L’archivio del tag «usa»

Una pausa per le battute stupide

L’AFP scrive che gli agenti della tristemente nota ICE saranno tra i responsabili per la sicurezza alle Olimpiadi invernali 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo. Capisco la reputazione dell’ICE non permetterebbe fare battute (nemmeno con la scusa di essere una persona un po’ stupida), ma, purtroppo, quello che sto per scrivere potrebbe essere non una battuta… Le battute di qualità si basano sulla realtà, ma in questo caso la realtà è l’ingrediente quantitativamente prevalente.
Trump ha detto: «lo so, in Italia fa sempre caldo, bisogna vendere a loro un po’ di ghiaccio per le Olimpiadi. Se non comprano, mettiamo le tariffe. MAGA!»
I collaboratori di Trump: «abbiamo capito, mandiamo il ghiaccio in Italia».
I geni – anche quelli alternativi – si capiscono sempre bene. Il risultato: in Italia arriva l’ICE. Mi sembra una situazione molto realistica.
Nel frattempo, Gregory Bovino è stato rimosso da capo dell’ICE e, pare, tra poco sarà pure mandato in pensione. Ma, considerati i criteri con i quali si diventa agenti dell’ICE, non penso che qualcosa cambi radicalmente in meglio. In così poco tempo, poi.


Il Nobel in arrivo

Il sito web della Casa Bianca ha pubblicato il testo di un discorso di Michael Kratsios, direttore per la scienza e la tecnologia della Casa Bianca e principale consigliere scientifico del Presidente degli USA Donald Trump.
Michael sostiene che la tecnologia americana ci permette di manipolare il tempo e lo spazio. Se non ci credete, ecco la citazione precisa:

Our technologies permit us to manipulate time and space. They leave distance annihilated, cause things to grow, and improve productivity.

Ho talmente tante considerazioni in merito, che non da quale iniziare… Provo a procedere nell’ordine del tutto casuale.
Si potrebbe tornare nel giorno 14 settembre 1945 e convincere due persone a non farlo? E il 7 gennaio 1952, se la tecnologia funziona anche fuori dagli USA?
Oppure è una tecnologia per far scivolare un territorio ghiaccioso più verso il continente americano?
Pochi anni fa avevo sentito un presidente parlare dei «nuovi principi della fisica» che stanno alla base del funzionamento dei suoi missili super potenti (anche se mostrati solo nei cartoni animati). Si tratta del risultato di uno spionaggio scientifico o di una collaborazione?
Trump non ha ottenuto il Nobel per la pace e ora ha spostato l’attenzione verso quello per la fisica?
Ho troppe domande e posso ipotizzare troppi modi di applicare la suddetta tecnologia: è meglio che mi fermi…


Si può farne una collezione

Ormai posso iniziare a fare una collezione dei video su come l’esercito statunitense sequestra le petroliere della lotta «ombra» russa. Ecco il 7 gennaio:

Ancora il 7 gennaio:

Il 9 gennaio:

Aspettando le prossime puntate, rivedo di sera i video appena riportati ahahaha


66 organizzazioni internazionali

Come sapete, ieri Trump ha ordinato il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali: di conseguenza, tutti i dipartimenti federali statunitensi devono cessare la partecipazione e il finanziamento di 31 strutture dell’ONU e 35 strutture non appartenenti all’ONU.
Se non ricordate un numero di nomi delle organizzazioni internazionali che possa costituire anche solo la metà del numero sopra indicato, consultate l’elenco completo sul sito web della Casa Bianca. Il senso di alcune di queste organizzazioni mi è chiaro: non sempre mi piace, ma almeno mi risulta comprensibile (alcune palesemente esistono per proteggere e/o finanziare i vari terroristi islamici: sappiamo da tempo di questa caratteristica dell’ONU).
Ma il senso di alcune altre organizzazioni elencate non mi è proprio chiaro, se non che sono state create esclusivamente per spartirsi i soldi (stipendi per grattarsi la pancia, viaggi «di lavoro», banchetti, etc.). Tutte queste organizzazioni incomprensibili sono assolutamente inutili, dal punto di vista pratico, in un’economia e in un sistema giuridico normalmente organizzati. Ecco alcuni esempi:
– Alleanza solare internazionale (International Solar Alliance) – organizzazione intergovernativa per la promozione dello sviluppo dell’energia solare,
– Organizzazione internazionale per il commercio sostenibile del legno tropicale (International Tropical Timber Organization),
– Patto per l’energia senza emissioni di carbonio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (24/7 Carbon-Free Energy Compact) – promozione dell’energia verde 24 ore su 24,
– Consiglio del Piano Colombo (Colombo Plan Council) – sviluppo sociale ed economico in Asia,
– L’istruzione non può aspettare (Education Cannot Wait) – fondo per l’istruzione dei bambini in situazioni di crisi e conflitto,
– Centro europeo di eccellenza per la lotta alle minacce ibride (European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats).
In generale, Trump si è comportato come al solito: seguendo la sua vecchia abitudine, ha mescolato insieme cose importanti e non importanti, ritirando gli USA sia dalle organizzazioni significative che da quelle inutili.
Ma per i prossimi anni ha fatto risparmiare al bilancio degli Stati Uniti qualche decimo di punto percentuale di spesa pubblica: questo è un dato di fatto, non so ancora quanto utile.


