Sabato Trump ha invitato Zelensky ad avviare negoziati con la Russia per porre fine alla guerra. Mentre le fonti di Bloomberg (probabilmente inventate, ma non ne sono certo) già venerdì avevano riferito che Trump, durante l’incontro con Zelensky a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU, gli aveva proposto di recarsi a Mosca per incontrare Putin. Zelenskyy, secondo gli «interlocutori» dell’agenzia, avrebbe rifiutato la proposta di Trump. Ufficialmente, l’ufficio del Presidente ucraino ha dichiarato che Trump non ha proposto a Zelensky di recarsi a Mosca per i negoziati.
Supponiamo che tutto quanto sopra sia vero. In tal caso, si possono sottolineare due cose. In primo luogo, è assolutamente normale che l’ufficio di Zelensky non voglia mettere ulteriormente in evidenza il livello di idiozia di Trump.
In secondo luogo, Zelensky avrebbe potuto coniugare la sua professione precedente con quella attuale: proporre a Trump di dare l’esempio recandosi a Teheran per i negoziati (una battuta attualmente molto diffusa su Internet), ma farlo in modo molto diplomatico. Ma se una proposta del genere fosse stata avanzata, non ne avremmo saputo da «fonti» di Bloomberg: sarebbe stato lo stesso Trump a iniziare in qualche modo a parlare pubblicamente dell’argomento.
L’archivio del tag «trump»
Associated Press riferisce che ieri Donald Trump ha esortato il presidente ucraino Vladimir Zelensky a cessare gli attacchi contro gli impianti russi legati alla produzione del diesel, affermando che tali attacchi ne causano una carenza.
Mr. Zelenskyy has to do one thing. He has to stop knocking out diesel fuel in Russia.
Mi ricordo che mesi fa qualcuno (non mi ricordo precisamente chi) aveva affermato che Trump sia realmente contrario alla guerra in Ucraina a causa delle presunte convinzioni personali o religiose. Anche se dovesse essere vero, ieri mattina si era svegliato senza quelle convinzioni e, di conseguenza, non ha detto che gli attacchi russi causano la carenza degli ucraini. Però ogni giorno si sveglia con le convinzioni diverse, non bisogna perdere la speranza…
Anche se, purtroppo, la comprensione del fatto che le azioni della Ucraina sono la risposta alle azioni della Russia sarà sempre un concetto troppo difficile per Trump, indipendentemente da come si sveglia.
La Reuters riferisce che l’amministrazione di Trump intende stanziare 4 milioni di dollari a sostegno dei media di destra in Europa. I fondi stanziati dovrebbero servire a «rafforzare i legami transatlantici e tutelare la libertà di espressione».
Se la notizia di cui sopra fosse vera, non saprei definire con certezza quale sia la mia posizione al riguardo.
A livello puramente teorico, è negativa. Non mi piace l’influenza di qualsiasi Stato sui media privati, e a maggior ragione se proviene dall’amministrazione Trump.
D’altra parte, sappiamo bene che lo Stato russo, ancora prima della guerra, per qualche motivo aveva deciso di diffondere la propria propaganda in Europa proprio attraverso i media di destra (nonostante il fatto che tradizionalmente siano i media di sinistra ad essere più inclini a diffondere la sua propaganda). L’amministrazione Trump vuole e può vincere la concorrenza di mercato e «rubare» i media di destra europei a Putin? Per i collaboratori (per non dire «fratelli di spirito») di Trump, mi sembra che si tratti di uno schema troppo complesso da pianificare e realizzare. E se, invece, volesse e potesse farlo? Allora quattro milioni sarebbero un po’ troppo pochi…
In ogni caso, sperare non fa tanto male. Bisogna osservare il processo e continuare a protestare contro qualsiasi propaganda disumana.
Il 25 luglio hanno rifatto la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca (se vi ricordate, quella del 25 aprile era stata interrotta da una sparatoria). Per me, l’esempio più interessante dello «humor» di Trump in realtà è stato questo:
E non l’ennesima battuta sulle «tre vittorie» alle elezioni.
Trump ha incontrato Zelensky l’8 luglio durante il vertice NATO ad Ankara, dove ha promesso di concedere all’Ucraina la licenza per la produzione di missili Patriot e ha accolto con favore gli attacchi a lungo raggio delle Forze armate ucraine sul territorio russo, definendoli «un’escalation che potrebbe portare alla fine della guerra». L’ufficio del presidente ucraino ha dichiarato che l’incontro tra Trump e Zelenskyy è stato «uno dei migliori, se non addirittura il migliore» di sempre.
Prima dell’incontro, Trump aveva dichiarato pubblicamente che, al termine dello stesso, avrebbe chiamato Putin. Ma, come ha riferito il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, la telefonata non è avvenuta: «Il signor Trump, a quanto pare, era molto impegnato dopo tutti i contatti avuti ad Ankara, quindi ieri nessuno ha chiamato».
