Si può farne una collezione

Ormai posso iniziare a fare una collezione dei video su come l’esercito statunitense sequestra le petroliere della lotta «ombra» russa. Ecco il 7 gennaio:

Ancora il 7 gennaio:

Il 9 gennaio:

Aspettando le prossime puntate, rivedo di sera i video appena riportati ahahaha


La musica del sabato

In generale non sono proprio un grande fan della musica country, ma a volte essa capita – più o meno casualmente – nelle mie cuffie. In alcune occasioni è il YouTube a propormi qualche cantante con una insistenza particolare (e allora mi dico «ci sarà un motivo»), in altre occasioni qualche cantante country registra / si esibisce in collaborazione con qualcuno dei musicisti che mi piacciono.
L’ultimo dei cantanti country che mi è capitato di sentire – su proposta di YouTube in questo specifico caso – è Chris Stapleton. La Wikipedia sostiene che è un musicista pluripremiato, di conseguenza presumo che valga qualcosa nel proprio genere musicale (anche se l’opinione degli ascoltatori esperti spesso conta molto più dei premi). E visto che a me non ha provocato dei riflessi fisiologici catastrofici, oggi provo a postare due delle sue canzoni nella mia rubrica musicale.
La prima canzone di Chris Stapleton selezionata per oggi è la «Traveller» (dall’omonimo album del 2015, che poi è pure l’album d’esordio):

La seconda canzone di Chris Stapleton scelta per oggi è la «Tennessee Whiskey» (dello stesso album), un po’ più vicina alla mia visione del country:

Bene (bene?), ne abbiamo conosciuto un altro. Possiamo andare avanti.


La lettura del sabato

L’articolo segnalato per questo sabato è dedicato alla carriera militare (e alla esperienza nei negoziati con Mosca) del tenente generale ucraino Kyrylo Budanov, il nuovo capo negoziatore ucraino.
Il predecessore di Kyrylo Budanov come capo di gabinetto del presidente Zelensky, Andriy Yermak, era conosciuto come la seconda persona più potente dell’Ucraina. Nonostante ciò, ha avuto molto meno successo in ambito diplomatico. I funzionari statunitensi di entrambi gli schieramenti politici erano stanchi di trattare con Yermak già molto prima della sua destituzione nel dicembre 2025. E i negoziati diretti tra l’Ucraina e la Russia si sono interrotti l’estate scorsa. Ora lo sostituisce Budanov, un esperto di spionaggio e, sicuramente, considerato come un personaggio serio almeno dagli americani. Boh, vedremo…


66 organizzazioni internazionali

Come sapete, ieri Trump ha ordinato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali: di conseguenza, tutti i dipartimenti federali statunitensi devono cessare la partecipazione e il finanziamento di 31 strutture dell’ONU e 35 strutture non appartenenti all’ONU.
Se non ricordate un numero di nomi delle organizzazioni internazionali che possa costituire anche solo la metà del numero sopra indicato, consultate l’elenco completo sul sito web della Casa Bianca. Il senso di alcune di queste organizzazioni mi è chiaro: non sempre mi piace, ma almeno mi risulta comprensibile (alcune palesemente esistono per proteggere e/o finanziare i vari terroristi islamici: sappiamo da tempo di questa caratteristica dell’ONU).
Ma il senso di alcune altre organizzazioni elencate non mi è proprio chiaro, se non che sono state create esclusivamente per spartirsi i soldi (stipendi per grattarsi la pancia, viaggi «di lavoro», banchetti, etc.). Tutte queste organizzazioni incomprensibili sono assolutamente inutili, dal punto di vista pratico, in un’economia e in un sistema giuridico normalmente organizzati. Ecco alcuni esempi:
– Alleanza solare internazionale (International Solar Alliance) – organizzazione intergovernativa per la promozione dello sviluppo dell’energia solare,
– Organizzazione internazionale per il commercio sostenibile del legno tropicale (International Tropical Timber Organization),
– Patto per l’energia senza emissioni di carbonio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (24/7 Carbon-Free Energy Compact) – promozione dell’energia verde 24 ore su 24,
– Consiglio del Piano Colombo (Colombo Plan Council) – sviluppo sociale ed economico in Asia,
– L’istruzione non può aspettare (Education Cannot Wait) – fondo per l’istruzione dei bambini in situazioni di crisi e conflitto,
– Centro europeo di eccellenza per la lotta alle minacce ibride (European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats).
In generale, Trump si è comportato come al solito: seguendo la sua vecchia abitudine, ha mescolato insieme cose importanti e non importanti, ritirando gli USA sia dalle organizzazioni significative che da quelle inutili.
Ma per i prossimi anni ha fatto risparmiare al bilancio degli Stati Uniti qualche decimo di punto percentuale di spesa pubblica: questo è un dato di fatto, non so ancora quanto utile.


