La Bloomberg comunica: i rappresentanti dell’Iran e della Russia hanno dichiarato alla conferenza scientifica delle Nazioni Unite a Vienna che il gruppo satellitare Starlink della società SpaceX di Elon Musk viola il diritto internazionale, cancellando il confine tra tecnologia commerciale e militare.
Si sono ricordati del diritto internazionale perché 1) quello del Starlink era l’unico internet a funzionante in Iran durante le recenti proteste e 2) perché l’esercito russo non riesce più a far funzionare i propri droni in combinazione con le antenne Starlink.
Penso che le suddette due osservazioni siano sufficienti per non commentare la questione in un modo più approfondito. Anche se siamo tutti capaci di ricordare facilmente altri esempi delle tecnologie utilizzate agli scopi civili e militari senza alcun problema dal punto di vista del diritto internazionale.
La Reuters scrive che le petroliere russe indicano sempre più spesso Singapore come la propria destinazione ufficiale. Ciò indicherebbe uno spostamento delle destinazioni di esportazione dall’India alla Cina e una maggiore preoccupazione per le sanzioni occidentali. Secondo la Borsa di Londra (LSEG), a gennaio si sono dirette verso Singapore navi cisterna che trasportavano circa 1,4 milioni di tonnellate metriche di petrolio russo, un volume mensile record negli ultimi anni. Singapore non acquista petrolio russo a causa del rischio di sanzioni, ma le sue acque vicine sono talvolta utilizzate per trasferimenti da nave a nave.
Grazie a tale notizia possiamo ipotizzare una cosa: ora la Cina guadagna qualcosa sulle sanzioni contro lo Stato russo. Infatti, non mi risulta che il suo bisogno del petrolio russo sia aumentato: questo significa che intende rivenderlo in qualche modo ad altri Stati.
Grazia alla suddetta notizia, poi, otteniamo anche una (ennesima) conferma: l’attuale forma delle sanzioni contro il petrolio russo è inutile perché l’export del petrolio fa parte del mercato globale. Se l’ex acquirente X del petrolio russo viene costretto a comprare dallo Stato Y, l’ex acquirente del petrolio Y va a comprare il petrolio russo.
Auguri agli ideatori delle sanzioni attuali.
Il progetto «Russian Officers Killed in Ukraine» ha pubblicato le ultime statistiche: sono stati confermati 7777 casi di morte di ufficiali russi nella guerra in Ucraina. Tra questi ci sono 4 tenenti generali, 8 maggiori generali, 117 colonnelli, 340 tenenti colonnelli e 712 maggiori.
L’immagine che riassume i dettagli:

Cosa posso aggiungere a questo dato statistico? Niente. O, al massimo, posso confermare che non sono per niente dispiaciuto (posso esserlo, in alcuni casi, per i residenti russi delle zone vicine al confine o per alcune delle persone mandate in Ucraina nel corso della mobilitazione militare, ma sicuramente non per gli ufficiali o altri militari di professione).
Ottenuto il Nobel per la pace, Trump ha logicamente iniziato a pensare al traguardo successivo da raggiungere. Sempre logicamente, quel traguardo deve essere ancora più grande. Nessuno gli ha suggerito che ora dovrebbe essere proclamato un santo vivente, e allora ha semplicemente dichiarato di non dubitare: andrà al paradiso (no, non integrato da qualche caratteristica interessante del paradiso islamico).
Qualcuno ha già immaginato la scena:
Avrei detto che l’autore dell’ultimo video ha indovinato, ma sono apateista…
Ho letto che il soundtrack ufficiale delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano–Cortina d’Ampezzo è il brano «Fantasia Italiana» di Dario Faini.
Ho letto del brano, ho ascoltato il brano, alla fine mi sono logicamente chiesto chi fosse questo Dario Faini che non l’ho mai sentito nominare… E mi sono imbattuto in un articolo della Wikipedia dedicatogli: di una lunghezza che non si sono meritati nemmeno certi compositori classici. Ma è veramente un tipo famoso? Perché non mi ricordo il suo nome o qualcuno dei suoi pseudonimi sebbene sia in attività dall’anno 2000? Direi che è un mistero notevole.
Non sapendo proprio da cosa iniziare lo studio di questo artista – vorrei capire se ha senso tentare di ascoltarlo – ho provato ad ascoltare a caso qualcuno dei brani più recenti pubblicati sul suo canale su YouTube. In qualità del secondo brano del presente post musicale ho selezionato il «Nuage for a Fading Sky»…
… e nel frattempo cerco di capire se sia un personaggio musicale ascoltabile in modo regolare.