Nonostante tutto, mi diverte ancora tanto la convinzione degli «abitanti» del Cremlino che si possa avere un rapporto stabile e costantemente positivo con Donald Trump (secondo me sono gli unici sulla Terra a non essersi ancora accorti che quello cambia idea su tutto più volte al giorno). E, allo stesso tempo, noto quasi una servile ammirazione per l’America proprio tra gli abitanti del Cremlino: sembrano che cerchino di far vedere a tutti di essere pari ai grandi (in tutti i sensi) amministratori statunitensi. Anzi, di essere dei partner prescelti degli ammirevoli amministratori statunitensi: per esempio, nel messaggio di auguri per i 250 anni della Indipendenza destinato a Trump, Putin gli aveva dato del tu. Era talmente desideroso di apparire un grande amico del «mitico» Trump, che si era dimenticato che il «tu» è percepibile solo nel testo russo del messaggio…
Ahahahaha, hanno fatto una diretta di quasi 12 ore dal luogo di un evento democratico importantissimo: la rimozione del nome di Donald Trump dalla facciata del Kennedy Center (nessuna parte della frase è uno scherzo o sarcasmo: è tutta gioia).
Spero che ci attendano altre dirette. E non solo dagli USA.
L’altro ieri Trump, nel corso di un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca, ha affermato che l’Ucraina è già stata sconfitta sul piano militare. La dichiarazione è stata rilasciata poco dopo la sua conversazione telefonica con Vladimir Putin. In particolare, Trump ha detto ai giornalisti:
Penso che l’Ucraina sia stata sconfitta sul piano militare, ok? Non lo sapreste se leggeste le fake news, ma sul piano militare… Guardate la loro flotta! Avevano 159 navi. Ogni nave ora è in fondo al mare.
Non sono certo uno psichiatra, ma utilizzando la pura logica posso ipotizzare alcune interpretazioni delle parole appena riportate:
1) dato che nel corso degli ultimi 4+ anni a essere di fatto eliminata è stata la flotta militare russa del Mar Nero, mentre le 159 navi sono quelle iraniane, Trump confonde ben tre Stati abbastanza diversi e lontani tra loro;
2) la conversazione con Putin ha risvegliato nel cranio di Trump l’espressione «guerra veloce» perché entrambi erano in partenza sicuri di poter vincere in pochi giorni;
3) Putin spera ancora di vincere in Ucraina, mentre Trump in alcune fasi della propria coscienza alternante pensa di aver sconfitto l’Iran;
4) Trump, probabilmente, considera Putin quasi un amico e, dunque, un alleato contro un nemico comune;
5) nella testa di Trump la Terra è piatta e triangolare l’Ucraina e l’Iran sono la stessa cosa.
Se vi sembra una interpretazione abbastanza pazza, ricordatevi che non è il riassunto dei pensieri di chi scrive, ma di chi cerca di immaginare il contenuto della testa di Trump ahahahaha
Non sono riuscito a scegliere un solo video «domenicale», quindi oggi ce ne saranno ben tre. Ma saranno molto brevi.
Paula White-Cain, consulente della Casa Bianca per le questioni religiose sotto l’amministrazione Trump e responsabile del White House Faith Office, condivide una grande verità:
Come non credere a una professionista così forte nel proprio campo?
Personalmente, l’unica cosa che mi salva è che credo più negli sceneggiatori e nei registi di talento che nelle fiabe dell’antico Oriente e nei loro fanatici estimatori.
P.S.: sì, in origine era un testo biblico, ma è stato proprio uno sceneggiatore a «lavorarci» sopra.
Ieri Trump ha dichiarato che le autorità iraniane avrebbero chiesto agli Stati Uniti di dichiarare un cessate il fuoco.
Iran’s New Regime President, much less Radicalized and far more intelligent than his predecessors, has just asked the United States of America for a CEASEFIRE! We will consider when Hormuz Strait is open, free, and clear. Until then, we are blasting Iran into oblivion or, as they say, back to the Stone Ages!!! President DJT
Considerando che non si tratta della prima dichiarazione del genere da parte di Trump – sia per il senso generale del contenuto, sia per il legame con la realtà – sono sempre più convinto che egli si rivolge in questo modo non ai propri elettori e/o cittadini, ma proprio alle autorità iraniane. In sostanza, chiede a loro di stare al gioco («sì, lo abbiamo chiesto noi») per permettergli di interrompere presto l’intervento militare spacciandosi per vincitore. Ma le autorità iraniane, a grandissima sorpresa, non ci stanno…
In sostanza, questo genio di strategia ha creato l’immagine dell’Iran come Paese forte, in grado di opporsi agli Stati Uniti e di bloccare impunemente metà del commercio marittimo: un Paese con cui è meglio essere in buoni rapporti. Bisogna riconoscere nonostante il fatto che l’attuale regime iraniano non merita alcuna forma di simpatia.
Qualcuno ha fatto lo sforzo di ritagliare il frammento del video sulla «military operation» e io non potevo non salvarlo per il mio «museo»:
Sì, di solito apprendo le notizie dai testi e non dai video…



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