Come forse saprete, l’UE ha già vietato l’acquisto di GNL russo con contratti a breve termine, mentre il divieto totale di importazione di GNL russo con contratti a lungo termine entrerà in vigore il 1° gennaio 2027; le forniture di gas tramite gasdotto saranno vietate più avanti nello stesso anno.
Ora il Financial Times, citando i dati della società di analisi Kpler, riferisce che nella prima metà del 2026 i Paesi-membri dell’Unione Europea hanno acquistato una quantità record di 9,89 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto dalla società russa «Yamal LNG»: si tratta di un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di conseguenza, l’Europa ha acquistato quasi tutto il GNL prodotto dall’azienda in sei mesi.
Secondo le stime dell’organizzazione non governativa tedesca Urgewald, le forniture potrebbero essere costate agli acquirenti europei circa 6 miliardi di euro. La Francia è stata il principale acquirente, con 3,6 milioni di tonnellate. Il Belgio ha importato 2,9 milioni di tonnellate, la Spagna 2,7 milioni di tonnellate.
Questa è l’ennesima — e forse una delle più assurde — dimostrazioni del fatto che non ha molto senso introdurre le sanzioni nell’ambito delle risorse non eliminabili dal mercato globale. Sarebbe una mossa burocraticamente facile, ma totalmente inutile dal punto di vista pratico. L’UE, attualmente, è un organo burocratico.
Le sanzioni molto furbe
(14 Luglio 2026)
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