Nel dicembre dello scorso anno (del 2025, se qualcuno non si è ancora adeguato), il quotidiano tedesco Die Welt e il Centro tedesco per i giochi di guerra dell’Università delle forze armate tedesche hanno organizzato un gioco di ruolo di tre giorni: una simulazione dell’invasione della Russia nel territorio della NATO. Al gioco hanno partecipato 16 persone – ex alti funzionari tedeschi e della NATO ed esperti in materia di sicurezza – che hanno interpretato il Governo della Repubblica Federale Tedesca, i rappresentanti del Cremlino, il segretario generale della NATO, il presidente della Commissione Europea, il segretario di Stato americano e il primo ministro polacco. Il risultato è stato che i «militari russi» hanno trascorso tre giorni senza ostacoli sul territorio della NATO e hanno «conquistato» la città lituana di Marijampolė.
In occasione della conclusione del gioco, il media «Meduza» ha intervistato il direttore del Centro Carnegie di Berlino per lo studio della Russia e dell’Eurasia, Alexander Gabuev, che durante le esercitazioni ha interpretato il ruolo di Vladimir Putin.
Sia il risultato del gioco sopra descritto, sia la descrizione nell’intervista di come tale risultato è stato raggiunto, mi sembrano molto realistici. Io, come voi, osservo tutto questo da quasi quattro anni.
A giudicare dalla reazione degli Z-blogger russi (quei blogger filo-Cremlino che giustificano attivamente la guerra in Ucraina), Elon Musk ha veramente disattivato i terminali Starlink utilizzati dall’esercito russo: ora funzionano solo i terminali della cosiddetta «lista bianca», la quale include i terminali utilizzati dalle forze armate ucraine, ma non quelli dell’esercito russo.
E se realmente lo ha fatto, questa è una notizia incredibile, che sembra un miracolo alla luce di tutto il comportamento precedente di Musk. Ma la cosa più importante è che tutti quei droni (e qualche altro tipo di tecnologia) su cui l’esercito russo installava antenne Starlink importate attraverso i Paesi asiatici non funzioneranno più. Come direbbe Putin, non ci sono analoghi. Sarà molto più difficile attaccare l’Ucraina con i droni e puntare l’artiglieria, e questo mi rende infinitamente felice.
Spero che dopo questo la vita degli ucraini diventi almeno un po’ più facile. Spero che Musk non cambi idea (come fa facilmente il suo grande amico politico).
Nel mezzo del cammin di mia vita, ho creato la mia prima campagna di crowdfunding su Indiegogo. Non so ancora che cosa potrà venirne fuori, ma senza provarci non lo avrei mai scoperto, giusto?
Ma procediamo con ordine…
Se questo post non è la prima cosa che leggete sul mio sito, probabilmente sapete già che su esso esistono da tempo diversi strumenti gratuiti e senza limiti per la traslitterazione in caratteri latini – la romanizzazione – di alcuni alfabeti non latini (armeno, bielorusso, bulgaro, greco, georgiano, kirghiso, macedone, russo e ucraino). Alcuni di questi miei traslitteratori sono relativamente popolari tra gli utenti, altri lo sono molto meno. Tuttavia, ciascuno di questi strumenti è stato realizzato con la stessa attenzione ai dettagli e con un unico obiettivo: creare uno strumento utile, preciso e al tempo stesso semplice da usare, capace di effettuare la traslitterazione (romanizzazione) del «proprio» alfabeto seguendo uno qualsiasi dei sistemi di regole esistenti. Penso di essere riuscito in questo compito: anche se continuo a sperare in osservazioni sensate da parte degli specialisti.
