La Reuters, citando le valutazioni di esperti militari e la propria analisi delle immagini satellitari, riferisce che la Russia ha quasi completato la costruzione di una nuova grande base per il lancio di droni a reazione nei pressi della città di Millerovo, nella regione di Rostov.
I lavori di costruzione procedono nel contesto degli attacchi con droni d’attacco a reazione lanciati dalla Russia, che si sono intensificati nelle ultime settimane. Per le forze ucraine è estremamente difficile intercettare questi velivoli ad alta velocità, in grado di raggiungere i 600 km/h.
Potete leggere da soli tutti i dettagli (se non l’avete ancora fatto), quindi io passo direttamente alle conclusioni. Più precisamente, a una conclusione banale che dovrebbe venire in mente a qualsiasi persona dotata di logica. Se i Paesi occidentali non hanno la possibilità o (o?) la voglia di organizzare forniture massicce di munizioni all’Ucraina, a questo punto si potrebbero ottimizzare gli sforzi e limitarsi a fornire un numero sufficiente di missili in grado di distruggere sul territorio russo obiettivi simili a quello in fase di completamento (vedi sopra). Questo alleggerirebbe il carico sulla difesa aerea ucraina e salverebbe un gran numero di vite ucraine. Inoltre, forse, questo farebbe piacere a Trump: dopotutto, contribuirebbe al rispetto dei vari «accordi» da parte di Putin.
Immagino che i negoziati su una soluzione di questo tipo siano già in corso, e pure da tempo.
Dove colpire
(16 Ottobre 2026)
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