Sembra quasi che quest’anno si stiano «risvegliando» alcuni vecchi personaggi del rock (o quasi del rock): non solo Paul McCartney ha pubblicato un suo nuovo album, lo ha fatto pure Suzi Quatro. Il nuovo album di Quatro si chiama «Freedom»; evito le parole introduttive inutili e inserisco subito la canzone omonima tratta dall’album.
Sono sicuro che le persone interessate saranno capaci di trovare anche da sole le altre canzoni dell’album nuovo. Io, invece, non avendo mai dedicato un post musicale a Suzi Quatro, provo a recuperare qualcosa oggi e posto una delle sue canzoni vecchie e note. Per esempio, potrei scegliere la «Can the Can» (dall’album d’esordio «Suzi Quatro» del 1973):
Bene, non so se e quando tornerò a pubblicare qualcosa di Suzi Quatro (non è mai stata tra le mie preferenze musicali «quotidiane»), ma sono soddisfatto di averlo fatto almeno oggi.
Io, personalmente, non ho notato nulla del genere (forse perché non rientro del tutto nella categoria di «pubblico occidentale»), ma a quanto pare la rete di bot del Cremlino «Matrioshka» sta diffondendo attivamente sui social network, rivolgendosi al pubblico occidentale, la disinformazione secondo cui dietro l’attentato a Donald Trump del 25 aprile ci sarebbe l’Ucraina. Non c’è nulla di illogico nel tentativo di creare un simile fake: si basa su un fatto noto a tutti, ovvero che i rapporti tra l’Ucraina e l’attuale leadership americana non sono proprio dei migliori.
Beh, OK: in caso di necessità, potrò rispondere in un modo argomentato a qualche vittima europea della propaganda di Matrioshka.
Questa volta per il mese della «Festa del lavoro» ho inventato un sondaggio che potrebbe benissimo far parte di qualche test psicologico e/o di qualche questionario utilizzato dai vari HR.
Oppure ne fa già parte? Boh… In ogni caso, vi chiedo:
Per il test sul livello culturale, invece, è una domanda troppo banale. O esistono delle situazioni gravissime in cui non lo è?
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
L’altro ieri Trump, nel corso di un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca, ha affermato che l’Ucraina è già stata sconfitta sul piano militare. La dichiarazione è stata rilasciata poco dopo la sua conversazione telefonica con Vladimir Putin. In particolare, Trump ha detto ai giornalisti:
Penso che l’Ucraina sia stata sconfitta sul piano militare, ok? Non lo sapreste se leggeste le fake news, ma sul piano militare… Guardate la loro flotta! Avevano 159 navi. Ogni nave ora è in fondo al mare.
Non sono certo uno psichiatra, ma utilizzando la pura logica posso ipotizzare alcune interpretazioni delle parole appena riportate:
1) dato che nel corso degli ultimi 4+ anni a essere di fatto eliminata è stata la flotta militare russa del Mar Nero, mentre le 159 navi sono quelle iraniane, Trump confonde ben tre Stati abbastanza diversi e lontani tra loro;
2) la conversazione con Putin ha risvegliato nel cranio di Trump l’espressione «guerra veloce» perché entrambi erano in partenza sicuri di poter vincere in pochi giorni;
3) Putin spera ancora di vincere in Ucraina, mentre Trump in alcune fasi della propria coscienza alternante pensa di aver sconfitto l’Iran;
4) Trump, probabilmente, considera Putin quasi un amico e, dunque, un alleato contro un nemico comune;
5) nella testa di Trump la Terra è piatta e triangolare l’Ucraina e l’Iran sono la stessa cosa.
Se vi sembra una interpretazione abbastanza pazza, ricordatevi che non è il riassunto dei pensieri di chi scrive, ma di chi cerca di immaginare il contenuto della testa di Trump ahahahaha
Il «Politico» ha intervistato diplomatici, militari ed esperti dei Paesi della NATO e ha elencato «cinque lacune», sulla base delle quali è giunto alla conclusione che la guerra in Medio Oriente ha dimostrato che i Paesi della NATO non sono pronti per una guerra con la Russia.
Ecco, molto probabilmente avete già letto quell’articolo o, almeno, ne avete sentito parlare. E, molto probabilmente, vi siete accorti della «sesta lacuna» presente nel suddetto articolo (no, questa volta Immanuel Kant non c’entra nulla ahahahaha). Tale lacuna consiste nel fatto che nella NATO non si vede l’ombra della volontà di entrare in un conflitto armato con la Russia. A partire dal 24 febbraio 2022 la NATO ha già avuto diverse occasioni da utilizzare come un pretesto per fare almeno qualcosa, almeno «indirettamente» e sul territorio dei propri Paesi-membri. Ma si è sempre astenuta, nonostante il fatto che in quelle occasioni le cinque lacune elencate dal «Politico» erano meno evidenti e meno critiche.
Anche se poi dobbiamo precisare che questa sesta lacuna è l’unica che riguarda la posizione attiva della NATO e dovrebbe essere recuperata per prima.