Ora, finalmente, ho deciso che è giunto il momento di aggiungere ai traslitteratori già esistenti un nuovo strumento: un traslitteratore dell’alfabeto ebraico. Naturalmente, alla base di questa idea rimane lo stesso principio tecnico: la traslitterazione dell’alfabeto ebraico dovrà essere possibile secondo le regole di qualsiasi sistema esistente (non importa se ancora in uso o ormai superato). A livello teorico so già come realizzare uno strumento di questo tipo e ho pure raccolto tutto il materiale scientifico necessario per lavorarci. Sono pronto aa affrontare il progetto, ma…
Per svolgere bene un lavoro del genere – piuttosto noioso, impegnativo e che richiede attenzione a un gran numero di dettagli minuziosi (potete, ad esempio, chiedere agli specialisti quanti modi esistono per indicare le vocali…) – ho bisogno di liberare una quantità considerevole di tempo lavorativo: tempo durante il quale non mi occuperò di incarichi professionali retribuiti. È per questo motivo che ho avviato una campagna di crowdfunding su Indiegogo. Seguendo il link potrete leggere delle caratteristiche tecniche del prodotto che ho in mente e partecipare – se lo desiderate e se ne avete la possibilità economica – alla raccolta di fondi per la creazione del mio traslitteratore dell’alfabeto ebraico. Preciso fin da subito che tutti i partecipanti alla raccolta non solo riceveranno uno strumento gratuito e di qualità garantita, ma potranno anche ottenere (se lo vorranno) uno spazio pubblicitario sulla pagina dello strumento o su qualsiasi altra pagina del mio sito.
Se la mia proposta vi interessa, partecipate alla campagna su Indiegogo. E/o parlatene a chi potrebbe esserne interessato: mi farebbe molto piacere se tutto andasse a buon fine.

P.S.: tutti coloro che desiderano sostenere finanziariamente altre parti del mio sito (o l’intero sito nel suo complesso) possono farlo in qualsiasi momento, utilizzando uno dei metodi indicati nella pagina apposita.
Potrebbe essere un fenomeno nota già da tempo a tutti, ma io ho avuto il motivo di scriverne solo oggi. La notte tra il lunedì e il martedì su una delle mie caselle e-mail personali è arrivato un esemplare particolarmente cretino di phishing:

Mi chiedo: ma l’autore in cosa sperava? Che io mi metta a pagare una «multa» arrivata via mail? Una «multa» arrivata nemmeno su una pec, ma su una mail normale? Una «multa» per una data in cui solo io so di avere guidato o meno? Ahahaha…
Ormai, pure la maggioranza delle vecchiette, degli analfabeti e dei malati mentali sa che gli Enti pubblici e le banche non comunicano e non chiedono alcunché di importante via e-mail o via SMS (o altri messenger). Non lo fa nemmeno la «pagoPA».
In ogni caso, la prima cosa da controllare in ogni mail che vi chiede soldi o dati personali è l’indirizzo del mittente: solitamente è quello l’indicatore più evidente della truffa. Nel mio specifico caso l’indirizzo del mittente è juan.mahecha@unibague.edu.co – evidentemente, appartiene a uno studente della Università di Ibagué (in Colombia). Chissà se grazie anche a questo mio post la sua casella posta rischia a riempirsi di messaggi negativamente amichevoli… Per sicurezza ripeto: juan.mahecha@unibague.edu.co
La procura tedesca riferisce che cinque persone sono state arrestate in Germania con l’accusa di aver eluso le sanzioni imposte alla Russia. Si tratta di forniture di merci soggette a sanzioni per un valore di 30 milioni di euro. I destinatari finali di queste merci erano, tra gli altri, 24 produttori di armi nella Federazione Russa.
In generale, ho letto che molte persone che contribuiscono alla fornitura di merci soggette a sanzioni alla Russia non sono nemmeno agenti russi, ma semplicemente migranti che non si sono integrati nella realtà economica del loro nuovo Paese di residenza e che improvvisamente hanno visto un modo relativamente facile per dimostrare la propria «intraprendenza» e fare soldi. Queste persone non solo vivono da tempo nell’UE (e non solo lì), ma sono anche, per esempio, fuggite dalla guerra e dalla mobilitazione nell’esercito russo. Ed è proprio questa scoperta che mi ha sorpreso di più: una persona contribuisce attivamente affinché il male che le ha causato disagio a) continui il più a lungo possibile e b) continui ad avere un impatto negativo sui luoghi in cui ora la persona vive. Bisogna essere un idiota di proporzioni cosmiche per intraprendere una simile «attività imprenditoriale».
E naturalmente sono molto contento che almeno qualche volta queste persone vengano catturate. Mi piacerebbe che venissero catturati più spesso e puniti più severamente: sarebbe molto più utile della maggior parte delle cosiddette sanzioni che i Paesi occidentali adottano senza capire a cosa servono e per quale applicazione tecnica sono fatte. Avere a che fare con l’import ombra soggetto a sanzioni dovrebbe diventare svantaggioso e pericoloso.



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