La caccia alle petroliere

Ieri, dopo diverse settimane di inseguimenti, gli americani hanno finalmente catturato due petroliere della flotta ombra russa che trasportavano petrolio venezuelano. Né la bandiera russa dipinta in fretta e furia (il petrolio, per qualche motivo, non è diventato russo) né le guardie armate (le quali, per qualche motivo, non hanno spaventato i militari americani) sono servite a qualcosa.
Questi non sono certo gli ultimi casi di sequestro di petroliere provenienti dal Venezuela, ma a noi, semplici osservatori esterni, possono bastare: è facile immaginare come ora sia in preda all’isteria praticamente tutta la leadership russa. Pubblicamente si limiteranno a difendere il loro amico Maduro e la base finanziaria del suo regime. Ma in realtà (nella loro mente) staranno già provando per la seconda volta in pochi giorni a immaginare cosa sarebbe successo a loro. È proprio questa seconda parte, non pubblica, dell’isteria che mi dà particolare soddisfazione.
Anche se, purtroppo, per il momento il governo americano non ha rivolto alcuna minaccia allo Stato russo. Perché Trump preferisce non litigare con chi ritiene forte: ne vedo due spiegazioni psicologiche, ma non ho ancora capito quale delle due prevale nella testa di Trump. Appena lo capisco, lo scrivo.


Buon Natale

Buon Natale a tutti coloro che lo festeggiano oggi. Speriamo che Egli eviti di mandare i propri rappresentanti terrestri ortodossi pure a casa vostra (e che li ritiri da dove si sono già intromessi).

Avete letto la Parola di un apateista. Nema.


Alla fine di dicembre la maggioranza di noi, indipendentemente dalle festività preferite, ha mangiato molto più del solito. Suppongo che tutti ne abbiano ancora i ricordi abbastanza freschi e, di conseguenza, sfrutto la situazione per fare un sondaggio sul cibo:

L’olio di palma, quando geneticamente modificato, diventa...

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In caso di dubbio chiedete ai vostri amici o parenti che hanno studiato poco a scuola.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.


La prova della predica

Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, a quanto pare, in questi giorni sta attivamente provando il proprio discorso natalizio rivolto ai clienti abituali del suo teatro. Ieri ha provato fino a questo punto:

È proprio in Russia che si sta formando una civiltà speciale, che senza dubbio diventerà attraente per un gran numero di Paesi nel mondo. E la particolarità della nostra civiltà russa contemporanea consiste nel fatto che uniamo la scienza all’avanguardia, un sistema politico sviluppato, un’economia sviluppata con una fede sincera e profonda nel Signore e Salvatore.

Secondo lui, mentre «i paesi prosperi dell’Occidente rifiutano Dio», in Russia vengono costruite migliaia di chiese. «Il nostro Paese», ha osservato allo stesso tempo, «è in prima linea nello sviluppo scientifico e tecnologico, e la sua potenza è testimoniata dai brillanti risultati scientifici ottenuti anche in quei settori che la maggior parte dei Paesi occidentali non ha ancora affrontato».
I rappresentanti della scienza all’avanguardia che non sono riusciti a scappare all’estero sono vengono messi al sicuro in locali ben protetti con le sbarre (per «spionaggio», cioè per aver pubblicato lavori scientifici su riviste straniere e per aver partecipato a seminari internazionali). Il sistema politico è davvero sviluppato: solo che Kirill ha dimenticato di specificare quale forma di sistema politico sia così ben sviluppata nella Federazione Russa (non è un politologo, perdoniamogli questa imprecisione). Non ho capito bene la battuta sull’economia sviluppata, basata sull’esportazione di materie prime e sull’importazione di tutto il resto, ma forse Kirill la stava confrontando con l’economia pianificata dei tempi della propria giovinezza. Anche la fede sincera e profonda nel Signore e nel Salvatore è presente nel popolo, ma Kirill non ha specificato a quali personaggi fiabeschi più concreti si riferisse la suddetta fede (so solo che queste divinità chiedono molto poco ai credenti: due o tre volte all’anno stare in chiesa con una candela accesa, costruire ancora più casette con cupole dorate, sbattere la fronte sul pavimento durante la preghiera e violare più volte possibile tutti e dieci i detestati comandamenti cristiani in quattro anni).
Insomma, il vecchio Kirill ha detto tutto giusto.


