e bombardamenti mi fanno cadere in depressione quasi come all’inizio della guerra. L’unica cosa che mi salva (nel senso che mi ravviva) è la rabbia verso quelle persone alle quali va tutto bene: che il loro Paese uccida ogni giorno o che i loro vicini vengano uccisi ogni giorno. E verso quelle persone che vorrebbero smettere di aiutare i vicini affinché tutto finisca al più presto. Perché anche solo parlare della guerra impedisce loro di vivere serenamente e allegramente come prima.
Sì, la guerra mi ha reso cattivo. Ho smesso di aver paura di mandare a fanculo quelle persone che considero dei coglioni. O quelle che non considero nemmeno persone. Ma questo è un mio problema, che in qualche modo riuscirò a risolvere. Come eliminare il problema principale dell’Ucraina, della Russia e del mondo?
P.S.: anche un’attività lavorativa sensata e intensa mi aiuta, ma questo è un altro discorso.
L’Accademia Presidenziale Russa dell’Economia Nazionale e della Pubblica Amministrazione (una delle università moscovite) aveva organizzato, il giovedì 18 febbraio 2026, un concerto per la Giornata del difensore dalla patria (il 23 febbraio di ogni anno, è una festa ereditata dai tempi sovietici, coincide con una delle date legate alla creazione della Armata Rossa). Sull’invito cartaceo al suddetto evento è raffigurata, tra le altre cose, una bandiera che nessuno è stato in grado di identificare:

Di conseguenza, non si capisce quale patria si invita a difendere (da chi difenderla e chi dovrebbe essere difeso dalle sue azioni sono due domande a parte, per ora non facciamoci distrarre). Non lo capisce nessuna Intelligenza Naturale e non lo sa nessuna Intelligenza Artificiale. Ma spero di attirare qualche portatore delle informazioni segrete!



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