La Bloomberg scrive che la scorsa settimana il leader della Corea del Nord Kim Jong-un ha confermato: alcuni militari nordcoreani hanno commesso suicidio durante la guerra in Ucraina per evitare di finire prigionieri. In sostanza, si tratta di una conferma “ufficiale„ delle voci che circolavano già da tempo.
Io, a questo punto, posso pensare solo una cosa: la propaganda interna nordcoreana è realmente forte. Solo con questo posso spiegare il fatto che i militari nordcoreani preferiscono la morte alla possibilità di finire legalmente in un mondo libero. Il periodo della prigionia, la difficoltà legale di chiedere e ottenere l’asilo in Occidente e la conseguente vita economicamente difficile in un mondo sconosciuto per la mia logica dovrebbero comunque essere meglio della vita nella Corea del Nord. Ma i militari nordcoreani, evidentemente, hanno in mente due cose:
1) l’Occidente è l’inferno in Terra;
2) il rischio di essere rispediti a casa in qualità di combattenti arresi comporterà una morte dolorosa.
Preoccupante, direi.
Secondo un rapporto dell’Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace, lo scorso anno la Federazione Russa ha aumentato la spesa militare del 5,9% – raggiungendo i 190 miliardi di dollari – rispetto al 2024. Secondo i dati riportati, l’onere sul bilancio nazionale è del circa il 7,5% del PIL e il 20% della spesa pubblica totale. Nella classifica mondiale della spesa militare la Russia si è classificata al terzo posto dopo Stati Uniti e Cina.
Ecco: se anche a voi fosse già capitato di leggere di questo aumento, non dovete (purtroppo) pensare che lo Stato russo spenda troppo per la guerra e finisca dunque presto i soldi. Nonostante l’intelligence svedese sostenga che la Russia spenda più dichiarato, dobbiamo ricordare anche che l’URSS, senza avere una economia di mercato, negli ultimi anni spendeva tra i 15 e i 17% del PIL secondo i dati ufficiali e molto di più secondo le stime degli economisti: però era rimasta in piedi per più tempo della Russia putiniana dei tempi della guerra in Ucraina. Dal punto di vista economico l’URSS era finita molto male, non sappiamo ancora se la Russia putiniana finirà meglio o peggio, ma, purtroppo, non finirà stasera.
Nonostante sia un lunedì, posto un video: è brevissimo e senza l’audio rilevante, dunque potete vederlo anche ora…
Nel corso della evacuazione del Hilton di Washington dovuta alla ormai famosa sparatoria, una signora ha deciso di salvare ciò che le è più caro:
La morale: una evacuazione vera (e non le simulazioni del cazius con le quali ci torturano da anni) è un ottimo test psicologico, Arthur Conan Doyle avrebbe potuto costruire attorno a tale fatto un episodio ancora più interessante…
È accaduto un evento epocale: ho finalmente visto una video creato con l’AI in stile «realistico» che non provoca delle reazioni fisiologiche negative. I ragazzini della prima scena sembrano un po’ troppo simili tra loro (uno dei «vecchi» di tutto i modelli dell’AI), ma per il resto va bene.
Il video è stato creato con il Runway.
Il compositore francese Jules Émile Frédéric Massenet (1842–1912) è entrato nella storia musicale prevalentemente per le sue opere liriche: numerose e, nella maggioranza dei casi, di una certa popolarità già negli anni della prima esecuzione dal vivo. Tale fatto storico-culturale evidenzia, tra le altre cose, la grande «utilità» delle creature parassitarie chiamate critici musicali: infatti, i critici musicali contemporanei a Massenet affermarono che egli fu più un compositore sinfonico che teatrale e che la sua musica puramente orchestrale fosse migliore. Massenet, invece, ebbe un’opinione diametralmente opposta riguardo alle proprie capacità artistiche: per temperamento non fu portato a comporre opere sinfoniche, i limiti delle forme sonate gli portarono noia.
Io, per fortuna, non sono un critico musicale, sono un semplice ascoltatore e in tale qualità ho sempre preferito la musica sinfonica alle opere liriche (e le opere liriche al balletto) indipendentemente dal compositore autore, in generale, per temperamento mio. Ma oggi provo a essere un divulgatore imparziale e vi propongo due composizioni di Massenet di generi «in conflitto»: una opera lirica e un poema sinfonico.
L’opera lirica più breve di Jules Émile Frédéric Massenet è la «La Grand’Tante» («La prozia»), composta poco dopo il termine degli studi da parte del compositore ed eseguita per la prima volta il 3 aprile 1867. Ha solo un atto, ma per qualche strano motivo è disponibile su YouTube solo in una strana versione ucraina. Di conseguenza, sono stato a selezionarne solo un estratto, diretto da Stéphane Petitjean.
Il poema sinfonico di Jules Émile Frédéric Massenet che ho selezionato per oggi è la ouverture «Phèdre», composta nel 1873. Quella del video è l’esecuzione della Orchestre de la Suisse Romande:
Bene, la prossima volta che mi capita di tornare a questo compositore, mi concentro sulle mie preferenze personali e posto solo la musica sinfonica di Massenet.



RSS del blog