La caccia alle petroliere

Ieri, dopo diverse settimane di inseguimenti, gli americani hanno finalmente catturato due petroliere della flotta ombra russa che trasportavano petrolio venezuelano. Né la bandiera russa dipinta in fretta e furia (il petrolio, per qualche motivo, non è diventato russo) né le guardie armate (le quali, per qualche motivo, non hanno spaventato i militari americani) sono servite a qualcosa.
Questi non sono certo gli ultimi casi di sequestro di petroliere provenienti dal Venezuela, ma a noi, semplici osservatori esterni, possono bastare: è facile immaginare come ora sia in preda all’isteria praticamente tutta la leadership russa. Pubblicamente si limiteranno a difendere il loro amico Maduro e la base finanziaria del suo regime. Ma in realtà (nella loro mente) staranno già provando per la seconda volta in pochi giorni a immaginare cosa sarebbe successo a loro. È proprio questa seconda parte, non pubblica, dell’isteria che mi dà particolare soddisfazione.
Anche se, purtroppo, per il momento il governo americano non ha rivolto alcuna minaccia allo Stato russo. Perché Trump preferisce non litigare con chi ritiene forte: ne vedo due spiegazioni psicologiche, ma non ho ancora capito quale delle due prevale nella testa di Trump. Appena lo capisco, lo scrivo.


Fallito chi?

Il segretario al Tesoro degli USA Scott Bessent ha criticato il pacchetto di sanzioni che l’Unione Europea introdurrà contro la Russia a partire dall’inizio del 2026:

The Europeans told me, «Oh, we are doing our 19th sanctions package». In my mind… if you’re going to do something 19 times, you filed.

È vero che le sanzioni dell’UE, essendo elaborate prevalentemente dai burocrati, hanno uno scarso valore pratico (sono spesso ridicole, impossibili da applicare, irrilevanti per gli obiettivi che perseguono etc.). Ma poi c’è chi, invece, per l’ennesima volta presenta un «piano di pace» dettato dall’aggressore e conduce le «trattative» che mirano a introdurre degli obblighi solo per l’aggredito. Ecco, quest’ultimo forse non si chiama fallito, ma con qualche termine più pesante.


Make Penny Great Again

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha ufficialmente cessato l’emissione delle monete da un centesimo. Mercoledì 12 novembre, la Zecca di Filadelfia (l’ultima delle quattro Zecche statunitensi esistenti ora) ha coniato l’ultimo penny. Le ultime monete coniate saranno, come scrive la CNN, vendute all’asta. Il costo di conio di un penny era pari a 3,7 centesimi, superiore al valore della moneta stessa. Dieci anni fa il costo di produzione era pari alla metà dell’attuale. Nel febbraio di quest’anno, Trump ha ordinato di cessare l’emissione di nuove monete da un centesimo, adducendo come motivazione il costo elevato della loro produzione. L’ultimo penny è stato coniato a Filadelfia alla presenza del tesoriere degli Stati Uniti Brandon Beach. Secondo la sua affermazione, le ultime monete saranno vendute all’asta. Il penny è stata una delle prime monete statunitensi, coniata per la prima volta nel 1787. La loro produzione in serie è iniziata sei anni dopo, nel 1793, con la fondazione della Zecca. La moneta è stata coniata per 238 anni.
Come probabilmente sapete, tutte le monete (come tutte le banconote) statunitensi sono accettate come strumento di pagamento indipendentemente dal loro anno di emissione. Aggiungiamo a questo fatto la stima secondo la quale attualmente negli Stati Uniti sono in circolazione circa 300 miliardi di monete da un penny, poco meno di 9 dollari per ogni abitante del Paese. Tutte quelle monete appartengono a 12 tipi che si distinguono tra loro per design e per i metalli utilizzati. I primi sei tipi (per semplificare, diciamo che sono quelli cognati prima del 1958) saranno un po’ difficili da trovare in circolazione, ma ora non importa (io ho un esemplare del 1955 ahahaha).
La mia grande domanda è: come faccio ora a trovare almeno una parte di quei 300 miliardi di monete da un penny? Ora che iniziano, molto probabilmente, a ritirarle dalla circolazione o nascondere nelle case private come un ricordo… Perché nella mia collezione mancano 5 delle versioni cognate nel XXI secolo (alcune appartengono alle edizioni commemorative). Mi sa che devo trovare il modo di far mettere nella testa di Trump lo slogan «make penny great again».