L’ottimismo (?) di Trump

L’operazione speciale – in questo caso non ho paura di utilizzare tale termine – per catturare il dittatore Maduro è stata indubbiamente condotta in modo brillante. La facilità del successo fa logicamente sospettare che tra le autorità venezuelane non tutti erano contrari alla eliminazione di Maduro, ma in questo momento vorrei parlare di un altro aspetto dell’accaduto: di un aspetto che non ci costringe a scendere al livello delle dietrologie.

Volevo sottolineare che catturare Maduro non è nemmeno la metà dell’opera, è solo circa un decimo di ciò che è necessario fare affinché il regime di Maduro cessi di esistere e affinché in Venezuela si tengano le elezioni libere e democratiche. Rimuovere il dittatore senza distruggere la struttura del suo potere è un evidente nonsenso. La dittatura cessa di esistere non quando viene rimosso il dittatore, ma quando al posto del suo regime subentrano persone completamente nuove.
Trump, invece, cosa ha fatto? È un noto amante delle soluzioni facili e veloci (che nella vita reale funzionano molto raramente), dunque ha dichiarato di aver già «concordato tutto» con la vicepresidente del Venezuela Delcy Rodríguez. Quest’ultima, però, è una vecchia complice di Maduro, responsabile di tutti i mali della vita venezuelana non meno del proprio capo. Dunque Trump ritiene che l’intera struttura del potere costruita da Maduro improvvisamente inizierà a funzionare come vuole lui solo perché è stato tolto Maduro? Su cosa si basa questa grande certezza? Sarebbe un po’ come rapire Putin dalla Russia e poi dichiarare che tutta la pienezza del potere ora passa a Patrushev [metteteci pure il cognome che conoscete meglio] e che è già stato «concordato tutto» con Patrushev. Ma l’ipotetico Patrushev, molto probabilmente, risponderà «grazie mille per il regalo, ora sono io putin di tutta la Russia!».
La stessa Delcy Rodríguez è già intervenuta sulla televisione nazionale e ha dichiarato che «l’unico presidente legittimo del Paese è Nicolás Maduro». Rodriguez ha anche chiesto il rilascio «immediato» di Maduro e della sua moglie. Si può ipotizzare che abbia in questa fase paura, per qualche strano motivo, del ritorno di Maduro o della vendetta dei vicini collaboratori di Maduro. Ma altrettanto facilmente si può ipotizzare che trasformerà la figura di Madura in un simbolo politico quasi religioso (della portata del simbolo chiamato Chavez) per continuare a governare come prima «in suo nome».
Trump, a questo punto, cosa farà? Rapirà pure Delcy Rodríguez? Pensa di riuscirci facilmente per la seconda volta in poco tempo? O ha davvero messo in atto tutta questa operazione senza pensare bene ai passi successivi?

Detto tutto questo, aggiungo un breve anticipo dell’argomento sul quale sto riflettendo da mesi e al quale si possono dedicare dei testi molto più lunghi e seri. Dobbiamo riconoscere il nostro mondo è cambiato radicalmente negli ultimi anni. È cambiato non per colpa di Trump (il quale è solo una delle conseguenze e che ha dei propri peccati). È cambiato nel senso che è tornata a crescere l’importanza della «legge del più forte». Può non piacerci, ma sta succedendo. Può non piacerci, ma tale «nuova» realtà permette di non aspettare che il male sparisca o si penta da solo, ma di eliminarlo senza tollerarlo. Il diritto internazionale pubblico, del quale tutti si sono ricordati ora, (ma in realtà anche qualsiasi diritto nazionale) ci costringeva a tollerare il male… Ma non voglio dilungarmi troppo, ne scriverò un’altra volta.


Le pubblicità natalizie

La grande catena francese di supermercati Intermarché ha pubblicato un video pubblicitario intitolato «Una storia di Natale» su un lupo che tutti temevano e con cui nessuno voleva fare amicizia. Poi, su consiglio di un riccio, il lupo è diventato pescetarianista e tutti hanno iniziato ad amarlo. Il video è diventato velocemente e meritatamente popolare. Il fatto è che si tratta di un cartone animato tradizionale, disegnato da artisti vivi e non da una AI senz’anima.

Beh, confrontate il suddetto video con la pubblicità del McDonald’s, alla quale potremmo assegnare il prestigioso premio «Peggior pubblicità dell’anno 2025».

Ancora una volta, buone feste a tutti!