Una idea interessante!

Molto probabilmente lo avete letto anche voi: l’Associated Press ha scritto che tra il 2024 e il 2025 un funzionario del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha cercato di reclutare il pilota capo del presidente venezuelano Nicolas Maduro affinché portasse quest’ultimo in un luogo dove gli USA avrebbero potuto arrestarlo. Il tentativo, però, era andato male nonostante un lungo e faticoso lavoro. Capita: solo una piccola parte delle buone idee arriva alla realizzazione sperata.
Ma perché non hanno (non hanno?) provato a farlo anche con qualche altro presidente? Probabilmente, perché ci sono più ostacoli rispetto al «caso Maduro». Prima di tutto, il personaggio che intendo io viaggia pochissimo. In secondo luogo, i suoi piloti sono sicuramente controllati dagli agenti (e potrebbero essere degli agenti loro stessi) di una nota organizzazione; gli agenti-controllori sono poi controllati da altri agenti e ognuno non si fida degli altri, riferendo tutto ai capi. In terzo luogo, negli ultimi mesi ho letto alcune indagini in base alle quali quel personaggio tende, addirittura, di fare diversi suoi viaggi di livello nazionale sui treni speciali (un po’ come il suo collega nordcoreano, anche egli ragionevolmente preoccupato per la propria sicurezza).
Ma, soprattutto, il mancato coinvolgimento del pilota di Maduro lo ha reso ancora più attento e sospettoso.
Gli americani sicuramente sanno queste (e molte altre) cose da tempo e meglio di noi. Ma la speranza che un giorno ci riprovino resta con me, ahahaha


Sergio Gor

Times of Malta e OCCRP rivelano: il direttore dello staff della Casa Bianca Sergio Gor, 38 anni, è nato in Uzbekistan, nell’Unione Sovietica e ha «nascosto» le proprie origini. E ci è stato a Mosca per due volte: nel 2017 e nel 2018.
In particolare, Sergio Gor è nato il 30 novembre 1986 a Tashkent. Secondo i giornalisti, Gor ha vissuto a Malta per almeno cinque anni durante la sua infanzia. In particolare, dal 1996 al 1999 ha studiato in una scuola cattolica per ragazzi nella città di Vittoriosa. In seguito (non è specificato quando), la famiglia di Gor è emigrata negli Stati Uniti, dove ha ottenuto la cittadinanza.
Conoscendo l’attenzione della amministrazione Trump verso certi dettagli, non posso escludere che i sospetti dei giornalisti fossero fondati. Ma, allo stesso tempo, tenendo conto della età di Gor e del tempo ridotto che ha vissuto nell’URSS (in sostanza, solo da bambino che non ragiona sulla politica), posso altrettanto facilmente presumere che fosse realmente convinto del fatto che non esiste alcun legame tra la Russia e le altre ex repubbliche dell’URSS. Potrebbe anche essere sinceramente convinto di «non c’entrare nulla con la Russia» perché ci ha vissuto poco in quella zona.
Insomma, per ora mi sembra più una notizia sul contenuto del cervello di una persona che sul fatto di una infiltrazione.
Vedremo.


Non è un errore

Dopo la visione di alcune immagini delle manifestazioni «No Kings» (contro la politica di Trump) e, in particolare, quella di San Francisco…

… sono andato a controllare: secondo le regole vigenti, la bandiera statunitense può essere messa al contrario solo in un caso. Quando si vuole segnalare un pericolo o la resa.
Immagino (e condivido) che i manifestanti intendano la prima delle opzioni.